Cultura & Attualità
Aja sentenza contro il muro
Messaggio del 12-07-2004 alle ore 09:03:13
La Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato: IL MURO E' ILLEGALE!
http://italy.stopthewall.org/news/2004/07/182.php
La Palestina chiede: sanzioni immediate e boicottaggio dell'Apartheid
israeliano! - (Ultime notizie, Campagna PENGON contro il muro dell'
apartheid, 9 luglio 2004)
abudis-02.jpg, image/jpeg, 250x376
La Corte Internazionale di Giustizia dell'AIA, malgrado le forti pressioni
da parte di Israele, degli USA e dei governi dell'UE, conferma cio che i
palestinesi e la collettivita internazionale conoscevano fin dall'inizio
della pianificazione e costruzione del muro ovvero che: IL MURO E' ILLEGALE!
Il materiale prodotto dalla campagna contro il muro dell'Apartheid precede l
'annuncio formale della CIG, programmato per oggi alle 16.00. La decisone
della CIG chiede chiaramente di fermare la costruzione del muro e di
distruggere le parti gia completate.
Citando il diritto all'Autodeterminazione, la Quarta Convenzione di Ginevra,
gli accordi internazionali in tema di diritti Civili e Politici, gli accordi
internazionali di tipo Economico, Sociale e Culturale, facendo riferimento
ai diritti Umani e alle relative leggi, cosi come alla liberta di Movimento,
Lavoro, Educazione, Salute, Cibo e Acqua, Religione ed il diritto all'
Infanzia, la CIG (14 pareri a favore ed 1 contrario) ha votato contro la
costruzione del muro e contro tutto il sistema ad esso associato,
dichiarando che sono entrambi contrari alla legge internazionale. 14 versus
1 hanno votato affinche Israele cessi immediatamente la costruzione del muro
in tutte le aree, smantelli le parti completate ed abolisca qualsiasi
legislazione o regolamentazione collegata al muro. 14 contro 1 hanno votato
affinche Israele risarcisca i Palestinesi per i danni causati dalla
costruzione del muro.
La CIG ribadisce l'illegalita delle colonie israeliane nonche la loro
correlazione diretta al tracciato del muro, e riporta quali conseguenze del
muro: la demarcazione unilaterale di nuovi confini nella West Bank, il
sequestro e la distruzione delle proprieta private e pubbliche, l'annessione
effettiva di ulteriori porzioni di territori occupati e delle relative
colonie, il cambiamento della composizione demografica all'interno della
Palestina. In un importante asserzione, la Corte ignora le posizioni d'
Israele riguardo alle ragioni di sicurezza e/o autodifesa che lo stato
occupante utilizza per giustificare la costruzione del muro dell'Apartheid.
Naturalmente siamo certi che la decisione della Corte non bastera a far
cadere il muro e la Comunita Internazionale dovra mobilitarsi per richiedere
l'effettiva applicazione del parere espresso dalla Corte dell'AIA. Israele e
nota per le continue violazioni delle risoluzioni ONU ed ha espressamente
dichiarato che non considerera nessuna delle decisioni prese dalla CIG.
Probabilmente Israele sara tutelata dal veto che gli USA apporranno a
qualsiasi risoluzione presentata in seno al Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite, relativa al rispetto e all'applicazione dell'opinione
espressa della Corte Internazionale di Giustizia.
Israele, gli USA, l'UE e qualsiasi altra nazione, tenteranno di evitare gli
obblighi legali relativi all'interruzione della costruzione del muro e di
ignorare la decisone della CIG, la quale ha dichiarato (13 versus 2) che
"nessuno stato puo riconoscere la costruzione del muro come legale e nessuno
stato puo aiutare o supportare il mantenimento della situazione creatasi
intorno alla questione del muro". La corte ha rinforzato questo punto, con
14 voti a favore ed uno contrario, dichiarando che " le Nazioni Unite, negli
organi dell'Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza, dovrebbero
valutare ogni possibile azione necessaria a porre fine al muro e al sistema
ad esso associato". Nella dichiarazione 145, la CIG argomenta che Israele ha
la responsabilita di risarcire tutte le persone affette dalla
pianificazione, costruzione e completamento del muro.
"Questa decisione rappresentera un evento importante nella lotta contro il
muro dell'Apartheid, per i diritti umani e la legge internazionale, se le
Nazioni Unite, i governi mondiali e la comunita internazionale, chiederanno
l'applicazione reale dell'opinione espressa dalla CIG e applicheranno severe
sanzioni contro Israele per i crimini commessi contro il popolo palestinese.
