Cultura & Attualità
EMERGENCY
Messaggio del 25-07-2003 alle ore 11:55:42
Messaggio del 25-07-2003 alle ore 01:42:59
Quante riflessioni si fanno nell'immediatezza dell'avvento di una guerra (vedi iraq)...profonde riflessioni detatte dalla paura di gettare irrimediabilmente alle ortiche "amicizie" tra super potenze, ma chiediamoci il perchè non compare mai una riflessione o considerazione immediata e banale, più certa e meno contestabile: QUESTA GUERRA UCCIDERA' ESSERI UMANI, CONSEGNERA' A UNA PRECARIA SOPRAVVIVENZA CORPI IRRIMEDIABILMENTE MENOMATI, PRODURRA' SOFFERENZE IN CHI VEDRA' DISTRUTTA DA LUTTI LA PROPRIA ESISTENZA.
Politici di primo piano, ma anche giornalisti illustri e mass media, guardano a queste considerazioni con sufficienza o addirittura con fastidio. Certo qualche volta, con aria compunta ammettono di sì....anche questo è un problema, per poi rientarre rapidamente nella parte di chi si dedica ad argomenti di grande respiro..
...perchè le sofferenze e le morti che fanno parte della guerra, si pensa siano oggetto di un pensiero minore, di una sensibilità da apprezzare, forse anche rispettare, ma sostanzialmente marginale, da lasciare a chi si occupa di inezie, non certo da affidare a chi tratta faccia a faccia con la Storia.....
Ma proprio questo è il pensare ottuso...politica, econoimia, alleanze.. sono valori relativi.
Anche la democrazia, il diritto, anche valori per cui è nobile morire son motivi per cui è criminale uccidere....l'unico valore incondizionato, universalmente condivisibile è l'uomo, è la sua vita..tutto l'altro ha senso se e quando è al servizio dell'uomo, è mezzo subordinato al fine dell'esistenza umana. Distruggere uomini per politica, economia, democrazia....è sovvertire questo rapporto tra mezzi e fine.
Non è soltanto un enorme delitto....è un'assoluta irrazionalità.
Mi torna in mente una frase letta non so dove ad un'intervista a un non so chi nei riguardi della Patria......"..ah la patria, quella tenda in mezzo ad un deserto di pietre".....
Quante riflessioni si fanno nell'immediatezza dell'avvento di una guerra (vedi iraq)...profonde riflessioni detatte dalla paura di gettare irrimediabilmente alle ortiche "amicizie" tra super potenze, ma chiediamoci il perchè non compare mai una riflessione o considerazione immediata e banale, più certa e meno contestabile: QUESTA GUERRA UCCIDERA' ESSERI UMANI, CONSEGNERA' A UNA PRECARIA SOPRAVVIVENZA CORPI IRRIMEDIABILMENTE MENOMATI, PRODURRA' SOFFERENZE IN CHI VEDRA' DISTRUTTA DA LUTTI LA PROPRIA ESISTENZA.
Politici di primo piano, ma anche giornalisti illustri e mass media, guardano a queste considerazioni con sufficienza o addirittura con fastidio. Certo qualche volta, con aria compunta ammettono di sì....anche questo è un problema, per poi rientarre rapidamente nella parte di chi si dedica ad argomenti di grande respiro..
...perchè le sofferenze e le morti che fanno parte della guerra, si pensa siano oggetto di un pensiero minore, di una sensibilità da apprezzare, forse anche rispettare, ma sostanzialmente marginale, da lasciare a chi si occupa di inezie, non certo da affidare a chi tratta faccia a faccia con la Storia.....
Ma proprio questo è il pensare ottuso...politica, econoimia, alleanze.. sono valori relativi.
Anche la democrazia, il diritto, anche valori per cui è nobile morire son motivi per cui è criminale uccidere....l'unico valore incondizionato, universalmente condivisibile è l'uomo, è la sua vita..tutto l'altro ha senso se e quando è al servizio dell'uomo, è mezzo subordinato al fine dell'esistenza umana. Distruggere uomini per politica, economia, democrazia....è sovvertire questo rapporto tra mezzi e fine.
Non è soltanto un enorme delitto....è un'assoluta irrazionalità.
Mi torna in mente una frase letta non so dove ad un'intervista a un non so chi nei riguardi della Patria......"..ah la patria, quella tenda in mezzo ad un deserto di pietre".....
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