Cultura & Attualità
Economia della paura
Messaggio del 03-06-2004 alle ore 02:15:56
Cosa c'è da aggiungere?
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Messaggio del 02-06-2004 alle ore 18:05:55
Nessun seguito al mio commento?
... ma li zittisco tutti? Comincio a preoccuparmi.......
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Messaggio del 31-05-2004 alle ore 11:41:22
Mi sembra non ci sia altro da aggiungere. Condivido il pensiero di Bak, e per quanto riguarda Radio Alice, la repressione è stata fatta solo perchè era scomoda, come tutte le voci contro .... colpisci prima di tutto i media. E' così in tutte le guerre e in tutti i governi, anche quelli che si dicono "democratici". Poi sulla gestione della piazza e le violenze della polizia, carabinieri, finanza... basta dire che esistono tutte le dotazioni possibili per la repressione e sono :idranti, pallottole di gomma, manganelli e spry irritanti, lacromogeni. Se si va in piazza armati di proiettili e per "uccidere" potenzialmente... e purtroppo succede e succederà ancora...
Mi sembra non ci sia altro da aggiungere. Condivido il pensiero di Bak, e per quanto riguarda Radio Alice, la repressione è stata fatta solo perchè era scomoda, come tutte le voci contro .... colpisci prima di tutto i media. E' così in tutte le guerre e in tutti i governi, anche quelli che si dicono "democratici". Poi sulla gestione della piazza e le violenze della polizia, carabinieri, finanza... basta dire che esistono tutte le dotazioni possibili per la repressione e sono :idranti, pallottole di gomma, manganelli e spry irritanti, lacromogeni. Se si va in piazza armati di proiettili e per "uccidere" potenzialmente... e purtroppo succede e succederà ancora...
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 11:28:52
dean, guardati le foto di roma...agenti ke sparano e raccolgono i bossoli caduti a terra, poliziotti in divisa ke sparano ad altezza d'uomo..c'erano ordini dall'alto, evidentemente, ed è impressionante l'analogia con genova...
dean, guardati le foto di roma...agenti ke sparano e raccolgono i bossoli caduti a terra, poliziotti in divisa ke sparano ad altezza d'uomo..c'erano ordini dall'alto, evidentemente, ed è impressionante l'analogia con genova...
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 11:25:35
se poi nn basta leggetevi questo...12 maggio 77
http://digilander.libero.it/infoprc/giorgiana.html
se poi nn basta leggetevi questo...12 maggio 77
http://digilander.libero.it/infoprc/giorgiana.html
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 11:17:37
Chi ha detto niente contro l'ottusità della polizia?.
Io su l'omicidio di Lo Russo conosco versioni differenti, riferite da testimoni, non del movimento, che parlano si della polizia che spara ad altezza d'uomo, ma che Francesco fu colpito da qualcuno in borghese, che correva, certo si sarebbe potuto trattare di uno sbirro infiltrato, ma potrebbe anche non essere così
Chi ha detto niente contro l'ottusità della polizia?.
Io su l'omicidio di Lo Russo conosco versioni differenti, riferite da testimoni, non del movimento, che parlano si della polizia che spara ad altezza d'uomo, ma che Francesco fu colpito da qualcuno in borghese, che correva, certo si sarebbe potuto trattare di uno sbirro infiltrato, ma potrebbe anche non essere così
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 11:11:01
scusa ma io la differenza nn la vedo...due ragazzi uccisi dall'ottusità delle forze dell'ordine
quel giorno a bologna forse te lo devi studiare un pò meglio, visto ke carabinieri e polizia spararono contro persone ke nn erano armate...gli operai della zanichelli videro invece una persona in divisa senza bandoliera sparare contro gli studenti prendendo la mira appoggiato a una makkina...come si vede bolzaneto ha radici lontane
scusa ma io la differenza nn la vedo...due ragazzi uccisi dall'ottusità delle forze dell'ordine
quel giorno a bologna forse te lo devi studiare un pò meglio, visto ke carabinieri e polizia spararono contro persone ke nn erano armate...gli operai della zanichelli videro invece una persona in divisa senza bandoliera sparare contro gli studenti prendendo la mira appoggiato a una makkina...come si vede bolzaneto ha radici lontane
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 10:55:16
Adesso non confondiamo Giorgiana Masi, che si fu ammazzata dalla polizia, ma che certo non faceva parte degli autonomi, visto che era una militante radicale.
E che significa che fosse difesa? La forza della guerriglia è la mobilità, il mordi e fuggi, sarebbe da idioti difendere un'obiettivo fisso.
