Cultura & Attualità
il giovane holden
Messaggio del 07-05-2003 alle ore 21:30:28
9/01/2003
“IL GIOVANE HOLDEN”di J.D.Salinger
(il titolo originale del romanzo è “THE CATCHER IN THE RYE”)
Questo racconto è centrato sull’adolescenza , che costituisce un periodo particolarmente dif-ficile per ogni giovane.
Il protagonista del romanzo,Holden Coufield, terribilmente a disagio in una società di cui si sente estraneo e emarginato, descrive tali difficoltà nel rapporto con i coetanei e nel condurre una vita serena.
La vicenda , comincia a Pencey nel periodo che precede le vacanze natalizie. Holden è stato appena “buttato fuori” da questa scuola per la sua noncuranza e non-applicazione sulle mate-rie. Si tratta di un ragazzo pigro, poco stimolato dalla scuola che egli giudica eccessivamente “falsa”. Holden durante tutto il libro continua a “sputare sentenze”, analizzando e dando un suo personale giudizio su ogni singola cosa, avvenimento o persona. Inoltre Holden, ossessio-nato dal ricordo del fratello Allie, morto di leucemia, insegue vanamente la speranza di essere un adulto responsabile. La reazione di Holden per la sua perdita è drammatica, questo rimane una figura molto importante per lui: spesso rivive con l’immaginazione alcuni momenti signi-ficativi della loro infanzia, lo “vede” e arriva al punto di parlare con lui.
Il sabato sera, dopo aver litigato ed essere stato picchiato dal suo compagno di stanza Stradlater,che usciva con Jane Gallagher,una vecchia amica che non vedeva da tempo ma a cui era particolarmente legato,(e Holden non riesce proprio a pensare ad altri se non a lei, che non vedeva da molto tempo e per la quale prova un forte sentimento. Ma per tutto il libro Ja-ne resterà un irraggiungibile oggetto del desiderio, introvabile anche per linee telefoni-che)decide di lasciare l’istituto e di tornare a New York.
Holden è un po’ pazzo, giacché per molte cose cambia spesso il parere,vive la sua vita “alla giornata”, non progettando quasi nulla e pronto spessissimo a cambiare programma.. L’impressione che ad un certo punto ho avuto è che a lui di questo mondo non gli piacesse assolutamente niente e che si sentisse vuoto.
Decide così di affittare una camera in un decadente albergo per ritardare la reazione dei geni-tori all’espulsione dall’ennesima scuola,(prova tenerezza nei confronti della mamma che è fragile e nervosa dalla morte di Allie,e questo è l’unico motivo per cui gli dispiace per essere stato espulso è proprio la paura di ferirla)e, non sentendosi particolarmente stanco ,decide di andare in un locale a bere qualcosa. Al suo ritorno all’albergo accoglie in camera una prosti-tuta ma pentito di quanto aveva fatto decide di a cacciarla dando lei cinque dollari. Ma poco dopo il protettore della prostituta entra nelle camera di Holden chiedendo altri cinque dollari e dato il suo rifiuto viene picchiato. Abbattuto per questa spiacevole esperienza sente il biso-gno di un sostegno morale e decide quindi di chiamare il giorno seguente una sua vecchia a-mica di scuola,Sally. La sua superficialità non le permette di capire la grande crisi di Holden, ascolta il suo sfogo, ma non lo comprende e non sa assolutamente aiutarlo.
E’ una ragazza estremamente conformista e insensibile; Holden se ne allontana dopo averla volutamente ferita nell’orgoglio
Annoiato rintraccia un suo vecchio amico,ma anche questo sembra non capirlo.
Cerca più volte di comunicare e di mettersi in sintonia con qualcuno che lo capisse,l’unica persona in cui veramente crede è sua sorella Phoebe, che Holden ci descrive spesso come fan-tastica, sveglissima ed interessata a tutto e che rappresenta quel mondo di purezza e d’innocenza a cui lui si ispira. Il simbolo di questa figura è in una frase in cui lui si definisce: “il catturatore nel campo di segale”. Egli immagina di trovarsi in un ampio campo di segale sulla cima di un dirupo nel quale giocano dei bambini e lui si trova li e trattiene i bambini dal cadere giù. Attraverso questa immagine simbolica si capisce il sogno del protagonista di pro-teggere l’innocenza e l’integrità del mondo dalle malvagità della vita.
