Cultura & Attualità

100 anni
Messaggio del 04-02-2009 alle ore 09:43:50
Messaggio del 04-02-2009 alle ore 09:51:57
Manifesto del futurismo
"Le Figarò" 20 Febbraio 1909



1-Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.


2-Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.


3-La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.


4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità


5-Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.


6-Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.


7-Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.


8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.


9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore


10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria


11-Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo

Queste le parole con cui Filippo Tommaso Marinetti fonda il 20 Febbraio 1909 a Parigi il manifesto futurista. Testo integrale del manifesto del futurismo a firma Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà, Mario Sironi, Fortunato Depero, Antonello Sant'Elia, Luigi Russolo.









Il Manifesto del Futurismo, fu pubblicato anche su Le Figaro di Parigi il 20 febbraio 1909, ma è stato dimostrato esser stato prima pubblicato sul quotidiano Arena di Verona, in lingua italiana, il 9 febbraio 1909, alle pagine 1 e 2, come il 18 maggio 2008 lo stesso quotidiano (ora con testata L'arena) prodotto a pagina 57 - sulla base di ricerche dello studioso veronese Antonio Pantano che ha condotto la priorità della nascita all'Italia - fu scritto da Filippo Tommaso Marinetti e rilasciato in forma declamatoria per fornire una raccolta concisa di pensieri, convinzioni e intenzioni dei Futuristi. Può essere interessante leggere questo testo perché, nella sintesi degli articoli, permette una comprensione più nitida dell'evoluzione culturale in Italia all'inizio del XX secolo, che avrebbe, nel giro di pochi anni, contribuito al successo del Fascismo.

Le relazioni tra Futurismo e Fascismo non sono generalmente ammesse, ma la violenza estrema di questo manifesto può aiutare a spiegare perché il Fascismo ebbe l'opportunità di usare con successo il suo stile ed il suo aspetto tipicamente nazionalista.




[img=http://www.scultura-italiana.com/Approfondimenti/Foto/Boccioni%20-%20Forme%20uniche%20della%20continuita'%20nello%20spazio%20(Milano).jpg]


Messaggio del 04-02-2009 alle ore 09:53:07
me credevo i 100 anni della Montalcini!!!


sdassssssssssssssss
Messaggio del 06-02-2009 alle ore 09:52:06
MILANO - «Rissa in Galleria», di nome e di fatto. Con tanto di irruzione dei vigili urbani che chiedono i documenti a un esterrefatto e furibondo assessore alla Cultura. Una scena madre, tanto da far quasi pensare a copione già scritto, un'altra idea del vulcanico Massimiliano Finazzer Flory per «movimentare» la sua performance futurista. E invece no, era tutto vero: l'ennesimo caso di settori diversi del Comune che non «si parlano» tra loro. Altro che «grande festa con tanta gente intorno, con danzatrici e danzatori che festeggiano il Futurismo», com'era nelle intenzioni dell'assessore. Però Filippo Tommaso Marinetti, che cent'anni fa fondò il movimento futurista, di sicuro sarebbe contento dell'esito della performance: la «Rissa in Galleria» per poco non c'è stata sul serio.L'IRRUZIONE - L'evento era più che annunciato, organizzato dal Comune stesso per il centenario del Futurismo: «Rissa in Galleria», evento teatrale con 33 giovani danzatori-attori impegnati a dar vita all'omonimo quadro di Boccioni. Annunciati anche gli orari: le 14, 15, 16, e 17 di oggi. Eppure alle 14, quando i ragazzi hanno fatto «irruzione» in Galleria indossando i loro costumi colorati e hanno iniziato la rappresentazione, sono entrati in scena anche alcuni agenti della polizia urbana in divisa. A quando riferito dal vicesindaco Riccardo De Corato, al centralino di piazza Beccaria erano arrivate alcune chiamate che provenivano da uffici e negozi della Galleria e che lamentavano il volume alto della musica (ciascuna performance, peraltro, durava pochi minuti). Gli agenti hanno chiesto ai presenti le autorizzazioni per l'occupazione del suolo pubblico e per la musica. Hanno anche chiesto i documenti all'assessore alla Cultura, lì presente per assistere alla performance, e alla coreografa e regista dello spettacolo teatrale, Ariella Vidach. «Mi hanno chiesto i documenti, io non glieli ho dati. Che mi multino!», ha sbottato Finazzer in un'intervista rilasciata a caldo ai microfoni di c6.tv (guarda).

«BUROCRAZIA CIECA» - Finazzer, che è uomo di teatro e ha il gusto della performance, si è sfogato davanti alla telecamera: «Finché ci sarà una burocrazia così cieca, così nemica dell'arte, sarà difficile cambiare questo Paese. Abbiamo ancora bisogno di riportare la libertà ai nostri beni culturali. I vigili urbani ragionano come se noi fossimo delle macchine. Invece noi siamo degli uomini, abbiamo voglia di camminare e muoverci. Un pezzo di Comune chiede a noi se abbiamo le autorizzazioni, a noi che le abbiamo in qualche modo realizzate e che siamo del tutto in regola. Siamo veramente alla follia. Per questo ci serve il Futurismo».

DE CORATO: UN QUI PRO QUO - Le performance sono poi riprese regolarmente negli orari previsti. Sulla questione è intervenuto anche il vicesindaco Riccardo De Corato, che ha riferito: «Per caso passavo in Galleria e so che non è stata elevata nessuna multa. E' stato un qui pro quo, un misunderstanding. La musica era a volume alto e alla polizia locale sono arrivate chiamate dagli uffici e dai negozi in Galleria. Non è stata elevata nessuna multa. È bastato dire di abbassare il volume».



Messaggio del 06-02-2009 alle ore 19:51:58
Evidentemente per Crasso, "spirito libero", va tutto bene...
Messaggio del 06-02-2009 alle ore 19:53:43

pensavo che fosse un post sulla Montalcini

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