Ti do ragione quando dici che in quegli anni ci furono fatti di una gravità assoluta, che rofforzarono la lotta armata, però facci caso, tutti questi fatti sono assolutamente confusi e poco chiari, come tutto ciò che avvenne in quegli anni.
Adesso non confondiamo Giorgiana Masi, che si fu ammazzata dalla polizia, ma che certo non faceva parte degli autonomi, visto che era una militante radicale.
E che significa che fosse difesa? La forza della guerriglia è la mobilità, il mordi e fuggi, sarebbe da idioti difendere un'obiettivo fisso.
Ti do ragione quando dici che in quegli anni ci furono fatti di una gravità assoluta, che rofforzarono la lotta armata, però facci caso, tutti questi fatti sono assolutamente confusi e poco chiari, come tutto ciò che avvenne in quegli anni.
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 10:47:22
ah si? e quanti uomini armati presidiavano questa radio così importante? te lo dico io...ZERO
poi in un secondo tempo mi spiegherai come mai la polizia fece intervenire mezzi blindati e in ultimo come mai quegli episodi fecero in modo ke gli intellettuali europei facessero un appello contro la repressione
con qs nn voglio dire ke gli autonomi erano dei santi, né ke rimpianga quegli anni, ma il caso Lo russo nn fu isolato, basti ricordare giorgiana masi, e certi episodi convinsero ancora di + molti ragazzi ke l'unica via era la lotta armata, rafforzando BR e similia
ah si? e quanti uomini armati presidiavano questa radio così importante? te lo dico io...ZERO
poi in un secondo tempo mi spiegherai come mai la polizia fece intervenire mezzi blindati e in ultimo come mai quegli episodi fecero in modo ke gli intellettuali europei facessero un appello contro la repressione
con qs nn voglio dire ke gli autonomi erano dei santi, né ke rimpianga quegli anni, ma il caso Lo russo nn fu isolato, basti ricordare giorgiana masi, e certi episodi convinsero ancora di + molti ragazzi ke l'unica via era la lotta armata, rafforzando BR e similia
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 10:32:41
Certo che Radio Alice fu chiusa in diretta, per forza fungeva da coordinamento tra i vari gruppuscoli cghe davano vita alla guerriglia urbana.
Chi ha ucciso Francesco Lo Russo non è assolutamente chiaro
Hai ragione per quanto riguarda i NAP, che effettivamente, nacquero prima del 77, ma raggiunsero la massima popolarità a seguito di quelle giornate, infatti nel 77 si resero responsabili di più attentati che in tutta la loro storia
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Editato il 10:36:08 31/05/2004 da dean corso
Certo che Radio Alice fu chiusa in diretta, per forza fungeva da coordinamento tra i vari gruppuscoli cghe davano vita alla guerriglia urbana.
Chi ha ucciso Francesco Lo Russo non è assolutamente chiaro
Hai ragione per quanto riguarda i NAP, che effettivamente, nacquero prima del 77, ma raggiunsero la massima popolarità a seguito di quelle giornate, infatti nel 77 si resero responsabili di più attentati che in tutta la loro storia
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Editato il 10:36:08 31/05/2004 da dean corso
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 10:26:46
spiacente, Dean ma ti sbagli...a bologna il febbraio marzo 77 fu durissimo, la polizia sparò ad altezza d'uomo uccidendo uno studente, e diede l'assalto a radio alice la quale fu messa a tacere in diretta, fatto ultranoto, e le cui registrazioni si trovano sul web se cerki un pò....i NAP hanno diversa storia, sono nati, leggo, dallo scioglimento di Potere operaio verso il 73 o 74, avendo la loro sciagurata attività prevalentemente a torino milano e roma...
sul movimento del 77 si possono dire tante cose, anke molto negative, ma nn quella ke hai detto tu
spiacente, Dean ma ti sbagli...a bologna il febbraio marzo 77 fu durissimo, la polizia sparò ad altezza d'uomo uccidendo uno studente, e diede l'assalto a radio alice la quale fu messa a tacere in diretta, fatto ultranoto, e le cui registrazioni si trovano sul web se cerki un pò....i NAP hanno diversa storia, sono nati, leggo, dallo scioglimento di Potere operaio verso il 73 o 74, avendo la loro sciagurata attività prevalentemente a torino milano e roma...
sul movimento del 77 si possono dire tante cose, anke molto negative, ma nn quella ke hai detto tu
Messaggio del 31-05-2004 alle ore 09:34:32
e va beh, senza troppi sproloqui,basta dire che radio alice è stata la cassa di risonanza e lo strumento di coordinamento tattico dell'ultraviolento Movimento del '77, che nel marzo di quell'anno mise a ferro e fuoco la città e che poi diede vita ai N.A.P.(Nuclei Armati Proletari) un gruppuscolo così violento che la Walter Alasia delle B.R. sembrava un sezione dei Socialdemocratici svedesi.
