Cultura & Attualità

INFORMAZIONE ALTERNATIVA
Messaggio del 22-12-2003 alle ore 19:07:07
La forza di un decreto legge
Di Carlo Mondonico
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In seguito al rifiuto di Ciampi di firmare la legge Gasparri, il Presidente del consiglio e gli uomini del suo governo si sono affrettati a dire che Rete 4 verrà salvata dal satellite con un decreto legge, rimanendo quindi nelle condizioni odierne.
Anche il sindacato dei giornalisti, l'Fnsi, in un comunicato che segue di poche ore le affermazioni di Berlusconi, si dichiara favorevole a questo "benedetto" decreto legge.
Il tutto logicamente sbandierando la preoccupazione dei posti di lavoro, il pericolo di mettere in difficoltà centinaia (o migliaia?) di dipendenti e le loro famiglie.
Peccato non venga mai detto, soprattutto durante i tg nazionali, che il trasferimento di una rete Mediaset al canale digitale non è un capriccio dell'opposizione o di qualche comunista fissato sull'impero berlusconiano.

La storia è un po' differente.
In principio c'è stata una sentenza della Corte Costituzionale del 1994, la 420, che stabiliva in difesa del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti nazionali concedendo un periodo di transizione e rimettendo il problema al legislatore per una sollecita soluzione definitiva entro e non oltre l'agosto 1996.
Arriva il 1996, ma la decisione della Corte Costituzionale scade nell'indifferenza generale e Berlusconi continua ad avere tre tv.

Nel 1997 la legge Maccanico, pur con un anno di ritardo rispetto alle raccomandazioni della Corte Costituzionale, stabiliva che un soggetto non potesse detenere più di due reti, e che, finché non ci fosse stato un «congruo sviluppo» via satellite e cavo (oggi superiore al 1000% rispetto a quella data), Rete4 avrebbe potuto continuare a trasmettere via etere, sempre in contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale che aveva deciso per un termine definitivo entro l'agosto 1996.
Infine, nel novembre 2002, con la sentenza numero 466-2002, la Corte Costituzionale ha stabilito inequivocabilmente che Rete4, dal 1 Gennaio 2004 dovrà emigrare sul satellite, e ha stabilito che le frequenze resesi disponibili dovranno essere assegnate al legittimo possessore, ovvero Europa 7 di Francesco Di Stefano (che ha vinto nel 1999 una gara d'appalto per l'assegnazione delle concessioni delle reti nazionali promossa dall'allora governo).
Come mai dopo tutto questo tempo non si è provveduto a risolvere il problema del trasferimento sul digitale di Rete4 e quindi di salvaguardare l'occupazione dei suoi dipendenti?
Perché salvare una rete Mediaset a discapito della nascita di un nuovo editore che promuoverebbe il pluralismo nell’informazione?
Inoltre, non credo sia possibile con un decreto legge evitare il passaggio di Rete 4 sul satellite e l'abolizione della pubblicità su Rai Tre, perché violerebbe la sentenza della Corte Costituzionale che così impone. Da quando si possono correggere o annullare le sentenze della Corte con un decreto?
E' possibile tutto ciò?

Carlo Mondonico
Messaggio del 10-12-2003 alle ore 19:13:40
Il Carlyle Group fa acquisti in Italia. Perché?
di Simone Falanca tratto da www.zaratustra.it

Complessivamente nelle ultime settimane in tutta Italia Carlyle ha acquistato proprietà per 290.000 metri quadri con una transazione complessiva di 230 milioni di Euro. Operazioni finanziarie genuine o sono “attestati” di riconoscenza americana per il sostegno del nostro governo alla guerra preventiva?
Da diversi mesi è entrata prepotentemente nel panorama finanziario italiano la società privata più “segreta” del mondo, il Carlyle Group. Il gruppo Carlyle – descritto dalla rivista Industry Standard come "la più grande società d’investimenti privata del mondo” – ha 13 miliardi di dollari da gestire soprattutto nel settore della difesa speculando sui conflitti militari e sulla spesa per le armi.

