Cultura & Attualità
Firmate contro la tortura
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 09:08:26
Contro la tortura il Comitato Verità e Giustizia di Genova, formato da avvocati e parenti delle vittime delle violenze durante il G8, raccoglie firme e mi invisa questa mail che io giro anche a voi del forum.
Cari amici,
l'adesione al nostro appello, per l'introduzione della legge sulla tortura in Italia
e contro l'emendamento votato dalla maggioranza, è stata ampia e partecipata, grazie
della vostra solidarietà.
Potete trovare l'elenco completo delle adesioni e il nostro appello sul sito:
www.veritagiustizia.it
e potrete inviare le nuove adesioni a: [email protected]
Le vostre adesioni sono già state inoltrate ad alcuni parlamentari affinchè questa
legge sia approvata dal Parlamento senza l'emendamento della Lega, perchè in Italia,
ci sia finalmente una legge che prevede questo reato.
Perchè l'Italia torni ad essere un paese civile e democratico che non accetta e
punisce le torture ed i trattamenti inumani e degradanti sulle persone private della
propria libertà, come accaduto a Genova a luglio del 2001, nella caserma di
Bolzaneto e a San Giuliano, come spesso accade a coloro che transitano nei Centri di
Permanenza Temporanea, ed in alcune carceri italiane.
Se siete interessati a seguire le attività del Comitato Verità e Giustizia per
Genova potete iscrivervi alla newsletter: [email protected]
Enrica Bartesaghi
(Presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova - autrice del libro "Genova il
posto sbagliato")
Marco Poggi
(ex-infermiere di Bolzaneto - autore del libro "Io, l'infame di Bolzaneto")
Contro la tortura il Comitato Verità e Giustizia di Genova, formato da avvocati e parenti delle vittime delle violenze durante il G8, raccoglie firme e mi invisa questa mail che io giro anche a voi del forum.
Cari amici,
l'adesione al nostro appello, per l'introduzione della legge sulla tortura in Italia
e contro l'emendamento votato dalla maggioranza, è stata ampia e partecipata, grazie
della vostra solidarietà.
Potete trovare l'elenco completo delle adesioni e il nostro appello sul sito:
www.veritagiustizia.it
e potrete inviare le nuove adesioni a: [email protected]
Le vostre adesioni sono già state inoltrate ad alcuni parlamentari affinchè questa
legge sia approvata dal Parlamento senza l'emendamento della Lega, perchè in Italia,
ci sia finalmente una legge che prevede questo reato.
Perchè l'Italia torni ad essere un paese civile e democratico che non accetta e
punisce le torture ed i trattamenti inumani e degradanti sulle persone private della
propria libertà, come accaduto a Genova a luglio del 2001, nella caserma di
Bolzaneto e a San Giuliano, come spesso accade a coloro che transitano nei Centri di
Permanenza Temporanea, ed in alcune carceri italiane.
Se siete interessati a seguire le attività del Comitato Verità e Giustizia per
Genova potete iscrivervi alla newsletter: [email protected]
Enrica Bartesaghi
(Presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova - autrice del libro "Genova il
posto sbagliato")
Marco Poggi
(ex-infermiere di Bolzaneto - autore del libro "Io, l'infame di Bolzaneto")
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 09:11:23
NO
NO
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 10:05:14
Chissà che un giorno tu nn debba subirla la tortura!
Chissà che un giorno tu nn debba subirla la tortura!
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 10:10:19
Tu sei una tortura
Tu sei una tortura
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 10:27:28
Naturalmente io ho firmato.
Naturalmente io ho firmato.
Messaggio del 19-06-2004 alle ore 18:32:47
COMUNICATO STAMPA Comitato Verità e Giustizia per Genova
VOGLIA DI GIUSTIZIA
A quasi tre anni dai fatti del 21 luglio 2001, comincia a Genova l'udienza preliminare contro 29 agenti accusati di vari reati per l'irruzione alla scuola Diaz. Arriviamo a quest'appuntamento consapevoli che non c'è più niente da scoprire su ciò che accadde quella notte: i pestaggi ingiustificati, le false accuse di detenzione di armi, le ricostruzioni fasulle date a caldo dalle forze dell'ordine sono ormai una verità storica. Sul piano processuale resta la parte più difficile: verificare le responsabilità individuali di capi squadra, funzionari e dirigenti, mentre gli autori materiali dei pestaggi sono sfuggiti alla giustizia perché non identificabili. Accertare queste responsabilità sarà il compito del tribunale, con il quale collaboreremo come parti civili e come cittadini che credono nella giustizia e nei diritti costituzionali.