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Editato il 09:36:08 31/05/2004 da dean corso
e va beh, senza troppi sproloqui,basta dire che radio alice è stata la cassa di risonanza e lo strumento di coordinamento tattico dell'ultraviolento Movimento del '77, che nel marzo di quell'anno mise a ferro e fuoco la città e che poi diede vita ai N.A.P.(Nuclei Armati Proletari) un gruppuscolo così violento che la Walter Alasia delle B.R. sembrava un sezione dei Socialdemocratici svedesi.
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Editato il 09:36:08 31/05/2004 da dean corso
Messaggio del 30-05-2004 alle ore 17:17:45
In attesa che DEAN ci illumini su Radio Alice
qui vediamo chi è il grande Bifo:
Franco Berardi è conosciuto come "Bifo" da quando comincia a firmare con questo pseudonimo i quadri astratti che dipinge alle scuole medie. Piu' tardi diviene anarcooperaista, ed entra nel gruppo Potere operaio. Partecipa al movimento del '68 nella Facoltà di Lettere e filosofia dell'università di Bologna, dove si laurea in Estetica con il professor Luciano Anceschi.
Nel 1970 pubblica con Feltrinelli il primo libro, intitolato Contro il lavoro. Nel 1975 fonda la rivista "A/traverso", che diviene il foglio del movimento creativo di Bologna. Nel '76 partecipa alla redazione di Radio Alice. Il rapporto tra tecnologia di comunicazione e movimenti sociali diviene il centro del suo pensiero e della sua azione. Nel 1977 fugge da Bologna dove la polizia lo cerca per istigazione all'odio di classe a mezzo radio, e va a Parigi, dove conosce Felix Guattari, Michel Foucault. Pubblica da Seuil Enfin le ciel est tombè sur la terre.
Rientrato in Italia pubblica La barca dell'amore si è spezzata, e poi si trasferisce a New York, dove collabora alla rivista "Semiotexte", e da dove manda articoli per la rivista milanese "Musica 80", diretta dal suo amico Franco Bolelli. Viaggia a lungo in India, Messico, Nepal, Cina. Ritornato in Italia nel 1985, con alcuni amici apre TOPIA, centro per l'ecologia mentale. In quegli anni comincia ad occuparsi del fenomeno della rete telematica, pubblica sulla rivista "Alfabeta" l'articolo Tecnologie comunicative che preconizza l'esplosione della rete come fenomeno sociale e culturale decisivo.
Nel 1989, dopo un periodo di studio in California pubblica l'opuscolo Cyberpunk con l'editore Synergon. Segue Piu' cyber che punk, Cancel, Politiche della mutazione e Mutazione e cyberpunk. Nel 1991 partecipa come attore e come sceneggiatore al film "Il Trasloco" di Renato De Maria. Nel 1994 organizza, con il consorzio università città di Bologna il convegno internazionale CIBERNAUTI, che viene pubblicato in quattro volumi da Castelvecchi. Pubblica Come si cura il nazi, Neuromagma, e recentemente Exit, il nostro contributo all'estinzione della civilta.
Attualmente è impegnato nella creazione di un museo virtuale tra le nove città della cultura europea del 2000, e nel lancio del libro La nefasta utopia di Potere operaio.
In attesa che DEAN ci illumini su Radio Alice
qui vediamo chi è il grande Bifo:
Franco Berardi è conosciuto come "Bifo" da quando comincia a firmare con questo pseudonimo i quadri astratti che dipinge alle scuole medie. Piu' tardi diviene anarcooperaista, ed entra nel gruppo Potere operaio. Partecipa al movimento del '68 nella Facoltà di Lettere e filosofia dell'università di Bologna, dove si laurea in Estetica con il professor Luciano Anceschi.
Nel 1970 pubblica con Feltrinelli il primo libro, intitolato Contro il lavoro. Nel 1975 fonda la rivista "A/traverso", che diviene il foglio del movimento creativo di Bologna. Nel '76 partecipa alla redazione di Radio Alice. Il rapporto tra tecnologia di comunicazione e movimenti sociali diviene il centro del suo pensiero e della sua azione. Nel 1977 fugge da Bologna dove la polizia lo cerca per istigazione all'odio di classe a mezzo radio, e va a Parigi, dove conosce Felix Guattari, Michel Foucault. Pubblica da Seuil Enfin le ciel est tombè sur la terre.
