Cultura & Attualità
Il mondo è davvero cambiato.
Dopo anni di strapotere, la principale divisa di riserva internazionale rischia seriamente di perdere il suo ruolo trainante nell’economia globale.
A mettere in discussione il dollaro, stavolta, non è più tanto la forza dell’euro, moneta da tempo considerata di riserva internazionale al pari del biglietto verde, ma la Cina, Paese che detenendo oltre la metà dei titoli del debito pubblico a stelle e a strisce rischia di essere travolta da una possibile (e probabile) caduta del dollaro. Così ieri, a pochi giorni dall’incontro londinese dei G20, la Cina ha fatto sapere per bocca di Zhou Xiaochuan, governatore della Peoples Bank of China (PBoC), la banca centrale del Drago cinese, che il dollaro non è più ritenuto sicuro come un tempo e che, pertanto, il sistema finanziario internazionale necessità di una divisa sopranazionale alternativa.
Una valuta che però, ha sottolineato Xiaochuan dando al contempo uno schiaffo all’euro e ai Paesi dell’Ue, “non dovrebbe essere collegata a Nazioni individuali, ma capace di rimanere stabile sul lungo periodo”. “La crisi finanziaria - ha spiegato sul sito web della PBoC - ha messo in evidenza la vulnerabilità dell’attuale sistema monetario internazionale”, basato sul dollaro. E pertanto tale moneta deve essere sostituita nel suo ruolo di riserva internazionale con i “diritti speciali di prelievo” (Sdr).
Il messaggio della Cina al nuovo esecutivo statunitense è chiaro: lo strapotere del dollaro è ormai un lontano ricordo e la Cina, consapevole di ciò e dei rischi inflazionistici legati ad una sua possibile svalutazione, non intende stare a guardare. Per un po’ il biglietto verde può ancora resistere, anche grazie al sostegno dei Paesi che detengono grandi quantità di Treasury-Bond (T-Bond) a stelle e a strisce. Tra questi la stessa Cina che, con una esposizione di circa 1,9 trilioni di dollari, è sostanzialmente il principale detentore al mondo di titoli Usa.
Ma il gioco a sostegno della divisa statunitense non può protrarsi all’infinito. Il debito Usa, ormai insostenibile, corre da mesi a ritmi elevati: solo sei mesi fa il volume complessivo dei titoli era pari al 350% del Pil statunitense ed oggi è cresciuto al 500%, per un valore equiparabile all’intero Pil mondiale. La maggior parte dei giganti bancari angloamericani sono praticamente in fallimento e ciò ha comportato, e comporterà forse ancora nei mesi a venire, onerosi interventi di nazionalizzazione da parte del governo. Non meno grave è la situazione del debito commerciale, che unito a quello pubblico (il debito gemello), porta gli Usa ad una esposizione totale rispetto alla quale quella dell’Ue appare ben poca cosa. Per sostituire la divisa Usa però, servono tempi lunghi, pena la svalutazione delle esposizioni in titoli dei Paesi che detengono i T-bond.
Nel frattempo, il dollaro dovrà necessariamente essere sostenuto e a farlo saranno i Paesi che hanno più interesse a farlo, primo fra tutti il gigante asiatico che non potrà non affiancare in ciò l’amministrazione Obama. Si spiega così la dichiarazione della vice-governatore della Peoples Bank of China - e direttore della State Administration of Foreign Exchange - Hu Xiaolian, che ha assicurato ieri che la Cina tenderà ancora una mano agli americani, continuando a sostenere il debito pubblico. “I titoli di Stato statunitense sono un elemento importante nella strategia d’investimento a lungo termine delle nostre riserve valutarie. Quindi continueremo ad acquistarli”, ha affermato Xiaolian, sminuendo l’importanza del forte deprezzamento registrato negli ultimi mesi dai titoli a stelle e a strisce. Per il momento, ha ammonito dunque Pechino, i buoni del debito pubblico statunitense, essendo “ad elevata liquidità e a basso rischio”, sono ancora un porto sicuro per gli investimenti cinesi. In futuro si vedrà… A questo punto tutto dipenderà da Obama che, per il governo cinese, dovrà accettare l’indigesta perdita di ruolo del dollaro ma, soprattutto, lasciare più spazio alla Cina in occasione del G20 di Londra il prossimo 2 aprile, data in cui si discuteranno le nuove regole del sistema finanziario internazionale.

