Cultura & Attualità
italiani e il nazionalismo
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 17:18:14
è proprio qui ke entra in gioco il ruolo fondamentale del governo!!!
è proprio qui ke entra in gioco il ruolo fondamentale del governo!!!
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 16:31:36
Il discorso teorico l'ho capito skin... nulla da dire alla cooperazione tra aziende... se compri le materie prime all'estero non è un male...
Ma se uno stato viene invaso dall'economia ultraliberista e in nome della concorrenza tutto viene privatizzato e acquistato dai capitali americani, se il paese si ritrova sul lastrico, se viene dollarizzata la moneta, se il fondo monetario rompe le palle solo ai paesi poveri... le cose non vanno + bene e purtroppo è questa l'economia che oggi a livello globale va per la maggiore... non sono contrario alla globalizzazione ma a questa globalizzazione!
Il discorso teorico l'ho capito skin... nulla da dire alla cooperazione tra aziende... se compri le materie prime all'estero non è un male...
Ma se uno stato viene invaso dall'economia ultraliberista e in nome della concorrenza tutto viene privatizzato e acquistato dai capitali americani, se il paese si ritrova sul lastrico, se viene dollarizzata la moneta, se il fondo monetario rompe le palle solo ai paesi poveri... le cose non vanno + bene e purtroppo è questa l'economia che oggi a livello globale va per la maggiore... non sono contrario alla globalizzazione ma a questa globalizzazione!
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 12:17:09
condivido bakunin
in america c'è una varietà di popoli sconfinante...per forza si deve ricorrere ad una bandiera per farli sentire tutti statunitensi...sennò amen
condivido bakunin
in america c'è una varietà di popoli sconfinante...per forza si deve ricorrere ad una bandiera per farli sentire tutti statunitensi...sennò amen
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 00:37:39
mat 6 sempre pesante anke quando fai ridere


mat 6 sempre pesante anke quando fai ridere



Messaggio del 17-10-2003 alle ore 00:36:43
cmq avete detto cose molto veritiere. Sto post mo lo voto
cmq avete detto cose molto veritiere. Sto post mo lo voto
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 00:22:08
è come la nazionale di calcio per gli italiani praticamente
è come la nazionale di calcio per gli italiani praticamente
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 00:19:10
in usa l'attaccamento alla bandiera è dovuto al fatto ke è l'unico elemento comune per un impressionante melting pot ke sono gli states....per altre nazioni c'è l'elemento culturale o linguistico ke fa da collante...
in usa l'attaccamento alla bandiera è dovuto al fatto ke è l'unico elemento comune per un impressionante melting pot ke sono gli states....per altre nazioni c'è l'elemento culturale o linguistico ke fa da collante...
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 18:59:40
sbagliato
sbagliato
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 18:47:27
una reazione inconscia...
una reazione inconscia...
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 18:34:20
Un anziato esiliato ottiene di ritornare in patria.
Sull'aereo a un certo punto il capitano dice al microfono: "ecco, siamo appena entrati in Patria"
l'anziano guarda in basso, e dice : " ah, che emozione rivedere le mie montagne, il mio mare, il mio cielo azzurro" e lacrime sgorgano dagli occhi dell'uomo commosso.
A quel punto dal microfono il comandante: " scusate mi ero sbagliato, nn siamo ancoras in Patria!"
domanda: allora per cosa erano sgorgate quelle lacrime?
Un anziato esiliato ottiene di ritornare in patria.
Sull'aereo a un certo punto il capitano dice al microfono: "ecco, siamo appena entrati in Patria"
l'anziano guarda in basso, e dice : " ah, che emozione rivedere le mie montagne, il mio mare, il mio cielo azzurro" e lacrime sgorgano dagli occhi dell'uomo commosso.
A quel punto dal microfono il comandante: " scusate mi ero sbagliato, nn siamo ancoras in Patria!"
domanda: allora per cosa erano sgorgate quelle lacrime?