Come tutti gli adolescenti sta attraversando un periodo di profonda crisi esistenziale. Nel rac-conto egli mette a nudo tutta la sua anima; spesso per superare momenti di maggior depres-sione, si rifugia nell’immaginazione e nella bugia in quanto questo modo di fare, può attutire il dolore che la dura realtà riesce a provocare in lui.
I suoi comportamenti sono spesso contraddittori: alle volte agisce come un adulto e alle volte come un bambino.Insomma non riesce a trovare ne negli amici, ne nello studio, ne nelle per-sone che gli stanno attorno, nulla per cui valga la pena vivere.
Holden però avendo abbandonato l’albergo non aveva più posto dove dormire e non potendo restare a casa sua chiede alloggio al professore Antolini , un vecchio amico di famiglia. Quel giorno stesso si reca da lui per parlagli della sua situazione attuale, dell’espulsione da Pencey e dei rapporti con i professori e con i compagni. Il professore prepara il divano dove Holden avrebbe dormito. Durante la notte però avviene un fatto ,molto strano: Holden , infatti, si sve-glia improvvisamente sentendosi accarezzare e in seguito scopre che era lo stesso professore a “molestarlo”. Spaventato da ciò si riveste velocemente e se ne va salutandolo. L’indomani Holden viene preso da un improvviso ed ambizioso progetto:quello di partire per l’ovest, la-sciandosi alle spalle i brutti ricordi.
Il giovane dimostra di non voler in fondo “lasciarsi educare” da una società purtroppo negati-va come questa e tenta di raggiungere una propria identità con i propri mezzi. Ma l’atteggiamento risoluto della sorella, che si mostra deciso a seguirlo, gli apre gli occhi e gli fa capire come il suo progetto sia utopistico.
Si convince così ad affrontare la realtà: Phoebe ritorna la ragazzina che si diverte sulla giostra e Holden il fratello maturo che tornerà a casa, assumendosi le proprie responsabilità.
Mi sorprende come lui passi tanto tempo cercando di dare una risposta alle sue domande esi-stenziali. Ma come tutti Holden è molto impulsivo e spesso commette degli errori che gli in-segnano a vivere
Credo che la tematica di disagio esistenziale di fondo, sia fortemente esemplificata nella ri-cerca di dove si vadano a rifugiare d’inverno le anatre del laghetto del parco; questo è lo specchio della situazione interiore di Holden, che non riesce a trovare una sua collocazione stabile all’interno della società, così come le anatre nel loro laghetto.
Mi sono fortemente rispecchiata in lui, soprattutto, credo, per l’indeterminatezza della sua e-sistenza e delle figure che la caratterizzano: a volte assume degli atteggiamenti nichilisti e to-talmente distruttivi, altre volte è pronto a provare dei sentimenti per delle suore che si prodi-gano per gli altri.
Lo si può prendere in ogni modo, ma non soddisferà mai del tutto la nostra voglia di cono-scerlo. Rimane sempre qualcosa d’incompiuto: egli non riesce mai a raggiungere le mete pre-fissate, tanto che a volte si ritrova ad immaginare come avrebbe voluto che le cose fossero andate (ma è quello che tutti noi facciamo, o almeno credo). E’ comunque un personaggio in-teressante e così vario che è probabile immedesimarsi, anche solo per un rigo.
Ci sarebbe molto altro da dire, e si potrebbero prendere in esame alcune considerazioni del narratore ed alcune situazioni, ma voglio parlare di qualcosa che non può assolutamente esse-re trascurata
er “il giovane Holden”, per che cosa al mondo vale la pena di vivere e di mori-re?
Egli sceglie di essere un “catcher in the rye” (da cui il titolo originale), ossia l’acchiappatore nella segale: ma acchiappatore di cosa? Di bambini. E qui si vede la sua sensibilità!