Inoltre, dovranno assicurarsi affinche gli USA non utilizzino il loro potere
di veto per invalidare questo processo giudiziario internazionale", cosi si
e espresso il coordinatore della campagna di base contro il muro dell'
Apartheid.
In risposta alla decisone della CIG, la campagna palestinese di base contro
il muro chiama ad un'azione immediata: la costruzione del muro deve essere
fermata ora, tutte le sezioni del muro gia costruite devono essere distrutte
e un giusto risarcimento deve essere garantito a tutte le persone affette
dalla costruzione del muro.
La campagna contro il muro dell'Apartheid chiede che:
- le Nazioni Unite convochino, in tempi brevi, una sessione dell'Assemblea
Generale, affinche siano avanzate le richieste per imporre severe sanzioni
internazionali e un embargo contro Israele. In tal senso l'AG si era gia
espressa nel novembre 2003;
- l'UE sospenda immediatamente qualsiasi accordo economico, culturale e
scientifico con Israele;
- i governi mondiali interrompano ogni relazione diplomatica con Israele.
In aggiunta, chiamiamo le persone di tutto il mondo per:
- dare rinforzo e supporto alla lotta palestinese contro il muro dell'
Apartheid e contro l'occupazione israeliana;
- fare pressioni sui governi affinche si assumano le dovute responsabilita;
mobilitarsi affinche qualsiasi decisione presa dai vari organi
internazionali sia rispettata;
- boicottare tutti i prodotti e le istituzioni israeliane fino a quando il
muro non sara completamente distrutto e Israele si sara conformata alle
leggi internazionali e a tutte le risoluzioni dell'ONU.
L'opinione della CIG non e solo un parere, e un giudizio ufficiale
proveniente dal piu alto corpo giudiziario del sistema delle Nazioni Unite e
ridurne il suo valore equivarrebbe a contraddirne i principi stabiliti nella
carta dell'ONU cosi come il ruolo svolto da essa fino ad oggi. Si ricorda
che, nel 1971, dopo che la CIG si espresse contro l'occupazione della
Namibia da parte del Sud Africa, la comunita internazionale impose severe
sanzioni allo stato d'Apartheid. I boicottaggi popolari, l'isolamento
internazionale, le sanzioni economiche e le pressioni diplomatiche
supportarono il "movimento sud africano contro lo stato d'Apartheid" nella
sua lotta contro il regime colonialista e razzista e segnando la sua fine.
Contatti:
Jamal Juma': +972-522-85-610;
Campagna contro il muro dell'Apartheid: +972-258-56-408;
[email protected]
www.stopthewall.org
La Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato: IL MURO E' ILLEGALE!
http://italy.stopthewall.org/news/2004/07/182.php
La Palestina chiede: sanzioni immediate e boicottaggio dell'Apartheid
israeliano! - (Ultime notizie, Campagna PENGON contro il muro dell'
apartheid, 9 luglio 2004)
abudis-02.jpg, image/jpeg, 250x376
La Corte Internazionale di Giustizia dell'AIA, malgrado le forti pressioni
da parte di Israele, degli USA e dei governi dell'UE, conferma cio che i
palestinesi e la collettivita internazionale conoscevano fin dall'inizio
della pianificazione e costruzione del muro ovvero che: IL MURO E' ILLEGALE!
Il materiale prodotto dalla campagna contro il muro dell'Apartheid precede l
'annuncio formale della CIG, programmato per oggi alle 16.00. La decisone
della CIG chiede chiaramente di fermare la costruzione del muro e di
distruggere le parti gia completate.
Citando il diritto all'Autodeterminazione, la Quarta Convenzione di Ginevra,
gli accordi internazionali in tema di diritti Civili e Politici, gli accordi
internazionali di tipo Economico, Sociale e Culturale, facendo riferimento
ai diritti Umani e alle relative leggi, cosi come alla liberta di Movimento,
Lavoro, Educazione, Salute, Cibo e Acqua, Religione ed il diritto all'
Infanzia, la CIG (14 pareri a favore ed 1 contrario) ha votato contro la
costruzione del muro e contro tutto il sistema ad esso associato,
dichiarando che sono entrambi contrari alla legge internazionale. 14 versus
1 hanno votato affinche Israele cessi immediatamente la costruzione del muro
in tutte le aree, smantelli le parti completate ed abolisca qualsiasi
legislazione o regolamentazione collegata al muro. 14 contro 1 hanno votato
affinche Israele risarcisca i Palestinesi per i danni causati dalla
costruzione del muro.
