Cultura & Attualità
Aggiornamento del prezzo della pace
Messaggio del 21-06-2004 alle ore 20:00:11
Iraq: riprese le esportazioni di petrolio
(ANSA)-BAGHDAD,21 GIU-L'Iraq ha ripreso le esportazioni di circa un mln di barili al giorno, dopo le riparazioni ad uno dei due oleodotti a Bassora. Gli oleodotti sono stati sabotati la scorsa settimana. Lo riferisce la televisione satellitare araba al Arabiya. Non ci sono per ora conferme ufficiali.L'Iraq esportava una media di 1,6 milioni di barili al giorno prima dei sabotaggi.
2004-06-21 - 10:03:00
Vai con l'irak a pieno regime!!!
c'è chi esporta democrazia e chi petrolio...
Iraq: riprese le esportazioni di petrolio
(ANSA)-BAGHDAD,21 GIU-L'Iraq ha ripreso le esportazioni di circa un mln di barili al giorno, dopo le riparazioni ad uno dei due oleodotti a Bassora. Gli oleodotti sono stati sabotati la scorsa settimana. Lo riferisce la televisione satellitare araba al Arabiya. Non ci sono per ora conferme ufficiali.L'Iraq esportava una media di 1,6 milioni di barili al giorno prima dei sabotaggi.
2004-06-21 - 10:03:00
Vai con l'irak a pieno regime!!!
c'è chi esporta democrazia e chi petrolio...
Messaggio del 20-06-2004 alle ore 23:51:25
Iraq: oleodotto di Bassora ok, export potrebbe ripartire
(ANSA) - BASSORA, 20 GIU - L'oleodotto del sud dell'Iraq e' stato riparato e i flussi verso il terminal di Bassora potrebbero ripartire, riavviando anche l'export. Non e' stata precisata la quantita' di greggio che sara' possibile mettere in commercio: l'obiettivo era di garantire 700 mila barili al giorno. Intanto, la Cnn turca ha detto che un camionista turco e' stato ucciso da soldati Usa per aver ignorato un posto di blocco. Nella capitale, la bomba scoppiata nei pressi di una banca ha fatto 2 morti e sei feriti.
2004-06-20 - 14:23:00
Finalmente l'oleodotto del sud dell'Iraq e' stato riparato, la guerra allora non è stata vana... menomale
Iraq: oleodotto di Bassora ok, export potrebbe ripartire
(ANSA) - BASSORA, 20 GIU - L'oleodotto del sud dell'Iraq e' stato riparato e i flussi verso il terminal di Bassora potrebbero ripartire, riavviando anche l'export. Non e' stata precisata la quantita' di greggio che sara' possibile mettere in commercio: l'obiettivo era di garantire 700 mila barili al giorno. Intanto, la Cnn turca ha detto che un camionista turco e' stato ucciso da soldati Usa per aver ignorato un posto di blocco. Nella capitale, la bomba scoppiata nei pressi di una banca ha fatto 2 morti e sei feriti.
2004-06-20 - 14:23:00
Finalmente l'oleodotto del sud dell'Iraq e' stato riparato, la guerra allora non è stata vana... menomale
Messaggio del 17-05-2004 alle ore 10:25:02
....il ritorno a casa, da una missione falsa, non sconfitti dal nemico, ma da chi li ha adoperati come giocatori di quarta serie, come carne da cannone, senza decenza, senza dignità, senza verità....
quadro perfetto della realtà dei fatti... cmq che tristezza.... quanti dovranno ancora morire?
....il ritorno a casa, da una missione falsa, non sconfitti dal nemico, ma da chi li ha adoperati come giocatori di quarta serie, come carne da cannone, senza decenza, senza dignità, senza verità....
quadro perfetto della realtà dei fatti... cmq che tristezza.... quanti dovranno ancora morire?
Messaggio del 17-05-2004 alle ore 10:19:02
segnalo questo articolo di zucconi.
