Messaggio del 08-06-2004 alle ore 13:58:13
nn è sfuggito ke la cerimonia in ricordo dello sbarco in normandia è stata trasmessa in tutta europa tranne ke in Italia
casualmente Berluskaz nn c'era in mezzo ai vari Bush, chirac, putin, Blair scroeder
2 orribili sospetti
1. vuoi vedere ke in europa berluskaz nn lo caca nessuno?
2. vuoi vedere ke la cerimonia nn è stata trasmessa x nn sputtanare berluskaz a una settimana dalle elezioni?
Messaggio del 08-06-2004 alle ore 14:06:30
vabbò..nn esagerare, si celebrava una data simbolo..nemmeno i russi se è per questo parteciparono..poi nn sono nemmeno sicuro ke nn ci fossero francesi...nn mi ricordo, anke se la maggior parte delle forze della france libre sbarcarono a sud poco dopo..in ogni caso la francia era piuttosto interessata all'evento, no? ------------------------------------------------- Editato il 14:07:59 08/06/2004 da bakunin
Messaggio del 08-06-2004 alle ore 22:01:13
L'Italia c'entra con il D-Day come un cavolo a merenda,ergo credo sia corretto che non ci sia stata una ns rappresentanza ai "massimi", livelli.Molti russi erano presenti nei raccogliticci kampf gruppe della Wermacht presenti in Normandia,tizi a cui era stata data l'"opportunita'" di evitare la prigionia arrulandosi nell'esercito tedesco a cortissimo d'uomini.cosi come a collaborazionisti di Vichy e ucraini.Inoltre i russi/USA/GB e Francia erano ufficialmente con i Cinesi ad est gli Alleati contro il nazi/jappo/fascismo.
Cmq sul D-Day c'e' parecchia disinformatia goverantiva,in questi giorni l'intervento salvifico americano e' stato piu' volte ipersottolineato come se fosse stato l'elemento risolutore nel 2°conflitto:grossa inesatezza ma che oggi fa gola a chi vuol sottolineare il passato sempre piu' lontanto e remoto di un Us-Army liberatore e salvatore di popoli.1 domanda qualcuno di voi ha mai sentito parlare di Kursk,della Vistola delle colline Selowe,forse qualcuno ha sentito di Stalingrado ma tutti noi conosciamo La normandia e il D-Day e cosa e' successo in quei giorni.Basti sapere che quel giorno l'80% della Wermacht era impegnata contro i russi,comprese numerose unita SS e corazzate di qualita',la guerra fu decisa nell'anonima e desolata cittadina misconosciuta di Kursk circa 1 anno prima nell'estate 1943.Ma nessuno ha mai visto filmati di quel luogo.
Messaggio del 08-06-2004 alle ore 22:24:26
il D-DAY è stata semplicemnte la goccia ke hà fatto trabboccare il vaso,ki hà veramente fatto il culo ai Tedeschi è stata l'armata rossa,gli Americani hanno solo completato l'opera con una semplice e classica manovra a tenaglia
Messaggio del 08-06-2004 alle ore 23:18:26
L'armata rossa se non fosse stata foraggiata per anni dalla legge Affitti e Prestiti,non avrebbe avuto le risorse per fronteggiare la Wermacht del 1942,i russi hanno ricevuto milioni di tonnellate di rifornimenti dai camion ai cavi telefonici passando per aerei e quei cessi degli Sherman/Churchill che si sono poi fatti massacrare in Ungheria o sulla Vistola dai King Tigre tedeschi.Cmq il D-Day e la sua celebrazione in pompa magna quest'anno ha assunto un particolare valore politico reazionario e filogovernativo.Sulle reti Sky il bombardamento e' stato efficacissimo e all'uomo di strada,tutto calcio e distintivo, e' rimasto in testa solo il riduttivistico assioma:"Gli americani sono buoni e hanno perso tanti bravi giovini per liberare noi cazzoni europei fascistoni"
In realta' le cose non stanno proprio cosi',ci fu una componente idealistica non sottovalutabile, ma gli USA isolazionisti e filo tedeschi entrarono in guerra per calcolo geopolitico e di supremazia e sopratutto per risollevare la loro economia frustrata dall'onda lunga della crisi del 1929.Roosevelt lo sapeva molto bene e secondo alcuni storici ignoro' i campanelli d'allarme su Pearl Harbour
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 15:15:17
Non sono tanto d'accordo con te dek. In realtà l'intervento alleato in europa (pochi mesi prima dello sbarco in normandia, le forze alleate erano all'offensiva anche sul suolo italiano) rappresenta uno dei pochissimi casi di intervento americano ispirati davvero ad ideali di libertà e di liberazione di popoli. E' chiaro che come in ogni guerra, il fattore economico è importante ma in questo caso era chiaramente di secondo ordine.