Il gruppo Carlyle annovera tra le sue fila uomini con credenziali importanti intrinsecamente collegati con il Pentagono, il Dipartimento di Stato e il CFR. L’ex segretario alla Difesa statunitense Frank Carlucci è il suo presidente e amministratore delegato (al college è stato compagno di stanza di Donald “Rumy” Rumsfeld). Fra i partner di Carlyle figurano anche l’ex segretario di Stato americano James Baker III, George Soros, Fred Malek e persino Bush Senior (consulente esterno). Non è una novità inoltre che il Gruppo abbia gestito per anni i soldi di Yeslam bin Laden (fratello di Osama). Cosa ci fa il Carlyle Group in Italia?
Il governo Berlusconi ha avviato nel 2001 il più imponente programma di speculazione immobiliare che la storia italiana ricordi: la cartolarizzazione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali. La “finanza creativa” del ministro Tremonti ha consentito la vendita d’innumerevoli immobili di proprietà degli enti pubblici (Patrimonio S.p.a.), a prezzi stracciati, in favore dei grandi gruppi economico-finanziari nazionali ed internazionali. Un’operazione che non sempre ha garantito il diritto d’opzione in favore di chi già affittava gli immobili e che ha visto le proteste dei sindacati degli inquilini e degli stessi enti previdenziali che vedevano ridursi le riserve tecniche a garanzia delle prestazioni fornite (la gestione degli stessi rappresentava, infatti, parte importante del capitale di copertura per la corresponsione di pensioni, sussidi, indennità per infortuni sul lavoro, rendite per malattie professionali, ecc...). Il governo Berlusconi ha privatizzato, attraverso aste pubbliche con ribassi sempre più crescenti, gran parte del patrimonio immobiliare pubblico predeterminando di fatto futuri e prossimi profitti per poche lobby finanziarie transnazionali.

Il Carlyle Group con chirurgico tempismo e spregiudicatezza si è inserito in questo facile business. Complessivamente nelle ultime settimane in tutta Italia Carlyle ha acquistato proprietà per 290.000 metri quadri con una transazione complessiva di 230 milioni di Euro, portando soccorso al ministero per l’Economia, che ha visto garantite attraverso questa operazione le coperture di bilancio dopo le numerose aste andate deserte. A Bari per esempio son stati venduti proprio nelle settimane in cui si decidevano le sorti della guerra in Iraq e della posizione italiana in merito, 3 immobili di proprietà INAIL (via Sparano, Via F. Filzi e V. Marin) acquistati dal Carlyle con un ribasso del 32,5% rispetto al valore di mercato. A Reggio Emilia è stato svenduto - sempre grazie alla legge Tremonti - Palazzo Bussetti, gioiello storico settecentesco nel cuore della città. Non ultimo è arrivato l’accordo con la Fiat per la cessione di tutte le attività aerospaziali della Fiat Avio. La trattativa coinvolgerebbe anche Finmeccanica, in qualità di socio industriale e, secondo una nota del Lingotto, si basa su un "enterprise value" di 1,6 miliardi di euro.

I dubbi sono tanti. Si tratta di operazioni finanziarie genuine o sono “attestati” di riconoscenza americana per il sostegno del nostro governo alla guerra preventiva americana in Iraq (una sorta di cinico “do ut des” politico-finanziario per rimettere a posto i buchi nel bilancio del superministro Tremonti)?



Messaggio del 09-12-2003 alle ore 11:17:46
andy....sono effetti collaterali... che ci vuoi fare.... tanto sarebbero saltati in aria su una delle 10 milioni di mine sparse qua e là.... credo che in Afghanistan l'unico posto sicuro dove camminare sia la traccia degli oleodotti...
Messaggio del 08-12-2003 alle ore 20:54:53
Afganistan, la strage degli innocenti