Rientrato in Italia pubblica La barca dell'amore si è spezzata, e poi si trasferisce a New York, dove collabora alla rivista "Semiotexte", e da dove manda articoli per la rivista milanese "Musica 80", diretta dal suo amico Franco Bolelli. Viaggia a lungo in India, Messico, Nepal, Cina. Ritornato in Italia nel 1985, con alcuni amici apre TOPIA, centro per l'ecologia mentale. In quegli anni comincia ad occuparsi del fenomeno della rete telematica, pubblica sulla rivista "Alfabeta" l'articolo Tecnologie comunicative che preconizza l'esplosione della rete come fenomeno sociale e culturale decisivo.
Nel 1989, dopo un periodo di studio in California pubblica l'opuscolo Cyberpunk con l'editore Synergon. Segue Piu' cyber che punk, Cancel, Politiche della mutazione e Mutazione e cyberpunk. Nel 1991 partecipa come attore e come sceneggiatore al film "Il Trasloco" di Renato De Maria. Nel 1994 organizza, con il consorzio università città di Bologna il convegno internazionale CIBERNAUTI, che viene pubblicato in quattro volumi da Castelvecchi. Pubblica Come si cura il nazi, Neuromagma, e recentemente Exit, il nostro contributo all'estinzione della civilta.
Attualmente è impegnato nella creazione di un museo virtuale tra le nove città della cultura europea del 2000, e nel lancio del libro La nefasta utopia di Potere operaio.
Messaggio del 29-05-2004 alle ore 14:30:53
allora DIAN?
allora DIAN?
Messaggio del 28-05-2004 alle ore 18:35:56
che ne sai tu di un campo di grano??
che ne sai tu di un campo di grano??
Messaggio del 28-05-2004 alle ore 16:52:55
Già DEAN,...... dicci... che sai tu di radio Alice?
Già DEAN,...... dicci... che sai tu di radio Alice?
Messaggio del 28-05-2004 alle ore 12:50:31
che sai tu di radio alice, dean?
che sai tu di radio alice, dean?
Messaggio del 28-05-2004 alle ore 08:22:31
ma perche sproloquiate!!
scrivete pocoooooooooooo!!!
ma perche sproloquiate!!
scrivete pocoooooooooooo!!!
Messaggio del 27-05-2004 alle ore 15:51:20
mmmmmmmmmmmmm Radio Alice, bell'ambientino
mmmmmmmmmmmmm Radio Alice, bell'ambientino
Messaggio del 27-05-2004 alle ore 15:44:41
e bravo Bak... conosci il Bifo, un grande!
e bravo Bak... conosci il Bifo, un grande!
Messaggio del 27-05-2004 alle ore 10:58:03
bifo x ki nn lo conosce viene da lontano ... il 77 bolognese di radio alice...sul web c'è tanto sull'argomento, adatevelo a leggere
bifo x ki nn lo conosce viene da lontano ... il 77 bolognese di radio alice...sul web c'è tanto sull'argomento, adatevelo a leggere
Messaggio del 26-05-2004 alle ore 14:56:08
chiaro mat maiale a pranzo cenma e colazione alla faccia dei barbuti con la sottana
chiaro mat maiale a pranzo cenma e colazione alla faccia dei barbuti con la sottana
Messaggio del 26-05-2004 alle ore 14:46:06
Dean l'unica guerriglia che conosci è la guerriglia culinaria
Dean l'unica guerriglia che conosci è la guerriglia culinaria
Messaggio del 26-05-2004 alle ore 14:44:40
Un articolo dai toni forti, ma coglie vari lati interessanti degli accadimenti attuali e dei suoi sviluppi a livello socio-politico-economico... di cui condivido se non pienamente cmq in gran parte...
Bella Peter Pan, i tuoi post lunghissimi sono quasi sempre interessanti ad una lettura attenta... se uno ha voglia di leggerseli... ovviamente!
Dean è un grande appassionato dei tuoi post, sotto quella scorza amara si nasconde un gran tenerone
Un articolo dai toni forti, ma coglie vari lati interessanti degli accadimenti attuali e dei suoi sviluppi a livello socio-politico-economico... di cui condivido se non pienamente cmq in gran parte...
Bella Peter Pan, i tuoi post lunghissimi sono quasi sempre interessanti ad una lettura attenta... se uno ha voglia di leggerseli... ovviamente!
Dean è un grande appassionato dei tuoi post, sotto quella scorza amara si nasconde un gran tenerone
Messaggio del 26-05-2004 alle ore 12:42:21
Ad addestrarmi alla guerriglia naturalmente
WALLWEHREINNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN
Ad addestrarmi alla guerriglia naturalmente
WALLWEHREINNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN
Messaggio del 26-05-2004 alle ore 12:25:59
E poi tu come passi il tuo tempo libero???
E poi tu come passi il tuo tempo libero???
