Cultura & Attualità

Il Gen. Freyberg nel '44
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 09:59:45
Freyberg, contrariamente ai generali Keyes e Ryder, sosteneva che l'insuccesso delle operazioni fin lì avvenute fosse da imputare all'artiglieria tedesca manovrata dall'abbazia. Osservazioni aeree riferirono della presenza di alcune antenne radio e di soldati tedeschi che entravano e uscivano dal monastero, anche se, nella sostanza, non c'erano soldati tedeschi presenti stabilmente nell'Abbazia.

L'abbazia era stata rispettata dai tedeschi come territorio neutrale: il Gen. Von Senger era cattolico, benedettino laico e ne aveva imposto il rispetto, aveva messo a disposizione anche camion e benzina per portare a Roma i tesori dell'abbazia stessa nei mesi precedenti.

Freyberg chiese l'appoggio aereo e subordinò l'attacco programmato al monte alla distruzione del monastero.

Nonostante il rifiuto di Clark il generale Alexander decise che se Freyberg lo riteneva necessario, si sarebbe proceduto al bombardamento.


Il 15 febbraio fu sganciata la prima serie di bombe (253,000 Kg ad alto potenziale esplosivo). La seconda ondata di bombardieri sganciò altri 100,000 Kg di bombe.
Il monastero e la basilica furono ridotte a macerie, solo le mura esterne, la scala d'ingresso e parte della torretta resistettero alle bombe.
Le forze aeree alleate continuarono ad attaccare le rovine senza causare eccessive perdite ai tedeschi che avevano provveduto a nascondere le armi pesanti. Questi stessi tedeschi fecero evacuare l'83enne abate Gregorio Diamare.

Dopo il bombardamento del Monastero, la situazione sia tattica che strategica non cambiò minimamente, anzi peggiorò ulteriormente: i tedeschi vi si trincerarono


Il 21 febbraio venivano effettuati i preparativi di un ulteriore attacco predisposto dal generale Freyberg e chiamato "operazione Dickens". Anche in questa occasione si decise di attaccare frontalmente sia Cassino che la collina e fu previsto un massiccio impiego di aviazione ed artiglieria.
Alle 8.30 del 15 marzo con il lancio della prima serie di bombe iniziò la seconda fase della battaglia di Cassino.
I bombardamenti durarono quattro ore, nel corso dell'operazione vennero impiegati 575 bombardieri e 200 cacciabombardieri e furono sganciate 1,140,000 Kg di bombe ad alto potenziale esplosivo (forse più che nella stessa Berlino).
Considerato che le forze tedesche consistevano di circa 350 uomini tra paracadutisti e pionieri si è calcolato che per ogni soldato tedesco sono stati sganciati circa 4,000 Kg di esplosivo.
Dopo la valanga di fuoco solo un gruppo di paracadutisti rifugiatisi in una caverna ai piedi di Montecassino riuscì a salvarsi.
Anche tra gli alleati vi furono alcune perdite a causa di errori di comunicazione. Dopo il bombardamento al posto di strade e case vi erano solo macerie e crateri causati dalle esplosioni. La città era completamente rasa al suolo.

Anche questa volta l'attacco fu affidato ad indiani e a neozelandesi. I circa 100 soldati tedeschi sopravvissuti al bombardamento organizzarono la difesa della città tra le macerie e riuscirono a bloccare l'avanzata alleata, poiché era praticamente impossibile per i carri armati avanzare.i neozelandesi avevano perduto 1.600 uoirnini e gli indiani 3.000.




Messaggio del 26-02-2009 alle ore 10:11:00
onore all'esercito tedesco. i migliori indiscutibilmente.
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 10:14:28
animanera



"Senza memoria l'uomo non saprebbe nulla, e non saprebbe far nulla", Giacomo Leopardi ("Zibaldone")


Messaggio del 26-02-2009 alle ore 10:16:16
non concordi?
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 10:18:13
te lo ripeto: onore all'esercito tedesco. i migliori indiscutibilmente.
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 10:18:32
onore a quelle merde? mai!
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 10:34:08
Animanera, in effetti, devo concordare.

rilegendo quello che ho scritto è lampante che in questa occasione hai ragione. Io ho riportato questa pagina della guerra in Italia perché sono passati solo 65 da allora e molti nostri nonni hanno vissuto quella pagina nera della storia d'Italia e molti nostri vecchi non ricordano i tedeschi come i cattivi ma i marocchini (zone di frosinone) e indiani (anche nelle nostre zone), e la brutalità della guerra è brutta a prescindere dal colore della divisa. E' vero che sulla linea Gustav la brutalità tedesca è stata contenuta ma è altrettanto vero che sulla linea Gotica i tedeschi hanno fatto i più grandi brutalità della guerra dopo i lagher polacchi. I tedeschi, dopo il "tradimento" italiano hanno odiato gli italiani più degli ebrei stessi, tutto ciò ha portato agli eccidi toscani e romagnoli come Stazzema.

Tra l'8 settembre del '43 e l'aprile del 1945[b+ la violenza dei tedeschi contro i civili italiani fece registrare oltre 400 stragi (con un minimo di 8 morti): alla fine, il bilancio fu di circa 15.000 vittime.

- le Fosse Ardeatine
- Sant'Anna, frazione di Stazzema Data 12 agosto 1944 - Tipologia Fucilazione di massa - Morti 560
Compiuto da tedeschi della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer SS" - Motivazione Atto terroristico premeditato.
- Marzabotto - Data 29 settembre - 5 ottobre 1944 - Morti circa 770 - Compiuto da Truppe naziste - Motivazione Azione di rastrellamento contro formazioni partigiane

Messaggio del 26-02-2009 alle ore 11:05:50
ho dovuto interrompere l'articolo ma lo proseguirò presto

ma credo sia chiaro il concetto lo stesso
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 14:25:10
una mia maglieta, che conservo gelosamente, recita