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 18:29:21
Fino a qualke decennio fa si parlava di internazionalizzazione, proprio perkè si assisteva al rapido sviluppo delle multinazionali.
Oggi invece con la globalizzazione dei mercati, che è avvenuta per tanti motivi, cambia semplicemente il protagonista economico: non più solamente la multinazionali ma imprese di ogni dimensione, che se vogliono sopravvivere devono cooperare.
Ci sono piccole imprese ke per produrre una prodotto in italia acquistano la materia prima in un paese estero, oppure producono semilavorati da vendere alle multinazionali.
Si tratta quindi di essere collegati al contesto internazionale in qualke modo, a prescindere dalle dimensioni aziendali.
Se poi prendi come esempio l'argentina, li c'è stata proprio una politica ke ha favorito l'invasione delle multinazionali e un'azione di impoverimento dell'economia locale.
Si può parlare di globalizzazione in questo caso?
Capito il discorso teorico?
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Editato il 18:34:30 16/10/2003 da skin
Fino a qualke decennio fa si parlava di internazionalizzazione, proprio perkè si assisteva al rapido sviluppo delle multinazionali.
Oggi invece con la globalizzazione dei mercati, che è avvenuta per tanti motivi, cambia semplicemente il protagonista economico: non più solamente la multinazionali ma imprese di ogni dimensione, che se vogliono sopravvivere devono cooperare.
Ci sono piccole imprese ke per produrre una prodotto in italia acquistano la materia prima in un paese estero, oppure producono semilavorati da vendere alle multinazionali.
Si tratta quindi di essere collegati al contesto internazionale in qualke modo, a prescindere dalle dimensioni aziendali.
Se poi prendi come esempio l'argentina, li c'è stata proprio una politica ke ha favorito l'invasione delle multinazionali e un'azione di impoverimento dell'economia locale.
Si può parlare di globalizzazione in questo caso?
Capito il discorso teorico?
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Editato il 18:34:30 16/10/2003 da skin
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 18:17:00
un conto è parlare di integrazione, un conto parlare di sopraffazione.
Le multinazionali americane non sono certo cosa nuova. Forse quella più rilevante è che oggi le aziende estere negli USA impiegano il 10% della forza lavoro industriale americana. Allora si può parlare di globalizzazione
un conto è parlare di integrazione, un conto parlare di sopraffazione.
Le multinazionali americane non sono certo cosa nuova. Forse quella più rilevante è che oggi le aziende estere negli USA impiegano il 10% della forza lavoro industriale americana. Allora si può parlare di globalizzazione
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 18:04:45
almeno in teoria si tratta di 2 concetti diversi: la globalizzazione non è una cosa inventata, ma è il risultato di tante trasformazioni politiche, culturali e sociali.
Per quanto riguarda l'america meridionale, in quel caso nn si può parlare di globalizzazione ma di mero sfruttamento da parte soprattutto degli americani, perchè l'economia interna è stata praticamente annientata
almeno in teoria si tratta di 2 concetti diversi: la globalizzazione non è una cosa inventata, ma è il risultato di tante trasformazioni politiche, culturali e sociali.
Per quanto riguarda l'america meridionale, in quel caso nn si può parlare di globalizzazione ma di mero sfruttamento da parte soprattutto degli americani, perchè l'economia interna è stata praticamente annientata
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 17:45:55
piccole e medie imprese??? in sud america credo che con questa globalizzazione ci stiano guadagnando solo i latifondisti e le aziende privatizzate di capitale americano.... mi pare che gli agricoltori fossero un pò incazzati all'ultimo wto... è fallito... come fallirà questo progetto criminale.
Purtroppo io non mi confondo con l'internazionalizzazione selvaggia... se è questa ad andare per la maggiore non posso farci nulla!
piccole e medie imprese??? in sud america credo che con questa globalizzazione ci stiano guadagnando solo i latifondisti e le aziende privatizzate di capitale americano.... mi pare che gli agricoltori fossero un pò incazzati all'ultimo wto... è fallito... come fallirà questo progetto criminale.
