Cultura & Attualità

ambiguit� politica
Messaggio del 22-04-2003 alle ore 17:54:23
Vi sono persone che espongono le loro teorie come se lanciassero frecce contro un bersaglio fantasma, e il mondo ne è pieno(sia da destra che da sinistra); ma vi sono anche persone che con una sola freccia riescono a colpire il bersaglio, e una di queste è Bakunin.
Bakunin non è un teorista qualsiasi: conosce il senso della misura e dell’equilibrio, è consapevole di cosa è applicabile e non; a dir il vero non pensavo minimamente che esistessero teoristi di questo tipo.
Ieri mi sono bastate 2 sue sentenze per lasciarmi il segno: la prima che l’antiretorica diventa retorica a sua volta; la seconda che non schierarsi(almeno ideologicamente e non già politicamente) è peggio che farlo dalla parte sbagliata.
Diciamo che la prima sentenza riflette più o meno tutto il mio pensiero, e quindi mi ha placato l’animo. La seconda mi ha messo piuttosto in crisi, ed è la ragione che mi ha spinto a scrivere questo post.

Non ho avuto il tempo di approfondire questo discorso con Bakunin, anche perché forse occorreva un bel po di tempo per riflettere.
Ho provato per una volta a purificarmi l’animo, è capire se dentro di me si nasconde una natura di destra o di sinistra(perché poi vale sempre il detto popolare che l’abito non fa il monaco).
Un’operazione del genere è fin troppo difficile, ma alcune certezze le ho tirate fuori: sono troppo socialdemocratico e anticonformista per essere di destra, troppo individualista per essere di sinistra.
Può sembrare un paradosso, ma per me non lo è: essere individualisti non vuol dire affatto essere egoisti; diventano sinonimi solo in un “contesto economico”; in un modello economico neoclassico infatti l’egoista è quell’attore(sociale ed economico) che provvede semplicemente ai suoi interessi, vale a dire che massimizza la sua funzione di utilità.
Questo non vuol dire affatto che l’attore “egoista” agisca contro gli interessi degli altri, perché in tale contesto è proprio l’egoismo a produrre i risultati più desiderabili per la comunità(al contrario la collaborazione finisce per penalizzare tutti…).
Con questo non voglio dire che sostengo il liberismo neoclassico(quello tipicamente americano), ma che sono piuttosto un soggetto di natura individualista, che tende all’autorealizzazione personale, poco portato a cercare l’aiuto esterno (immaginate la mia insofferenza a questo nostro mondo dominato dal lecchinaggio e dalla raccomandaziome).
E di qui deriva la mia ammirazione per i “grandi personaggi”, quelli sotto un colore o un altro hanno lasciato il segno; è per questo che da individualista ammiro Fidel Castro, per la sua capacità di resistere allo strapotere Usa e di mantenere soprattutto una certa coerenza nella vita pratica(è questa la parte più difficile); allo stesso tempo rimango sempre “innamorato” della figura del primo Rocky(quello doppiato da Gigi Proietti), quello un po tonto, arrabbiato e triste, ma dal cuore così grande da permettergli di rimanere in piedi sul ring per 12 riprese contro il più forte del mondo.
In questa ottica la solidarietà non diventa più un qualcosa imposto dall’alto(dalla religione, dall’ideologia socialdemocratica), e quindi una variabile “esogena”, ma piuttosto “endogena”, cioè che viene da dentro per portarmi all’autorealizzazione.
D’altra parte, sono troppo anticonformista per essere di destra. Certo, non sono un rivoluzionario o un alternativo, ma odio il bigottismo e il provincialismo(tuttora mi rimprovero certe abitudini), l’ostentazione del portafogli, il gallismo da bar.
Se fossi un imprenditore sarei più realizzato nel momento in cui ho dato lavoro, benessere, prodotto qualcosa di utile per la comunità, piuttosto che aver massimizzato il valore aggiunto.
Odio poi l’immagine a tutti i costi(spesso omologata). Ci sono tante persone sul forum che si nascondono per paura di essere giudicate, quando il giudizio su una persona non riflette un’idea che la persona esprime, ma tutta una serie di variabili che possono essere valutate solo nella vita pratica.
Esistono troppe persone che predicano bene e razzolano male; in questo senso ho avuto diciamo così la “sfortuna” di imbattermi in personaggi negativi, sia di destra che di sinistra.