E ancora...
La Cina lancia l'idea di una valuta da usare negli scambi internazionali al posto del dollaro americano. Il governatore della banca centrale cinese Zhou Xiaochuan, in un commento pubblicato sul sito web della banca, sostiene che la nuova valuta internazionale «non dovrebbe essere collegata a Nazioni individuali».
Inoltre, dovrebbe «essere capace di rimanere stabile sul lungo periodo, eliminando così i problemi che si creano usando valute che hanno una base nazionale». Secondo l'economista Qu Hongbin della Hong Kong e Shanghai banking Corporation (Hsbc), «si tratta di un chiaro segno che la Cina, in quanto maggior detentrice del mondo di titoli di debito degli Usa, è preoccupata dei potenziali rischi inflazionistici» che minacciano la valuta statunitense, che oggi è quella usata negli scambi internazionali. Zhou indica la nuova valuta «sovranazionale» nei Diritti speciali di prelievo (Sdr), usati oggi per regolare le transazioni interne al Fondo monetario internazionale (Fmi). Oggi gli Sdr sono basati su una media del valore di quattro monete: il dollaro, lo yen, l' euro e la sterlina. Il pacchetto di monete che determinano il valore della nuova valuta dovrebbe essere allargato e tutte le banche centrali dovrebbero tenere una parte delle loro riserve in «nuovi Sdr», secondo la proposta di Zhou. Su questo argomento, Liberazione ha intervistato l'economista Paolo Leon.
Che cosa pensa di questa proposta della Cina di dare vita a una moneta internazionale?
E' indubbiamente molto interessante, visto che la Cina è il massimo detentore di titoli americani. Usare i diritti speciali di prelievo fu necessario dopo che Nixon dichiarò la non convertibilità dei dollari in oro. Fu allora che intervenne il Fondo monetario internazionale. Più tardi con Reagan e la deregolmentazione, l'Fmi perse la originaria funzione di direzionalità e gestione.
Questa proposta ha o no il rango di una svolta epocale anche se ci vorrà un periodo medio-lungo per l'attuazione?
Certamente. Avrei preferito che questo ruolo lo recuperassero gli europei. Certo, si può può lasciare tutto al Fmi rispetto a una gestione consortile. Alla fine dei conti, se si facesse una produzione di diritti speciali di prelievo per il commercio internazionale torniamo al "bancor" di Keynes che fu sconfitto a Bretton Woods ma la cui idea era esttamente quella che la Cina esprime oggi. L'interese di questa proposta è che la liquidità internazionale verrebbe amministrata da un organismo che assegna la liquidità in relazione a due criteri: il fabbisogno monetario e la buona condotta nei confronti della concorrenza internazionale. Un comportamento questo che evita la svalutazione.
La Cina sembra mostrare di una visione strategica in un momento in cui sono crollati molti punto di riferimento fondamentali e gli stessi paesi guida sembrano aver abidicato alla loro funzione.
Non c'è dubbio che la Cina sta guardando più avanti. Si rende conto che durante la crisi, e dopo, non è più possibile mantenere il ruolo del dollaro come era in precedenza. Siccome la Cina è il più grande possessore di titoli americani, proprio per non compromettere la sua riserva sta cercando di mettere in campo un meccanismo di regolazione monetaria che trasformi i suoi dollari in diritti speciali di prelievo. Basterebbero questi senza avere una moneta fisica internazionale. La Cina fa una proposta che è nel suo interesse per evitare che tutta la grande massa di titoli di stato non finisca in una miseria di svalutazione del dollaro. Ma poi giustamente si pongono in una visione internazionale che mostra che la cultura cinese non è affatto provinciale a differnza dell'Europa, del premier britannico Brown e, un po meno, di Obama. Rimane sempre un paese dittatoriale, però il fatto che il governo cinese abbia pensato a una cosa di questo tipo lo rende participe alla società internazionale.
Una svolta anche per quanto riguarda la fase delle speculazioni finanziarie?
Un taglio netto sui movimenti di capitale che speculano sul cambio delle monete e anche rispetto a tutti i titoli spazzatura che non otterrebbero più finanziamenti dal fondo monetario internazionale.
C'è poi il grande capitolo dei capitali di origine criminale.
Non so rispondere se il riciclaggio del denaro sporco sarà più difficile con una moneta internazionale. Penso che il riciclaggio si farà a livello nazionale. Costretto nelle monete nazionali sarà più difficile per il riciclaggio la libertà di movimento. Le banche centrali d'accordo con il fondo monetario faranno vigilanza vera. Le singole banche, invece, si sono sempre rifiutate di fare vigilanza sui capitali speculativii.
Il tema della vigilanza sarà al centro del vertice di Londra. Lei cosa pensa?
Chiedere la vigilanza europea è un errore. La vigilanza che noi conosciamo viene da Bankitalia ed è finalizzata ai risparmiatori. Questo non ha impedito che circolassero titoli tossici proprio dalle banche verso i risparmiatori. Quindi, prima di formulare le regole bisogna dirsi in cosa consiste la vigilanza.
Che conseguenze avrà la moneta unica sui paesi emergenti?
I paesi emergenti hannno tutto da guadagnare e niente da perdere L'unica cosa che non potranno fare è la svalutazione competitiva. Il vero problema che porrà la moneta internazionale sarà sui produttori di materie prime in particolare il petrolio e rispetto al mercato che specula sul prezzo del petrolio.
-Gli italiani di tutto ciò cosa sanno?
-Gli italiani hanno capito che l'attuale crisi è qualcosa di davvero profondo e devastante?
-Gli italiani hanno capito che per uscire da questa situazione o Gli Stati Uniti ed i loro alleati (NATO) rinunciano a una fetta importante del loro potere in favore della Cina o ci si avvierà in una guerra finanziaria e nella peggiore delle ipotesi anche militare forse, con la Cina che di sicuro non starà a guardare?
...eeehhh ma intanto ieri al Grande Bordello hanno eliminato XXX...