Penso di poter ricondurre i tratti della sua personalità ad una condizione di maturazione in corso,.
“Ciò che distingue l’uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, men-tre ciò che distingue l’uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa”,questa fra-se,dettagli dal prof. Antolini è la trama del testo secondo me. In effetti Holden ha molto spesso cercato di scappare da situazioni in cui avrebbe dovuto comportarsi in maniera più re-sponsabile.
Ecco perché questo è un romanzo di formazione ed ecco il motivo per mi sono identificata in lui.
Il linguaggio usato è moderno informale e molto giovanile . Il libro è caratterizzato dalla pre-senza di tantissime parti riflessive che permettono di delineare i pensieri e il carattere del pro-tagonista,e questo è quello che ho cercato di fare. La lettura è abbastanza scorrevole e facil-mente comprensibile tranne qualche ripetizione che appesantisce particolarmente il testo.
Salinger appunto,molte volte mette per terminare le sue affermazioni, forse per non perdersi in eccessive descrizioni o forse presupponendo che il lettore sappia come vanno solita-mente le cose a questo mondo, delle frasi come “e tutto quello che segue”, “e così via”, “e tutto il resto”.
A parte tutto è un romanzo il cui contenuto non è facilmente dimenticabile!!!!
9/01/2003
“IL GIOVANE HOLDEN”di J.D.Salinger
(il titolo originale del romanzo è “THE CATCHER IN THE RYE”)
Questo racconto è centrato sull’adolescenza , che costituisce un periodo particolarmente dif-ficile per ogni giovane.
Il protagonista del romanzo,Holden Coufield, terribilmente a disagio in una società di cui si sente estraneo e emarginato, descrive tali difficoltà nel rapporto con i coetanei e nel condurre una vita serena.
La vicenda , comincia a Pencey nel periodo che precede le vacanze natalizie. Holden è stato appena “buttato fuori” da questa scuola per la sua noncuranza e non-applicazione sulle mate-rie. Si tratta di un ragazzo pigro, poco stimolato dalla scuola che egli giudica eccessivamente “falsa”. Holden durante tutto il libro continua a “sputare sentenze”, analizzando e dando un suo personale giudizio su ogni singola cosa, avvenimento o persona. Inoltre Holden, ossessio-nato dal ricordo del fratello Allie, morto di leucemia, insegue vanamente la speranza di essere un adulto responsabile. La reazione di Holden per la sua perdita è drammatica, questo rimane una figura molto importante per lui: spesso rivive con l’immaginazione alcuni momenti signi-ficativi della loro infanzia, lo “vede” e arriva al punto di parlare con lui.
Il sabato sera, dopo aver litigato ed essere stato picchiato dal suo compagno di stanza Stradlater,che usciva con Jane Gallagher,una vecchia amica che non vedeva da tempo ma a cui era particolarmente legato,(e Holden non riesce proprio a pensare ad altri se non a lei, che non vedeva da molto tempo e per la quale prova un forte sentimento. Ma per tutto il libro Ja-ne resterà un irraggiungibile oggetto del desiderio, introvabile anche per linee telefoni-che)decide di lasciare l’istituto e di tornare a New York.
Holden è un po’ pazzo, giacché per molte cose cambia spesso il parere,vive la sua vita “alla giornata”, non progettando quasi nulla e pronto spessissimo a cambiare programma.. L’impressione che ad un certo punto ho avuto è che a lui di questo mondo non gli piacesse assolutamente niente e che si sentisse vuoto.
Decide così di affittare una camera in un decadente albergo per ritardare la reazione dei geni-tori all’espulsione dall’ennesima scuola,(prova tenerezza nei confronti della mamma che è fragile e nervosa dalla morte di Allie,e questo è l’unico motivo per cui gli dispiace per essere stato espulso è proprio la paura di ferirla)e, non sentendosi particolarmente stanco ,decide di andare in un locale a bere qualcosa. Al suo ritorno all’albergo accoglie in camera una prosti-tuta ma pentito di quanto aveva fatto decide di a cacciarla dando lei cinque dollari. Ma poco dopo il protettore della prostituta entra nelle camera di Holden chiedendo altri cinque dollari e dato il suo rifiuto viene picchiato. Abbattuto per questa spiacevole esperienza sente il biso-gno di un sostegno morale e decide quindi di chiamare il giorno seguente una sua vecchia a-mica di scuola,Sally. La sua superficialità non le permette di capire la grande crisi di Holden, ascolta il suo sfogo, ma non lo comprende e non sa assolutamente aiutarlo.
