Cultura & Attualità

Blitz o no blitz?
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 13:41:17
Grazie alle informazioni raccolte da peacereporter (vedi sito www.emergency.it) e basate su testimoianze dirette e certificabili, la versione offerta dal Governo italiano sulla "liberazione degli ostaggi italiani" è pressocchè interamente falsa.
In particolare lo sono le dichiarazioni del signor Berlusconi. Gli ostaggi sono stati prelevati da un appartamento nella cittadina di Abughraib, dove erano già liberi, da una camionetta americana. Non c'è stato alcun blitz, gli ostaggi eran già stati consegnati.
L'indecorosa gazzarra autopubblicitaria del Governo si è sgonfiata nello spazio di 24 ore.
Purtroppo però la notizia è ancora nascosta praticamente da tutti, nonostante le dichiarazioni di Gino Strada (vedi Unità di oggi) nè la televisione nè i giornali ne hanno parlato.

Il sito di peacereporter è intasato in questo momento (per ovvi motivi), ma appena possibile copierò l'articolo e lo posterò su Cultura e Attualità.
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 13:48:56
Notizia vecchia, a strada rode il culo di non essere stato lui a riportare i Mercenari a casa, avevo già commentato stamattina
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 14:04:26
Prima di trarre conclusioni bisognerebbe verificare. Io ho pubblicato l'articolo e tu non l'hai letto, ho dato l'indirizzo del sito di peacereporter per vedere oltre all'articolo anche chi sono i reporter in questione. Ma per te è più semplice decidere che hai ragione che valutare. L'importante è non mettersi mai in discussione vero DEAN? Io nei post sulla liberazione degli ostaggi, magari ho fatto ironia ma ho anche detto: aspettiamo e vediamo. Non ho deciso quale era la verità, perchè la verità nessuno la conosce. Adesso alcuni miei dubbi stanno trovando delle conferme, ma questo non significa comunque che ho ragione. Solo, e questo è certo, mi fido molto di più di quello che leggo su peacereporter che di quello che mi dice questo governo!
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 14:07:56
Brava Peter Pan, digliene 4 a dean!
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 14:16:32
Peter ripargliamone lunedì per favore, dopo la fine della campagna elettorale.
Mat mica hai il volantino di AN?
I tuoi dubbi stanno avendo delle conferme? e da dove arrivano queste conferme? quali sono queste fonti?
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 14:19:34
Rivendicazione su un sito islamico
«Gli ostaggi dovevano essere uccisi»
Parla Agliana: «So perché hanno ucciso Quattrocchi ma non posso dirlo» . «In tutto hanno girato cinque video»

Maurizio Agliana, a casa, a Prato, con la sorella Antonella (Arcieri)
ROMA - «Col favore di Dio si applica oggi la legge del taglione mediante l'epurazione degli ostaggi
italiani per fornire una risposta all'arrogante presidente italiano Berlusconi». È questo il testo del messaggio, firmato
'brigata Al Quds', che avrebbe dovuto accompagnare il video
dell'uccisione di Stefio, Agliana e Cupertino.
A pubblicarlo, secondo fonti investigative, è stato il sito
Ansar Al Islam, che era stato oscurato dopo la decapitazione
dell' ostaggio americano.
Il comunicato, firmato dalla cellula per le esecuzioni delle brigate Al Quds, è datato 5 giugno e secondo fonti investigative, riferisce la decisione della formazione salafita per concludere la vicenda degli ostaggi italiani. Questo il testo integrale del comunicato: «Col favore di Dio si applica oggi la legge del taglione mediante l'epurazione degli ostaggi italiani per fornire una risposta all'arrogante presidente italiano Berlusconi. Con ciò ci auguriamo che il popolo italiano, che si considera libero, capisca dove porti il
cammino per la sua libertà lungo il sentiero dell'ostilità e
delle prevaricazioni sul genere umano. Questa è una libera
decisione della Resistenza sulla quale si è deliberato alle 22.
Seguirà la diffusione di una registrazione dell'esecuzione».
La data è quella di «sabato 17/4/1425 corrispondente al 5
giugno 2004». Le brigate Al Quds, diretta da Fawz Binmohammad Al Nascimi, hanno rivendicato le operazioni terroristiche in Arabia Saudita del 20 e 30 maggio scorsi nel corso delle quali è rimasto
ucciso, tra gli altri, il cuoco italiano Antonio Amato.

AGLIANA A PRATO - Maurizio Agliana, finalmente a casa, ha trovato la forza di parlare. E raccontare tutto quello che può sui drammatici giorni della prigionia in Iraq insieme a Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e lo sfortunato Fabrizio Quattrocchi. E proprio all'ostaggio ucciso dai rapitori va il suo primo pensiero. «Un momento difficile è stato il giorno in cui hanno portato via Fabrizio... io lì non ho pensato, ho sperato che comunque lo riportassero nella stanza», ha detto Agliana rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa a Prato, accanto alla sorella Antonella e al padre Carlo.

