Cultura & Attualità

Ciao Ronnie
Messaggio del 08-06-2004 alle ore 15:20:31
Messaggio del 08-06-2004 alle ore 14:20:29
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 20:42:18
Nel contesto anni 80 e con l'Orso sovietico nel giardino di casa le operazioni a favore dei contras per quanto abominevoli hanno una loro perversa ragion d'essere,cosi come l'operazione Urgent Fury per liberare Grenada e le operazioni della 6 flotta e Eldorado Canyon per far ragionare un po Gheddafi a largo del golfo della Sirte.Tutto e' da leggere nel contesto esplosivo anni 80.Altro che Osama "sono stato creato dalla Fox per essere il nemico perfetto" Bin Laden, in quel periodo se si facevano le mosse sbagliate si nuclearizzava il mondo e con lui 4 miliardi di individui.
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 20:37:56
Senza dubbio il grande comunicatore passera' alla storia come colui che ha vinto la Guerra Fredda senza sparare un colpo.L'idea dello SDI,il sistema ABM piu' complesso mai progettato e' stata un idea grandiosa grazie forse alla sua astuzia,o meglio l'astuzia del suo staff,e' riuscito a piegare il gigante sovietico salvando forse l'umanita' da un armageddon nucleare,pochi sanno infatti che i sovietici avevano in piu' di un occasione preparato piani dettagliatissimi per un conflitto in Europa centrale apporfittando del gap tecnoglogico/qualitativo che l'esercito USA aveva subito nei primi anni 80 fini 70 a causa della voragine Vietnam.Forse un po'se siamo qui a scrivere cazzate sul forum lo dobbiamo a personaggi come lui.L'appoggio all'Iran fu meno palese di quello fornito all'Irak ufficialmente nessun sistema d'arma fu venduto ai 2 contendenti che infatti erano equipaggiati con un cocktail franco/sovietico/cinese/pakistano.Ci sarebbe da screivere per ore.voglio solo infine manifestare la mia profonda contrarieta' al suo apporccio liberista che ha posto l'ultimo chiodo sulla bare delle teorie socialdemocratiche che di fatto hanno reso grandi nel dopoguerra le ecomonie occidentali.
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 16:17:42
Per non parlare della lotta contro la canapa indiana con una maggiore repressione iniziata da Reagan negli anni 80 e che costrinse anche altri leaders, tra cui Craxi, ad intraprenderla.
Con grande piacere dell'industria petrolchimica e farmaceutica....
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 11:05:05
rilegendo, appunto Reagan appoggio sia L'iran che l'Iraq nella guerra che oppose i 2 paesi per 8 anni seguendo la massima Kissingeriana che quella guerra non sarebbe mai dovuta finire, un tantinello cinico, ma guarda caso dopo la fine di quella guerra la situazione mediorientale precipitò
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 11:02:57
Beh certo Radio Teheran mi sembra un'ottima voce, libera e democratica
Per quanto riguarda l'"Iran-Contras" era esattamento quello a cui mi riferivo quando parlavo dei suoi errori in america latina, insieme al sostegno al regime dittatoriale Salvadoregno e ai suoi squadroni della morte
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 10:57:24
Morto Ronald Reagan. Teheran: «Il più grande amico di Saddam».

È spirato sabato sera nella camera-ospedale dove vegetava dentro la grande villa nel quartiere più lussuoso di Los Angeles, al numero 668 di St Cloud Road, Bel Air. Già da un anno le sue funzioni vitali erano ridotte al minimo. La figlia Patty nel dicembre scorso aveva rivelato che non poteva più parlare e non riconosceva neppure i parenti più stretti. Le funzioni neurologiche distrutte dal morbo di Alzheimer.

Ronald Reagan è morto a 93 anni. Una lunga vita, sulla cresta dell'onda. Il presidente-attore, divo di Hollywood, era stato eletto alla Casa Bianca nel 1981 e ha battuto tutti i record di permanenza nella stanza ovale: fino al 1989. La malattia lo aveva colpito dodici anni fa, sviluppandosi progressivamente. Padre irlandese, cattolico e alcolista, venditore ambulante di scarpe, madre puritana, era nato a Tampico (Illinois) nel 1911.

Ha interpretato molti ruoli nella sua lunga vita: interprete del "sogno americano" era sbarcato negli studios di Hollywood nel 1937, come attore soprattutto di film Western di serie B. E nel '47 divenuto presidente del
sindacato attori ebbe un ruolo di primo piano nella campagna dell'anticomunismo più duro dell'epoca maccartista, approvando le liste nere contro attori, sceneggiatori e registi accusati di intelligence con il nemico sovietico.

È stato questo il suo ruolo più riuscito: il persecutore del comunismo sovietico. A lui è toccato essere l'ultimo presidente Usa della Guerra Fredda. E a lui si deve la definizione della Russia come «Impero del male».

E per questo suo impegno anticomunista lo ricorda oggi l'anziano Lech Walesa, ex operaio delle Officine di Danzica divenuto prima fondatore di Solidarnosc e poi presidente della Polonia desovietizzata.

Ma c'è anche chi commenta la sua morte in tutt'altra chiave. Radio Teheran, la tv di Stato iraniana dando notizia della morte lo ha definito: «il più grande amico di Saddam Hussein», con riferimento a quando, nel 1983, inviò Donald Rumsfeld a Baghdad «per promettere che gli Usa sarebbero
rimasti in silenzio a proposito dell'uso di armi chimiche contro gli iraniani».

Radio Teheran non ha invece voluto ricordare lo scandalo dell'«Irangate», il più grave dell'epoca Reagan, cioè l'affare della vendita di armi all'Iran che serviva a finanziare la guerriglia antisandinista dei Contras in Nicaragua.