E’ una ragazza estremamente conformista e insensibile; Holden se ne allontana dopo averla volutamente ferita nell’orgoglio
Annoiato rintraccia un suo vecchio amico,ma anche questo sembra non capirlo.
Cerca più volte di comunicare e di mettersi in sintonia con qualcuno che lo capisse,l’unica persona in cui veramente crede è sua sorella Phoebe, che Holden ci descrive spesso come fan-tastica, sveglissima ed interessata a tutto e che rappresenta quel mondo di purezza e d’innocenza a cui lui si ispira. Il simbolo di questa figura è in una frase in cui lui si definisce: “il catturatore nel campo di segale”. Egli immagina di trovarsi in un ampio campo di segale sulla cima di un dirupo nel quale giocano dei bambini e lui si trova li e trattiene i bambini dal cadere giù. Attraverso questa immagine simbolica si capisce il sogno del protagonista di pro-teggere l’innocenza e l’integrità del mondo dalle malvagità della vita.
Come tutti gli adolescenti sta attraversando un periodo di profonda crisi esistenziale. Nel rac-conto egli mette a nudo tutta la sua anima; spesso per superare momenti di maggior depres-sione, si rifugia nell’immaginazione e nella bugia in quanto questo modo di fare, può attutire il dolore che la dura realtà riesce a provocare in lui.
I suoi comportamenti sono spesso contraddittori: alle volte agisce come un adulto e alle volte come un bambino.Insomma non riesce a trovare ne negli amici, ne nello studio, ne nelle per-sone che gli stanno attorno, nulla per cui valga la pena vivere.
Holden però avendo abbandonato l’albergo non aveva più posto dove dormire e non potendo restare a casa sua chiede alloggio al professore Antolini , un vecchio amico di famiglia. Quel giorno stesso si reca da lui per parlagli della sua situazione attuale, dell’espulsione da Pencey e dei rapporti con i professori e con i compagni. Il professore prepara il divano dove Holden avrebbe dormito. Durante la notte però avviene un fatto ,molto strano: Holden , infatti, si sve-glia improvvisamente sentendosi accarezzare e in seguito scopre che era lo stesso professore a “molestarlo”. Spaventato da ciò si riveste velocemente e se ne va salutandolo. L’indomani Holden viene preso da un improvviso ed ambizioso progetto:quello di partire per l’ovest, la-sciandosi alle spalle i brutti ricordi.
Il giovane dimostra di non voler in fondo “lasciarsi educare” da una società purtroppo negati-va come questa e tenta di raggiungere una propria identità con i propri mezzi. Ma l’atteggiamento risoluto della sorella, che si mostra deciso a seguirlo, gli apre gli occhi e gli fa capire come il suo progetto sia utopistico.
Si convince così ad affrontare la realtà: Phoebe ritorna la ragazzina che si diverte sulla giostra e Holden il fratello maturo che tornerà a casa, assumendosi le proprie responsabilità.
Mi sorprende come lui passi tanto tempo cercando di dare una risposta alle sue domande esi-stenziali. Ma come tutti Holden è molto impulsivo e spesso commette degli errori che gli in-segnano a vivere
Credo che la tematica di disagio esistenziale di fondo, sia fortemente esemplificata nella ri-cerca di dove si vadano a rifugiare d’inverno le anatre del laghetto del parco; questo è lo specchio della situazione interiore di Holden, che non riesce a trovare una sua collocazione stabile all’interno della società, così come le anatre nel loro laghetto.