Lo scudetto nella bara
di VITTORIO ZUCCONI
Negli anni più torvi della guerra fredda e di quella ossesione ideologica che stregò brevemente la democrazia americana con il volto di un senatore chiamato MacCarthy, l'edificio di oscenità e di menzogne creato dalla caccia alla streghe crollò simbolicamente e definitivamente quando l'avvocato difensore di uno degli accusati chiese, in diretta televisiva, al senatore: "Ma lei non ha più alcun senso di dignità e di pudore?".
Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di ripetere quella domanda, nell'Italia della televisione addomesticata e anestetizzata, al capo dell'esecutivo italiano, al nostro Presidente del Consiglio che festeggiava la propria miserabile gloriuzza in uno (scandaloso) torneo di pallone mentre i suoi soldati, i suoi fratelli d'Italia, si battevano per lui, per la stoltezza dellle sue decisioni di stratega dilettante?
Esiste ancora qualche decenza, qualche comune senso del pudore e del rispetto umano, nel leader politico nazionale che preferisce dedicare un pomeriggio al Milan piuttosto che restare in quello studio a Palazzo Chigi dove noi cittadini lo abbiamo cortesemente inviato a spese e per conto nostro, per mostrare, per almeno creare l'impressione che le gambe di soldati italiani impegnati in battaglia siano più importanti delle gambe dei calciatori miliardari che hanno preso a pedate un pallone per lui?
Sapevamo tutti, domenica pomeriggio che lo scontro di Nassirya non era un incidente qualsiasi nè una "operazione di pace" andata storta, come la grottesca finzione ufficiale ancora pretende di definire la situazione dei nostri reparti combattenti nel sud dell'Iraq. Eppure la voglia propagandistica di sfruttare ancora una volta le pailettes di un successo sportivo, la vanagloria del tifoso e padrone che vuole apparire il condottiero trionfante di una infantile guerra sportiva vinta mentre è in corso la disfatta nella guerra reale è stata irresistibille. Non basta certamente per salvarsi la coscienza essere informati "minuto per minuto" come se la cronaca di una battaglia fosse l'equivalente di un radiocronaca calcistica e la vita di soldati spediti con l'inganno fosse assimilabile a un rigore o a un gol.
Se a chi ci governa fosse rimasto un briciolo di quel pudore e di quella dignità che l'avvocato difensore delle vittime dell'inquisizione maccarthysta non trovò in quell'America tanto lontana e purtroppo tanto vicina, il solo atteggiamento dignitoso e realmente patri
ottico, anche se ormai inutile, sarebbe stato almeno evitare la festa dell'idiozia pallonara e rinchiudersi nel riserbo del padre che trema per la vita dei propri figli. George Bush, che pure del nostro Presidente sarebbe il maestro di pensiero e il protettore internazionale, ha rinunciato in questi giorni addirittura a partecipare alla cerimonia della laura delle figlie, uno dei momenti di maggiore e giusto orgoglio per un padre, per non creare l'impressione di rallegrarsi per successi privati mentre la famiglia americana subiva i traumi delle torture, dei rovesci militari e delle morti atroci degli ostaggi. Il nostro Presidente non ha rinunciato alla festa del Milan.
I soldati italiani che combattono e muoiono in Iraq sotto la bandiera di una menzogna sfacciata portano cucito sulla manica uno scudetto tricolore, come la squadra che vince il campionato, ma per 18 di loro non ci saranno feste nè premi partita, nè sorrisi compiaciuti e servili di dirigenti tronfi e ciambellani e giullari convocati alla corte del signore. Per loro, soltanto le bare, fasciate nel patriottismo falso di chi li ha mandati a morire, ma, mentre morivano, preferiva "esultare".