Fu anche interprete della linea ultraliberista in economia che caratterizzò gli anni Ottanta su entrambe le sponde dell'Atlantico. Personalmente era legato all'alta finanza di Wall Street, lui che aveva dovuto lavorare per pagarsi gli studi fu avviato nella politica attiva nel 1954 dalla General Motors che lo invitò a compiere un giro di conferenze nelle fabbriche. Nel 1966, dopo due anni di politica a tempo pieno nel Partito repubblicano, divevve governatore della California, rieletto poi nel 1970. Dieci anni dopo ottenne la nomination repubblicana nella corsa alla Casa Bianca. La sua vittoria contro il presidente democratico Jimmy Carter, massiccia, avvenne sullo sfondo della cattura degli ostaggi all'ambasciata Usa a Teheran.

Grande amico del premier britannico Margaret Thatcher che infatto lo ricorda come «uno dei grandi eroi americani».

Può essere ricordato anche per aver ordinato i raid in Libia e a Grenada. Ma soprattutto in America era il primo grande presidente mediatico, con una grande capacità di arrivare al cuore della Nazione.

L'ex cancelliere tedesco Helmut Kohl e il suo principale rivale, sconfitto, Mikhail Gorbaciov lo ricordano invece per il suo impegno per la pace. In effetti, sul finire della Guerra Fredda, cioè a partire dal 1985 fu costretto a iniziare il programma di disarmo nucleare concordato con l'Unione Sovietica. E Giulio Andreotti ricorda che questo impegno non fu proseguito dal suo successore repubblicano alla Casa Bianca, George Bush padre, che invece il riarmo con il progetto dello "Scudo stellare".

Nel 1952 si sposò in seconde nozze con Nancy Davis, che gli sarà accanto per il resto della vita e che oggi gli sopravvive a 82 anni. Da "Mommy", come Ronald chiamava in privato la moglie, ha avuto due figli, Patty e Ronald jr.

Solo 69 giorni dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, il 30 marzo 1981, Reagan fu ferito in un attentato a Capitol Hill al torace da un colpo di pistola. Il presidente guarì presto dall'attentato, ma la sua salute
durante gli anni alla Casa Bianca fu spesso segnata da malattie. Venne operato a due riprese, per forme di cancro, nel 1985 e 1987. Soltanto la sua fibra da atleta - football e golf le sue passioni - lo hanno mantenuto in vita fino a sabato scorso.

Messaggio del 07-06-2004 alle ore 10:46:18
Peter se ci fosse stato reagan dopo l'11 settembre ora non ci sarebbe più una questione mediorientale, nel senso che non ci sarebbe più il Medioriente
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 10:35:36
Ma da qui a dedicarlgi un post. Io lo dedicherei a Nino Manfredi, quello si che è stato un grande.
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 10:34:06
Io non la penso così.....ma penso che se ci fosse lui al posto di Bush, staremmo tutti meglio
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 10:29:04
Certo Petar Pan, Reagan ha fatto tanti gravi errori, soprattutto per quanto riguarda il Sud America, ma chi è che non ne ha fatti?
Resta cmq un gigante del dopoguerra, uno dei pochi con una visione che andava oltre i suoi mandati, visione che non si è dimostrata velleitaria e che fondamentalmente ha retto fino all'11 settembre
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 10:25:09
Mah........ non mitizziamolo adesso... che non mi sembra il caso.
Messaggio del 07-06-2004 alle ore 10:13:12
Alla stessa ora, mezzanotte, in cui 60 anni prima i paracadutisti anglo americani, cominciavano a lanciarsi sulle retrovie delle spiagge delle Normandia, dando inizio all'assalto alla Fortezza Europa, le agenzie battevano la notizia della morte di chi l'Europa ha contribuito a liberarla definitivamente 45 anni dopo.
Contribuì alla sconfitta dell'"Impero del male" sia con una campagna di immagine che gli valse il soprannome di Grande Comunicatore, sia sfidandolo in una corsa agli armamenti insostenibile per l'URSS ed invece possibile per un'America che, lui stesso, aveva liberato dal trauma della sconfitta in Vietnam e che le sue riforme economiche avevano rilanciato dopo la decadenza degli anni '70, lui era l'incarnazione di un'America che non aveva più nulla a spartire con quella del suo buono e perdente predecessore Jimmy Carter.
Un'America arrogante, militarista, il cui regista di culto era John Milius ed il suo Alba Rossa ed il suo libro era "Caccia ad Ottobre rosso", ma anche un America vitale, costruttiva, conscia del suo ruolo nel mondo.
La politica economica di Reagan fu altrettanto rivoluzionaria della sua politica estera, anzi ne fu il supporto interno.
La reaganomics pose fine all'altra grande rivoluzione economica americana del secolo, il New Deal di Roosvelt, o meglio della sua degenerazione statalista che aveva fatto degli Usa il paese con il Welfare più esteso del mondo, ma che aveva imbrigliato l'economia.
Certo la deregulation totale, l'abbassamento delle tasse, quasi esclusivamenmte per i redditi più alti, la liberalizzazione del mercato del lavoro, furono uno shock terribile a partire dai 100.000 licenziamenti a Deatroit della G.M., alle migliaia di licenziamenti delle compagnie aeree, alla fine di ogni limite nelle concentrazioni editoriali, altro che legge Gasparri.
Tutto concordava alle analisi delle solite cassandre radical-euro-chic ed invece dopo un paio d'anni il miracolo era perfettamente riuscito, un successo di tale entità, che ha continuato a portar risultati fino alla fine degli anni 90, non a caso persino il democratico Clinton non ha scalfito il depositario del "verbo" reaganiano, Alan Greenspan.

"Signor Gorbaciov, apra questo cancello" Berlino Porta di Brandeburgo 1986

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