Purtroppo io non mi confondo con l'internazionalizzazione selvaggia... se è questa ad andare per la maggiore non posso farci nulla!
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 17:38:30
Al lo avevo capito...
Però non confondere globalizzazione con internazionalizzazione selvaggia.
La globalizzazione non coinvolge solo le multinazionali, ma soprattutto le piccole/medie imprese, che cominciano già ad inserirsi in reti di relazioni a scala appunto globale
Al lo avevo capito...
Però non confondere globalizzazione con internazionalizzazione selvaggia.
La globalizzazione non coinvolge solo le multinazionali, ma soprattutto le piccole/medie imprese, che cominciano già ad inserirsi in reti di relazioni a scala appunto globale
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 17:01:51
E va be mi sforzerò
E va be mi sforzerò
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 16:52:55
Dai Dean, non esagerare... con un pò di impegno...
cmq va bene solo Al...
Dai Dean, non esagerare... con un pò di impegno...
cmq va bene solo Al...
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 16:31:25
Al mi vengono gli incubi tutte le volte che devo risponderti
Al mi vengono gli incubi tutte le volte che devo risponderti
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 16:23:49
skin mi aggancio alla tua battuta per precisare quello che penso: come dice giustamente Mat, sono per la globalizzazione dei diritti umani in ogni angolo della terra, mentre sono contrario alla globalizzazione del mercato da parte delle multinazionali, del potere politico, del nostro stile di vita che si basa sulla sofferenza dell'80% della popolazione mondiale.
Dean scusa per il mio nick
... chiamami solo Al... ma non lo cambierò... mi piace troppo!
skin mi aggancio alla tua battuta per precisare quello che penso: come dice giustamente Mat, sono per la globalizzazione dei diritti umani in ogni angolo della terra, mentre sono contrario alla globalizzazione del mercato da parte delle multinazionali, del potere politico, del nostro stile di vita che si basa sulla sofferenza dell'80% della popolazione mondiale.
Dean scusa per il mio nick
... chiamami solo Al... ma non lo cambierò... mi piace troppo!
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 15:05:49
e'bello vedere che la pensiamo piu' o meno allo stesso modo.. cavolo: dentro casa puliti, fuori sporchiamo, non siamo italiani sempre, ma solo per nzakkare all'estero,o per i mondiali, siamo stati sempre divisi internamente (guarda il forum
)... diamo tutti pareri negativi su questa cosa, e poi... al momento giusto... quando bisogna dimostrare qualcosa... tutti fanno quello che la maggioranza fá, la cognizione del gruppo... non é che siamo pure molto
e'bello vedere che la pensiamo piu' o meno allo stesso modo.. cavolo: dentro casa puliti, fuori sporchiamo, non siamo italiani sempre, ma solo per nzakkare all'estero,o per i mondiali, siamo stati sempre divisi internamente (guarda il forum
)... diamo tutti pareri negativi su questa cosa, e poi... al momento giusto... quando bisogna dimostrare qualcosa... tutti fanno quello che la maggioranza fá, la cognizione del gruppo... non é che siamo pure molto
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 13:59:08
Non ho il tempo di leggere tutti gli interventi, quindi scusate se magari ripeterò qualche concetto già espresso.
Questo è un tema che mi è sempre stato caro, infatti altre volte con lo stesso skin se ne è parlato. Quindi sintetizzerò il mio concetto. Il problema di noi italiani è che siamo una nazione relativamente giovane, che non ha lottato per la propria indipendenza come la mia cara Irlanda. Il popolo italiano si è trovato ad essere unito da Garibaldi e dalla "compravendita" di regioni e territori.
La stessa bandiera ci è stata data da Napoleone, figurarsi...
Siamo sempre stati dominati. Nella 2a guerra mondiale siamo stati liberati dagli alleati quindi si è riacuito quel sentimento esterofilo che oggi ci porta a parlare più inglese che italiano.
Non ho il tempo di leggere tutti gli interventi, quindi scusate se magari ripeterò qualche concetto già espresso.