"lu scappa-scappe" è già iniziato

accettando pagamenti post-datati, con altri titoli che poi erano carta igenica che fine dovevano fare?
devono morire, sono stati vittima del loro stesso sistema americani e cinesi...loro si,con la loro stupida e contorta globalizzazione invece di portare civiltà e sviluppo hanno distrutto tutto.........ed ora?
solo tornare all'età della pietra

Noi italiani sappiamo tutto, e facciamo finta di non sapere nulla........del resto siamo la prima potenza mafiosa al mondo......ni ti scurdà

Anche la Gran Bretagna si sgancia !
Il mondo targato Stati Uniti finirà con il vertice del G20

ah ora che mi viene in mente...

da noi c'è ancora gente che vuole "il ritorno della lira"


Robba da matti ! Quessi (i cinesi) ci si magnano come aperitivo e noi stiamo a trastullarci con le leggi anti-romeno...
solo una guerra totale, può risollevarci da questo momento di crisi......

purtroppo FC hai ragione. Da certe crisi come la storia del secolo scorso ci insegna se ne esce solo con la guerra...
speriamo di no, speriamo che abbiamo imparato qualcosa dall'ultimo conflitto mondiale, ma non ne sarei così sicuro...

soprattutto se in giro c'è questa gente:

vai con la globalizzazione.
non me lo sarei aspettato da te e da liberazione (i comunisti non sono più quelli di una volta), ma che vuoi farci nella vita si cambia o talvolta non si capisce.
i cinesi a prescindere da quello che dicono stanno piano piano diversificando cedendo gli attivi in dollari per altre monete e acquistano a mani piene attivi reali come metalli miniere in fallimento contratti petroliferi a lungo termine in tutto il mondo a prezzi irrisori che si rivaluteranno in futuro pagando in bot americani e con titoli denominati in dollari prima che si riveli carta straccia il biglietto verde.
i cinesini poi vorrebbero ex novo una altra moneta di riferimento, ma che bravi ,che furbetti, ma andassero a fanculo sti metacapitalisticomunisti.
Anima prima di tutto mi sono limitato a riportare degli articoli.
Secondo io non sono affatto "comunista".
Terzo riportavo gli articoli proprio per far capire fino a che punto sia arrivato il processo di globalizzazione (che ho sempre criticato perchè non è pensabile che le merci possa viaggiare indistintamente e liberamente ma non gli uomini).
Oramai sono in gioco interessi così enormi che i nostalgici delle tradizioni e dei loro piccoli giardini che chaimano "patria" risultano tanto ingenui quanto un bimbetto di scuola elementare che guarda la televisione.
Quarto: io sono stato il primo a segnalare su questo forum la pericolosità della Cina per il fatto di essere un ibrido orribile che ha preso IL PEGGIO DEI SISTEMI DITTATORIALI classici, e IL PEGGIO DEL TURBOCAPITALISMO SFRENATO degli ultimi 30 anni.