Messaggio del 26-05-2004 alle ore 09:07:05


fare una sintesi con commento no?


fare una sintesi con commento no?
Messaggio del 26-05-2004 alle ore 08:49:43
L'economia della paura
A un certo punto del decennio novanta, forse un po' ingenuamente ci
convincemmo che nella tecnosfera si fosse creato qualcosa di positivo,
qualcosa che poteva dissipare le nebbie ed i miasmi della tarda modernità
capitalista. La rete, o meglio il paradigma di collaborazione reticolare
ampliò la potenza produttiva del sapere, e creò le condizioni di una
autonomia politica e anche finanziaria del lavoro cognitivo, che si
manifestava in esperienze come la diffusione delle dot.com, e come la
progressiva espansione della rete in ambiti sempre più decisivi della vita
produttiva. Il paradigma della rete conteneva un principio di tipo
post-proprietario che ha effettivamente fatto vacillare la regola
costitutiva della riproduzione capitalistica e del dominio capitalistico sul
sapere sociale.
Ma il collasso economico di inizio millennio (anticipato dall'apocalisse
immaginaria del Y2K) ha aperto una fase nuova, di crisi del rapporto tra
ciclo di produzione cognitiva e modelli di dominio proprietario. La
precipitazione militare che è seguita alla crisi della new economy ha reso
possibile una ridefinizione delle relazioni tra tecnologia di rete, lavoro
cognitivo e dominio di capitale.
Dopo l'11 settembre si è manifestata l'esplosione dell'ideologia securitaria
e del ciclo di produzione di merce securitaria. Questa esplosione si
concretizza nell'immenso investimento finanziario che il Congresso americano
ha destinato alla spesa militare. In un articolo uscito sull'Herald, David
Ignatius prevedeva, poco tempo dopo l'11 settembre, che la paura avrebbe
costituito la base di riqualificazione tecnologica ed economica della
produzione. La seconda guerra del Golfo rappresenta un passo in avanti
decisivo in questo senso. La premessa sta nella recessione economica globale
che non sembra avere vie d'uscita per la semplice ragione che non si
intravvedono nuove prospettive per la domanda di massa. Non ci sono nuovi
prodotti che possano suscitare un rilancio della produzione, come accadde
negli anni Ottanta e novanta con il boom dell'informatica, della
comunicazione e della telefonia.
E' la paura, come prevedeva David Ignatius, che rilancerà la domanda nel
mondo.La popolazione occidentale viene costantemente allertata. Deve
divenire consapevole di essere circondata di pericoli di ogni genere: gli
immigrati, i rapinatori, e soprattutto i terroristi. Il bisogno principale
della società terrorizzata é la sicurezza. In questo modo la guerra può
diventare il ciclo fondamentale per un rilancio generale dell'economia.
All'inizio del 2003, il responsabile della sicurezza deli Stati Uniti, Tom
Ridge, annunciò che si attendevano degli attentati con uso di gas, bombe
chimiche e batteriologiche. Si invitava pertanto la popolazione a dotarsi di
nastro isolante con cui assicurare la protezione delle finestre e delle
porte nelle abitazioni private. Si trattava di uno dei tanti allarmi a vuoto
lanciati dal sistema di sicurezza per produrre paura, diffondere terrore. Ma
qual era lo scopo? Nei giorni successivi milioni di americani si
precipitarono a comprare il nastro isolante consigliato dal governo. Risultò
poi che il principale produttore di quel tipo di nastro è uno del clan Bush,
grande finanziatore della campagna elettorale del Presidente. Ma questo è un
particolare secondario, che aggiunge un tocco di squallore mafioso alla
faccenda. L'essenziale é che la paura sta diventando il settore principale
dell'economia. "L'economia della paura ingrassa mentre intorno c'è la
carestia. La paura ha già rimodellato la città americana fin dagli anni
sessanta, ma il nuovo terrore fornisce un moltiplicatore keynesiano
formidabile. Secondo Fortune il settore privato spenderà più di 150 miliardi
di dollari in sicurezza interna (assicurazioni, sicurezza sul lavoro,
logistica, tecnologia informativa): approssimativamente quattro volte il
budget per la sicurezza annunciato dal governo federale. L'esercito di
guardie di sicurezza a bassi salari che è già costituito da un milione di
uomini, dovrebbe crescere del 50% nel corso del decennio, mentre la
videosorveglianza, con software di riconoscimento facciale toglierà di mezzo
ogni privacy dalle abitudini della vita quotidiana. Il regime di sicurezza
degli aereoporti fornirà il modello per la regolazione delle folle nei
mercati, negli eventi sportivi, e altrove. Si attende che gli americani
siano riconoscenti di essere fotografati, perquisiti, scannerizzati,
registrati e interrogati per la loro protezione. Il capitale di ventura
fluirà nei settori di avanguardia sviluppando sensori per la guerra
batteriologica e sistemi di cibersicurezza. I technopundits prevedono che i
veri eroi dela Guerra al Terrorismo sarà l'esercito privato dei capitalisti
di ventura e delle startup di security-tech.. Le diverse tecnologie di
sorveglianza, monitoraggio ambientale, design degli edifici convergeranno
verso un unico sistema integrato. La sicurezza in altre parole diventerà un
servizio urbano come l'acqua, l'energia elettrica e la telecomunicazione."