Questo è un tema che mi è sempre stato caro, infatti altre volte con lo stesso skin se ne è parlato. Quindi sintetizzerò il mio concetto. Il problema di noi italiani è che siamo una nazione relativamente giovane, che non ha lottato per la propria indipendenza come la mia cara Irlanda. Il popolo italiano si è trovato ad essere unito da Garibaldi e dalla "compravendita" di regioni e territori.
La stessa bandiera ci è stata data da Napoleone, figurarsi...
Siamo sempre stati dominati. Nella 2a guerra mondiale siamo stati liberati dagli alleati quindi si è riacuito quel sentimento esterofilo che oggi ci porta a parlare più inglese che italiano.
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 13:27:15
a me piace il nazionalismo inglese, ke poi dura un millennio
a me piace il nazionalismo inglese, ke poi dura un millennio
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 08:41:15
Avete ragione, soprattutto Skin
, in quei casi scatta la mano sul cuore e l'inno a squarciavoce.
Al, una supplica un nick meno complicato
, per quelle schifezze d'accordissimo, ma per altre schifezze, bhe sono orgoglioso di essere italiano europeo occidentale e se sono incazzato sul serio anche un po, solo un po
, filoAmericano
Avete ragione, soprattutto Skin
, in quei casi scatta la mano sul cuore e l'inno a squarciavoce.
Al, una supplica un nick meno complicato
, per quelle schifezze d'accordissimo, ma per altre schifezze, bhe sono orgoglioso di essere italiano europeo occidentale e se sono incazzato sul serio anche un po, solo un po
, filoAmericano
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 20:53:54
1) ti do del pesante quando nvece mi fi murì
2) ho fatto una battuta: esistono tanti significati dietro la parola "global", da quelli positivi a quelli negativi. In questo caso mi riferivo a una globalizzazione geografica. Però attenzione: nel significato più corretto non vuol dire abbattimento dei confini, ma rendere le realtà geografiche(cmq distinte) più vicine tra loro.
Cmq essere nazionalisti non richiede necessariamente di essere militaristi.
Ecco i casi in cui gli italiani si sentono nazionalisti:
1) quando non trovano la pasta all'estero
2) quando devono nzkkà all'estero
3) ai mondiali di calcio
1) ti do del pesante quando nvece mi fi murì
2) ho fatto una battuta: esistono tanti significati dietro la parola "global", da quelli positivi a quelli negativi. In questo caso mi riferivo a una globalizzazione geografica. Però attenzione: nel significato più corretto non vuol dire abbattimento dei confini, ma rendere le realtà geografiche(cmq distinte) più vicine tra loro.
Cmq essere nazionalisti non richiede necessariamente di essere militaristi.
Ecco i casi in cui gli italiani si sentono nazionalisti:
1) quando non trovano la pasta all'estero
2) quando devono nzkkà all'estero
3) ai mondiali di calcio
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 20:42:10
Al Muk, si infatti è una frase che mi ha colpito molto, e quando sono andato all'estero me ne sono reso conto.
Dean la storia e la cultura hanno prodotto queste cose, che come dici tu hanno radici molto profonde. La sporcizia riflette la piscologia, le tradizioni, la cultura e la storia di un popolo. Se teniamo le nostre case pulite e le strade sporche signfica che non ce ne freghiamo molto del "bene collettivo", o se preferisci del "demanio pubblico". Questo rispecchia quello che tu hai detto sopra, siamo il popolo dei comuni che per fregare il vicino ci alleiamo con lo straniero... non potevi esprimerlo meglio questo concetto
.
Scusa Skin ma sei un pò riduttivo (e non mi dire che so pesante che stiamo pure su Cultura & Attualità
)
No global? New Global!
Globalizzazione dei diritti, non dello sfruttamento... penso che Al Mukawama volesse intendere questo...
Al Muk, si infatti è una frase che mi ha colpito molto, e quando sono andato all'estero me ne sono reso conto.