La CIG ribadisce l'illegalita delle colonie israeliane nonche la loro
correlazione diretta al tracciato del muro, e riporta quali conseguenze del
muro: la demarcazione unilaterale di nuovi confini nella West Bank, il
sequestro e la distruzione delle proprieta private e pubbliche, l'annessione
effettiva di ulteriori porzioni di territori occupati e delle relative
colonie, il cambiamento della composizione demografica all'interno della
Palestina. In un importante asserzione, la Corte ignora le posizioni d'
Israele riguardo alle ragioni di sicurezza e/o autodifesa che lo stato
occupante utilizza per giustificare la costruzione del muro dell'Apartheid.
Naturalmente siamo certi che la decisione della Corte non bastera a far
cadere il muro e la Comunita Internazionale dovra mobilitarsi per richiedere
l'effettiva applicazione del parere espresso dalla Corte dell'AIA. Israele e
nota per le continue violazioni delle risoluzioni ONU ed ha espressamente
dichiarato che non considerera nessuna delle decisioni prese dalla CIG.
Probabilmente Israele sara tutelata dal veto che gli USA apporranno a
qualsiasi risoluzione presentata in seno al Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite, relativa al rispetto e all'applicazione dell'opinione
espressa della Corte Internazionale di Giustizia.
Israele, gli USA, l'UE e qualsiasi altra nazione, tenteranno di evitare gli
obblighi legali relativi all'interruzione della costruzione del muro e di
ignorare la decisone della CIG, la quale ha dichiarato (13 versus 2) che
"nessuno stato puo riconoscere la costruzione del muro come legale e nessuno
stato puo aiutare o supportare il mantenimento della situazione creatasi
intorno alla questione del muro". La corte ha rinforzato questo punto, con
14 voti a favore ed uno contrario, dichiarando che " le Nazioni Unite, negli
organi dell'Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza, dovrebbero
valutare ogni possibile azione necessaria a porre fine al muro e al sistema
ad esso associato". Nella dichiarazione 145, la CIG argomenta che Israele ha
la responsabilita di risarcire tutte le persone affette dalla
pianificazione, costruzione e completamento del muro.
"Questa decisione rappresentera un evento importante nella lotta contro il
muro dell'Apartheid, per i diritti umani e la legge internazionale, se le
Nazioni Unite, i governi mondiali e la comunita internazionale, chiederanno
l'applicazione reale dell'opinione espressa dalla CIG e applicheranno severe
sanzioni contro Israele per i crimini commessi contro il popolo palestinese.
Inoltre, dovranno assicurarsi affinche gli USA non utilizzino il loro potere
di veto per invalidare questo processo giudiziario internazionale", cosi si
e espresso il coordinatore della campagna di base contro il muro dell'
Apartheid.
In risposta alla decisone della CIG, la campagna palestinese di base contro
il muro chiama ad un'azione immediata: la costruzione del muro deve essere
fermata ora, tutte le sezioni del muro gia costruite devono essere distrutte
e un giusto risarcimento deve essere garantito a tutte le persone affette
dalla costruzione del muro.
La campagna contro il muro dell'Apartheid chiede che:
- le Nazioni Unite convochino, in tempi brevi, una sessione dell'Assemblea
Generale, affinche siano avanzate le richieste per imporre severe sanzioni
internazionali e un embargo contro Israele. In tal senso l'AG si era gia
espressa nel novembre 2003;
- l'UE sospenda immediatamente qualsiasi accordo economico, culturale e
scientifico con Israele;
- i governi mondiali interrompano ogni relazione diplomatica con Israele.
In aggiunta, chiamiamo le persone di tutto il mondo per:
- dare rinforzo e supporto alla lotta palestinese contro il muro dell'
Apartheid e contro l'occupazione israeliana;
- fare pressioni sui governi affinche si assumano le dovute responsabilita;
mobilitarsi affinche qualsiasi decisione presa dai vari organi
internazionali sia rispettata;
- boicottare tutti i prodotti e le istituzioni israeliane fino a quando il
muro non sara completamente distrutto e Israele si sara conformata alle
leggi internazionali e a tutte le risoluzioni dell'ONU.