(Mike Davis: Dead cities) Per poter alimentare questa domanda di sicurezza
occorre creare le condizioni in cui il terrore possa fiorire, diffondersi,
proliferare, entrare nella vita di tutti i giorni, abitare costantemente le
nostre case, le nostre menti, i nostri discorsi. Di conseguenza la società
occidentale sarà spinta a comprare servizi di sicurezza sempre più costosi
raffinati e pervasivi, a noleggiare guardie armate, a finanziare eserciti
sempre più addestrati.
Distruggere i servizi pubblici è parte integrante di questa strategia. Venti
anni di politiche liberiste hanno creato le condizioni per la diffusione del
terrore perché hanno distrutto la sfera pubblica, la percezione di
appartenenza ad una sfera collettiva, hanno distrutto la solidarietà tra gli
esseri umani. Eliminando i servizi sociali si crea miseria, criminalità,
marginalità violenta. E questo a sua volta alimenta nei cittadini per bene
la paura urbana, e li convince a finanziare la macchina sicuritaria. Il
capolavoro di questa politica economica del terrore è la guerra infinita di
Bush. La guerra contro l'Iraq, indipendentemente dal suo esito militare, è
un perfetto strumento per l'ingigantimento dell'odio arabo ed islamico, e
quindi del terrore, e quindi degli attacchi contro la sicurezza degli obesi
occidentali, e quindi per l'ampliamento della domanda di merce securitaria.
Si tratta di una guerra concepita per alimentare guerra, e quindi per
alimentare domanda di sicurezza.
Il costo umano che gli USA debbono pagare è minimo, non perché non muoiano
dei soldati americani, ma perché i soldati americani non sono propriamente
americani, sono neri o ispanici poveri che non hanno i soldi per pagarsi
l'istruzione o addirittura alien persons che vogliono ottenere la
cittadinanza americana e la ottengono rischiando la pelle per i loro padroni
WASP. Nel ciclo del lavoro militare si sta formando un esercito di
sub-cittadini, di schiavi migranti che ha il compito di allargare la sfera
dell'aggressione, quindi dell'odio quindi della reazione terroristica,
quindi della domanda di sicurezza, quindi del profitto.
Nei prossimi anni questo è il percorso più probabile di sviluppo
dell'economia, e quindi anche della tecnologia. Il gruppo dirigente
americano può mettere in conto la morte di qualche migliaio di proletari in
divisa in ogni avventura aggressiva, tanto che gliene può fregare? Quelli
che vanno a crepare non sono elettori, e gli elettori non corrono il rischio
di andare a farsi accoppare.
Quanto può durare una situazione di questo genere? Il sistema nervoso
occidentale può vivere in una condizione di terrore permanente? Questo
comporterà, e già comporta una cancellazione della democrazia, che é ormai
un dato di fatto acquisito. La decisione politica non non passa più
attraverso il consenso democratico. Come hanno ripetuto più volte i Bush i
Blair e i Rumsfeld, ci sono decisioni che i leader debbono prendere senza
consenso della popolazione perché la popolazione non può sapere quello che i
leader sanno. Questo significa che la società occidentale tende a
trasformarsi in una caserma in cui l'emergenza prevale sistematicamente
sulla politica. Non esiste più il vecchio problema del consenso, che era
basilare nella politica democratica. Che bisogno c'é del consenso quando il
sistema tecnologico, informativo e militare si integrano determinando
automatismi ai quali nessuno si può opporre e che nessuno può controllare?
Ma oltre la democrazia é la nozione stessa di "umanità" che deve essere
cancellata dai vocabolari del capitalismo securitario, come dimostra il
macello nazista scatenato in Iraq. Non si é trattato di una guerra, perché
l'esercito nazi-americano non aveva di fronte a sé alcun esercito, ma solo
la popolazione civile, ridicolmente armata o disarmata. Si é trattato di un
macello, di una carneficina, di un episodio indegno al quale altri episodi
indegni seguiranno, in un'escalation automatica dell'orrore il cui prodotto
é la cancellazione stessa dell'umanità.
