Cultura & AttualitÃ
Bevete pi� latte, il latte fa bene
Messaggio del 19-12-2003 alle ore 19:37:42
Come sempre c'era chi sapeva... e chi è rimasto fregato...
Febbraio. Il 26 la Parmalat annuncia un bond da 300 milioni rivolto a investitori istituzionali della durata di sette anni. La Borsa risponde con un crollo del titolo del 9% per mancanza di informativa sull'operazione: l'azienda cancella il bond e ribadisce la propria solidità .
- Marzo. Assogestioni bacchetta il gruppo per scarsa comunicazione. Il giorno dopo Tanzi annuncia un incontro a tutto campo con gli analisti in programma dopo il cda del 28. Il 12 annuncia un aumento di capitale da 80 milioni, per rimborsare un bond di fine 2002, da approvare all'assemblea di aprile. Il 21 il titolo mette il turbo in Borsa, sull'onda delle voci di un cambio ai vertici, smentite dalla società . Il 26 Fausto Tonna, in seguito al pasticcio del bond di febbraio, lascia l'incarico di direttore finanziario, sostituito da Alberto Ferraris e da Luciano del Soldato, ma rimane nel cda.
- Aprile. Il 10 la Parmalat annuncia un rapporto tra posizione finanziaria netta e patrimonio netto salito all'83%.
Il 30 il nuovo socio Philips Pensioenfonds Stichting (che detiene il 2,05%) chiede di migliorare la governance.
- Giugno. Sia Philips Pensioenfonds Stichting sia Nextra (Intesa) scendono sotto il 2% del capitale. Il 18 viene emesso un nuovo bond da 300 milioni, interamente comprato da Nextra.
- Settembre. Il gruppo annuncia che non emetterà nel medio periodo obbligazioni convertibili e obbligazioni nel breve periodo da collocare sul mercato retail, avviando un programma di parziale buy-back. Il 15 viene emesso un nuovo bond da 350 milioni interamente sottoscritto da Deutsche Bank. Lo stesso giorno Standard & Poor's rivede al ribasso, da positivo a stabile, l'outlook, confermando invece i rating del gruppo.
- 3 novembre. Ricapitalizzazione in vista per la Parmalat Spa: gli azionisti vengono convocati in assemblea il 24 dicembre per deliberare un aumento di capitale a pagamento da 400 a 500 milioni di euro.
- 6 novembre. La Consob, anche sull'onda della vicenda Cirio, chiede al gruppo di chiarire nella prossima trimestrale come intende rimborsare i bond in scadenza da qui al 2004.
- 10 novembre. La Parmalat risponde all'Autorità che i bond saranno rimborsati utilizzando la liquidità .
- 11 novembre. E' il primo vero giorno di passione della Parmalat story. La Deloitte & Touche esprime i suoi dubbi sull'investimento nel fondo delle Isole Cayman, Epicurum: il gruppo risponde respingendo le ipotesi di dissesto e ribadendo la propria solidità finanziaria. Ma a fine giornata Standard & Poor's pone sotto creditwatch negativo tutti i rating assegnati ai titoli Parmalat a causa dei dubbi relativi alla contabilità dell'azienda e alle modalità in cui ha investito la propria liquidità .
- 12 novembre. Il gruppo annuncia l'imminente smobilizzo della quota nel fondo Epicurum e resuscita in Borsa.
- 13 novembre. Nonostante l'uscita da Epicurum, S&P mantiene il creditwatch con implicazioni negative. Il titolo sale ancora.
- 14 novembre. Alberto Ferraris lascia la funzione di direttore finanziario e la direzione Finanza viene accorpata all'Amministrazione e Controllo diretta da Luciano Del Soldato.
- 25 novembre. Deutsche Bank sale al 5,15% del capitale.
- 27 novembre. Via libera dall'assemblea di Epicurum alla liquidazione della quota di Parmalat. Venduta la Parmatour ad Argho.