La sola coppa possibile, per quelli che restano ancora, sarebbe il ritorno a casa, da una missione falsa, non sconfitti dal nemico, ma da chi li ha adoperati come giocatori di quarta serie, come carne da cannone, senza decenza, senza dignità, senza verità. E ora dovranno subire anche l'ultima umiliazione della retorica patriottarda e impudente di chi accoglierà la bara, tra lacrime di coccodrillo e alè olè alè.
(17 maggio 2004)
segnalo questo articolo di zucconi.
Lo scudetto nella bara
di VITTORIO ZUCCONI
Negli anni più torvi della guerra fredda e di quella ossesione ideologica che stregò brevemente la democrazia americana con il volto di un senatore chiamato MacCarthy, l'edificio di oscenità e di menzogne creato dalla caccia alla streghe crollò simbolicamente e definitivamente quando l'avvocato difensore di uno degli accusati chiese, in diretta televisiva, al senatore: "Ma lei non ha più alcun senso di dignità e di pudore?".
Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di ripetere quella domanda, nell'Italia della televisione addomesticata e anestetizzata, al capo dell'esecutivo italiano, al nostro Presidente del Consiglio che festeggiava la propria miserabile gloriuzza in uno (scandaloso) torneo di pallone mentre i suoi soldati, i suoi fratelli d'Italia, si battevano per lui, per la stoltezza dellle sue decisioni di stratega dilettante?
Esiste ancora qualche decenza, qualche comune senso del pudore e del rispetto umano, nel leader politico nazionale che preferisce dedicare un pomeriggio al Milan piuttosto che restare in quello studio a Palazzo Chigi dove noi cittadini lo abbiamo cortesemente inviato a spese e per conto nostro, per mostrare, per almeno creare l'impressione che le gambe di soldati italiani impegnati in battaglia siano più importanti delle gambe dei calciatori miliardari che hanno preso a pedate un pallone per lui?
Sapevamo tutti, domenica pomeriggio che lo scontro di Nassirya non era un incidente qualsiasi nè una "operazione di pace" andata storta, come la grottesca finzione ufficiale ancora pretende di definire la situazione dei nostri reparti combattenti nel sud dell'Iraq. Eppure la voglia propagandistica di sfruttare ancora una volta le pailettes di un successo sportivo, la vanagloria del tifoso e padrone che vuole apparire il condottiero trionfante di una infantile guerra sportiva vinta mentre è in corso la disfatta nella guerra reale è stata irresistibille. Non basta certamente per salvarsi la coscienza essere informati "minuto per minuto" come se la cronaca di una battaglia fosse l'equivalente di un radiocronaca calcistica e la vita di soldati spediti con l'inganno fosse assimilabile a un rigore o a un gol.
Se a chi ci governa fosse rimasto un briciolo di quel pudore e di quella dignità che l'avvocato difensore delle vittime dell'inquisizione maccarthysta non trovò in quell'America tanto lontana e purtroppo tanto vicina, il solo atteggiamento dignitoso e realmente patri
ottico, anche se ormai inutile, sarebbe stato almeno evitare la festa dell'idiozia pallonara e rinchiudersi nel riserbo del padre che trema per la vita dei propri figli. George Bush, che pure del nostro Presidente sarebbe il maestro di pensiero e il protettore internazionale, ha rinunciato in questi giorni addirittura a partecipare alla cerimonia della laura delle figlie, uno dei momenti di maggiore e giusto orgoglio per un padre, per non creare l'impressione di rallegrarsi per successi privati mentre la famiglia americana subiva i traumi delle torture, dei rovesci militari e delle morti atroci degli ostaggi. Il nostro Presidente non ha rinunciato alla festa del Milan.
I soldati italiani che combattono e muoiono in Iraq sotto la bandiera di una menzogna sfacciata portano cucito sulla manica uno scudetto tricolore, come la squadra che vince il campionato, ma per 18 di loro non ci saranno feste nè premi partita, nè sorrisi compiaciuti e servili di dirigenti tronfi e ciambellani e giullari convocati alla corte del signore. Per loro, soltanto le bare, fasciate nel patriottismo falso di chi li ha mandati a morire, ma, mentre morivano, preferiva "esultare".