[Franco Berardi Bifo, Rekombinant 13.04.2003]
L'economia della paura
A un certo punto del decennio novanta, forse un po' ingenuamente ci
convincemmo che nella tecnosfera si fosse creato qualcosa di positivo,
qualcosa che poteva dissipare le nebbie ed i miasmi della tarda modernità
capitalista. La rete, o meglio il paradigma di collaborazione reticolare
ampliò la potenza produttiva del sapere, e creò le condizioni di una
autonomia politica e anche finanziaria del lavoro cognitivo, che si
manifestava in esperienze come la diffusione delle dot.com, e come la
progressiva espansione della rete in ambiti sempre più decisivi della vita
produttiva. Il paradigma della rete conteneva un principio di tipo
post-proprietario che ha effettivamente fatto vacillare la regola
costitutiva della riproduzione capitalistica e del dominio capitalistico sul
sapere sociale.
Ma il collasso economico di inizio millennio (anticipato dall'apocalisse
immaginaria del Y2K) ha aperto una fase nuova, di crisi del rapporto tra
ciclo di produzione cognitiva e modelli di dominio proprietario. La
precipitazione militare che è seguita alla crisi della new economy ha reso
possibile una ridefinizione delle relazioni tra tecnologia di rete, lavoro
cognitivo e dominio di capitale.
Dopo l'11 settembre si è manifestata l'esplosione dell'ideologia securitaria
e del ciclo di produzione di merce securitaria. Questa esplosione si
concretizza nell'immenso investimento finanziario che il Congresso americano
ha destinato alla spesa militare. In un articolo uscito sull'Herald, David
Ignatius prevedeva, poco tempo dopo l'11 settembre, che la paura avrebbe
costituito la base di riqualificazione tecnologica ed economica della
produzione. La seconda guerra del Golfo rappresenta un passo in avanti
decisivo in questo senso. La premessa sta nella recessione economica globale
che non sembra avere vie d'uscita per la semplice ragione che non si
intravvedono nuove prospettive per la domanda di massa. Non ci sono nuovi
prodotti che possano suscitare un rilancio della produzione, come accadde
negli anni Ottanta e novanta con il boom dell'informatica, della
comunicazione e della telefonia.
E' la paura, come prevedeva David Ignatius, che rilancerà la domanda nel
mondo.La popolazione occidentale viene costantemente allertata. Deve
divenire consapevole di essere circondata di pericoli di ogni genere: gli
immigrati, i rapinatori, e soprattutto i terroristi. Il bisogno principale
della società terrorizzata é la sicurezza. In questo modo la guerra può
diventare il ciclo fondamentale per un rilancio generale dell'economia.
All'inizio del 2003, il responsabile della sicurezza deli Stati Uniti, Tom
Ridge, annunciò che si attendevano degli attentati con uso di gas, bombe
chimiche e batteriologiche. Si invitava pertanto la popolazione a dotarsi di
nastro isolante con cui assicurare la protezione delle finestre e delle
porte nelle abitazioni private. Si trattava di uno dei tanti allarmi a vuoto
lanciati dal sistema di sicurezza per produrre paura, diffondere terrore. Ma
qual era lo scopo? Nei giorni successivi milioni di americani si
precipitarono a comprare il nastro isolante consigliato dal governo. Risultò
poi che il principale produttore di quel tipo di nastro è uno del clan Bush,
grande finanziatore della campagna elettorale del Presidente. Ma questo è un
particolare secondario, che aggiunge un tocco di squallore mafioso alla
faccenda. L'essenziale é che la paura sta diventando il settore principale
dell'economia. "L'economia della paura ingrassa mentre intorno c'è la
carestia. La paura ha già rimodellato la città americana fin dagli anni
sessanta, ma il nuovo terrore fornisce un moltiplicatore keynesiano
formidabile. Secondo Fortune il settore privato spenderà più di 150 miliardi
di dollari in sicurezza interna (assicurazioni, sicurezza sul lavoro,
logistica, tecnologia informativa): approssimativamente quattro volte il
budget per la sicurezza annunciato dal governo federale. L'esercito di
guardie di sicurezza a bassi salari che è già costituito da un milione di
uomini, dovrebbe crescere del 50% nel corso del decennio, mentre la
videosorveglianza, con software di riconoscimento facciale toglierà di mezzo
ogni privacy dalle abitudini della vita quotidiana. Il regime di sicurezza
degli aereoporti fornirà il modello per la regolazione delle folle nei
mercati, negli eventi sportivi, e altrove. Si attende che gli americani
siano riconoscenti di essere fotografati, perquisiti, scannerizzati,
registrati e interrogati per la loro protezione. Il capitale di ventura
fluirà nei settori di avanguardia sviluppando sensori per la guerra
batteriologica e sistemi di cibersicurezza. I technopundits prevedono che i
veri eroi dela Guerra al Terrorismo sarà l'esercito privato dei capitalisti
di ventura e delle startup di security-tech.. Le diverse tecnologie di
sorveglianza, monitoraggio ambientale, design degli edifici convergeranno
verso un unico sistema integrato. La sicurezza in altre parole diventerà un
servizio urbano come l'acqua, l'energia elettrica e la telecomunicazione."