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 15:28:12
animamù...ma lo sai quanto avrebbe fruttato ricostruire l'economia europea distrutta dalle bombe che loro stessi hanno rovesciato a tonnellate???
su, non nanscondiamoci dietro un dito...è vero..gli ideali di democrazia, libertà...ma pure un mucchio di bei soldini...
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 15:30:44
Più che di second'ordine è arrivato in un secondo momento, Roosvelt era sinceramente convinto della giustezza dell'intervento, altrimenti si sarebbe concentrato sulla guerra nel pacifico, quella si di vital einteresse strategico ed economico, visto che gli interessi Usa in Europa tendevano a 0 e questo è dimostrato dal fatto che, il non interventismo americano era esclusivamente verso il fronte Europeo, invece tutti davano per scontato uno scontro con l'emergente potenza nipponica.
Cmq sono daccordo nel sottolineare la strumentalizzazione dell'evento, infondo il 60esimo anniversario quando mai viene festeggiato? è il 50esimo quello che conta
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 15:45:59
Infatti Din (benritrovato). Vedi cucciolo basta leggere le biografie di Roosevelt e Eisenhower per comprendere che si è trattato davvero di un intervento di tipo politico (nel senso più aulico ed antico del termine) piuttosto che di opportunismo economico. E' indubbio che col senno di dopo c'hanno guadagnato alla grande (soprattutto in termini di influenza ed egemonia geopolitica).
Ricordo che nulla, assicurava il successo dell'operazione e che fino all'ultimo Gli americani avevano forti dubbi sull'opportunità dello sbarco. Sono stati gli inglesi, ma soprattutto il loro presidente a convincere gli stati uniti.
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 18:44:00
Dissento,il fronte italiano era assolutamente sterile,vista la conformazione geografica della ns penisola,Kesserling riusci' con forze minime a rallentare e rendere durissima la risalita' della penisola,il fronte italiano fu aperto solo per dare una risposta rapida alle pressanti richieste di Stalin per un 2° fronte e perche' si sapeva che l'Italia era ,come al solito, il ventre molle dell'Asse.Senza dubbio ci fu una grande componente idealistica nel 2 conflitto,di certo le potenze alleate erano convinte di dover assolvere ad una missione quasi divina nello sconfiggere il male nazista,ma e' altrettanto innegabile in USA la corrente isolazionista era forte,che i capitalisti facevano grassi affari e plaudivano al nazismo e che l'iniezione di denaro pubblico avrebbe riavviato la poderosa macchina economica USA garantendo nel contempo,in caso di vittoria l'egemonia in occidente e sulla scena globale.Possiamo approfodire
"Ma perché ci siamo messi in testa di farlo?". Proprio queste parole Winston Churchill si lasciò sfuggire nel febbraio del 1944 in un momento di totale sfiducia nell’operazione Overlord e lo stesso Alan Brooke, capo si stato maggiore imperiale scriveva il 5 Giugno del ’44, il giorno prima del difficile ma vittorioso sbarco: "Nel migliore dei casi , riuscirà parecchio inferiore alle aspettative della maggior parte della gente , in particolare di coloro che ignorano del tutto le difficoltà dell’impresa. Nel peggiore, potrebbe rivelarsi come il disastro più sinistro di tutta la guerra".