Allora, caro Bakunin, non tutti sono come te, e rientri nella mia ottica del “personaggio”; però purtroppo devo deluderti, definendomi paradossolmente socialdemocratico di destra o un individualista di sinistra.
Io però rimango sempre A.B. alias Skin
Messaggio del 24-04-2003 alle ore 00:22:38
Sarebbe stato diritto di Bak il risponderti per primo, ma visto che non gli mettono a posto il PC, mi permetto di inserirmi nel discorso.
Premesso che la tua posizione era gia' evidente a ben seguire i tuoi interventi, ti riconosco uno sforzo superiore alla media, di questi tempi, nel ricercare le tue motivazioni e nel chiederti "chi si? chi fi? chi vu?"
Il perche' poi non sono tutti a chiederselo, resta tutt'ora un mistero.
Perche' trovo interessante il fatto che uno si pone delle domande?
Da qualche parte ho gia' avuto modo di manifestare la mia contrarieta' al bipolarismo e alla globalizzazione. Resto infatti dell'idea che, fortunatamente, siamo ognuno diverso dall'altro, e le infinite sfumature che ci sono tra un individuo e l'altro, non danno la possibilita' di schematizzare la vita in 2 schieramenti. Ci stanno ingabbiando i neuroni in schematismi e diagrammi a blocchi sempre piu' fitti.
Il peggio e' che in tanti stanno abboccando
E pur di sentirsi aggregati, di fare gruppo, di non isolarsi, si e' disposti a minimizzare - o peggio ignorare - cio' che non ci sta bene pur di continuare a sostenere una tesi, un atteggiamento accomunante (e/o accomodante).
Quando torneremo a ragionare come fai tu nell'ultima frase:
"Io pero' rimango sempre me stesso" ? E quando tornera' di moda l'essere liberi, discernenti e proponenti?
Messaggio del 24-04-2003 alle ore 01:29:01
hai fatto bene a rispondere, anche perchè anche tu 6 un pensatore equilibrato.
Sul fatto del bipolarismo: ovvio che tutti siamo diversi(per natura) è quindi sarebbe riduttivo e anche ridicolo dividerci in 2 schieramenti.
Ma poi ci si pongono delle domande: se la funzione della politica è quella di fare leggi, e per fare leggi è necessaria una certa stabilità politica, come fare per garantire tale stabilità? I partiti si distinguono davvero ideologicamente o sono solo uno strumento del potere di chi vuole emergere sugli altri?
Messaggio del 25-04-2003 alle ore 22:22:28
caro skin forse sarò io a deluderti dicendoti ke per me hai perfettamente ragione a definirti con un paradosso, per la ragione ke ogni definizione non paradossale è sicuramente falsa
le mie idee diciamo così socialdemocratiche, anke se alla svedese, nn certo all'italiana ( lasciamo stare il discorso x umana pietà)nn sono tanto di matrice marxiana, quanto di radice filosofica, essendo io profondamente convinto della interdipendenza delle persone e dei ruoli socio-economici, per cui ognuno deve realizzare le proprie capacità, ma nessuno deve essere abbandonato a sè stesso solo perkè nn produce come purtroppo accade in molti paesi ke si professano neo liberisti, ma ke in realtà sono ostaggio dei soliti happy few ke accumulano miliardi con lo sfruttamento, la frode e l'assassinio...a me qs gente francamente fa pena, visto ke nn si ferma davanti a nulla x i soldi...cmq entriamo in un altro discorso, qui..

diciamo ke il mio modello di società ideale è quella secondo la quale ognuno dà secondo le sue capacità e riceve secondo i suoi bisogni...mi accontenterei di quello ke sono riusciti a fare in svezia, con i difetti inevitabili...in pratica una specie di Cuba con in più (e nn è poco) libertà e democrazia
Messaggio del 25-04-2003 alle ore 22:26:11
ah! dimenticavo il bipolarismo...a me sembra una minkiata trasportare un sistema elettorale ke funziona giusto in usa, ke ha una storia sostanzialmente diversa dalla nostra..già in GB l'ascesa del partito liberale ha fatto sorgere un dibattito sull'uninominale perkè sembra assurdo ke un partito del 20% nn abbia quasi rappresentanza..io sono per il proporzionale con sbarramento come in Germania
Messaggio del 27-04-2003 alle ore 15:55:41
direi che la risposta è pienamente soddisfacente
Messaggio del 26-05-2003 alle ore 16:24:02
ora capisco perchè sentendo parlare il pupo di politica te ne restavi saggiamente in silenzio
in effetti c'è chi nn sa mettere due concetti uno insieme all'altro,chi nn si rende conto delle stronzate che dice e magari e super schierato politicamente...che dire...avete entrambi perfettamente ragione...