STALINGRAD 1943

^_*
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 14:42:45
pero' una cosa mi viene da dirla.
sicuramente sono contro il fascismo che considero una scelleratezza continua.
pero ieri sera vedendo la storia simao noi, mi e' sembrato d capire che se nn avessimo fatto alleanza con quei folli perversi nazisti sicuramente ci avrebbero massacrato come hanno fatto con i polacchi e i francesi...mi ha fatto impressione sentire degli eccidi degli squadroni della morte di himler...
forse da sto punto d vista c e' andata bene, anche se c siamo resi complici di una stroria terribile.
allo stesso modo mi metto nei panni dei soldati tedeschi nel giorno del 9 settembre. ritrovarsi in territorio nemico da un giorn al'altro...siamo stati bastardi, anche se e' stata la cosa giusta
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 15:20:17
Tuttobè veramente si ritrovarono in territorio nemico il MERCOLEDI 13 OTTOBRE 1943 quando il Governo Badoglio ed il Re Vittorio Emanuele III, da Brindisi dove si erano rifugiati dopo la loro fuga da Roma, dichiararono guerra alla Germania.
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 07:42:35
Questa volta Animanera va senza dubbio quotato al di la di ogni posizione ideologica e' un dato pacifico i tedeschi sono dalla notte dei tempi dei grandissimi soldati,forse anche a causa della sindrome d'accerchiamento geografico che hanno sempre "sentito".Nella 2 GM si comportarono in maniera incredbile in dozzine di situazioni,dalle offensive contro la Francia del 1940 a Barbarossa passando per la resistenza sulla Vistola e l'offensiva di Kursk....furono sconfitti solo perche' l'approccio fordista alla guerra non permise a Speer di tener testa alle immense capacita' produttive statunitensi,che salvarono anche i bolscevichi nell'inverno del 1941/42,ma Cassino fu solo uno degli episodi in cui si dimostro' l'immenso valore del soldato tedesco....Inoltre a Cassino operarono paracadutisti che facevano riferimento alla Luftwaffe un reparto incredibilmente coeso e capace e con scarsa penetrazione ideologica nazista....Le rappresaglie e le azioni di vendetta sono nella quasi totalita' dei casi attribuibili a reparti di SS...sull'operato di questi ultimi reparti andrebbe aperto un post specifico....
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 07:47:33
Gli italiani hanno semplicemente fatto gli italiani...durante la I gm gli alleati dell'Intesa avevano gia' pronto nel cassetto un bel piano per impadronirsi delle italiche risorse,sopratutto navali, in caso di resa o cambio di alleanza di Roma...Churchill era consapevolissimo dell'inaffidabilita' dell'alleato Italia e dopo Caporetto sin molti parlarono di pace separata,compromesso e resa....del resto la stessa unita' nazionale e' stata frutto di mediazione e compromesso...durante la 2 GM non c'era alcuna alternativa....
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 08:55:42
hai ragione bruce, in effetti cmq gia dichiarando l'armistizio piu o meno siamo passati dall'altra parte.cmq' dopo un mesetto gli abbiamo anche dichiarato guerra.
cmq e' stato brutto, ma giusto cosi' non avremmo mai dovuto affidarci a un governo fascista ne allearci coi nazisti. certo al tempo forse la gente nemmeno sapeva bene cosa stesse accadendo, forse nemmeno tutti i tedeschi lo sapevano.
per quanto riguarda l'addestramento militare e gli armamenti la germania era veramente avanti( a noi sicuro)
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Editato da Tuttobene il 27/02/2009 alle 08:59:07
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 09:17:55
22 settembre 1943 a Cefalonia

i rastrellamenti e le fucilazioni andarono avanti per tutto il giorno seguente causando la morte di 4500 soldati e 155 ufficiali; il bilancio però era destinato a salire. Infatti, tra il 23 e il 28 settembre i tedeschi continuarono nella loro opera di "pulizia" uccidendo più di 5000 soldati e 129 ufficiali tra i quali anche il gen. Gandin. Tra i martiri: Giovanni Firpo, Antonio Boratto. Compiuto l'orrendo crimine bisognava far scomparire le tracce: ad eccezione di alcune salme lasciate insepolte o gettate in cisterne, la maggior parte furono bruciate, e i resti gettati in mare. Dei 163 superstiti alcuni furono deportati in Germania o in Russia, da dove molti non fecero più ritorno. Tra i pochissimi scampati anche alla prigionia, ci furono l'eroico cappellano militare Padre Romualdo Formato, che scrisse negli anni '50 un libro intitolato appunto "L'eccidio di Cefalonia.



ma già tra la notte dell'8 e dell'9 settembre, gioia che però si trasmutò in angoscia quando, un radiogramma del gen. Carlo Vecchiarelli (comandante generale delle truppe in territorio greco) affermava che i rapporti tra tedeschi e italiani dal quel momento cessavano di essere di alleanza e che l'ex-alleato era ora da considerarsi come nemico.

9 settembre: la situazione a questo punto cominciava a farsi drammatica
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 09:27:20
8-9 settembre '43 -Cassino- I tedeschi occupano le poste, i telefoni, la stazione ferroviaria e l’autocentro d’artiglieria. Automezzi italiani carichi di truppe e materiali abbandonano disordinatamente la città alla volta di Napoli.
Sant’Andrea al Garigliano- Il capitano Antonio Gagliardi, noto come T13, nei giorni successivi organizza per conto degli alleati ben 11 gruppi radio e una banda partigiana che opera a cavallo delle zone meridionali delle provincie di Frosinone e Littoria.
9 -Frosinone- I militari italiani del distretto militare tentano di organizzare una difesa contro i tedeschi ma sono sopraffatti.
10 -Cassino- Alle ore 10,30 primo bombardamento aereo alleato della interminabile serie che raderà al suolo la città. Inizia l’esodo della popolazione e il rastrellamento di uomini in età da lavoro.
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 13:09:47
Da un punto di vista squisitamente militare Animanera ha assolutamente ragione, la Wermacht era indiscutibilmente anni luce superiore ai propri avversari, ma ad esempio non è così per la tanto decantata luftwaffe che dopo i facili successi su polacchi e francesi fu letteralmente fatta a pezzi dalla Raf, nonostante la mostruosa superiorità numerica, 3000 caccia tedeschi contro 600 inglesi. Ma anche i più abbordabili stormokiv sovietici diedero filo da torcere.
I generali tedeschi hanno inventato la guerra moderna, ne hanno inventato i mezzi e le strategie e gli alleati riuscirono a sconfiggerli solo quando impararono a usargli contro le loro strette strategie e aquel punto i T34 e gli JS 2 fecero a pezzi i tiger nella battaglia di kursk
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 16:03:19
Bernard Freyberg, Barone Freyberg (Richmond upon Thames, 21 marzo 1889 – Windsor, 4 luglio 1963), fu un generale neozelandese durante la seconda guerra mondiale, durante la quale comandò il Corpo di Spedizione Neozelandese nella Battaglia di Creta, nella Campagna del Nord Africa e nella Battaglia di Montecassino. Successivamente venne nominato Governatore Generale della Nuova Zelanda dal 1946 al 1952.