La sola coppa possibile, per quelli che restano ancora, sarebbe il ritorno a casa, da una missione falsa, non sconfitti dal nemico, ma da chi li ha adoperati come giocatori di quarta serie, come carne da cannone, senza decenza, senza dignità, senza verità. E ora dovranno subire anche l'ultima umiliazione della retorica patriottarda e impudente di chi accoglierà la bara, tra lacrime di coccodrillo e alè olè alè.
(17 maggio 2004)
Messaggio del 17-05-2004 alle ore 10:09:51
non so che dire.
veramente grandissima tristezza.
non so che dire.
veramente grandissima tristezza.
Messaggio del 17-05-2004 alle ore 09:36:20
23 anni...che tristezza.
23 anni...che tristezza.
Messaggio del 17-05-2004 alle ore 09:05:10
Il padre della vittima:
"Era partito per una missione di pace, invece la pace non è" ha detto il padre, raggiunto dalla notizia nell'abitazione di Campo Nogara. "La notizia della
morte di mio figlio l'ho avuta questa notte alle tre - spiega -, poi alle sette mi è stata confermata da una telefonta del Capo di Stato maggiore. E pensare che ieri, quando ho saputo alle otto di sera, che mio figlio era stato ferito, mi avevano detto che forse sarebbe rientrato in Italia domani".
Matteo Vanzan era in Iraq per la seconda volta, "aveva firmato - dice ancora il padre - per diventare militare di carriera presso i Lagunari della caserma di Malcontenta, a Venezia. Era partito mercoledì scorso, a lui piaceva questa vita, erano partiti per una missione di pace, adesso non so più cosa dire.
Il padre della vittima:
"Era partito per una missione di pace, invece la pace non è" ha detto il padre, raggiunto dalla notizia nell'abitazione di Campo Nogara. "La notizia della
morte di mio figlio l'ho avuta questa notte alle tre - spiega -, poi alle sette mi è stata confermata da una telefonta del Capo di Stato maggiore. E pensare che ieri, quando ho saputo alle otto di sera, che mio figlio era stato ferito, mi avevano detto che forse sarebbe rientrato in Italia domani".
Matteo Vanzan era in Iraq per la seconda volta, "aveva firmato - dice ancora il padre - per diventare militare di carriera presso i Lagunari della caserma di Malcontenta, a Venezia. Era partito mercoledì scorso, a lui piaceva questa vita, erano partiti per una missione di pace, adesso non so più cosa dire.
Messaggio del 17-05-2004 alle ore 08:59:46
Da questa mattina la pace è quotata 41$ al barile, + di 1.20 euro a litro e 21 morti tra gli italiani... Vergogna... un ragazzo di 23 anni morto per cosa???
Iraq: Nassiriya, morto lagunare ferito in combattimento
(ANSA) - ROMA, 17 MAG - E' morto durante la notte, per le gravi ferite riportate ieri in combattimento, a Nassiriya, il giovane lagunare italiano. Lo si e' appreso dallo Stato maggiore della Difesa. Si tratta del caporale Matteo Vanzan, nato a Dolo (Venezia) e residente a Campo Nogara (Venezia).
2004-05-17 - 07:28:00
Da questa mattina la pace è quotata 41$ al barile, + di 1.20 euro a litro e 21 morti tra gli italiani... Vergogna... un ragazzo di 23 anni morto per cosa???
Iraq: Nassiriya, morto lagunare ferito in combattimento
(ANSA) - ROMA, 17 MAG - E' morto durante la notte, per le gravi ferite riportate ieri in combattimento, a Nassiriya, il giovane lagunare italiano. Lo si e' appreso dallo Stato maggiore della Difesa. Si tratta del caporale Matteo Vanzan, nato a Dolo (Venezia) e residente a Campo Nogara (Venezia).
2004-05-17 - 07:28:00
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