L'opinione della CIG non e solo un parere, e un giudizio ufficiale
proveniente dal piu alto corpo giudiziario del sistema delle Nazioni Unite e
ridurne il suo valore equivarrebbe a contraddirne i principi stabiliti nella
carta dell'ONU cosi come il ruolo svolto da essa fino ad oggi. Si ricorda
che, nel 1971, dopo che la CIG si espresse contro l'occupazione della
Namibia da parte del Sud Africa, la comunita internazionale impose severe
sanzioni allo stato d'Apartheid. I boicottaggi popolari, l'isolamento
internazionale, le sanzioni economiche e le pressioni diplomatiche
supportarono il "movimento sud africano contro lo stato d'Apartheid" nella
sua lotta contro il regime colonialista e razzista e segnando la sua fine.
Contatti:
Jamal Juma': +972-522-85-610;
Campagna contro il muro dell'Apartheid: +972-258-56-408;
[email protected]
www.stopthewall.org
Messaggio del 12-07-2004 alle ore 09:01:06
Forse giustizia e diritto non sono morti
Decisione storica della Corte dell'Aja contro il Muro in Palestina
Luisa Morgantini, presidente della delegazione del Parlamento Europeo per le
relazioni con il Consiglio Legislativo Palestinese, si felicita per la
decisione emessa questo pomeriggio dalla Corte Internazionale di Giustizia e
si augura che questo sia un primo passo verso la fine dell'occupazione
militare israeliana. "E' anche un riconoscimento alle lotte pacifiche
portate avanti da Israeliani, Palestinesi e internazionali, come coloro che
stanno facendo lo sciopero della fame ad Al-Barid."
Le affermazioni che "la costruzione del muro, da parte di Israele, potenza
occupante, nei Territori Palestinesi Occupati e all'interno ed attorno a
Gerusalemme, e contraria al diritto internazionale", che il muro deve essere
smantellato e che i Palestinesi con proprieta confiscate per la sua
costruzione hanno diritto ad un risarcimento, sono importanti elementi per
il ristabilimento della legalita internazionale.
Luisa Morgantini ha affermato che "benche la decisione della Corte, essendo
un parere richiesto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, non abbia
efficacia vincolante, dovrebbe essere tenuta in considerazione dalla
comunita internazionale e dagli altri organi dell'ONU, principalmente dal
Consiglio di Sicurezza, l'unico in grado di adottare le misure necessarie
per obbligare Israele a conformarsi a questa decisione ed alla legalita
internazionale. Inoltre, il veto degli Stati Uniti non puo continuare ad
essere lo strumento attraverso il quale si permette ad Israele di violare
impunemente la legalita internazionale".
Anche gli Stati Uniti dovrebbero avere maggiore interesse per il diritto
internazionale e smetterla di difendere Israele in base alla logica delle
alleanze".
Il Parlamento Europeo si era gia opposto alla costruzione del muro di
separazione in un dibattito all'interno della sessione plenaria. I deputati
avevano anche richiesto, nella risoluzione sulle priorita dell'UE in vista
della sessantesima sessione della Commissione ONU per i diritti umani, del
10 febbraio 2004, " di promuovere in sede di Commissione per i diritti umani
delle Nazioni Unite un'iniziativa concreta concernente la gravissima
situazione nei territori palestinesi per arrivare a una soluzione giusta e
durevole del conflitto e per mettere fine all'occupazione, alla repressione
e alla costruzione del muro in violazione del diritto internazionale".
Luisa Morgantini ha aggiunto che l'Unione Europea deve mettere in atto ogni
possibile azione, compresa la sospensione dell'accordo di associazione con
Israele nonche la promozione della presenza di forze internazionali, per
garantire l'applicazione del regolamento della Corte, per la ripresa dei
negoziati e la fine dell'occupazione, perche "la pace puo essere raggiunta
solo con il rispetto della legalita".
Bruxelles, 9 luglio 2004
Forse giustizia e diritto non sono morti
Decisione storica della Corte dell'Aja contro il Muro in Palestina
Luisa Morgantini, presidente della delegazione del Parlamento Europeo per le
relazioni con il Consiglio Legislativo Palestinese, si felicita per la
decisione emessa questo pomeriggio dalla Corte Internazionale di Giustizia e
si augura che questo sia un primo passo verso la fine dell'occupazione
militare israeliana. "E' anche un riconoscimento alle lotte pacifiche
portate avanti da Israeliani, Palestinesi e internazionali, come coloro che
stanno facendo lo sciopero della fame ad Al-Barid."
Le affermazioni che "la costruzione del muro, da parte di Israele, potenza
occupante, nei Territori Palestinesi Occupati e all'interno ed attorno a
Gerusalemme, e contraria al diritto internazionale", che il muro deve essere
smantellato e che i Palestinesi con proprieta confiscate per la sua
costruzione hanno diritto ad un risarcimento, sono importanti elementi per
il ristabilimento della legalita internazionale.