- 8 novembre. Scade il bond da 150 milioni di cui è in dubbio il rimborso. La Consob chiede al gruppo di dare informazioni e di rassicurare il mercato. Parmalat comunica che Epicurum non ha proceduto alla liquidazione della quota alla scadenza prevista del 4 dicembre. Titoli sospesi in attesa del cda del 9.
- 9 dicembre. Il Cda assicura che il bond verrà rimborsato entro il 15 dicembre, accoglie le dimissioni di Del Soldato e nomina Enrico Bondi superconsulente. Tanzi parla di "momento difficile" e assicura l'impegno della famiglia. S&P declassa Parmalat a livello di junk bond.
- 10 dicembre. S&P taglia il rating a livello CC/C e parla di rischio default. Tanzi e Bondi sono ascoltati dalla Consob.
Tonna lascia il Cda e tutti gli incarichi nel gruppo. La relazione di Bondi arriverà a fine gennaio 2004.
- 11 dicembre. Alla riammissione in Borsa, il titolo perde oltre il 40%.
- 12 dicembre. Nel pomeriggio, dopo un ennesimo bagno di sangue a Piazza Affari annuncia che il bond da 150 milioni è stato rimborsato. Un successo raggiunto grazie soprattutto al superconsulente Enrico Bondi: dall'Erario e da un gruppo di banche arrivano rispettivamente 35 milioni come restituzione dell'Iva e 25 milioni.
- 15 dicembre. Tanzi lascia cariche. Tutti i poteri affidati a Enrico Bondi che diventa presidente e ad del gruppo. Mandato a Mediobanca e Lazard per assistere la situazione economica e finanziaria del gruppo.
- 18 dicembre. Si bloccano i colloqui con Epicurum, facendo slittare la possibilità di rientrare in possesso dei 500 milioni di euro svaniti, che il fondo avrebbe dovuto mettere a disposizione.
- 19 dicembre. Nuovo scivolone in borsa dopo che Bank of America ha negato la l'esistenza di liquidità della Parmalat per 3,9 miliardi di euro, di pertinenza di Bonlat.
Come sempre c'era chi sapeva... e chi è rimasto fregato...
Febbraio. Il 26 la Parmalat annuncia un bond da 300 milioni rivolto a investitori istituzionali della durata di sette anni. La Borsa risponde con un crollo del titolo del 9% per mancanza di informativa sull'operazione: l'azienda cancella il bond e ribadisce la propria solidità .
- Marzo. Assogestioni bacchetta il gruppo per scarsa comunicazione. Il giorno dopo Tanzi annuncia un incontro a tutto campo con gli analisti in programma dopo il cda del 28. Il 12 annuncia un aumento di capitale da 80 milioni, per rimborsare un bond di fine 2002, da approvare all'assemblea di aprile. Il 21 il titolo mette il turbo in Borsa, sull'onda delle voci di un cambio ai vertici, smentite dalla società . Il 26 Fausto Tonna, in seguito al pasticcio del bond di febbraio, lascia l'incarico di direttore finanziario, sostituito da Alberto Ferraris e da Luciano del Soldato, ma rimane nel cda.
- Aprile. Il 10 la Parmalat annuncia un rapporto tra posizione finanziaria netta e patrimonio netto salito all'83%.
Il 30 il nuovo socio Philips Pensioenfonds Stichting (che detiene il 2,05%) chiede di migliorare la governance.
- Giugno. Sia Philips Pensioenfonds Stichting sia Nextra (Intesa) scendono sotto il 2% del capitale. Il 18 viene emesso un nuovo bond da 300 milioni, interamente comprato da Nextra.
- Settembre. Il gruppo annuncia che non emetterà nel medio periodo obbligazioni convertibili e obbligazioni nel breve periodo da collocare sul mercato retail, avviando un programma di parziale buy-back. Il 15 viene emesso un nuovo bond da 350 milioni interamente sottoscritto da Deutsche Bank. Lo stesso giorno Standard & Poor's rivede al ribasso, da positivo a stabile, l'outlook, confermando invece i rating del gruppo.