Mi sono fortemente rispecchiata in lui, soprattutto, credo, per l’indeterminatezza della sua e-sistenza e delle figure che la caratterizzano: a volte assume degli atteggiamenti nichilisti e to-talmente distruttivi, altre volte è pronto a provare dei sentimenti per delle suore che si prodi-gano per gli altri.
Lo si può prendere in ogni modo, ma non soddisferà mai del tutto la nostra voglia di cono-scerlo. Rimane sempre qualcosa d’incompiuto: egli non riesce mai a raggiungere le mete pre-fissate, tanto che a volte si ritrova ad immaginare come avrebbe voluto che le cose fossero andate (ma è quello che tutti noi facciamo, o almeno credo). E’ comunque un personaggio in-teressante e così vario che è probabile immedesimarsi, anche solo per un rigo.
Ci sarebbe molto altro da dire, e si potrebbero prendere in esame alcune considerazioni del narratore ed alcune situazioni, ma voglio parlare di qualcosa che non può assolutamente esse-re trascurata
er “il giovane Holden”, per che cosa al mondo vale la pena di vivere e di mori-re?
Egli sceglie di essere un “catcher in the rye” (da cui il titolo originale), ossia l’acchiappatore nella segale: ma acchiappatore di cosa? Di bambini. E qui si vede la sua sensibilità!
Penso di poter ricondurre i tratti della sua personalità ad una condizione di maturazione in corso,.
“Ciò che distingue l’uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, men-tre ciò che distingue l’uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa”,questa fra-se,dettagli dal prof. Antolini è la trama del testo secondo me. In effetti Holden ha molto spesso cercato di scappare da situazioni in cui avrebbe dovuto comportarsi in maniera più re-sponsabile.
Ecco perché questo è un romanzo di formazione ed ecco il motivo per mi sono identificata in lui.
Il linguaggio usato è moderno informale e molto giovanile . Il libro è caratterizzato dalla pre-senza di tantissime parti riflessive che permettono di delineare i pensieri e il carattere del pro-tagonista,e questo è quello che ho cercato di fare. La lettura è abbastanza scorrevole e facil-mente comprensibile tranne qualche ripetizione che appesantisce particolarmente il testo.
Salinger appunto,molte volte mette per terminare le sue affermazioni, forse per non perdersi in eccessive descrizioni o forse presupponendo che il lettore sappia come vanno solita-mente le cose a questo mondo, delle frasi come “e tutto quello che segue”, “e così via”, “e tutto il resto”.
A parte tutto è un romanzo il cui contenuto non è facilmente dimenticabile!!!!
Messaggio del 08-05-2003 alle ore 19:05:11
uovo.....c'è un post aperto da Bakunin dove mettere tutti i libri da consigliare.....
cmq ho letto il giovane Holden e a dire la verità nn è che mi abbia entusiasmato più di tanto.....questo Holden... un mito per i giovani americani ma personalmente preferisco il nostro "vecchio Alex" di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, libro scritto nei primi anni 90 da Enrico Brizzi...leggilo Uovo e poi mi dirai..
uovo.....c'è un post aperto da Bakunin dove mettere tutti i libri da consigliare.....
cmq ho letto il giovane Holden e a dire la verità nn è che mi abbia entusiasmato più di tanto.....questo Holden... un mito per i giovani americani ma personalmente preferisco il nostro "vecchio Alex" di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, libro scritto nei primi anni 90 da Enrico Brizzi...leggilo Uovo e poi mi dirai..
Messaggio del 08-05-2003 alle ore 21:48:50
già letto...nelle critike i2libri li mettono molto in relazione tra loro...e cmq sò ke c'è il post dedicato ai libri...!
già letto...nelle critike i2libri li mettono molto in relazione tra loro...e cmq sò ke c'è il post dedicato ai libri...!
Messaggio del 09-05-2003 alle ore 11:24:42
anke a me nn è ke mi sia piaciuto tanto.. ma forse lo dovrei rileggere... forse ero ancora troppo piccola x capire... boh....
anke a me nn è ke mi sia piaciuto tanto.. ma forse lo dovrei rileggere... forse ero ancora troppo piccola x capire... boh....
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