Cultura & Attualità

Diario di guerra
Messaggio del 27-06-2004 alle ore 00:05:55
Federica dai Territori Occupati manda il suo diario, chi avrà tempo e voglia lo legga. E' una testimonianza diretta molto importante.


Prima di tutto voglio
dirvi che sto bene e non preoccupatevi per me anche se
so che quanto vi scrivo e' grave. Innanzitutto non
sono da sola ci spostiamo quasi sempre in gruppo e
come straniera godo di privilegi che i palestinesi non
hanno. Qualsiasi cosa fatta per ledere la mia
incolumita' avrebbe ampia eco nella comunita'
internazionale, purtroppo non succede la stessa cosa
nei confronti dei diritti dei civili palestinesi.
Se vi va girate pure le mie e-mail a vostri amici e a
chiunque volete, e' una faccia della medaglia che
nessuno vede e credo sia importante farla conoscere.
Volevo mandarmi anche le foto ma la mia scheda si e'
danneggiata e credo non risciro' a recuperare le foto
che ho fatto, comunque ora ho acquistato una scheda
nuova.

come sapete vivo in un appartamento a Jenin con altri
ragazzi stranieri: R. vive qui da sei mesi, E. ragazza
svedese, P. olandese di origini indiane, Ph.
americano, M. signora francese. Il nostro appartamento
e' costituito da due stanze, la camera da letto delle
ragazze che funge anche da soggiorno e quella dei
ragazzi, una stanza d'entrata cucinino e toilette. Non
abbiamo il frigorifero ma soprattutto non abbiamo la
doccia! cerchiamo di lavarci a giorni alterni con una
bacinella in cucina (mentre gli altri devono stare
chiusi in camera), questo anche per risparmiare acqua,
le risorse idriche sono povere e una delle azioni
strategiche di israele e' appunto impossessarsi delle
risorse idriche.
Stessa cosa per la toilette, cerchiamo di far scorrere
l'acqua il meno possibile.
Probabilmente puzziamo tutti ma come si dice mal
comune mezzo gaudio nessuno di noi se ne accorge!

Ora continuo con il mio diario.

martedi 22/06
il nostro gruppo si divide, una parte va a Az-Zawia
dove c'e' l'ennesima dimostrazione del villaggio in
protesta all'espropriazione di terra e una parte
rimane a Jenin. Io devo tornare a gerusalemme x il
rinnovo del visto.
Non ho partecipato alla manifestazione, ma i miei
compagni mi raccontano che
La dimostrazione si trasforma ancora una volta in
un'aggressione da parte dell'esercito israeliano nei
confronti dei civili, anche due dimostranti israeliani
vengono picchiati dai soldati, gli internazionali si
rifugiano a casa di palestinesi, ma la polizia entra
nelle case e detiene 5 internazionali e 2 palestinesi,
(che verranno in seguito rilasciati), la polizia entra
anche in ospedale dove sono stati ricoverati diversi
dimostranti in seguito al lancio di lacrimogeni, sound
bombs e pallottole di gomma. Cerca i manifestanti ma
non effettua nessun arresto.

Mi rendo conto che molti israeliani non sanno
assolutamente che cosa succede nella West Bank e nella
striscia di Ghaza. Lo stesso esercito e' costituito da
ragazzini ventenni che non sa che cosa sta facendo e
perche'.
Ci sono gruppi di israeliani che si uniscono alle
manifestazioni, poiche' ritengono ingiusta
l'occupazione militare israeliana della Palestina e si
oppongono alla costruzione del muro che non rispetta
la green line e non e' un muro di separazione ma e' un
muro di isolamento delle citta' palestinesi.
Sono gruppi diversi (gruppi di salvaguardia dei
diritti umani, anarchici, gruppi di sinistra,
israeliani nati e vissuti in Israele ma che si
oppongono all'occupazione militare), purtroppo pero'
non sono molto numerosi.

M. si occupa di raccogliere testimonianze di
progionieri che hanno subito torture, lunedi ha
trascorso tre ore ad ascoltare un ex prigioniero ed e'
molto scossa, percio' abbiamo deciso che non dobbiamo
lasciarla sola e Ph. rimarra' con lei.