Messaggio del 26-05-2003 alle ore 22:54:33
Io a volte mi sento nazista... non spesso, ma ogni tanto mi capita, secondo voi è grave?
A parte gli scherzi, penso che l'ambiguità non solo politica faccia parte di ognuno di noi.

L'ambiguità politica non è solo non riconoscersi in un partito in particolare, delle volte anzi, è coerenza. Per essere coerenti bisogna anche cambiare idea o non uniformarsi a quello che dice il "partito". Allo stesso tempo l'ambiguità politica può avere il duplice aspetto di Incoerenza e di Ipocrisia, molto diffuso nei cosiddetti "ambigui politici".
A volte piace essere estremisti, a volte fa schifo... l'importante è farsi sempre delle domande su quello che ci accade intorno e ovviamente darsi delle risposte. Senza pregiudizi, sapendo mettere in discussione le proprie convinzioni e senza farsi influenzare.
Ma non basta solo farsi delle domande se poi non si cercano "veramente" delle risposte.
Il problema sta nel ricercare la verità da noi stessi e non fermarsi al TGx o al "sentito dire", ma andare sempre oltre a quello che ci "propinano".
Messaggio del 27-05-2003 alle ore 12:13:07
Io ritengo che, come per tutte le manifestazioni dell'essere, anche l'appatenenza politica sia in qualche maniera "ambigua", intendendo per ambigua nn completamente allieata al pensiero o all'azione di partito.
Cercherò di spiegarmi!
Essere di destra o essere di sinistra è un sentimento...!
Ci si SENTE più di destra o più di sinistra.
Per cui è ben difficile incasellare un sentimento, proprio per la sua natura evanescente e irrazionale, in uno schieramento. E' difficile consegnare il proprio modo di vedere le cose, il proprio modo di essere e di sentire ad un partito politico o a un modello sociale...
In questo senso io la penso come skin.
Certo è, però, che per come è articolata la società e per come stanno andando le cose, una scelta di schieramento va fatta.
io per esempio mi sento di sinistra.
ma naturalmente la sinistra attualmente riceve solo il mio voto, non di certo il mio incondizionato consenso!
e allora anch'io mi chiedo: ma quindi perchè sono di sinistra? perchè ho deciso che, politicamente, chi mi rappresenta meglio, o di più, che mi ispira un senso di appartenenza è la cd sinistra? penso in primo luogo di essere di sinistra perchè nn sono destra!!!cioè la destra mi ha sempre dato l'impressione di "superiorità". la destra SA, la destra E', la destra è un qualcosa di raggiunto. è statica. "Lei" indottrina. "Lei" regola le cose. La sinistra è un qualcosa in fieri, in movimento, mai sicura, sempre in discussione. Più un condizionale, che un imperativo!
Mi SENTO più di sinistra, insomma.
Sono ben distante dall'ESSERE di sinistra. Ma questo nn è grave! secondo me come dice skin l'importante è essere ciò che si è, e se questo essere, se questo modo di essere, nn corrisponde esattamente ad uno stereotipo politico o ideologico che sia...pazienza!
Messaggio del 28-05-2003 alle ore 11:32:52
infatti è intorno all'essere che ha senso parlare di politica ed è nel relazionarsi dell'essere che questa trova la sua nascita... sono di sinistra, ma è un'affermazione che non aggiunge aggettivi al mio essere, anzi mi priva di quelle sensazioni che non sono generalmente intese a sinistra ma che sono le mie sensazioni. Individualista ? No, semplicemente perchè credo che l'esigenza di comunicazione dell'individuo vada contestualizzata in un ambito sociale e proprio su quella comunicazione che ricercherei nuove traiettorie della politica... ci distanziamo tutti dai nostri passi con quell'ombra che vi resta attaccata !
Messaggio del 30-05-2003 alle ore 23:35:57
il partito ti omologa,ti usa...la politica nn è che l'arte di governare,è un'arma che l'umanità possiede(anche se nn sa usare)per regolarsi e convivere...
io da giovane parlerò di " giovani e politica "
da quello che io posso vedere la politica è moda per i giovani sinistri e protezione per i giovani destristi...
il 95% delle persone con le quali mi capita di parlare di politica è schierato o da una estremità o dall'altra...e il 90% ha dimostrato di nn capirci un cazzo e di nn essere altro che un jimmy ridimmi di qualche coglione che a 50 anni va ancora in giro a cercare di far diventare i ragazzi bravi fascisti o bravi comunisti...buona parte si iscrive al partito per i compagni che ci vanno,o perchè li portano al cinema o li fanno mangiare a scrocco...raccapricciante...
cosa voglio dire...che secondo me la politica nn deve avere delle posizioni estremiste xche portano all'ostinazione e alla chiusura mentale,ma deve avere il solo compito di arrivare ad un punto comune ed ad un dialogo...
credo che valori come la pace,il rispetto,l'uguaglianza,la libertà vadano rispettati e che il capitalismo sia la +' grande vergogna,dopo l'ignoranza che ci sia nel mondo...
Messaggio del 31-05-2003 alle ore 15:47:15
Altre volte ho espresso il mio concetto politico: credo che sia a destra che a sinistra ci siano dei principi validi. Il problema è che anche se le idee sono buone, poi sono gli uomini a doverle realizzare. E gli uomini, si sa, sono imperfetti...
Alla fine ditemi che differenza c'è tra il regime di destra all'estremo (Hitler) e quello comunista all'estremo (oggi solo la Cina, prima c'era l'URSS)
Nè destra nè sinistra per me. Non mi riconosco appieno in nessuna parte, soprattutto con la carenza di politici con la P che c'è in Italia da più di 30 anni, a mio avviso.
Messaggio del 31-05-2003 alle ore 17:34:43
vorrei tanto sapere come mai si discute di dx sx in termini di nazismo/ fascismo contro marxismo leninismo...il dibattito destra sinistra caro Menestrello è una cosa di una praticità sconcertante...ad esempio, sei favorevole a un sistema sanitario pubblico o privatizzato? sei favorevole a una scuola pubblica per tutti o privata per poki? sei favorevole a una redistribuzione della rikkezza nazionale, o ognuno si tiene i suoi soldi pagando le tasse al minimo possibile? sei favorevole ai diritti di libertà e diritti delle minoranze di ogni genere, oppure no? sei favorevole alle garanzie sociali come la pensione, indennità di disoccupazione o no? sei favorevole a una politica estera nn aggressiva e nn sfruttatrice dei paesi poveri o no? sei favorevole all'ampliamento dei servizi sociali ( asili nido, asili, scuole, contributi x l'imprenditoria giovanile, sostegni alle maternità /paternità)o no? sei favorevole alla globalizzazione equa e solidale, o a quella selvaggia delle multinazionali?