Sabato 6 dicembre a Makur, 85 chilometri da Ghazni, un elicottero dell’esercito americano ha lanciato un paio di bombette su un brutto ceffo della resistenza Talebana.
Così titola l’unica testata giornalistica che ha riportato la vicenda, l’Unità:
“L’obbiettivo era il Mullah Wazir, organizzatore degli attentati che ostacolano la costruzione della starada fra Kabul e Kandahar”
Pecato, però, che non è andato tutto per il verso giusto. Infatti l’obiettivo è stato si pienamente colpito e “spappolato” dalle bombe “intelligenti”, pecato che siano stati uccisi dai due missili anche 9 bambini che giocavano la attorno.
Che peccato! O come lo definisce il tenente colonnello Bryan Hilferty di Enduring Freedom (libertà duratura!) “UN TRAGICO INCIDENTE”.
Alla fine morire in un paese devastato da 20 anni di guerre, dove su 1000 bambini nati 145 muoiono già in tenera età uccisi da fame, malattie e mine è la normalità e 9 vittime innocenti in più non fanno poi la differenza, tanto la vita di un bimbo afgano non vale nulla per noi che siamo al calduccio nelle nostre case.
Per la cronaca le uniche due fonti che hanno diffuso la notizia sono il TG3 e l’Unità.
Entrambi comunisti, faziosi e “indegni” di essere presi come fonti serie.

Messaggio del 20-11-2003 alle ore 13:02:49
secondo Stone in America è un'informazione di dominio pubblico che in Italia nel '48 sono state pilotate le elezioni dagli alleati (l'america, su tutti!)
lo ha dichiarato il regista ad un'interviasta di qulche tempo fa a Gianni Minoli!
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 12:01:56
Ma sicuramente ci sono state dell pressioni, in quel periodo i sovietici avevano fatto diversi colpi di mano, sfruttando i governi di unità nazionale, nei quali i comunisti avevano eliminato gli avversari politici scatenando rivolte epoi chiedendo il fraterno intervento di Stalin, il caso più importante è stato quello della Cecoslovacchia, che occupata contemporaneamente da Sovietici ed Americani era stata scelta per un esperimento di coabitazione tra comunisti filo sovietici e partiti filo americani, è finita in un bagno di sangue.
La Jugoslavia che Yalta aveva assegnato agli occidentali si era ribellata, non certo senza l'appoggio di Stalin, allora ancora amico di Tito e lo stesso tentativo c'era stato in Grecia con il sollevamento dei comunisti Greci e solo la cinica real politik di Stalin, lo spinse a non forzare la mano e lascio che i comunisti greci fossero massacrati dai Royal Marines inglesi.
L'Italia era strategica ed inoltre c'era l'incubo del più grosso partito comunista d'occidente, sicuramente gli americani non sono rimasti neutrali e sicuramente hanno fatto sapere a Togliatti che inGiro per l'Europa c'era ancora un formidabile esercito alleato pronto ad intervenire, anzi ricordo di aver letto che era stato studiato un piano per lanciare divisioni aviotrasportate su Roma in caso di vittoria comunista.
Le teorie sono tante alcune parlano anche di un Togliatti non troppo abbattuto dopo la sconfitta ed è da dire che Togliatti bloccò ogni tentativo di insurrezione dopo l'attentato subito da Pallante
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 11:51:18
se è per questo donald sutherland in JFK(nel film ex spia della CIA) fa la stessa sparata(sulle elezioni truccate). Purtroppo non sono in poki a pensarlo!
Kiaramente io non posso esserne sicuro, dato ke non ho gli strumenti adatti(ki è ke li ha?)
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 11:49:25
"Segreti di Stato"
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 11:46:13
Al film uscito a Venezia che diceva che la strage di Portella delle Ginestre era stata organizzata dalla CIA, Il Vaticano ed Andreotti, poteva forse mancare Giulio? per far capire gentilmente a Togliatti che non era il caso di impegnarsi troppo nelle elezioni
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 11:43:38
a ke ti riferisci?
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 11:42:24
Skin l'ho sempre detto che hai dei pessimi gusti cinematografici
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 11:34:07
Gli USA hanno probabilmente truccato le elezioni del '48 (mo s'appicce la fucagne
Messaggio del 20-11-2003 alle ore 08:55:36
Inserisci quì la tua informazione alternativa.
Spero che questo post possa essere utile a tutti!

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