Io parto da Jenin verso le 10.30 arrivo verso le 3.00
se vi va di vedere in una cartina quando dista Jenin
da gerusalemme vi sembrera' incredibile il tempo
impiegato. I palestinesi devono seguire vie tortuose
per evitare check points, inoltre molte strade sono
bloccate, cio' significa che l'esercito effettua
azioni per impedire il passaggio di mezzi (es. blocchi
di cemento sulla strada, buche, etc.)
A gerusalemme incontro Hisham, mi dice che ha parlato
x il mio visto, c'e' un ragazzo israeliano nel gruppo
il cui padre e professore universitario e confermera'
che lavorero' con lui alla mia tesi, sono una
studentessa di sociologia all'universita' di venezia.
Mi consigliano di andare a Haifa a chiedere il
rinnovo, perche' e' una citta' piu' piccola forse
avranno meno richieste e l'universita' si trova li.

Incontro alcuni ragazzi che haano fatto il training
con me dovevano andare a Nablus, ma l'esercito non li
ha lasciati entrare. Nablus e' completamente
circondata, hanno provato da diversi check point e
persino attaraverso le montagne, ma sono stati
bloccati.

martedi 23 giugno
Parto per Haifa, non ci sono collegamenti diretti tra
West Bank e Israele (sono riservati ai coloni
israeliani) cosi ogni volta devo andare dalla
Palestina a Israele e viceversa devo tornare a
gerusalemme. Il viaggio dura due ore in un comodo bus
con aria condizionata. Vado al ministero degli interni
e chiedo il prolungamento del visto, solita sfilza di
domande poi mi danno il modulo da riempire e mi danno
appuntamento x il 6 luglio.
Torno a Gerusalemme
Incontro una ragazza che lavora a Nablus in un
progetto con i bambini, mi racconta che l'esercito
invade la citta' tutte le notti e talvolta anche di
giorno, ma sembra che la situazione si stia aggravando
in questi ultimi giorni e il fatto che non lascino
entrare internazionali (=testimoni) e' segno che
qualcosa sta per succedere.

mercoledi 24 giugno
Riprendo il cammino x Jenin alle 10.30, solita
trafila, devo andare a qalandia (fuori gerusalemme) e
da qui prendo un service (=furgoncino che parte quando
si riempie di passeggeri)x Jenin. A Hamra (non lontano
da jenin) c'e' un check point, mi dicono che non posso
passare, dico a uno dei militari che sono una
studentessa e devo andare all'universita' arabo
americana di zababdi x una ricerca, "solo i
palestinesi possono passare di qui" mi dice, "ma io
sono gia' passata qual e' il motivo per cui non posso
passare ora", mi ripete la stessa cosa, cerco di
insistere "c'e' qualcosa che non va? il mio passaporto
e' a posto ho un appuntamento, ci sono persone che mi
stanno aspettando" mi dice che lui non sanno perche'
ma non posso passare devo tornare indietro. Non
capisco, "anch'io non capisco ma non puoi passare",
torno a Ramallah, salgo su un'autobus x Ar-Ram, cerco
di raggiungere Jenin dalla parte occidentale dato che
dalla parte orientale non mi fanno passare. Ar-Ram
c'e' un blocco stradale permanente scendiamo tutti e
da qui prendo un service per Jenin. Arrivo a Jenin
alle 5.00 del pomeriggio.

La sera veniamo a sapere che l'esercito ha invaso
Nablus con carri armati c'e' il coprifuoco, la citta'
vecchia e' inaccessibile, infrastrutture e luoghi di
culto distrutti, civili detenuti.

La connessione con internet si e' interrotta, il
gestore del locale ci dice che la sede centrale e' a
Nablus e le linee sono state bloccate a causa
dell'invasione.

venerdi 25 giugno
oggi e' giornata di riposo, quasi tutto il paese e'
chiuso, ci dedichiamo alla pulizia della casa.
Domani avremo la prima dimostrazione della campagna
estiva, sara' a Faqqwa un paese non lontano da Jenin a
nord ovest, ci saranno dimostrazioni in diverse
localita' della Palestina in protesta contro il muro.
Saremo vestiti di scuro e porteremo al petto un numero
come i prigionieri ad indicare simbolicamente la
prigione che e' il muro.

Per ora e' tutto o quasi. Se vi interessa guardate il
sito di al jazeera dove ci sono informazioni
dettagliate sulla situazione di nablus.

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