mi fa incazzare ke ci si lamenta della scarsa rappresentanza dei politici, se dopo nemmeno si fa lo sforzo di identificare le persone adatte e di spronarle a raggiungere gli obiettivi ke vogliamo...
mi fa incazzare il qualunquismo del "tanto sono tutti uguali"
mi fa incazzare questo tipo di ignoranza ke è quella ke poi genera il malgoverno
Messaggio del 01-06-2003 alle ore 03:35:05
Ma se la privatizzazione delle grandi aziende nazionali l'ha avvallata anche la sinistra...
Se il finanziamento dei partiti era stato abrogato come da referendum e poi tutti i partiti hanno aggirato l'ostacolo
Se sulla scuola pubblica non si è mai veramente puntato e non si è mai cercato di aggiornare i programmi "provvisori" da quasi 40 anni
Se Bossi è palesemente un gran voltafaccia e nonostante tutto c'è chi lo cerca per alleanze di governo
Se il governo della sinistra è saltato per colpa di Rifondazione
Se Berlusca si fa le leggi a proprio uso e consumo
Se il PSI, la DC, il PRI si sono fregati l'impossibile
come si fa a credere ai politici?
Baku, tu giustamente parli di ideali politici, ma mi ripeto: le idee sono buone, sono gli uomini che le attuano ad essere imperfetti. E purtroppo sono gli uomini a governare, non le idee. A questi uomini io non credo.
Messaggio del 01-06-2003 alle ore 10:17:49
...Mene, questo è fatalismo allo stato puro...ke significa l'uomo è imperfetto? allora su questa considerazione smettiamo immediatamente qualsiasi attività, consapevoli ke la perfezione nn esiste? ... a me pare ke ognuno debba fare il suo lavoro, i politici, ma anke gli elettori..se l'elettore vota e poi si disinteressa nn è migliore del politico scadente...ricordiamoci ke politica viene da "polis" = città, mentre economia viene da "oikos"= casa, e "Nomos" = legge .... come dire le norme ke governano la retta gestione della ns casa..qs x dire ke la politica e l'economia già nell'etimo ci sono molto + vicine di quanto pensiamo, e nn occuparsene equivale a nn occuparsi della propria casa e della propria città

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