(Mike Davis: Dead cities) Per poter alimentare questa domanda di sicurezza
occorre creare le condizioni in cui il terrore possa fiorire, diffondersi,
proliferare, entrare nella vita di tutti i giorni, abitare costantemente le
nostre case, le nostre menti, i nostri discorsi. Di conseguenza la società
occidentale sarà spinta a comprare servizi di sicurezza sempre più costosi
raffinati e pervasivi, a noleggiare guardie armate, a finanziare eserciti
sempre più addestrati.
Distruggere i servizi pubblici è parte integrante di questa strategia. Venti
anni di politiche liberiste hanno creato le condizioni per la diffusione del
terrore perché hanno distrutto la sfera pubblica, la percezione di
appartenenza ad una sfera collettiva, hanno distrutto la solidarietà tra gli
esseri umani. Eliminando i servizi sociali si crea miseria, criminalità,
marginalità violenta. E questo a sua volta alimenta nei cittadini per bene
la paura urbana, e li convince a finanziare la macchina sicuritaria. Il
capolavoro di questa politica economica del terrore è la guerra infinita di
Bush. La guerra contro l'Iraq, indipendentemente dal suo esito militare, è
un perfetto strumento per l'ingigantimento dell'odio arabo ed islamico, e
quindi del terrore, e quindi degli attacchi contro la sicurezza degli obesi
occidentali, e quindi per l'ampliamento della domanda di merce securitaria.
Si tratta di una guerra concepita per alimentare guerra, e quindi per
alimentare domanda di sicurezza.
Il costo umano che gli USA debbono pagare è minimo, non perché non muoiano
dei soldati americani, ma perché i soldati americani non sono propriamente
americani, sono neri o ispanici poveri che non hanno i soldi per pagarsi
l'istruzione o addirittura alien persons che vogliono ottenere la
cittadinanza americana e la ottengono rischiando la pelle per i loro padroni
WASP. Nel ciclo del lavoro militare si sta formando un esercito di
sub-cittadini, di schiavi migranti che ha il compito di allargare la sfera
dell'aggressione, quindi dell'odio quindi della reazione terroristica,
quindi della domanda di sicurezza, quindi del profitto.
Nei prossimi anni questo è il percorso più probabile di sviluppo
dell'economia, e quindi anche della tecnologia. Il gruppo dirigente
americano può mettere in conto la morte di qualche migliaio di proletari in
divisa in ogni avventura aggressiva, tanto che gliene può fregare? Quelli
che vanno a crepare non sono elettori, e gli elettori non corrono il rischio
di andare a farsi accoppare.
Quanto può durare una situazione di questo genere? Il sistema nervoso
occidentale può vivere in una condizione di terrore permanente? Questo
comporterà, e già comporta una cancellazione della democrazia, che é ormai
un dato di fatto acquisito. La decisione politica non non passa più
attraverso il consenso democratico. Come hanno ripetuto più volte i Bush i
Blair e i Rumsfeld, ci sono decisioni che i leader debbono prendere senza
consenso della popolazione perché la popolazione non può sapere quello che i
leader sanno. Questo significa che la società occidentale tende a
trasformarsi in una caserma in cui l'emergenza prevale sistematicamente
sulla politica. Non esiste più il vecchio problema del consenso, che era
basilare nella politica democratica. Che bisogno c'é del consenso quando il
sistema tecnologico, informativo e militare si integrano determinando
automatismi ai quali nessuno si può opporre e che nessuno può controllare?
Ma oltre la democrazia é la nozione stessa di "umanità" che deve essere
cancellata dai vocabolari del capitalismo securitario, come dimostra il
macello nazista scatenato in Iraq. Non si é trattato di una guerra, perché
l'esercito nazi-americano non aveva di fronte a sé alcun esercito, ma solo
la popolazione civile, ridicolmente armata o disarmata. Si é trattato di un
macello, di una carneficina, di un episodio indegno al quale altri episodi
indegni seguiranno, in un'escalation automatica dell'orrore il cui prodotto
é la cancellazione stessa dell'umanità.
[Franco Berardi Bifo, Rekombinant 13.04.2003]
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Economia della paura
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