- 3 novembre. Ricapitalizzazione in vista per la Parmalat Spa: gli azionisti vengono convocati in assemblea il 24 dicembre per deliberare un aumento di capitale a pagamento da 400 a 500 milioni di euro.
- 6 novembre. La Consob, anche sull'onda della vicenda Cirio, chiede al gruppo di chiarire nella prossima trimestrale come intende rimborsare i bond in scadenza da qui al 2004.
- 10 novembre. La Parmalat risponde all'Autorità che i bond saranno rimborsati utilizzando la liquidità .
- 11 novembre. E' il primo vero giorno di passione della Parmalat story. La Deloitte & Touche esprime i suoi dubbi sull'investimento nel fondo delle Isole Cayman, Epicurum: il gruppo risponde respingendo le ipotesi di dissesto e ribadendo la propria solidità finanziaria. Ma a fine giornata Standard & Poor's pone sotto creditwatch negativo tutti i rating assegnati ai titoli Parmalat a causa dei dubbi relativi alla contabilità dell'azienda e alle modalità in cui ha investito la propria liquidità .
- 12 novembre. Il gruppo annuncia l'imminente smobilizzo della quota nel fondo Epicurum e resuscita in Borsa.
- 13 novembre. Nonostante l'uscita da Epicurum, S&P mantiene il creditwatch con implicazioni negative. Il titolo sale ancora.
- 14 novembre. Alberto Ferraris lascia la funzione di direttore finanziario e la direzione Finanza viene accorpata all'Amministrazione e Controllo diretta da Luciano Del Soldato.
- 25 novembre. Deutsche Bank sale al 5,15% del capitale.
- 27 novembre. Via libera dall'assemblea di Epicurum alla liquidazione della quota di Parmalat. Venduta la Parmatour ad Argho.
- 8 novembre. Scade il bond da 150 milioni di cui è in dubbio il rimborso. La Consob chiede al gruppo di dare informazioni e di rassicurare il mercato. Parmalat comunica che Epicurum non ha proceduto alla liquidazione della quota alla scadenza prevista del 4 dicembre. Titoli sospesi in attesa del cda del 9.
- 9 dicembre. Il Cda assicura che il bond verrà rimborsato entro il 15 dicembre, accoglie le dimissioni di Del Soldato e nomina Enrico Bondi superconsulente. Tanzi parla di "momento difficile" e assicura l'impegno della famiglia. S&P declassa Parmalat a livello di junk bond.
- 10 dicembre. S&P taglia il rating a livello CC/C e parla di rischio default. Tanzi e Bondi sono ascoltati dalla Consob.
Tonna lascia il Cda e tutti gli incarichi nel gruppo. La relazione di Bondi arriverà a fine gennaio 2004.
- 11 dicembre. Alla riammissione in Borsa, il titolo perde oltre il 40%.
- 12 dicembre. Nel pomeriggio, dopo un ennesimo bagno di sangue a Piazza Affari annuncia che il bond da 150 milioni è stato rimborsato. Un successo raggiunto grazie soprattutto al superconsulente Enrico Bondi: dall'Erario e da un gruppo di banche arrivano rispettivamente 35 milioni come restituzione dell'Iva e 25 milioni.
- 15 dicembre. Tanzi lascia cariche. Tutti i poteri affidati a Enrico Bondi che diventa presidente e ad del gruppo. Mandato a Mediobanca e Lazard per assistere la situazione economica e finanziaria del gruppo.
- 18 dicembre. Si bloccano i colloqui con Epicurum, facendo slittare la possibilità di rientrare in possesso dei 500 milioni di euro svaniti, che il fondo avrebbe dovuto mettere a disposizione.
- 19 dicembre. Nuovo scivolone in borsa dopo che Bank of America ha negato la l'esistenza di liquidità della Parmalat per 3,9 miliardi di euro, di pertinenza di Bonlat.
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