Cultura & Attualità

La Bolivia, altra vittima
Messaggio del 20-10-2003 alle ore 13:44:12
Un paio di giorni fa....

La radio "Aire Libre" in collagemont dalla Bolivia sta confermando, il Presidente "Goni" Gonzalo Sanche de Losada ha dato le dimissioni.. ed è in fuga. Sta cercando di raggiungere l'areoporto internazionale.
Hasta la victoria!

............


Oggi...

WASHINGTON - Il Dipartimento di Stato Usa ha lodato "l'attaccamento alla democrazia" del presidente boliviano Sa'nchez de Lozada, appena dimessosi. Il Pentagono ha intanto inviato a La Paz, capitale amministrativa della Bolivia, un team per valutare le condizioni di sicurezza dell'ambasciata Usa.
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 17:14:51
Nelle ultime tre settimane di protesta contro il piano governativo - che prevede l'esportazione e la vendita, a un prezzo la metà di quello di mercato, del gas naturale boliviano a Stati uniti e Messico - 74 persone sono morte nel corso di dimostrazioni represse dall'esercito. Secondo l'Assemblea permanente per i diritti umani, principale gruppo boliviano per i diritti dell'uomo, i 74 morti sono per la maggior parte minatori e contadini, uccisi dai militari.


Da: www.indymedia.org
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 17:12:25
Il potere sa che ha molto da perdere. L'ambasciata degli USA sa che ha
molto da perdere se il potere arriva al popolo. Più ancora: il più
grande timore è un "contagio" che può partire dalla Bolivia
verso paesi come il Brasile, l'Argentina o altri.

Da: www.indymedia.org
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 20:08:41
Mi viene la pelle d'oca!
Viviamo tutti in un regime pubblicitario: la verità ce la nascondono e sotto sotto ce la fanno pagare pure cara.
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 18:45:24
history repeating...
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 17:41:46
Consiglieri militari americani in bolivia non si vedevano dal 67 cioè quando addestraraono i rangers boliviani e coordinarono la cattura del Che
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 17:35:05
Somiglia sempre più a una storia già vista....


Il giornale "El pulso" denuncia che 4 consilieri USA dirigono le operazioni

La pubblicazione, dopo aver definito a Sanchez de Lozada come un "presidente fittizio", sostiene che l'unica base di sostegno che gli rimane è l'appoggio di Bush.
Poi specifica che questo "appoggio" si manifesta concretamente sotto la forma di quattro "coordinatori" che si sono insediati nella sede del comando generale dell'esercito boliviano.

"El Pulso" denuncia che sono arrivati degli aerei Hercules con rifornimenti di natura logistica ed armamento. Rivela che si deve a questi consilieri il ricambio di alcuni reparti militari composti da soldati indigeni aymara, dopo che si erano rifiuti di sparare contro altri indigeni aymara.
Viene reso noto che si sarebbe anche verificata l'uccisione di un soldato che si era rifiutato di sparare contro la folla.

Il dato di fatto inoppugnabile, è che il governo non ha più sostegno sociale e lo spazio politico gli si è ridotto a vista d'occhio. Il Presidente si è aggrappato al potere come un pidocchio sulla pelle di una vacca, soprattutto dopo che l'ambasciatore USA a La Paz gli ha garantito il sostegno incondizionale e i mezzi necessari per tener testa a tutto e tutti.

Dopo l'arrivo dei quattro "coordinatori" del Pentagono, è partita una campagna di disinformazione tendente a dimostrare che la responsabilità della situazione boliviana sarebbe dell'intromissione della guerriglia colombiana.