tranne che sui piccoli giardini chiamati Patria e sulle tradizioni dove hai torto sul resto sei stato a mio modesto parere preciso e io avevo interpretato male il tuo pensiero, me ne duolgo.
ok. Purtroppo però la Cina è il modello vincente di questo scorcio di nuovo secolo. Le ideologie sono tramontate (speriamo definitivamente) e l'unica legge oramai sembra essere quella del mercato. La Cina potrebbe essere il modello dei nuovi assetti geo politici ed economici del futuro. I nuovi "blocchi", o meglio i vecchi Grandi Blocchi in perenne conflitto descritti nel 1984 di orwell reinterpretati in chiave capitalista.
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Editato da Animamundi il 26/03/2009 alle 09:36:51
era o non lo sarà per lungo tempo. i due giganti sono legati insieme nel nome della globalizzazione, l'america compra roba cinese e i cinesi comprano titoli americani per finanziare gli acquisti americani e il fatto sembrava positivo per entrambi. gli usa adesso stanno immettendo nel mercato enormi quantità di moneta dal nulla, hanno annunciato di comprare 300 miliardi dei loro bot, quindi stanno rompendo il patto e di fatto stanno svalutando le riserve in dollari della cina la quale come ho detto prima si sta cautamente liberando dei suoi valori in dollari e inoltre ha chiesto di sostituire il dollaro come moneta di riserva globale con gli sdr.
che ridere, il costo dell'immane debito pubbl americano lieviterebbe a dismisura e finirebbe il signoraggio del dollaro.
ma pechino non si può permettere una cosa del genere ossia di mettere in atto la sua minaccia visto che gli sdr ossia un paniere di monete dovrebbero contenere anche lo yen che la cina controlla strettamente e che invece dovrebbe essere lasciato fluttuare e che si rivaluterebbe in maniera importante rendendo chiaramente meno competitivi i suoi prodotti di esportazione.
considerando la bassa produttività del lavoratore cinese e il fatto lampante che solo l'enorme quantità dei volumi dell'export e i profitti all'osso tengono in piedi il gigante cinese basta una piccola contrattura del suo volume di export per andare sotto e vista la rottura del contratto con washington la cosa sembra probabile.
concludendo i due gemelli della mondializzazione sono nella cacca fino al collo basta un ondina di merda e via sono sotto.
BENE GLI STA
aspetto interventi
Animamundi,
le ideologie non sono cadute tutte, alcune sono cambiate ed altre sono state sostituite. C'è sempre almeno una ideologia che guida le politiche economiche e monetarie, per lo meno finchè esisterà anche una sola politica economica e monetaria.
Anima però anche tu ragioni con ottiche novecentesche, oggi come oggi una guerra su scala planetaria non conviene a nessuno, in primis alla Cina.
Ci si avvia ad un nuovo ordine mondiale, che sarà sicuramente multipolare, ma al tempo stesso indissolubilmente interconnesso, Usa e Cina (e perchè no Europa e Russia) si faranno la faccia feroce e poi cercheranno di uscire dalle sabbie mobili insieme.
Più che di sostituzione del dollaro, si può parlare di supermento della moneta di riferimento, ma questa non è una novità, basta ricordare gli accordi di Bretton Woods quando per stabilizzare le monete le si legò all'oro(tramite il dollaro)
Dean mi autoquoto


Gli italiani hanno capito che per uscire da questa situazione o Gli Stati Uniti ed i loro alleati (NATO) rinunciano a una fetta importante del loro potere in favore della Cina o ci si avvierà in una guerra finanziaria e nella peggiore delle ipotesi anche militare forse, con la Cina che di sicuro non starà a guardare?
Infatti la "guerra" come ho detto non si farà con i carrarmati o peggio con le testate nucleari (sanno che non servirebbero a nulla perchè autodistruttive), bensì con i TITOLI TOSSICI delle banche.
Tuttavia l'opzione militare verrà sbandierata in situazione di crisi acute giusto per "fare la faccia dura" come dici tu.
Il punto decisivo poi sarà il tipo di leader che sarà al potere. Un idiota come Bush la Guerra l'avrebbe scatenata, uno un pizzico più intelligente di George W. (non è che serva poi molto) invece potrebbe fare la differenza.
io non penso che l'occidente targato U.S.A. finirà col g20...uno, perchè non so gli altri ma gli occidentali per un po continueranno a guardare gli stati uniti come quelli che devono riaccendere la miccia e il motore del west(


due, perchè tutti i "G" che hanno fatto, hanno portato solo scontri e rovina nelle città (Seattle, Genova etc), non producendo davvero nulla, visto che chi si è seduto in poltrona non ha fatto davvero una cippa...
voglio dire con tutti questi "G" che so' stati fatti avrebbero veramente svoltato pagine di storia di unità mondiale, invece veramente fuori c'era gente che si scannava e dentro loro passavano la giornata

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Cina e Moneta Unica Internazionale
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