Luisa Morgantini ha affermato che "benche la decisione della Corte, essendo
un parere richiesto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, non abbia
efficacia vincolante, dovrebbe essere tenuta in considerazione dalla
comunita internazionale e dagli altri organi dell'ONU, principalmente dal
Consiglio di Sicurezza, l'unico in grado di adottare le misure necessarie
per obbligare Israele a conformarsi a questa decisione ed alla legalita
internazionale. Inoltre, il veto degli Stati Uniti non puo continuare ad
essere lo strumento attraverso il quale si permette ad Israele di violare
impunemente la legalita internazionale".
Anche gli Stati Uniti dovrebbero avere maggiore interesse per il diritto
internazionale e smetterla di difendere Israele in base alla logica delle
alleanze".
Il Parlamento Europeo si era gia opposto alla costruzione del muro di
separazione in un dibattito all'interno della sessione plenaria. I deputati
avevano anche richiesto, nella risoluzione sulle priorita dell'UE in vista
della sessantesima sessione della Commissione ONU per i diritti umani, del
10 febbraio 2004, " di promuovere in sede di Commissione per i diritti umani
delle Nazioni Unite un'iniziativa concreta concernente la gravissima
situazione nei territori palestinesi per arrivare a una soluzione giusta e
durevole del conflitto e per mettere fine all'occupazione, alla repressione
e alla costruzione del muro in violazione del diritto internazionale".
Luisa Morgantini ha aggiunto che l'Unione Europea deve mettere in atto ogni
possibile azione, compresa la sospensione dell'accordo di associazione con
Israele nonche la promozione della presenza di forze internazionali, per
garantire l'applicazione del regolamento della Corte, per la ripresa dei
negoziati e la fine dell'occupazione, perche "la pace puo essere raggiunta
solo con il rispetto della legalita".
Bruxelles, 9 luglio 2004
Messaggio del 09-07-2004 alle ore 21:03:28
Il muro che Israele sta costruendo in Cisgiordania è "una violazione di diversi obblighi relativi alla legge umanitaria internazionale e agli strumenti dei diritti umani"
Questo il parere della Corte internazionale di Giustizia dell'Aja, chiamata a pronunciarsi sulla barriera di 800 chilometri in costruzione per dividere palestinesi da israeliani. La corte chiede inoltre ad Israele di smantellare una parte della barriera e indennizzare i palestinesi che hanno perduto le loro terre e le loro case. Il muro è illegale per 14 giudici sui 15, contrario solo il giudice americano.
Naturalmente Israele ha già detto che nn terrà conto della sentenza, lo Stato Ebraico ha ribadito che la corte dell'Aja nn ha alcun diritto legale di esprimere un opinione sulla questione.
Il premier palestinese Abu Ala, ha detto che è "una decisione storica" e il presidente Arafat ha detto che questa è "una vittortia del popolo palestinese e di tutti i popoli liberi del mondo. Adesso i palestinesi cercheranno di ottenere sanzioni ONU contro Israele. Lo ha affermato uno dei consiglieri di Arafat....
Io sono felice oggi, sono felice perchè lunedì i ministri degli esteri dell'Unione Europea a bruxel si uniranno per discutere della sentenza, sono felice perchè anche se israele nn butterà giù il muro rischia davvero adesso delle sanzioni, se l'Europa è ancora una democrazia nn potrà esimersi dal sanzionare il criminale governo israeliano, unica strada per alleviare le pene del popolo palestinese
NOTA SULLA SENTENZA DELLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA
http://italy.indymedia.org/news/2004/07/584651.php
Il problema del carattere vincolante o meno dei pareri della Corte
internazionale di giustizia, come quello recentemente adottato sulla
questione del muro israeliano in Cisgiordania, viene solitamente mal posto
da parte della stampa e dei media. L'art. 96 della Carta delle Nazioni
Unite, infatti, si limita a stabilire che l'Assemblea generale, il Consiglio
di sicurezza o altri organi delle Nazioni Unite possano chiedere alla Corte
di dare opinioni consultive su questioni giuridiche. La Corte, quindi,
stabilisce qual'e il diritto in materia. Ad esempio, nel caso del muro, essa
ha stabilito che il muro e illegittimo e va abbattuto, che Israele, in
quanto potenza occupante e tenuta a rispettare la IV Convenzione di Ginevra
e che sono applicabili gli strumenti internazionali relativi ai diritti
umani. Questo e lo stato del diritto internazionale nella questione. E
tutti, sia organizzazioni internazionali che Stati, sono tenuti ad applicare
il diritto internazionale. Specialmente tale obbligo incombe sugli organi
delle Nazioni Unite, ivi compreso il Consiglio di sicurezza. Cio vale in
particolare per l'Unione europea, a norma dell'art. 1, para. 3, del Trattato
costituzionale, infatti, essa deve contribuire "alla rigorosa osservanza e
allo sviluppo del diritto internazionale". Si pone pertanto in modo
ineludibile il nodo delle sanzioni da adottare nei confronti di Israele se
il governo di quest'ultimo non applichera immediatamente quanto stabilito
dalla Corte. La prima di tali sanzioni e costituita dalla sospensione a
tempo indeterminato dell'Accordo di associazione fra Israele ed Unione
europea.
