Cultura & Attualità

E così non possiamo neanche scioperare..
Messaggio del 27-04-2004 alle ore 16:17:36
Le forze dell'ordine hanno rotto il blocco per far passare
i bus con a bordo i lavoratori che volevano entrare in fabbrica

Alta tensione a Melfi
La polizia carica i manifestanti

Negli scontri sono rimasti feriti dieci operai e tre poliziotti
La Fiom proclama lo sciopero e attacca: "Una vergogna"


MELFI (POTENZA) - Tensione altissima nell'area industriale di Melfi, dove la polizia ha caricato i manifestanti che bloccavano l'accesso principale all'area industriale di Melfi. Secondo la Fiom, una decina di lavoratori sono stati feriti. Feriti anche tre poliziotti. Il vicequestore, Amalia Di Ruocco, è stata colpita alla testa da una pietra lanciata durante la carica. Due autobus con a bordo circa 35 lavoratori che intendevano entrare in fabbrica hanno passato il blocco e sono entrati nei cancelli dello stabilimento Fiat. La polizia, con un cordone di uomini, ha bloccato la strada principale, lunga tre chilometri, che conduce ai cancelli.

La carica è arrivata dopo che le forze dell'ordine avevano intimato ai lavoratori di consentire il passaggio degli autobus, scortati dalla polizia, con a bordo gli operai che invece intendevano varcare i cancelli. Successivamente, gli agenti hanno cercato di spostare fisicamente, uno ad uno, i manifestanti che restavano seduti facendo resistenza passiva. Il primo ad essere stato spostato è stato il segretario della Fiom del potentino Giuseppe Cillis.

Poi, i reparti celeri hanno iniziato ad avanzare, e la tensione già altissima nell'area occupata da sette giorni dai lavoratori Fiat si è ulteriormente aggravata.

Dopo le cariche, la prefettura di Potenza ha fatto sapere che "le operazioni di recupero delle condizioni di agibilità della via di accesso agli stabilimenti Fiat di Melfi continueranno nelle prossime ore fino al ripristino dello stato di legalità, a garanzia del diritto di riprendere l'attività lavorativa da parte di chi non voglia astenersene". E per quanto riguarda i fatti di stamattina ha parlato di "qualche leggera carica" per vincere la "dura resistenza di centinaia di dimostranti".

Da parte sua, la Fiom ha reagito con parole durissime. Dice il segretario Gianni Rinaldini: "La polizia ha fatto un atto di servilismo nei confronti della Fiat ed è stata filo-diretta dall' azienda. Così qui è successo un fatto vergognoso, picchiando lavoratori che protestavano pacificamente le loro ragioni". Aggiunge Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale dei metalmeccanici Cgil: "Siamo di fronte ad una situazione sudamericana, dove si manganellano i lavoratori in sciopero, è una vergogna e un attacco ai diritti e alla Costituzione, ma i metalmeccanici non si piegheranno".

Della situazione hanno discusso i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Pezzotta e Angeletti. La riunione, durata poco più di un'ora, è stata aggiornata a domani mattina.

Intanto la stessa Fiom ha proclamato per mercoledì 28 aprile quattro ore di sciopero nazionale del settore metalmeccanico, revocando al tempo stesso lo sciopero di domani di quattro ore alla Fiat e alle aziende dell' indotto automobilistico. In Basilicata mercoledì lo sciopero sarà generale, di otto ore e riguarderà tutte le categorie, ad eccezione di quelle vincolate alla legge sul preavviso del diritto di sciopero.

Questa mattina, invece, la Fiom torinese ha proclamato uno sciopero di due ore, dalle 9 alle 11 di questa mattina, nello stabilimento di Mirafiori, dove si scioperà anche domani. Anche in altre fabbriche dell'indotto torinese sono in corso dichiarazioni di sciopero "contro le cariche della polizia e a sostegno della lotta degli operai di Melfi". In Lombardia hanno scioperato anche i lavoratori della fabbrica dell'Alfa Romeo di Arese (Milano), dalle 9.30 alle 11, e hanno preso parte a un'assemblea davanti alla portineria centrale.

