Cultura & Attualità
Colonialismo israeliano...
Messaggio del 11-05-2004 alle ore 23:29:09
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riafferma il diritto alla sovranità del popolo Palestinese
UN News, Report, 6 Maggio 2004
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha riaffermato che lo status dei territori occupati della Palestina, compresa Gerusalemme est, conferma la loro occupazione.
Con 160 voti a favore, 6 contrari e 11 astensioni, l’assemblea ha anche riaffermato che il popolo Palestinese ha il diritto all’auto-determinazione e alla sovranità sull’intero territorio, e che Israele, come potenza occupante fin dal 1967, ha soltanto doveri e obblighi e non ha nessuna sovranità su qualsiasi parte di quel territorio.
La bozza della risoluzione era stata presentata congiuntamente da Algeria, Bahrain, Bangladesh, Isole Comore, Cuba, Gibuti, Egitto, Indonesia, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Mauritania, Marocco, Namibia, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Senegal, Somalia, Sud Africa, Sudan, Siria, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Yemen e Palestina.
Nasser Al-Kidwa, osservatore ufficiale per la Palestina, ha riassunto all’Assemblea le sue considerazioni sulla bozza della risoluzione sul problema della Palestina (documento A/58/L.61), dichiarando che la sovranità dei territori palestinesi occupati da Israele dal 1967, compresa Gerusalemme est, devono essere la base fondamentale che la comunità internazionale deve prendere come base per future decisioni.
Il funzionario dell’ONU ha dichiarato che l’atto odierno dell’Assemblea Generale è inteso come un contributo verso il raggiungimento di un giusto e comprensivo negoziato di pace basato sulla soluzione dei due stati. Dato che la parte palestinese ha da lungo tempo preso la decisione storica necessaria a raggiungere la pace accettando l’esistenza d’Israele e la soluzione dei due stati, la sola ragione per la continuazione del conflitto e del bagno di sangue è stato il rifiuto d’Israele di questa soluzione e la sua continua occupazione ed espansione nel territorio palestinese.
Ha dichiarato come il proseguimento da parte di Israele di politiche e pratiche illegali abbiano assicurato la negazione e la violazione continua dei diritti nazionali del popolo palestinese, compreso il loro diritto all’auto-determinazione e ad uno stato indipendente....
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riafferma il diritto alla sovranità del popolo Palestinese
UN News, Report, 6 Maggio 2004
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha riaffermato che lo status dei territori occupati della Palestina, compresa Gerusalemme est, conferma la loro occupazione.
Con 160 voti a favore, 6 contrari e 11 astensioni, l’assemblea ha anche riaffermato che il popolo Palestinese ha il diritto all’auto-determinazione e alla sovranità sull’intero territorio, e che Israele, come potenza occupante fin dal 1967, ha soltanto doveri e obblighi e non ha nessuna sovranità su qualsiasi parte di quel territorio.
La bozza della risoluzione era stata presentata congiuntamente da Algeria, Bahrain, Bangladesh, Isole Comore, Cuba, Gibuti, Egitto, Indonesia, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Mauritania, Marocco, Namibia, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Senegal, Somalia, Sud Africa, Sudan, Siria, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Yemen e Palestina.
Nasser Al-Kidwa, osservatore ufficiale per la Palestina, ha riassunto all’Assemblea le sue considerazioni sulla bozza della risoluzione sul problema della Palestina (documento A/58/L.61), dichiarando che la sovranità dei territori palestinesi occupati da Israele dal 1967, compresa Gerusalemme est, devono essere la base fondamentale che la comunità internazionale deve prendere come base per future decisioni.
Il funzionario dell’ONU ha dichiarato che l’atto odierno dell’Assemblea Generale è inteso come un contributo verso il raggiungimento di un giusto e comprensivo negoziato di pace basato sulla soluzione dei due stati. Dato che la parte palestinese ha da lungo tempo preso la decisione storica necessaria a raggiungere la pace accettando l’esistenza d’Israele e la soluzione dei due stati, la sola ragione per la continuazione del conflitto e del bagno di sangue è stato il rifiuto d’Israele di questa soluzione e la sua continua occupazione ed espansione nel territorio palestinese.
Ha dichiarato come il proseguimento da parte di Israele di politiche e pratiche illegali abbiano assicurato la negazione e la violazione continua dei diritti nazionali del popolo palestinese, compreso il loro diritto all’auto-determinazione e ad uno stato indipendente....
Messaggio del 12-05-2004 alle ore 13:48:48
Il problema è la terra, l’occupazione militare per quasi 37 anni e i progetti d’espansione illegale d’Israele a spese del popolo palestinese e in violazione dei loro diritti. Il problema è il rifiuto d’Israele di aderire alla legge internazionale.
La situazione è desolatamente chiara non soltanto Israele ha preso terre di proprietà privata, in particolare i 5,5 milioni di ettari posseduti privatamente dai profughi palestinesi, ma ha proceduto con la colonizzazione del territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme est, con tentativi di annettere gran parte di quel territorio.
Le ultime proposte del confronto USA-Israele sono un tentativo di conferire leggitimità su alcuni insediamenti illegali d'Isralele, di negare i diritti dei profughi palestinesi e di indebolire l'opposizione internazionale al muro della vergogna. Tutto ciò va ben al di sotto di ogni reale ritiro dato che essa punta a mantenere il controllo dei confini internazionali, degli spazi aerei e delle acque e a mantenere il cosiddetto diritto di intervento militare o di attacco contro Gaza. Invece di essere un reale e completo ritiro da Gaza, il ritiro proposto è un tentativo di isolarla dal resto dei territori occupati e dal resto del mondo, e finalizzare la sua trasformazione in una “prigione densamente stipata” per più di un milione e duecentomila palestinesi che ci vivono.
La scelta è tra la soluzione che ottiene la giustizia e una sciarada che può soltanto portare alla continuazione della violenza.
Il problema è la terra, l’occupazione militare per quasi 37 anni e i progetti d’espansione illegale d’Israele a spese del popolo palestinese e in violazione dei loro diritti. Il problema è il rifiuto d’Israele di aderire alla legge internazionale.
La situazione è desolatamente chiara non soltanto Israele ha preso terre di proprietà privata, in particolare i 5,5 milioni di ettari posseduti privatamente dai profughi palestinesi, ma ha proceduto con la colonizzazione del territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme est, con tentativi di annettere gran parte di quel territorio.
Le ultime proposte del confronto USA-Israele sono un tentativo di conferire leggitimità su alcuni insediamenti illegali d'Isralele, di negare i diritti dei profughi palestinesi e di indebolire l'opposizione internazionale al muro della vergogna. Tutto ciò va ben al di sotto di ogni reale ritiro dato che essa punta a mantenere il controllo dei confini internazionali, degli spazi aerei e delle acque e a mantenere il cosiddetto diritto di intervento militare o di attacco contro Gaza. Invece di essere un reale e completo ritiro da Gaza, il ritiro proposto è un tentativo di isolarla dal resto dei territori occupati e dal resto del mondo, e finalizzare la sua trasformazione in una “prigione densamente stipata” per più di un milione e duecentomila palestinesi che ci vivono.
La scelta è tra la soluzione che ottiene la giustizia e una sciarada che può soltanto portare alla continuazione della violenza.
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