Onorificenze e Medaglie [modifica]
Victoria Cross
Ordine di San Michele e San Giorgio
Ordine del Bagno
Ordine dell'Impero Britannico
Distinguished Service Order con tre Barre.
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Bernard_Freyberg"




Messaggio del 27-02-2009 alle ore 16:15:28
dopo il bombardamento:







prima:



durante.






Messaggio del 27-02-2009 alle ore 18:03:58
lunga vita alla WEHRMACHT!

Messaggio del 27-02-2009 alle ore 18:59:46
riguardo le stragi dobbiamo tenere in considerazione l'istituto della rappresaglia assolutamente leggittima nel codice di guerra.riguardo la linea gustav e la gotica avendo una carissima zia originaria di borrello e memoria storica del paesino posso assicurarvi che i tedeschi fecero saltare in aria borrello dopo aver avvertito casa per casa la popolazione locale e salvando l'edificio della croce rossa che è ancora adesso uno dei pochi edifici vetusti del paesino. avendo avuto una nonna abitante di un piccolo centro romagnolo che entro in contatto con i tedeschi in ritirata ed alquanto incazzati sono stato da essa assicurato che i tedeschi si comportarono da veri signori prelevando quanto serviva loro per il vettovagliamento ma lasciando agli abitanti della piccola frazione quanto necessario a loro per vivere e assicurandoli che non sarebbe stato torto loro un capello. quelle che scrivo sono cose vere e serie il resto sono cazzate.
e i tedeschi avevano di che stare incazzati verso gli italiani traditori.
onore all'esercito tedesco
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:04:11

per quanto riguarda l'addestramento militare e gli armamenti la germania era veramente avanti( a noi sicuro)



Be', di sicuto non partivano con le scarpe di cartone
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:07:16
La rappresaglia è tanto legittima che le condanne per le fosse ardeatine riguardarono "solo" i 5 fucilati in più rispetto all'ordine impartito.
La Wermacht in molti casi si comportò in modo esemplare, un partigiano delle Garibaldi racconta su HC che durante un combattimento di due giorni loro permisero ai tedeschi di raccogliere i propri caduti e i tedeschi consegnarono i feriti partigiani ad un ospedale militare.
Però animanera non puoi negare che molto spesso, soprattutto sul fronte orientale, i soldati della wermacht si comportarono come macellai, disonorando la divisa
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:18:57
pure il generale di cui sopra ha avvisato, ma il convento fu mandato in frantumi lo stesso



e i tedeschi fecero lo stesso con i ponti di Firenze
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:20:51
i russi si sono abbondantemente vendicati entrando a berlino. non sto a raccontARTI I DETTAGLI che credo tu conosca come anche l'odio viscerale tra soldati russi e tedeschi. a borirello l'esercito avverti la popolazione di non rientrare nelle case distrutte perche di li a poco sarebbero passate le SS CON I LORO LANCIAFIAMME A BRUCIARE TUTTI i possibili documenti tedeschi sparsi tra le rovine affinche non finissero in mano nemiche . le SS passarrono lasciando in pace la popolazione e donandogli anche Un po di cibo. le cattive SS.
la guerra è guerra e tutti si sono macchiati di nefandezze. le più grandi sono state commesse dagli alleati. bombardamento di dresda, città libera e non obbiettivo militare, bombardamenti totalmente gratuici sulle città tedesche, atomiche sul giappone e potrei continuare per ore. vi invito a leggere qualcosa sui bombardamenti su dresda e sulla pieta che persino i russi provarono entrando in citta dando il colpo di grazia a fantasmi di fuoco che si aggiravano per le strade
Dio stramaledica gli inglesi e i porci americani
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:23:11
a montecassino il comportamento alleato fu ed è indifendibile
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:27:22


Delle 28.410 case del centro di Dresda, 24.866 furono distrutte. Un'area di 15 chilometri quadrati fu rasa al suolo (includeva 14.000 case, 72 scuole, 22 ospedali, 19 chiese, 5 teatri, 50 edifici bancari e assicurativi, 31 magazzini, 31 alberghi, 62 edifici amministrativi, industrie, e altre costruzioni). Dei 222.000 appartamenti della città, 75.000 furono completamente distrutti, 11.000 gravemente danneggiati, 7.000 danneggiati, 81.000 leggermente danneggiati. All'epoca, la città era grande circa 300 chilometri quadrati. Paradossalmente, la ferrovia riprese a funzionare dopo pochi giorni.

Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:29:11

Un crimine di guerra? [modifica]
Il bombardamento di Dresda è stato oggetto di un lunghissimo dibattito. Voci critiche vengono da tutte le parti politiche, dall'estrema sinistra all'estrema destra. Sia Günter Grass (romanziere tedesco e Premio Nobel per la Letteratura) che Simon Jenkins (un tempo direttore di The Times) hanno esposto la convinzione che il bombardamento debba essere considerato un crimine di guerra. Lo storico Max Hastings critica questa posizione sostenendo che questo porrebbe il bombardamento sullo stesso piano dei (ben peggiori) crimini nazisti; per lui, il bombardamento fu «un tentativo fatto in buona fede, seppure sbagliato, di portare la Germania alla sconfitta militare».

Gregory H. Stanton, presidente dell'associazione Genocide Watch, scrisse:

« L'olocausto fu fra i più orribili genocidi della storia. Ma il bombardamento incendiario di Dresda da parte degli alleati, e la distruzione nucleare di di Hiroshima e Nagasaki, furono anch'essi crimini di guerra e, come hanno sostenuto anche Leo Kuper e Eric Markusen, atti di genocidio »


Anche gli estremisti di destra tedeschi usano il bombardamento di Dresda come simbolo, chiamando «olocausto di bombe» e sostenendo che questo episodio dimostra l'equivalenza morale degli Alleati e dell'Asse.