Dean la storia e la cultura hanno prodotto queste cose, che come dici tu hanno radici molto profonde. La sporcizia riflette la piscologia, le tradizioni, la cultura e la storia di un popolo. Se teniamo le nostre case pulite e le strade sporche signfica che non ce ne freghiamo molto del "bene collettivo", o se preferisci del "demanio pubblico". Questo rispecchia quello che tu hai detto sopra, siamo il popolo dei comuni che per fregare il vicino ci alleiamo con lo straniero... non potevi esprimerlo meglio questo concetto
.
Scusa Skin ma sei un pò riduttivo (e non mi dire che so pesante che stiamo pure su Cultura & Attualità
)
No global? New Global!
Globalizzazione dei diritti, non dello sfruttamento... penso che Al Mukawama volesse intendere questo...
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 20:23:08
facciamo ridere!!!
al mukawaka se parli così 6 pro-global
facciamo ridere!!!
al mukawaka se parli così 6 pro-global
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 16:19:13
Mat hai visto report su rai3? bravo bella frase, è un bel concetto, pensiamo solo a cacchi nostri e non al bene comune.
Ody, la mia frase non è affatto utopistica, io mi ritengo cittadino del mondo perchè ogni uomo per me è uguale a me e ha i miei stessi diritti a prescindere dalla nazione in cui risiede... usi e costumi sono un'altra cosa... fanno + parte di un popolo, non di una nazione. La nazione come frontiera è un concetto che rinnego, il fatto che gli italiani all'estero siano solo pizza e mandolino non mi frega e non mi riguarda... gli stereotipi sono buoni solo per chi ne fa uso.. non per me. Infine non rinnego affatto di essere italiano, lo sono nel bene e nel male... ma non voglio essere + nazionalista di quanto lo sono... non ne sento il bisogno... sento invece il bisogno di un bene comune non per una nazione ma per tutti i popoli... Mi spiego meglio: se noi viviamo nel nostro piccolo mondo occidentale a scapito del resto dei popoli... beh a me fa schifo essere italiano... come mi ha fatto schifo esserlo quando abbiamo appoggiato le recenti guerre in medioriente... Potrai dirmi che sono andato un pò off topic ma questa per me è la mia morale e il mio senso civico.
Concludendo comunque analizzando solo il paese Italia...beh siamo dei gran menefreghisti!
Mat hai visto report su rai3? bravo bella frase, è un bel concetto, pensiamo solo a cacchi nostri e non al bene comune.
Ody, la mia frase non è affatto utopistica, io mi ritengo cittadino del mondo perchè ogni uomo per me è uguale a me e ha i miei stessi diritti a prescindere dalla nazione in cui risiede... usi e costumi sono un'altra cosa... fanno + parte di un popolo, non di una nazione. La nazione come frontiera è un concetto che rinnego, il fatto che gli italiani all'estero siano solo pizza e mandolino non mi frega e non mi riguarda... gli stereotipi sono buoni solo per chi ne fa uso.. non per me. Infine non rinnego affatto di essere italiano, lo sono nel bene e nel male... ma non voglio essere + nazionalista di quanto lo sono... non ne sento il bisogno... sento invece il bisogno di un bene comune non per una nazione ma per tutti i popoli... Mi spiego meglio: se noi viviamo nel nostro piccolo mondo occidentale a scapito del resto dei popoli... beh a me fa schifo essere italiano... come mi ha fatto schifo esserlo quando abbiamo appoggiato le recenti guerre in medioriente... Potrai dirmi che sono andato un pò off topic ma questa per me è la mia morale e il mio senso civico.
Concludendo comunque analizzando solo il paese Italia...beh siamo dei gran menefreghisti!
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 14:32:29
Si certo MAt ma secondo me il motivo e culturale e storico
Si certo MAt ma secondo me il motivo e culturale e storico
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 14:26:52
Io la penso così: In italia le nostre case all'interno sono pulitissime nella maggiorparte dei casi, molto più che in altri paesi, ma se scendi giù in strada vedi che c'è sporcizia dappertutto. Un popolo che tiene alla proprie cose e se ne frega del "bene comune" è un popolo che non può essere nazionalista.