La denuncia pubblica di Evo Morales sull'opera di corruzione effettuata dal Presidente sul vertice delle forze armate per garantirsene il sostegno, è stata confermata anche da un ex colonnello che è stato estromesso e si trova agli arresti: "il Presidente si è comprato a peso d'oro i generali"
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 09:22:47
Ahhh meno male almeno cominciavano a mancarmi ste notizie dal Sud America, un bel presidente democraticamente eletto dalle forze armate e dagli Usa, con arresti effettuati da gente in borghese, ma perchè si coprono la faccia? bisogna essere orgogliosi di difendere le istituzioni democratiche, contro faziosi, antidemocratici e finanziati dall'Urss; era dai tempi di Pinochet che i militari sud americani si erano rammoliti, visto che non erano riusciti a rovesciare una mezza cartuccia come Chavez ed avevano, persino, permesso l'eklezione di un comunista come Lula. Bisogna riattivare il Condor e riaprire l'Escolas de America.
Che dite quante faccine sghignazzanti devo metterci?
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 20:44:42
e pensare che i contadini sono il 75% della popolazione, alla faccia della democrazia....
Messaggio del 15-10-2003 alle ore 16:50:43
Nella capitale boliviana paralizzata da un mese di sciopero
l'opposizione chiede la testa del presidente Sanchez de Lozada
I manifestanti marciano su La Paz
l'esercito si prepara alla battaglia
Negli scontri dei giorni scorsi sono morte 74 persone
le forze armate e gli Usa sostengono il capo dello Stato


LA PAZ - La tensione cresce in Bolivia e migliaia di contadini, minatori e braccianti stanno marciando verso la capitale, dove dovrebbero arrivare oggi. Il presidente Gonzalo Sanchez de Lozada ha fatto appello ai manifestanti perché cessino le proteste, ma i leader dei movimenti di opposizione, che chiedono le dimissioni del capo dello Stato, ritenuto incapace di fare fronte alla situazione economica disastrosa del paese, hanno affermato che non si fermeranno.

Negli incidenti degli ultimi giorni, in numerose zone del Paese, secondo l'Assemblea permanente per i diritti umani sono morte 74 persone e 400 sono rimaste ferite. Domenica scorsa le forze dell'ordine hanno sparato sui manifestanti in un sobborgo di La Paz, El Alto, e ieri, secondo la rete telvisiva A, molti civili sono stati arrestati nella capitale da uomini in borghese, con il volto coperto da un cappuccio.

L'esercito boliviano ha fatto sapere, attraverso il generale Roberto Carlos, che "agirà con la più grande fermezza contro coloro che rinunceranno alla coesistenza pacifica". Intorno al palazzo presidenziale di la Paz e nei pressi dei maggiori edifici governativi si sono piazzati carri armati e veicoli blindati, reparti in tenuta da combattimento pattugliano le strade.

L'avvertimento dei militari, però, non ha fatto desistere i manifestanti, che continuano a erigere barricate nella capitale, paralizzata da quasi un mese da uno sciopero che ha investito vari settori.

La scintilla che nei giorni scorsi ha fatto scoppiare la protesta su vasta scala è stata la decisione di Sanchez de Lozada di esportare il gas naturale boliviano negli Stati Uniti. L'opposizione ha proclamato scioperi in tutto il Paese, affermando che ben poco dei profitti della vendita del gas sarebbe andato nelle tasche della popolazione. Lunedì scorso il presidente ha rinunciato al suo progetto, ma le proteste non si sono fermate. L'economia boliviana è allo stremo, la maggior parte della popolazione vive con meno di due dollari al giorno e il paese è considerato dagli osservatori internazionali il più povero dell'America meridionale.


Il malcontento riguarda soprattutto la maggioranza indigena, che è stata ulteriormente impoverita, negli ultimi anni, dal programma voluto dal governo e sostenuto finanziariamente dagli Stati Uniti per la distruzione delle coltivazioni di coca. Il governo americano in questi giorni ha fatto sapere che appoggia il presidente democraticamente eletto: "La comunità internazionale e gli Usa - ha detto Richard Boucher, portavoce di Washington - non tollereranno alcuna interruzione dell'ordine costituzionale e non riconosceranno un regime che prendesse il potere come risultato di processi antidemocratici".

L'apoggio degli Stati Uniti non ha fatto che esasperare maggiormente la popolazione. Jaime Solares, leader della Centrale operaia boliviana (Cob), ha chiesto ai lavoratori di non cessare le proteste: "Rafforzeremo lo sciopero generale a tempo indeterminato - ha detto - fino alla rinuncia di Sanchez de Lozada". Il leader dei contadini dell'Altopiano, Felipe Quispe, è entrato in clandestinità a causa delle minacce del governo. In un'intervista telefonica al quotidiano svedese Dagens Nyether, Quispe ha comunque ribadito che la confederazione dei contadini si allinea alla Cob e alle altre organizzazioni, chiedendo con decisione le dimissioni del presidente.


tratto da www.repubblica.it

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