Sebbene l'idea che il bombardamento di Dresda sia stato eccessivo e condannabile è largamente diffusa, la questione se si possa parlare di «crimine di guerra» in senso stretto è molto più controversa.

Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:29:57
ottimo crasso
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:32:51
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:34:12
dresda era una città dove accorrevano migliaia di profughi non era un obbiettivo militare. questo gli alleati lo sapevano benissimo. si è trattato di un crimine orrendo per il quale nessuno ha pagato.
dimenticavo norimberga fu una vera è propria pagliacciata. fuori tema ma non potevo non scriverlo
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:36:21
anche da noi ci furono dei pesanti bombardamenti nel '43 e nel '44
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:37:35
ringraziamo quei bastardi inglesi e americani.
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:47:41
si, ma io sono lancianese e a Lanciano i tedeschi con l'aiuto dei fscisti hanno commesso atrocità che non dimentico
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:54:43
quali? trentino la barba. non esageriamo per cortesia. con tutto il rispettoper trentino la barba
Messaggio del 27-02-2009 alle ore 19:55:57
la storia vulgata italiana è uno scandalo
Messaggio del 28-02-2009 alle ore 00:34:58
One,anch'io ho la passione di consevare maglie,ne ho una con una foto, con scritto sotto,come muore una merda,la foto fusse questa

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Editato da Phar Lap il 28/02/2009 alle 00:35:45
Messaggio del 28-02-2009 alle ore 12:29:55
il Cristo del Mantegna!
Messaggio del 28-02-2009 alle ore 12:32:40
Messaggio del 28-02-2009 alle ore 12:33:56


...che dire......... vivo anche da morto!
Messaggio del 28-02-2009 alle ore 21:50:42
L'argomento dei "tappeti" è spinoso, intanto bisogna dire che i primi a cominciare furono i tedeschi con il bombardamento di Coventry, che in realtà fu un errore in quanto i tedeschi sbagliarono letteralmente città.
La cosa più assurda è che questo tipo di bombardamento è assolutamente dannoso per le attività belliche, se quella testa vuota di Goering non si fosse accanito su Londra per mesi interi forse i tedeschi non avrebbero perso la battaglia d'Inghilterra e anche gli americani non erano particolarmente d'accordo con la strategia del bomber command di Sir Harris, preferendo annientare le comunicazioni e gli mpianti industrial militari, ma la voglia di punire nel modo più spietato e gratuito i tedeschi per i bombardamnti del 1940 e per quelli con le V1 e le V2 degli inglesi non potè esser distolto.
Io continuo invece a non esser daccordo su Hiroshima, infatti l'uso di fat boy evitò l'invasione del giappone e milioni di morti in combattimento e poi oggi sappiamo quali sono gli effetti di una bomba atomica, ma allora non ne avevano la minima idea
Messaggio del 01-03-2009 alle ore 08:35:49
Dean Corso

meglio uccidere milioni di civili inermi (bambini, ecc..) piuttoso che ...


Messaggio del 01-03-2009 alle ore 10:42:41
Ma quali milioni a Hiroshima ci furono 150.000 morti, meno della metà del bombardamento di Tokio.
Hiroshima fu un'esigenza strategica per salvare 1.000.000 di soldati americani che sarebbero morti nell'invasione del Giappone, esigenza che non si sarebbe manifestata senza Pearl Harbour...
Messaggio del 01-03-2009 alle ore 11:36:14

Presumo che, se avessimo perso, sarei stato processato come criminale di guerra. Fortunatamente eravamo dalla parte dei vincitori.


Gen. Curtis LeMay
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 10:10:51


questa signora è una sopravvissuta alla bomba atomica, quindi non è nelle 150.000 vittime di cui tu parli
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 11:20:27
esigenza che non si sarebbe manifestata senza pearl habour? per cortesia dovresti ben sapere delle provocazioni subite dal giappone ad opera degli americani.sanzioni economiche blocco dei conti dei cittadini giapponesi residenti in america confinio di molti di essi a tobago embargo totale sul commercio estero giapponese minacce militari. inoltre gli yankee sconoscevano benissimo i codici criptici giapponesi e erano al corrente dell'attacco. senza dimenticare il trasferimento da san diego a pearl della flotta americana in un porto che ha detta del ammiraglio americano richardson era quanto di più illogico si potesse fare. richardon fu chiaramente silurato. agli stronzi serviva solo un pretesto per portarsi in guerra in europa insieme ai porci.
dare ancora la colpa ai japan è ridicolo caro dean e tu lo sai o se non losai informati.
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 15:38:53
Riassunto:

Messaggio del 02-03-2009 alle ore 16:35:29
bello questo schema, bruce.


Comunque per costruire l'abazia di montecassino ci sono voluti centinaia di anni e migliaia di uomini vi hanno vissuto e studiato, poi è arrivato un generale neozelandese e decide di distruggerla

quando è stato costruito quel monastero la nuova zelanda neanche esisteva
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 16:36:30
Eh bhe Crasso... la guerra è guerra....
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 16:48:49
probabilmente l'abbazia più importante con una collezione libraria tra le prime al mondo distrutta da un testadicazzo degli antipodi. prenderli per fame no.
purtroppo la reputazione alleata tra anzio l'agro romano e montecassino stava andando a farsi fottere c'era bisogno di una prova di forza.ridicoli.
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 17:07:14
Che Montecassino si trovasse in una posizione perlomeno "pericolosa" era evidente già molti mesi prima,
già dal 9 settembre del '43, e la situazione non potè che aggravarsi dopo lo sbarco di Anzio con le truppe anglo americane che ormai stringevano da nord e da sud...
Il sacrificio di Montecassino fu allora considerato ineluttabile, che poi fosse materialmente realizzato dall'una o dall'altra parte poco cambiava...
Altrimenti state pur certi che mai i beni più preziosi: le reliquie, i codici e le pergamene dell’archivio, la biblioteca, i quadri avrebbero lasciato l'Abbazia, come invece era accaduto sin dal mese di ottobre.
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 17:23:48
molti codici e volumi andarono ugualmente persi nonostante la volontà di salvarli. chi salvò la collezione? non certo gli analfabeti alleati.cazzo furono quegli animali dei tedeschi. strano. non radevano tutto al suolo uccidendo chiunque incrociasse la loro strada. a scuola così mi hanno insegnato. sarà...
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 17:32:14
Probabilmente gli stessi che salvarono i preziosissimi documenti dell'Archivio di Stato di Napoli....