Io la penso così: In italia le nostre case all'interno sono pulitissime nella maggiorparte dei casi, molto più che in altri paesi, ma se scendi giù in strada vedi che c'è sporcizia dappertutto. Un popolo che tiene alla proprie cose e se ne frega del "bene comune" è un popolo che non può essere nazionalista.
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 10:41:17
Secondo me quell che dici è vero ma è un'effetto della nostra secolare divisione, naturalmente è una mia opinione
Secondo me quell che dici è vero ma è un'effetto della nostra secolare divisione, naturalmente è una mia opinione
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 10:29:00
be' forse accentuare cosi' tanto da mettersi a dosso la bandiera, e' in effetti un po' troppo, questo e' pure vero, ma senza dubbio avere un po' piu' a cuore questo martoriato stato non fa' certo che bene... Al Mukawama pero' devi ammettere che la frase " io non mi ritengo cittadino italiano o europeo, ma cittadino del mondo " e' un concetto bello ma utopistico, perche' quando esci fuori dall'italia te sei un "Pizza Pasta e Mandolino" e affermare cio che hai scritto implica inesorabilmente un rifiuto implicito della nostra (italia) storia, del nostro modo di vivere e della nostra cultura... essere italiano per me non significa solamente risiedere in italia, ma avere un certo stile di vita, una cultura (magari poca nel caso mio),oppure avere certi usi che sono senza dubbio differenti da un Australiano o un Cinese. A mio avviso le ragioni storiche che afferma DeanCorso, il fatto che internamente ci siamo sempre divisi, non sia la causa dominante di questo menefreghismo nazionalistico, forse e' anchessa una causa ma, secondo me non dominante. Io credo che la causa sia nella mancata fiducia verso le istituzioni, nel nostro (purtroppo intrinseco) modo di pensare alla "frechegna maniera" perche' tutti noi se abbiamo la possibilita' di arraffare lo facciamo, oppure la possibilita' di mettere i piedi sopra una persona lo facciamo... questo crea un'ambinete di completa incertezza, dove te guardi male chiunque di sta attorno, e sei pronto a "inculare l'altro prima che l'altro lo faccia a te"... anche nella cattiva america, ma non solo, anche la Svizzera e credo in altri paesi e' presente questo, ma stranamente gli altri hanno anche maturato un collante comune che in italia stenta ad emergere
PS Al Mukawama, touch, non ho le casse al pc e non ho sentito il quaqua sorry!!!
be' forse accentuare cosi' tanto da mettersi a dosso la bandiera, e' in effetti un po' troppo, questo e' pure vero, ma senza dubbio avere un po' piu' a cuore questo martoriato stato non fa' certo che bene... Al Mukawama pero' devi ammettere che la frase " io non mi ritengo cittadino italiano o europeo, ma cittadino del mondo " e' un concetto bello ma utopistico, perche' quando esci fuori dall'italia te sei un "Pizza Pasta e Mandolino" e affermare cio che hai scritto implica inesorabilmente un rifiuto implicito della nostra (italia) storia, del nostro modo di vivere e della nostra cultura... essere italiano per me non significa solamente risiedere in italia, ma avere un certo stile di vita, una cultura (magari poca nel caso mio),oppure avere certi usi che sono senza dubbio differenti da un Australiano o un Cinese. A mio avviso le ragioni storiche che afferma DeanCorso, il fatto che internamente ci siamo sempre divisi, non sia la causa dominante di questo menefreghismo nazionalistico, forse e' anchessa una causa ma, secondo me non dominante. Io credo che la causa sia nella mancata fiducia verso le istituzioni, nel nostro (purtroppo intrinseco) modo di pensare alla "frechegna maniera" perche' tutti noi se abbiamo la possibilita' di arraffare lo facciamo, oppure la possibilita' di mettere i piedi sopra una persona lo facciamo... questo crea un'ambinete di completa incertezza, dove te guardi male chiunque di sta attorno, e sei pronto a "inculare l'altro prima che l'altro lo faccia a te"... anche nella cattiva america, ma non solo, anche la Svizzera e credo in altri paesi e' presente questo, ma stranamente gli altri hanno anche maturato un collante comune che in italia stenta ad emergere
PS Al Mukawama, touch, non ho le casse al pc e non ho sentito il quaqua sorry!!!