Ma la nostra voglia di giustizia non si ferma qui. Vorremmo sapere quali sono le responsabilità politiche di quanto accaduto alla Diaz, e vorremmo che dai vertici dello Stato venissero finalmente parole chiare sulla intangibilità dei diritti umani, che alla Diaz (e non solo lì, nei giorni del G8) furono platealmente calpestati, come denunciato da centinaia di cittadini e osservatori indipendenti italiani e stranieri. Siamo convinti che le violazioni dei diritti costituzionali alla Diaz, come a Bolzaneto e nelle strade di Genova, non abbiano colpito solo le vittime dirette degli abusi, ma l'intera cittadinanza. A Genova è stata umiliata la democrazia, per qualche giorno è stato sospeso lo stato di diritto. Perciò la posta in gioco nei processi non è solo la sorte giudiziaria di alcuni funzionari dello Stato, ma l'affermazione della sovranità della costituzione, della preminenza dei diritti umani e civili, come in tutte le democrazie che si rispettino.
Per queste ragioni crediamo che i processi di Genova non riguardino soltanto parti lese e parti civili, ma tutti i cittadini che abbiano a cuore il rispetto delle regole costituzionali e la credibilità delle istituzioni democratiche. Perciò non ci stancheremo, a partire dal 25 giugno e fin quando sarà necessario, di sollecitare tutti i cittadini, le istituzioni, i partiti e i movimenti, l'opinione pubblica nazionale, a guardare ai processi di Genova come a un importante banco di prova per la tenuta della nostra democrazia, per la sua qualità, per la sua capacità di preservare le garanzie costituzionali.
Così come non ci stancheremo mai di chiedere verità e giustizia sulla morte di Carlo Giuliani, auspicando la riapertura delle indagini. L’archiviazione per l’omicidio di Carlo è una ferita aperta che ci riguarda tutti, da vicino.
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Editato il 18:34:38 19/06/2004 da Peter Pan
COMUNICATO STAMPA Comitato Verità e Giustizia per Genova
VOGLIA DI GIUSTIZIA
A quasi tre anni dai fatti del 21 luglio 2001, comincia a Genova l'udienza preliminare contro 29 agenti accusati di vari reati per l'irruzione alla scuola Diaz. Arriviamo a quest'appuntamento consapevoli che non c'è più niente da scoprire su ciò che accadde quella notte: i pestaggi ingiustificati, le false accuse di detenzione di armi, le ricostruzioni fasulle date a caldo dalle forze dell'ordine sono ormai una verità storica. Sul piano processuale resta la parte più difficile: verificare le responsabilità individuali di capi squadra, funzionari e dirigenti, mentre gli autori materiali dei pestaggi sono sfuggiti alla giustizia perché non identificabili. Accertare queste responsabilità sarà il compito del tribunale, con il quale collaboreremo come parti civili e come cittadini che credono nella giustizia e nei diritti costituzionali.
Ma la nostra voglia di giustizia non si ferma qui. Vorremmo sapere quali sono le responsabilità politiche di quanto accaduto alla Diaz, e vorremmo che dai vertici dello Stato venissero finalmente parole chiare sulla intangibilità dei diritti umani, che alla Diaz (e non solo lì, nei giorni del G8) furono platealmente calpestati, come denunciato da centinaia di cittadini e osservatori indipendenti italiani e stranieri. Siamo convinti che le violazioni dei diritti costituzionali alla Diaz, come a Bolzaneto e nelle strade di Genova, non abbiano colpito solo le vittime dirette degli abusi, ma l'intera cittadinanza. A Genova è stata umiliata la democrazia, per qualche giorno è stato sospeso lo stato di diritto. Perciò la posta in gioco nei processi non è solo la sorte giudiziaria di alcuni funzionari dello Stato, ma l'affermazione della sovranità della costituzione, della preminenza dei diritti umani e civili, come in tutte le democrazie che si rispettino.
Per queste ragioni crediamo che i processi di Genova non riguardino soltanto parti lese e parti civili, ma tutti i cittadini che abbiano a cuore il rispetto delle regole costituzionali e la credibilità delle istituzioni democratiche. Perciò non ci stancheremo, a partire dal 25 giugno e fin quando sarà necessario, di sollecitare tutti i cittadini, le istituzioni, i partiti e i movimenti, l'opinione pubblica nazionale, a guardare ai processi di Genova come a un importante banco di prova per la tenuta della nostra democrazia, per la sua qualità, per la sua capacità di preservare le garanzie costituzionali.
Così come non ci stancheremo mai di chiedere verità e giustizia sulla morte di Carlo Giuliani, auspicando la riapertura delle indagini. L’archiviazione per l’omicidio di Carlo è una ferita aperta che ci riguarda tutti, da vicino.
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Editato il 18:34:38 19/06/2004 da Peter Pan
Messaggio del 19-06-2004 alle ore 22:48:00
ahi ahi dean...
ahi ahi dean...
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