Come no!
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 17:39:22
non ne sono a conoscenza . probabilmente avevano dei buoni motivi trattandosi di un archivio di stato. rimane il fatto che i tedeschi furono fin troppo dei signori con gli italiani traditori. io avrei fatto molto peggio se ne avessi avuto la possibilità
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 17:45:08
L'uso della bomba sulle 2 citta' Giapponesi fu un operazione a dir poco "doverosa" seppur molto costosa in termini di vite umane...essenzialmente per 2 grandi motivazioni:1)l'operazione Olimpic,gia' prevista per lo sbarco nella baia di Tokio sarebbe costata con tutte le operazioni d'invasione ad essa correlate almeno 1 milione di morti americani e un nr imprecisato ma elevatissimo di giapponesi...2) si sentiva il bisogno di mostrare i muscoli "all'amico" sovietico che da li a poco sarebbe divenuto il nemico....in una simile ottica Truman non aveva alternative valide e di fatto l'uso dell'arma nucleare ha determinato l'inizio del MAD e di quell'equilibrio del terrore che ha garantito con il concetto di reciproca distruzione assicurata la pace nel mondo per oltre 60 anni....L'operazione incendiaria di "bomber" Harris su Dresda non aveva grandi giustificazioni strategico/tattiche ma solo la tragica necessita' di mostrare a Stalin l'efficacia delle azioni di bombardamento Dohettiane portate avanti dai britannici di notte e gli americani di giorno....quindi fu solo un operazione terroristica,che cmq rispondeva al manifesto sul bombardamento strategico redatto dal buon Giulio all'inizio del 900.....
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 17:55:15
Nell'analisi della scellerata operazione di bombardamento dell'abbazia va considerato l'importantissimo fattore "fog of war" in pratica il comando alleato non conosceva o quanto meno aveva un idea solo marginale delle forze,delle capacita' e della posizione del nemico.....in quel contesto andava presa una decisione che doveva salvaguardare la vita dei soldati alleati...e' facile parlare e analizzare 60 anni dopo l'evento conoscendo tutti i dati necessari,in quel contesto con l'idea alleata di salvaguardare al massimo la vita dei propri uomini,lo dimostrano le statistiche delle perdite alleate contenutissime se paragonate a quelle sovietiche o anche tedesche,la decisione presa sembrava quella piu' logica....
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 18:02:38
Villa Montesano a San Paolo di Belsito.



Rapporto sulla distruzione degli Archivi di Napoli redatto dal conte
Filangieri, sopraintendente degli Archivi di Napoli.
Relazione sulla distruzione del deposito dei documenti di maggiore
pregio storico dellArchivio di Stato di Napoli operata dai tedeschi
il 30 settembre 1943.

Per disposizione del Ministero dell' interno, allo scopo di sottrarli
dai pericoli delle incursioni aeree, disposi e curai il trasporto dei più
pregevoli documenti storici dell'Archivio di Stato di Napoli nella Villa
Montesano presso San Paolo Belsito, a circa km. 30 da Napoli. Nelle
sale di quella solida costruzione vennero così depositati oltre 30.000
volumi e circa 50.000 pergamene, in massima parte racchiusi in 866
casse.
Quando l'esercito alleato era già vicino, nel pomeriggio del 28
settembre si presentò a Villa Montesano una squadra di tre soldati
tedeschi in cerca di vitelli.
Già da qualche settimana le campagne del territorio Nolano erano
infestate di queste squadre, di tre soldati ciascuna, bene armate di
pistole mitragliatrici: alcune di esse rapinavano nelle case private polli
e uova, altre prendevano mucche e maiali, altre rapinavano gli uomini
validi, altre devastavano le case rubandone gli oggetti di pregio. A queste
negli ultimi giorni se ne aggiunsero altre, composte di guastatori ; alcune
minavano gli edifici pubblici e le migliori case private, altre incendia-
vano stabilimenti industriali, molini, depositi di merci, stagioni ferro-
viarie, officine, ecc.
I soldati della squadra giunta a Villa Montesano, non avendo tro-
vato presso i contadini i vitelli di cui sapevano l'esistenza, si introdussero
violentemente nel pianterreno della villa, ove videro la gran mole di
casse contenenti i documenti. Avendo chiesto che cosa quelle casse
contenessero, il personale dell'Archivio risiedente nella villa li informò
della esistenza in quel deposito dei documenti storici dell'Archivio di
Stato di Napoli. Ciò saputo partirono senza far parola.
L'indomani mattina, 29 settembre, si presentarono a Villa Monte-
sano un ufficiale ed un altro militare i quali, dopo aver chiesto una
valigia al direttore del deposito, comm. Antonio Capograssi, vollero
visitare le sale dov'erano i documenti. Fecero aprire una delle casse
e ne esaminarono i volumi. L'istesso direttore li informò della impor-
tanza di quei documenti, fornendo loro tutte le delucidazioni atte a
dimostrare il carattere puramente culturale di quel deposito. Dopo di
avere esaminato ogni cosa l'ufficiale disse : « Sta bene », e ripartì.

Trovandomi nella mia villa in Livardi, poco lungi da quel luogo,
venni subito informato dell'accaduto dall'economo dell'Archivio, tenente
colonnello Giuseppe Basile, anch'egli risiedente a Villa Montesano. Ma
essendo a mia conoscenza che nessun atto ostile era stato compiuto fino
a quel momento dai tedeschi contro gli istituti di cultura, non ebbi
alcuna preoccupazione. Né mi aveva preoccupato l'uccisione di un
soldato tedesco avvenuta pochi giorni avanti nel centro di San Paolo
Belsito, perchè quantunque minacciata la distruzione con le mine degli
edifici pubblici e di alcune case del paese, nulla essi avevano attuato
di quella minaccia.
Il mattino del 30 fui informato dalla padrona della villa, si-
gnora Contieri Santamaria, che nel tardo pomeriggio del giorno avanti
un'altra squadra di soldati tedeschi si era presentata a Villa Monte-
sano ed era entrata nelle cantine sottostanti alla casa trattenendovisi
qualche tempo. Ciò aveva generato il sospetto che essi avessero minato
la villa.