Fabio Marcelli - Giuristi Democratici
-------------------------------------------------
Editato il 08:53:17 12/07/2004 da Peter Pan
Il muro che Israele sta costruendo in Cisgiordania è "una violazione di diversi obblighi relativi alla legge umanitaria internazionale e agli strumenti dei diritti umani"
Questo il parere della Corte internazionale di Giustizia dell'Aja, chiamata a pronunciarsi sulla barriera di 800 chilometri in costruzione per dividere palestinesi da israeliani. La corte chiede inoltre ad Israele di smantellare una parte della barriera e indennizzare i palestinesi che hanno perduto le loro terre e le loro case. Il muro è illegale per 14 giudici sui 15, contrario solo il giudice americano.
Naturalmente Israele ha già detto che nn terrà conto della sentenza, lo Stato Ebraico ha ribadito che la corte dell'Aja nn ha alcun diritto legale di esprimere un opinione sulla questione.
Il premier palestinese Abu Ala, ha detto che è "una decisione storica" e il presidente Arafat ha detto che questa è "una vittortia del popolo palestinese e di tutti i popoli liberi del mondo. Adesso i palestinesi cercheranno di ottenere sanzioni ONU contro Israele. Lo ha affermato uno dei consiglieri di Arafat....
Io sono felice oggi, sono felice perchè lunedì i ministri degli esteri dell'Unione Europea a bruxel si uniranno per discutere della sentenza, sono felice perchè anche se israele nn butterà giù il muro rischia davvero adesso delle sanzioni, se l'Europa è ancora una democrazia nn potrà esimersi dal sanzionare il criminale governo israeliano, unica strada per alleviare le pene del popolo palestinese
NOTA SULLA SENTENZA DELLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA
http://italy.indymedia.org/news/2004/07/584651.php
Il problema del carattere vincolante o meno dei pareri della Corte
internazionale di giustizia, come quello recentemente adottato sulla
questione del muro israeliano in Cisgiordania, viene solitamente mal posto
da parte della stampa e dei media. L'art. 96 della Carta delle Nazioni
Unite, infatti, si limita a stabilire che l'Assemblea generale, il Consiglio
di sicurezza o altri organi delle Nazioni Unite possano chiedere alla Corte
di dare opinioni consultive su questioni giuridiche. La Corte, quindi,
stabilisce qual'e il diritto in materia. Ad esempio, nel caso del muro, essa
ha stabilito che il muro e illegittimo e va abbattuto, che Israele, in
quanto potenza occupante e tenuta a rispettare la IV Convenzione di Ginevra
e che sono applicabili gli strumenti internazionali relativi ai diritti
umani. Questo e lo stato del diritto internazionale nella questione. E
tutti, sia organizzazioni internazionali che Stati, sono tenuti ad applicare
il diritto internazionale. Specialmente tale obbligo incombe sugli organi
delle Nazioni Unite, ivi compreso il Consiglio di sicurezza. Cio vale in
particolare per l'Unione europea, a norma dell'art. 1, para. 3, del Trattato
costituzionale, infatti, essa deve contribuire "alla rigorosa osservanza e
allo sviluppo del diritto internazionale". Si pone pertanto in modo
ineludibile il nodo delle sanzioni da adottare nei confronti di Israele se
il governo di quest'ultimo non applichera immediatamente quanto stabilito
dalla Corte. La prima di tali sanzioni e costituita dalla sospensione a
tempo indeterminato dell'Accordo di associazione fra Israele ed Unione
europea.
Fabio Marcelli - Giuristi Democratici
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Editato il 08:53:17 12/07/2004 da Peter Pan
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