Fabbrica deserta e produzione ferma, infine, nello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. L'attività dei circa 5.000 dipendenti è bloccata in seguito alla protesta in corso a Melfi per il mancato arrivo di componenti per la produzione. All'esterno della fabbrica è stato affisso un comunicato della direzione che comunica la sospensione delle attività per i lavoratori addetti ai modelli Alfa 147, Alfa 156 e Alfa G7 "a causa della mancanza di materiali provenienti dalcomprensorio di Melfi".


(26 aprile 2004)

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Ora io non vorrei pronunciarmi al momento, vorrei dire solo una cosa...sono semplicemente scandalizzato, siamo tornati a 30 anni fa!!!
Messaggio del 27-04-2004 alle ore 16:20:55
Peko, per scioperare, bisogna prima lavorare e questo ti esclude
Messaggio del 27-04-2004 alle ore 16:24:03
non posso editare il titolo...ma quando ti caricheranno alla cantina sociale voglio vedere come mi implorerai di fare la barricate
Messaggio del 27-04-2004 alle ore 16:26:17
sei veramente il sindacalasta perfetto, uno straccapiazza che parla a nome di chi lavora
Messaggio del 27-04-2004 alle ore 16:30:28
Sono il predestinato uniro Cigl Cisl Uil e Cobas sotto un' unica bandiera...a forma di rombo vabbè cmq
il post è serio quindi ti richiamo all' attenzione e a dare un giudizio critico e soggettivo
Messaggio del 27-04-2004 alle ore 16:41:33
Sono sicuro che tra quelli che si sono presi le manganellate non c'è neanche un sindacalista, quindi non posso che esprimere loro la mia solidarietà.
Seriamente dico che manganellare dei lavoratori che protestano non è bello, ma non è bello neanche che una sola parte dei lavoratori di uno stabilimento blocchi la produzione dell'intero gruppo, provocando problemi in primis agli altri lavoratori.
La FIOM non firma accordi per principio dai tempi in cui il segretario di Torino era Bertinotti, che razza di modo di andare ad una trattativa è questo?
Mi puzza di campagna elettorale fattta sulla pelle dei lavoratori.
Poi l'accordo sui turni di notte era stato raggiunto nel 94, proprio per far arrivare la FIAT a Melfi enon in qualche paese del terzo mondo.
Dopo 10 anni è giusto rivedere gli accordi, manon li si può rinnegare completamente
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 18:19:45
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 22:39:54
la carica c'è stata nel momento in cui gli scioperanti nn ne volevano sapere di far passare i bus con gli operai, la richiesta dei dimostranti era di far entrare questi a piedi. Ora, lungi dal voler dar ragione al metodo violento adottato... ma nn era + semplice far passare il bus e basta?
Anche perchè gli operai che volevano lavorare erano una 30-ina se nn sbaglio, e allora che cambiava?Il disagio c'era cmq se la maggior parte nn lavorava.
E se fosse scoppiato qualche tafferuglio tra scioperanti e "crumiri"?Cosa sarebbe accaduto?La polizia nn poteva certamente correre il rischio.
Messaggio del 29-04-2004 alle ore 02:01:00
Aspetta un attimo, ti mi dici:"Che poteva succedere?" io ti rispondo allora:" Perchè, visto che su 5000 dipendenti ne entravano 20 è successo tutto sto casino, i poliziotti non potevano farsi i fatti loro...sapevano a cosa sarebbero andati incontro, e ora hanno tutti i sindacati contro...sarebbe stato meglio farli fare visto che in altre occasioni è successo, e nessuno ha detto nulla, il diritto allo sciopero è alla base della costituzione, ma visto che abbiamo un Presidente del consiglio che della costituzione se ne infischia altamente cosa ti vuoi aspettare??"
Messaggio del 29-04-2004 alle ore 08:43:57
Premetto: forse sbaglio, dato che non mi ritengo la persona più informata in merito (è un eufemismo, ovviamente!)...

Fino a pochissimo tempo fa avevo l'impressione che le modalità di sciopero fossero sempre e comunque concordate col datore di lavoro, nel rispetto di questo e di quello. In poche parole c'era tutto il tempo di fare scorte di magazzino, pianificare una produzione di soccorso ecc. Il danno, come si può dedurre, era quantomeno irrisorio!
Finalmente, dopo la paralisi urbana di Milano, con gli scioperi contestatissimi della ATM, mi sembra che si cominci a ripercorrere una strada assai più "dura"....
...e penso che sia l'unico modo per farsi sentire!
Se non c'è danno...chi ti ascolta?

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