Quantunque il crollo della villa non rappresentasse un serio peri-
colo per le scritture, rinchiuse in solide casse ammassate in quattro
ordini sovrapposti, tuttavia giudicai opportuno di mettere il locale
Comando germanico di fronte alla propria responsabilità e gli indirizzai
una lettera nella quale dichiarai sommariamente il contenuto di quel
deposito, la sua appartenenza all'Archivio di Stato di Napoli, il carat-
tere esclusivamente storico delle scritture e vi enumerai le serie di atti
che interessavano, oltre la storia dei vari paesi d'Europa,'anche quella
della Germania
, aggiungendo che vari studiosi tedeschi vi avevano
studiato e terminando con invitare il Comando stesso a chieder conto
della entità di quel deposito di documenti all'Istituto Storico germanico
risiedente in Roma.

Uno dei custodi dell'Archivio che recava la mia lettera, presso la
stessa Villa Montesano, circa le 9,15, s'incontrò con una squadra
di tre militari tedeschi in motocicletta, sempre armati di pistole mitra-
gliatrici, che si dirigevano verso la villa. Costoro, appena giunti, annun-
ziarono che di lì a 15 minuti avrebbero incendiato l'intero deposito
dei documenti. Allora al graduato, che comandava la squadra e che
aveva fatto parte della squadra colà recatasi il giorno avanti, fu con-
segnata la mia lettera. E poiché costui non intendeva l'italiano, essa
gli fu tradotta intieramente in francese dal direttore Capograssi e dalla
signora Contieri, che colà si trovava. Il tedesco, ascoltata la lettura,
strappò brutalmente la lettera e gli elenchi dei documenti e gettandoli
in aria esclamò: «Comando conoscere tutto, ordine bruciare».
Invano il direttore cercò di ottenere una dilazione per avvertire
nie e per inviare la mia lettera al Comando; i tre militari iniziarono
immediatamente l'opera di distruzione, ponendo, nei quattro angoli e
nel centro di ciascuna sala, carta, paglia e polvere pirica e appiccan-
dovi il fuoco, in modo che in pochi minuti tutta la villa divenne un
immenso rogo.
Assicuratisi che l'incendio non poteva essere più spento, si allon-
tanarono^ ma ritornarono un'ora più tardi per assicurarsi che l'opera
di distruzione fosse compiuta.
Dopo il loro primo allontanamento i custodi e i contadini tentarono
di salvare quel che si poteva, ma era tanta la violenza del fuoco che
soltanto 11 casse di protocolli notarili e 97 buste dell'Archivio Far-
nesiano fu possibile trarre in salvo.
Dalle indagini fatte dopo, mi risulta che il Comando tedesco che
stava a Nola, qualche giorno avanti si era già trasferito a Cancello e
che vane squadre di predatori e di guastatori venivano da Sarno. Motivi
pei quali non escludo che l'ordine di distruggere l'Archivio sia venuto
da Napoli. Nulla di preciso mi è riuscito di sapere circa i nomi dei
maggiori responsabili del misfatto. Da alcuni ho appreso che qualche
cartello affisso a Nola recava la firma di Kellermann. Altri han parlato
di un capitano Sommerfjeld.

L'entità del disastro è enorme. In quel deposito io avevo riunito
tutte le più preziose serie di documenti provenienti dai vari Archivi del
Mezzogiorno cT Italia. E la loro distruzione ha creato un vuoto immenso
nelle fonti della civiltà europea, vuoto che nulla potrà mai colmare.
Tra le più preziose scritture perdute è la serie dei 378 registri della
Cancelleria Angioina (1265-1435), che era una delle più preziose fonti
storiche del Medio-Evo, i registri della Cancelleria Aragonese, i codici,
i manoscritti, le raccolte di autografi, i trattati originali del Regno di
Napoli, i processi politici celebri ; e la miglior parte degli Archivi della
Real Casa di Borbone, di casa Farnese, della Regia Camera della Som-
maria, del Consiglio collaterale, della Real Camera di Santa Chiara,
della Segreteria dei Viceré, della Cappellania maggiore, della Giunta
di Sicilia, dei Ministeri borbonici della Presidenza e degli Affari esteri,
dell'Ordine di Malta, della Commissione feudale, della Tesoreria antica,
del Tribunale conservatore della nobiltà, degli antichi notai è andata distrutta.



Messaggio del 02-03-2009 alle ore 18:04:47
Le azioni di bombardamento alleate sulla Germania e quelle nucleari sulle citta' giapponesi non possono assolutamente esser ritenute o cmq paragonate a dei genocidi essenzialmente per 2 motivi..1)Le citta' tedesche rispondevano al fuoco e la Flak tedesca e la Luftwaffe hanno causato direttamente la morte di piu' di 40.000 piloti alleati,inoltre le citta' erano bersagli legittimi poiche' anche a causa delle scelte di produzione di Speer la produzione militare era delocalizzata ovunque,scantinati,zone civili ovunque...inoltre all'epoca non esistevano armi di precisione guidate e spesso il CEP delle bombe stupide alleate era davvero allucinante e si aggirava se guidate da un sistema Norden anche sui 1000 metri...ergo miravi alla piazza la bomba cadeva al Mancino...2)Lo sterminio operato dai nazisti aveva delle caratteristiche "fordiste" e fu portato avanti contro civili inermi colpevoli solo di esser "diversi"....i civili tedeschi non smisero mai di appoggiare nella maggioranza di casi il loro Fuher....
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 18:05:54
il bombardamento di santa chiara, a Napoli, avvenne da parte degli Alleati prima dell'armistizio, nel 4 agosto 1943 e provocò un incendio durato quasi due giorni e distrusse la chiesa quasi interamente.

Il 12 settembre i tedeschi decidono di sospendere i preparativi per la ritirata e di instaurare col terrore il loro pieno dominio sulla città.