Tratto da "Lo sbarco in Normandia" di Saverio Malatesta.
Questo tanto per chiarire quali erano i dubbi e le tensioni alla vigilia di Overlord.
Ripeto è ovvio che da un punto di vista economico (soprattutto per l'economia britannica e solo secondariamente per quella statunitense)-geopolitico la vittoria sui nazisti abbia significato un dominio pressochè assoluto sulla scena politica mondiale (e ci mancherebbe che così non fosse) ma questo non era sicuramente la principale motivazione dell'operazione. Churchill, Roosevelt ed Eisenhower erano uomini d'altri tempi e di elevatissimo spessore tattico-politico. Non hanno mai gridato al miracolo o alla crociata mistica in nome di dio, ma hanno sempre mantenuto un contegno ispirato ad una ferma ma realistica lotta per la libertà. Siamo distanti anni luce dalle fallimentari e deliranti "visioni" di un misero bush, semplice burattino-decisionista nelle mani di fanatici falsi predicatori mediatici che attualmente sono al potere a Washington.
Per quanto riguarda il cosiddetto "fronte Italiano" mi sembra abbastanza chiaro che, data la conformazione geografica del nostro paese, l'avanzata non fosse certo facile mentre risultava molto più efficiente un strenua resistenza da parte tedesca (soltanto per attraversare il Sangro gli alleati hanno impiegato diverse settimane nonostante l'immane spiegamento di forze. L'esempio di Ortona a questo proposito mi sembra alquanto evidente. Tuttavia era chiaro anche che bisognava impegnare i nazisti su più fronti per spezzarne le difese e, sempre alquanto ovviamente, è naturale scegliere il punto più debole dello schieramento nemico per farlo, ovvero il fronte italiano. In pratica Overlord fu vittoriosa anche perchè le forze di Hitler erano impegnate su più fronti (a sud in Italia, ad est dall'offensiva di Stalin, e finalmente ad ovest dallo sbarco del D-Day). Fu una startegia grandiosa ed intelligente ed in quest'ottica il fronte italiano ebbe sicuramente una importanza strategica fondamentale. Se gli alleati avessero fallito in Italia, quasi sicuramente lo sbarco in Normandia non sarebbe avvenuto.
Messaggio del 12-06-2004 alle ore 03:07:45
L'intervento degli USA nella II guerra mondiale non è stato mosso da sentimenti ideologici o principi di libertà...
sono entrati in guerra quando faceva loro comodo, dopo aver lasciato sfogare i litiganti europei, e giusto in tempo per appioppare, dopo un paio d'anni di bombardamenti, un bel piano marshall per invogliare gli europei ad acquistare beni USA ed un bel Patto Atlantico per assoggettare le milizie europee al loro totale dominio.
se non è cosi, perchè gli amici liberatori a stelle e strisce non hanno avuto molti slanci ideologici sull'Anschluss, o sui Sudeti, e perchè hanno dormicchiato fino al 1942, prima di entrare in guerra contro il baffettino nazista che quasi 3 anni prima aveva invaso la Polonia??!!
Dean...l'interesse Usa in Europa era 0.
sicuramente nel 1940 e in pieno isolazionismo...ma con la seconda guerra mondiale e la sconfitta delle dittature totalitarie, la prospettiva che si apriva ai loro occhi era solo quella del dominio planetario...ben più di 0...
gli USA divennero talmente golosi e desiderosi di questa idea, che a guerra ormai finita in europa, e in asia tutt'altro che incerta fece addirittura il primo passo per la guerra fredda...
con Hiroshima e Nagasaki, al di la di tutte le cose dette e stradette, gli Usa ebbero l'arroganza di mettere a tacere sul nascere il contraddittorio con l'URSS per il dominio mondiale...
sono questi ideali di libertà e altruismo?
se vediamo le cose a 360° io non credo proprio...