INCHIESTA - Alla domanda su perché i sequestratori avessero scelto di uccidere proprio Quattrocchi, Agliana ha risposto: «Io l'idea me la sono fatta però non posso rispondere». Sull'uccisione di Quattrocchi e sulle modalità del sequestro la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta. La morte di Quattrocchi fu annunciata dalla tv araba Al Arabiya due giorni dopo il sequestro, avvenuto il 12 aprile, come confermato da Agliana. All'indomani del sequestro i principali giornali italiani riportarono l'ipotesi che i sequestratori avessero agito sospettando gli italiani di spionaggio. Questa tesi, tra le altre al vaglio degli inquirenti, non è stata confermata.

MERCE DI SCAMBIO - «Penso che siamo stati rapiti per fare di noi merce di scambio come era già successo con altre persone», ha poi aggiunto Agliana, che ha ricordato di essere andato in Iraq per fare il suo lavoro, quello di guardia del corpo. Lavoro che ha annunciato di voler continuare a fare. Agliana ha poi spiegato di aver conosciuto Quattrocchi solo in Iraq, mentre conosceva già gli altri due bodyguard, Salvatore Stefio e Umberto Cupertino. «Io Fabrizio l'ho conosciuto là. (Conoscevo) gli altri due? Sì", ha detto, aggiungendo che Quattrocchi era stato trattato dai sequestratori senza differenze, «uguale a noi».

L'OMICIDIO - «Entrarono nella stanza, ci salutarono e chiamarono lui, gli dissero di alzarsi. Lui si alzò tranquillamente e uscì dalla stanza», ha raccontato, ricordando il momento in cui Quattrocchi fu portato via prima di essere ucciso. Agliana ha anche riferito che durante il sequestro erano stati tenuti sempre sdraiati su uno zerbino e incatenati, che mangiavano riso e bevevano acqua, anche sporca. Il bodyguard toscano ha risposto alla domanda di una eventuale presenza di italiani nel gruppo dei sequestratori, dicendo che uno di loro «conosceva qualche parola (di italiano), niente di più», e che una volta uno di loro disse che «il vostro governo non fa niente per voi».

VIDEO - I carcerieri dei tre ostaggi italiani, che si definivano semplicemente «mujahidin» hanno girato cinque video, di cui finora solo tre sono stati trasmessi. «Ma noi non sappiamo quali video sono stati fatti vedere», ha precisato Maurizio Agliana nella conferenza stampa da lui tenuta a Prato. «Quando venivano girati i video eravamo istruiti su cosa dovevamo dire e cosa dovevamo fare. In quelle occasioni abbiamo mangiato in modo sfarzoso, poi ben poco. Ci veniva messo il riso e il pollo davanti, e ci veniva chiesto di mangiare, non ci spiegavano come», ha raccontato Agliana. «Non ci veniva neppure detto che uso avrebbero fatto di quei video. Certo - ha aggiunto - potevamo immaginare che li avrebbero fatti vedere a qualcuno, forse, per usarli come merce di scambio».

LAVORO - «Nel mio lavoro è contemplata anche la morte. Io lo svolgo a 360 gradi e voglio continuare a farlo - ha detto Maurizio Agliana -. Facciamo una professione seria - ha aggiunto - riconosciuta in tutto il mondo, non quella che è stata descritta finora. Ma la smentirò un'altra volta, oggi non ne ho voglia».

RILASCIO - Sulle dinamiche del rilascio, avvenuto grazie a un blitz della coalizione a guida Usa martedì scorso in una località probabilmente a sud di Bagdad, Agliana non ha voluto fornire dettagli. Si è limitato a dire che in quel momento «c'erano solo due carcerieri» e che non c'erano stati spari. Le descrizioni dei volti dei rapitori rese ieri dai tre italiani davanti ai pm di Roma dopo l'arrivo in Italia sono state ritenute coincidenti e di particolare importanza per le indagini.
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 14:23:54
D'accordo e solidale con Dean;
unica fonte vera e credibile ( almeno per me ),
sulla liberazione degli ostaggi , è quella di Scelli , capo della crocerossa Italiana che ha ribadito , nella sua intervista come sono andate le cose!
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 14:55:43
L'articolo che ho postato su Cultura e Attualità è firmato da Enrico Piovesani. Se volete valutare la credibilità di questo giornalista potete cercarlo su tutti i motori di ricerca. Così valuterete voi stessi se è credibile o meno.
e Gino Strada non c'entra un accidente nell'articolo, tanto per precisare a chi polemizzava su questo.
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 16:48:40
Non me la sento di esprimere ancora giudizi in merito, a differenza di qualcuno... non voglio ritrovarmi a fare affermazioni che poi saranno smentite a posteriori. Tutto questo segreto mi puzza ma può essere d'obbligo visto che ci sono indagini della magistratura in corso. Per la serie andateli a ribeccare in Iraq... da ridere.
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 16:51:48
Mat la magistratura è sicura di prenderli
c'hanno i superpoteri
E non facciamo i polemici con quel "qualcuno" che esprime giudizi
Messaggio del 12-06-2004 alle ore 11:10:57
Quel qualcuno sei tu Dian!

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