Un corriere da Berlino portò al comandante tedesco Scholl l'ordine di non lasciare la città e in caso di avanzata degli Alleati di non abbandonarla prima di averla ridotta "in cenere e fango". Nel pomeriggio del giorno stesso, il colonnello faceva avanzare una colonna motorizzata che, proveniente da Capodichino, penetrò in città sparando a zero sulle case e lungo le strade. L'ordine era di annientare gli ultimi caposaldi della resistenza italiana distruggendo, per rappresaglia, case e quartieri dove i patrioti si erano battuti.

Dopo alcuni minuti di bombardamento a scopo terroristico, gli unni penetrarono nelle case e cominciarono l'opera di saccheggio, di violenze e di distruzione. Gli abitanti venivano cacciati fuori, spogliati di ogni loro avere, incolonnati e costretti ad assistere all'incendio delle loro abitazioni.

Anche l'Università venne invasa e incendiata, distrutti migliaia di volumi.

a questo punto iniziarono le 4 giornate di Napoli:

Il giorno dopo, il 27 settembre, ebbe inizio la caccia all'uomo: le strade vennero bloccate e tutti gli uomini, senza limiti di età, furono caricati con la forza sui camion per essere avviati al lavoro forzato in Germania. A questo punto, per i napoletani non c'erano alternative: se volevano sfuggire alla deportazione dovevano combattere contro i tedeschi e impedire che attuassero i loro piani. Cosi, senza essere né preparata né organizzata, scoppiò l'insurrezione di Napoli, una risposta spontanea in cui erano presenti anche i partiti antifascisti ma senza avere quella funzione di guida che avranno invece durante la lotta partigiana.

La scintilla scoppiò al Vomero. Erano da poco passate le nove, quando al Vomero giunse la notizia che un marinaio era stato freddato con un colpo di pistola, mentre stava bevendo alla fontanella che si trova all’angolo di via Girardi, proprio di fronte all’Ospedale Militare. Una decina di giovanissimi, il più avanti con gli anni non aveva ancora vent’anni, stavano sorbendo il caffè al Bar Sangiuliano in Piazza Vanvitelli, quando… come un segnale convenuto uscirono di corsa dal bar e si precipitarono addosso ai tre tedeschi che occupavano una jepp di stanza nella Piazza, li costrinsero a scendere dall’auto e la incendiarono. I tedeschi approfittarono di questo momento per fuggire e dare l’allarme.

Per quattro giorni, dal 28 settembre all'1 ottobre 1943, i napoletani scelsero la lotta aperta, imbracciarono le armi, eressero barricate, lanciarono bombe, tesero agguati, costringendo le truppe tedesche alla resa, alla fuga. Resistettero al nemico artisti, poeti, scrittori, anche Sergio Bruni, che diventerà il re della canzone napoletana, fu ferito.


Nel corso di queste quattro giornate, anche gli ufficiali dell'esercito italiano (spariti in un primo momento) e gli antifascisti si unirono ai sollevati e si misero alla loro testa.


I tedeschi avrebbero voluto ridurre l’abitato a cenere e fango, avevano minato, fatto saltare in aria, incendiato case, alberghi, battelli in mare, impianti di servizi, l’Archivio di Stato. Le distruzioni sarebbero state infinitamente maggiori se la popolazione non fosse coralmente insorta a sostenere i suoi studenti, i suoi operai, i suoi uomini più consapevoli nella lotta aperta.
Questo il bollettino delle 4 giornate: oltre 2.000 combattenti, 168 furono i patrioti caduti in combattimento, 162 i feriti, 140 le vittime tra i civili, 19 i morti non identificati, 162 i feriti, 75 gli invalidi permanenti.


I tedeschi, all'alba del primo ottobre, si ritirarono (compiendo vili rappresaglie tra le popolazioni che incontravano sul loro cammino). Quando gli alleati entrarono in città, non trovarono un nemico che fosse uno. Napoli s'era liberata da sola. (ci vedo parallesmi con quanto successo a Lanciano di lì a pochi giorni)


Messaggio del 03-03-2009 alle ore 09:57:53
napoli e lanciano liberate da sole? guarda che i tedeschi se ne sono andati da soli. il resto è propaganda.
Messaggio del 03-03-2009 alle ore 10:10:55
se ne sono andati per noia?

o perché la popolazione è insorta contro di loro?

o perché il fronte li schiacciava?

Messaggio del 03-03-2009 alle ore 12:27:56
Il valore della resistenza fu solo morale,naturalmente certi analisti del dopoguerra attribuirono ai resistenti anche l'annientamento della divisione SS Totenkopf ...militarmente una insignificante puntura di spillo...sia per i tedeschi che per gli alleati il fronte italiano era considerato assai poco importante...la guerra si e' decisa ad est sulla Vistola o a Kursk e parzialmente in Occidente sopratutto dopo l'inefficacia della controffensiva delle Ardenne nel 1944 che indeboli' la crema delle rimanenti forze corazzate tedesche....i tedeschi,furono aiutati da un territorio ostico,pieno di fiumi,stretto con scarse capacita' di manovra.....difendere l'Italia era un gioco da ragazzi,infatti l'alto comando dedico' al teatro italiano un nr limitato di reparti,alcuni di ottima fattura,come i paracadutisti di Montecassino o Ortona e un gran nr di unita' di seconda scelta che cmq si comportarono in maniera piu' che degna....Quindi spesso si decideva di lasciar del terreno,provocare gravi perdite alle forze alleate avanzanti per poi ritirarsi su posizioni piu' favorevoli alla difesa....posizioni che abbondavano considerando la ostica conformazione del territorio nazionale....
Messaggio del 04-03-2009 alle ore 20:37:15
io credo che i migliori soldati al mondo siano stati i viet cong. Guerriglieri che rasentano quasi la perfezione.
Non sono bastate le armi più avanzate e terribili degli yankee e tutto il loro diospiegamento di forze, navali, aeree ma soprattutto terrestri per controllare tutta la nazione. E gli Yankee hanno dovuto rinunciare.