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 08:55:34
Un po di nazionalismo non mi dispiace, ma in Italia non è possibile, per un semplice motivo non siamo una nazione, siamo un paese, siamo uno stato, ma non una nazione.
Il peso della nostra storia è insopportabile per le fragili gambe dello stato, noi siamo il paese dei comuni, siamo quelli che che preferiscono l'invasiane dello straniero per distruggere il vicino, siamo il paese che ha creato la "Lega Lombarda" non quella di Bossi ma la lega dei liberi comuni della Lombardia, ma non solo, che ha rotto le ossa a Federico Barbarossa, ma subito dopo alcuni comuni si sono alleati con l'imperatore permettendogli di tornare in gioco.
Di solito il nazionalismo si sviluppa o in paesi nati da una rivoluzione o comunque rigenerati da essa, USA e Francia o in Paesi con forte tradizione statale, la Germania Guglielmina e Bismarkiana, in altri casi questo si accompagna a venature Religiose è il caso della Serbia; in Russia si è avuta la combinazione di tutti questi fattori.
L'Italia tuttti questi fattori sono rimasti incompiuti; le due rivoluzioni Il risorgimento e la Resistenza hanno interessato realmente solo una minoranza, lo stato liberale non era certo uno stato dalle solide radici e in alcune zone del paese è stata visto, giustamente, come una semplice occupazione straniera. Avevamo il cuore della chiesa cattolica, che in tante parti del mondo, Sud America, Spagna, è risultato il cemento dell'unità nazionale, ma noi ci siamo subito divisi in Guelfi e Ghibellini.
Questa contrapposizione ci ha sempre contraddistinti, da Coppi e Bartali, passando per Togliatti e De Gasperi e finendo a Juve e Milan, dovrei dire Inter, ma lasciam perdere
Un po di nazionalismo non mi dispiace, ma in Italia non è possibile, per un semplice motivo non siamo una nazione, siamo un paese, siamo uno stato, ma non una nazione.
Il peso della nostra storia è insopportabile per le fragili gambe dello stato, noi siamo il paese dei comuni, siamo quelli che che preferiscono l'invasiane dello straniero per distruggere il vicino, siamo il paese che ha creato la "Lega Lombarda" non quella di Bossi ma la lega dei liberi comuni della Lombardia, ma non solo, che ha rotto le ossa a Federico Barbarossa, ma subito dopo alcuni comuni si sono alleati con l'imperatore permettendogli di tornare in gioco.
Di solito il nazionalismo si sviluppa o in paesi nati da una rivoluzione o comunque rigenerati da essa, USA e Francia o in Paesi con forte tradizione statale, la Germania Guglielmina e Bismarkiana, in altri casi questo si accompagna a venature Religiose è il caso della Serbia; in Russia si è avuta la combinazione di tutti questi fattori.
L'Italia tuttti questi fattori sono rimasti incompiuti; le due rivoluzioni Il risorgimento e la Resistenza hanno interessato realmente solo una minoranza, lo stato liberale non era certo uno stato dalle solide radici e in alcune zone del paese è stata visto, giustamente, come una semplice occupazione straniera. Avevamo il cuore della chiesa cattolica, che in tante parti del mondo, Sud America, Spagna, è risultato il cemento dell'unità nazionale, ma noi ci siamo subito divisi in Guelfi e Ghibellini.
