Cultura & Attualità

I normali
Messaggio del 10-02-2009 alle ore 13:12:32
Una bella lettera pubblicata dal Messaggero


Sono una invalida al 100% affetta da sclerosi multipla, e sono in cura presso un noto ospedale di Roma da circa 10 anni. Ho 26 e un figlio di 4 anni e cammino con due stampelle. Premetto che, dovendo effettuare visite, prelievi e ritiro del farmaco, mi trovo a frequentare questa struttura circa 1 o 2 volte al mese.

Io abito molto lontano dall'ospedale (circa 2 ore di macchina) e, quando devo effettuare un prelievo, rimango a stomaco vuoto per tutta la mattina. Ogni volta che mi presento,i o come tutti gli altri pazienti, troviamo sempre molti disagi da parte del personale della struttura come ritardi dello staff medico (delle volte per una visita si può attendere in sala d'aspetto anche 5 ore!), assenze apparentemente ingiustificate delle infermiere e cose simili.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il 2 febbraio quando ho effettuato una risonanza magnetica di controllo. Mi sveglio alle 5 di mattina a stomaco vuoto, in quanto dopo la risonanza avrei dovuto effettuare anche un prelievo, alle 8 arrivo in ospedale acconpagnata da mio marito il quale poi si è dovuto allontanare per svolgere altre mansioni. Alle 8 e 30 effettuo l'esame non prima aver preso 20 gocce di xanax per evitare inutili stress claustrofobici. L'esame dura circa 35 minuti e mi viene effettuato anche il contrasto.

Non so perchè ma cominciai a tossire mentre ero dentro il macchinario e il medico decise di farmi del cortisone endovena per evitare eventuali allergie. In poche parole in pochi secondi nel mio braccio è stato iniettato una dose di contrasto, una di cortisone,una di protettore dello stomaco e poi di nuovo del contrasto per continuare l'esame. Tutte mansioni perfettamente regolari e, secondo me, professionali in quanto sono stata tutelata da un eventuale shock anafilattico. Il tutto a stomaco vuoto..ma il problema non è di certo questo.

Finisco l'esame e mi dirigo nel reparto vicino per fare il prelievo. Mi metto seduta e aspetto... aspetto... finchè una infermiera si ricorda di comunicarmi che non avrebbero fatto prelievi perchè non c'era chi lo ritirasse.... in compenso però mi manda dall'altra parte dell'ospedale a timbrare il ticket per l'esame della risonanza (mai fatto in 10 anni!!). Il bello viene propio qui. Una marea di gente ammassata una sull'altra in uno spazio angusto aspetta speranzosa il proprio turno tra anziani tremolanti e gente con tosse da cavallo.

Dietro ai 7 sportelli del cup solo 3 erano occupati dagli impiegati. Si erano fatte ormai quasi le 11 di mattina, ancora a stomaco vuoto e imbottita di farmaci e calmanti, da collasso. Aspetto circa un'ora in equilibrio sulle mie stampelle e quando tocca a me l'impiegata dietro lo sportello chiacchierava allegramente al cellulare mentre io parlavo... satura della giornata iniziai ad urlare (non è da me!) attirando l'attenzione del vigilante di turno il quale diceva a me di darmi una calmata (....).

Io insistevo nel far notare che qui c'erano malati e che se lei voleva parlare al telefono con le amiche c'era la pausa per questo! La gentile impiegata mi timbra l'impegnativa, ho fatto la fila di un'ora per un'operazione di un secondo, e mentre sto allontanandomi dallo sportello la sento borbottare con il vigilantes e dire testuali parole: "sti andicappati so tutti uguali, stanno male e se la prendono con noi normali.."... non aggiungo altro. Grazie

Messaggio del 10-02-2009 alle ore 14:51:43
la normalità negli ospedali italiani.
a Roma poi...
al pronto soccorso di un ospedale romano sono entrato alle 2,30 di pom e sono uscito alle 24,00 per 3 min scarsi di visita.

Nuova reply all'argomento:

I normali

Login




Registrati
Mi so scurdate la password
 
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui

© 2025 Lanciano.it network (Beta - Privacy & Cookies)