Per fare il culo agli yankee e impedire di prendere il possesso di una nazione ci vuole l'arte, oggi nessuno ne è più capace. Così i viet cong sono i migliori, per me. Viva il Vietnam.
Messaggio del 04-03-2009 alle ore 20:42:09
erano indubbiamentefavoriti dalla conoscenza dei luoghi da una guerra che era più guerriglia e da le fortissime motivazioni in quanto difensori del proprio territorio invaso cmq onore ai viet.
ma in una azione bellica classica misà....
Messaggio del 05-03-2009 alle ore 09:28:24
Senza dubbio furono molto coriacei e tenaci...ma ad una piu' precisa analisi,liberandoci da ogni idealizzazione,il rapporto perdite fu spaventoso....nel corso del conflitto infatti morirono circa 990.000 combattenti del Nord,fra esercito regolare e vietcong contro "solo" 55.000 americani e circa 120,000 sud vietnamiti.2)Gli americani combatterono quella guerra con tutte e 2 le mani legate dietro la schiena,infatti non era possibile colpire dei precisi "santuari" nemici in cui affluivano rifornimenti e armi dall' Urss,i porti erano off limits,cosi come i depositi di stoccaggio dei SAM,ben conosciuti dalla ricognizione,alcune aree all'interno di Hanoi,lo stesso aereoporto,si temevano vittime fra i "consiglieri" sovietici che avrebbero potuto innescare pericolose escalation,all'inzio furono proibite anche le missioni anti SAM Wild Weasel poiche' si temevano vittime fra gli operatori radar sovietici.....3)I comunisti persero OGNI scontro diretto,e fallirono in ogni grande operazione ottenendo solo risalto mediatico con l'operazione del TET che in realta' fu un grandissimo fallimento militare.....non parliamo di Ke shan....
Messaggio del 05-03-2009 alle ore 09:41:19
beh, se dobbiamo parlare di quali furono i migliori soldati di sempre, io metto al primo posto Annibale con i suoi. Lui ha annichilito l'esercito più potente del mondo, quello romano, nei territori romani. Le battaglie da lui vinte furono memorabili.

al secondo posto metto Gengis Kan con isuoi arceri a cavallo.
Messaggio del 05-03-2009 alle ore 10:32:37
Annibale vennè li giocattoli
Messaggio del 05-03-2009 alle ore 11:09:15
pajacce
Messaggio del 05-03-2009 alle ore 14:08:23
crasso ti sei scordato le altre guerre puniche
Messaggio del 05-03-2009 alle ore 14:47:36
no, non le ho dimenticate. Nella prima Annibale non c'era e nella terza non c'entra, è della seconda che io parlo, quella della invasione dell'Italia dalle alpi, quella degli scorrazzamenti di Annibale in su e in giù per la penisola sconfingendo eserciti su eserciti, uccidendo tutti i consoli che incontrava senza ricevere neanche una sconfitta e realizzando il capolavoro a Canne.
Messaggio del 05-03-2009 alle ore 15:07:42
oh non volevo farvi uscire dal topic il mio era un punto di vista personale, perchè si era parlato anche di :"secondo me i migliori erano i tedeschi"...e via dicendo, mi ero ricordato di quel post e così ho messo la mia....naturalmente ogni epoca ha avuto i propri "migliori", gli spartani/greci erano i migliori dell'epoca, anche i romani erano sicuramente forti, sennò non arrivavano a quel punto....è chiaro che il combattente bravo deve avere per forza delle grandi doti strategiche (anche l'utilizzo dell'ambiente circostante, come i vietcong ad esempio) e naturalmente tattiche
Messaggio del 05-03-2009 alle ore 19:25:34
Pure io una volta so reallizzato un capolavoro a Cannes,so perse na cifra in 10 minuti Cmq la forza di Annibale furono gli elefanti,e questo non era certamente merito suo
Messaggio del 06-03-2009 alle ore 08:04:05
quando Annibale arrivò in Italia gli era rimasto un solo elefante
Messaggio del 06-03-2009 alle ore 09:00:54
perfetto crasso ma nella seconda guerra punica i romani son andati ad aprirgli il culo a casa loro e a zama annibale è scappato come un coniglio se non sbaglio per mezza africa fin a quando si è suicidato. poi i romani di cartagine e dei sui abitanti hanno fatto polpette. annibale ha portato alla rovina cartagine. ergo annibale è solo un coglione tirando le somme
Messaggio del 06-03-2009 alle ore 09:17:48
anima nera, ti sbagli.

Annibale è stato abbandonato in Italia e tradito in Africa, e il suicidio non è avvenuto per sfuggire all'inseguimento dei romani ma tanti anni dopo e tante guerre dopo presso altri popoli, ad oriente. Divenne generale presso gli eserciti greci e turchi. Quando è morto lui Cartagine neanche esisteva più e tutti i generali romani che lo avevano sconfitto nella battaglia finale erano già caduti in disgrazia. Nonostante tutto lui sopravvisse a pure Scipione l'Africano, che di lui aveva una profonda ammirazione e rispetto.
Messaggio del 06-03-2009 alle ore 09:22:17
esageraavo un po. mi ricordo vagamente che dopo molti anni di esilio si suicidò e ammetto che fu grande e degno del rispetto romano anche di quello di un valoroso romano come scipione l'africano.quindi....
giù il cappello
Messaggio del 06-03-2009 alle ore 09:27:26
Animanera,ti pozze dire una cosa,tu come scemenza si superate Crasso pinze a li birre, no a Aannibale cmq non lo sapevo che ad Annibale gli era rimasto solo unelefante che si l'avè magnete tutti?
Messaggio del 06-03-2009 alle ore 09:44:21
a la birra già dedico metà dei miei pensieri. devo pur pensare a qualcos'altro.

Messaggio del 06-03-2009 alle ore 16:34:26
Puffo bianco l'abbiamo già capito che sei ignorante
Messaggio del 06-03-2009 alle ore 16:49:34
Un grande elefante. L'ultimo, secondo la leggenda. L'unico di razza indiana. Il leggendario "Saurus", che portò Annibale verso Firenze durante la malattia, e che Plinio definisce "il più valoroso di tutte le guerre puniche". Guidando verso Firenze, penso che forse anche Saurus morì nel pantano dell'Arno, sotto la pioggia, prima della battaglia del Trasimeno.
Messaggio del 06-03-2009 alle ore 19:50:57
cmq io so di gengis khan

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Il Gen. Freyberg nel '44

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