Questa contrapposizione ci ha sempre contraddistinti, da Coppi e Bartali, passando per Togliatti e De Gasperi e finendo a Juve e Milan, dovrei dire Inter, ma lasciam perdere
Messaggio del 14-10-2003 alle ore 16:18:48
Comunque rispondimi sul cistitù la prossima volta
Comunque rispondimi sul cistitù la prossima volta
Messaggio del 14-10-2003 alle ore 16:12:04
Ody, mi dispiace ma non condivido quello che dici: siamo d'accordo che gli italiani non sanno l'inno e che c'è poco nazionalismo... ma non dirmi che il nazionalismo americano sia una cosa bella! vedi qui parliamo di nazionalismo come un concetto attuale, mentre per me è superato e obsoleto, io non mi ritengo cittadino italiano o europeo, ma cittadino del mondo. Vanno bene le bandiere, ma farne un uso "smodato" di quelle estere da parte nostra credo sia dovuto al fatto che abbiamo scarsa conoscenza della nostra storia, si ricade quindi in un esterofilismo sbagliato cercando una identità o una ideologia più accattivante. Quindi va bene l'amore per la propria patria ma non bisogna neanche rischiare di essere troppo nazionalisti, io credo che forse un pò sbagliamo noi, ma sbaglia anche chi esagera nell'altro senso.
Ody, mi dispiace ma non condivido quello che dici: siamo d'accordo che gli italiani non sanno l'inno e che c'è poco nazionalismo... ma non dirmi che il nazionalismo americano sia una cosa bella! vedi qui parliamo di nazionalismo come un concetto attuale, mentre per me è superato e obsoleto, io non mi ritengo cittadino italiano o europeo, ma cittadino del mondo. Vanno bene le bandiere, ma farne un uso "smodato" di quelle estere da parte nostra credo sia dovuto al fatto che abbiamo scarsa conoscenza della nostra storia, si ricade quindi in un esterofilismo sbagliato cercando una identità o una ideologia più accattivante. Quindi va bene l'amore per la propria patria ma non bisogna neanche rischiare di essere troppo nazionalisti, io credo che forse un pò sbagliamo noi, ma sbaglia anche chi esagera nell'altro senso.
Messaggio del 14-10-2003 alle ore 15:55:03
Ci avete mai fatto caso in america, in tutta l'america, hanno un attaccamento quasi morboso con la bandiera, con gli stemmi e via discorrendo... questa cosa, bisogna dirla, é proprio bella! Peccato che a noi questa cosa sembra strana, o meglio, noi non abbiamo un attaccamento a queste cose, a momenti non sappiamo il significato dei colori della nostra bandiera, o dove e' stata concepita, non conosciamo tutto l'inno e a tratti nemmeno nelle scuole ci sono le bandiere... chi sa perché insomma noi italiani non siamo attacati a queste cose. Addirittura si vede in giro gente che porta vestiti con toppe di bandiera americaba e ci pare normale (invece sarei curioso di vedere una toppa con la bandiera italiana se suscita la stessa reazione) oppure vedere laboratori allúniversitá con bandiere americane affinaco a quella europea(?!?!) oppure vedere la bandiera scozzese come tenda in una stanza... insomma proprio strana la nostra mentalitá... Io una idea sul perche' me la sono fatta ma volevo sentire la vostra.
Ci avete mai fatto caso in america, in tutta l'america, hanno un attaccamento quasi morboso con la bandiera, con gli stemmi e via discorrendo... questa cosa, bisogna dirla, é proprio bella! Peccato che a noi questa cosa sembra strana, o meglio, noi non abbiamo un attaccamento a queste cose, a momenti non sappiamo il significato dei colori della nostra bandiera, o dove e' stata concepita, non conosciamo tutto l'inno e a tratti nemmeno nelle scuole ci sono le bandiere... chi sa perché insomma noi italiani non siamo attacati a queste cose. Addirittura si vede in giro gente che porta vestiti con toppe di bandiera americaba e ci pare normale (invece sarei curioso di vedere una toppa con la bandiera italiana se suscita la stessa reazione) oppure vedere laboratori allúniversitá con bandiere americane affinaco a quella europea(?!?!) oppure vedere la bandiera scozzese come tenda in una stanza... insomma proprio strana la nostra mentalitá... Io una idea sul perche' me la sono fatta ma volevo sentire la vostra.
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italiani e il nazionalismo
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