Cultura & Attualità

LA PORTA SENZA PORTA
Messaggio del 10-01-2003 alle ore 23:09:44
... Il termine "osservatore" dovrebbe essere sostituito dal termine "partecipante". Questa sostituzione potrebbe indicare il ruolo radicalmente nuovo della coscienza nella fisica... la realtà soggettiva e oggettiva in un certo senso si creano l'un l'altra... E' possibile che l'universo in uno strano senso sia "portato alla luce" dalla partecipazione di quelli che partecipano?

John Wheeler fisico di Princeton
Messaggio del 10-01-2003 alle ore 19:56:56
Ci hanno detto che vi è un albero là fuori dalla mia finestra ma io non vedo in realtà l'albero. Per mezzo di un qualche sottile procedimento di cui solo i tratti iniziali relativamente semplici sono stati esplorati I'albero reale proietta un'immagine di se stesso nella mia coscienza e questo è ciò ch'io percepisco. Se voi siete al mio fianco e guardate lo stesso albero quest'ultimo riesce a proiettare un'immagine anche nella vostra anima. Io vedo il mio albero e voi vedete il vostro (notevolmente simile al mio) ma ciò che è l'albero in se stesso noi non lo sappiamo.

Erwin Schrödinger
Messaggio del 10-01-2003 alle ore 19:52:50
ll vero problema è che noi siamo abituati a guardare il mondo in maniera semplicistica. Siamo abituati a credere che qualcosa o è in un posto, o non lo è. La nostra esperienza ci dice che il mondo fisico è solido, reale, e indipendente da noi. La meccanica quantistica dice semplicemente che non è affatto così.

Chi sta osservando l'universo? O in altre parole, in che modo l'universo diventa realtà?

Con la risposta torniamo al punto di partenza. Noi rendiamo l'universo reale. Dato che ne facciamo parte, ciò rende l'universo (e noi) auto-realizzante.

Ciò che è "là fuori" apparentemente dipende, da un punto di vista rigorosamente matematico e filosofico, da quello che noi decidiamo "qui dentro".

Gary Zukav
Messaggio del 07-01-2003 alle ore 15:00:51
Grisby,
a dire la verità mi affascina poco il buddismo tibetano, legato com'è a riti ke si rifanno a superstizioni millenarie, come il cattolicesimo del resto ... però le verità alle quali accenni hanno carattere universale, e nn importa ki le afferma ...ank'io sono convinto ke abbiamo dentro di noi tutto quello ke ci serve, e nn dipendiamo da niente e da nessuno, avendo già delle qualità straordinarie...e soprattutto ke qualsiasi realizzazione materiale nn potrà mai essere soddisfacente come una realizzazione di + alto livello...
Messaggio del 07-01-2003 alle ore 00:00:02
Bakunin,
Sempre mi ha interessato tantissimo la cultura orientale. Ho un grande amico che mi ha insegnato tante cose ed é stato lui che mi ha iniziato a leggere diversi libri di T. Lobsang Rampa, un lama tibetano, che avitava in England. Vi raccomando di leggere questi libri se vi interessa questa cultura. Sono tre libri e si chiamano: Il terzo occhio, Il medico di Lhasa e L'Eremita. A me solo mi falta il primo (che veramente é per quello che si dovrebbe cominciare).
Secondo l'autore, questi libri parlano sopra succesi veri, anche se qualche persona accecata per il materialismo, preferisce averlo fer una finzione. Durante tutta la lettura ti domandi continuamente se é vero che la capacità fisica e mentale de l'essere umano sta solo limitata per la nostra conoscenza del corpo e de l'ànima. Molto interessante ve lo prometto (per chi piace questo tema, certo)
Ciao Grisby
Messaggio del 29-11-2002 alle ore 00:35:59
L'avevo dimenticata:

Se incontrate per via un maestro di scherma, potete dargli la vostra spada,
se incontrate un poeta, potete offrirgli la vostra poesia.
Se incontrate altri , dite solo una parte di ciò che avete in mente.
Non date mai tutto subito.

(Mumon)
Messaggio del 24-11-2002 alle ore 14:38:35

Preso posto sul suo seggio, Fa - yen si apprestava a predicare all'assemblea, quando indicò le persiane di bambù. Due monaci andarono ad arrotolarle nello stesso modo. Fa -yen disse: "Il gesto di unao è corretto, ql dell'altro no".

(Koan)
Messaggio del 24-11-2002 alle ore 14:18:41
Lo scopo di una nassa è di catturare i pesci e, quando i pesci sono stati presi, la trappola viene dimenticata.

Lo scopo delle parole è di trasmettere idee. Afferrate le idee, le parole vengono dimenticate.

Dove troverò l'uomo che ha dimenticato le parole? E' l'unico con il quale mi piacerebbe parlare.

(Chuang-tzu)
Messaggio del 21-11-2002 alle ore 15:35:07

Il cavallo fa le uova.

(hui-shih, filosofo sofista cinese)
Messaggio del 21-11-2002 alle ore 12:32:38
Disse allora Almitra: Parlaci dell'amore.
Ed egli sollevò la testa e alzò gli occhi sulla folla, e su di essi scese il silenzio.
E a gran voce disse:
Quando l'amore vi chiama, seguitelo,
Benchè le sue vie siano faticose e ripide.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi e esso,
quantunque la spada nascosta tra le sue piume vi possa ferire.
E quando esso vi parla, credetegli,
Sebbene la sua voce possa frantumare i vostri sogni.
(da "Il Profeta"-Kahlil Gibran)
Messaggio del 20-11-2002 alle ore 18:48:57
tutti sono filosofi...solo, molti nn lo sanno
Messaggio del 20-11-2002 alle ore 15:36:04
ma e' veramente un filosofo?

(battuta atta a sottolineare il mio "esser caprone")
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Editato il 18:22:52 20/11/2002 da syncpoin
Messaggio del 20-11-2002 alle ore 14:43:10
per essere in crisi di identità dovrei intanto averne una ..cmq sync, la tua citazione di qs notissimo filosofo contemporaneo, è molto + profonda e seria di qn forse tu stesso immagini PS: per gni evenienza, ho sempre un topo di riserva!
Messaggio del 20-11-2002 alle ore 13:05:46
scusa bakumin, ma mi veniva in mente una cosa:
non e' che se ti si rompe il tasco destro del mouse mi vai in crisi d'identita' e mi t'impicchi?


~piero broccoli~
Messaggio del 20-11-2002 alle ore 12:47:34

Essere consapevoli, è' più importante che essere intelligenti.

(Phil Jackson, Los Angeles Lakers head coach)
Messaggio del 20-11-2002 alle ore 00:09:33
Per Ariel, come kiarimento, in seguito ai discorsi sulla sicurezza in sè stessi.

La sicurezza del saggio, nn è ql dell'uomo comune: quest'ultimo cerca la cerezza negli okki di ki guarda e la kiama sicurezza di sé; il saggio cerca l'impeccabilità nei propri okki, e la kiama umiltà. L'uomo comune, pertanto dipende dai suoi simili, mentre il saggio dipende solo dall'infinito.

(Don Juan)
Messaggio del 19-11-2002 alle ore 16:38:28
ancora troppo presto per permettere alla mia mente di aprirsi ad un pensiero...
Messaggio del 19-11-2002 alle ore 02:07:33
inutile imparare a volare se una volta in cielo non asspori il vento
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Editato il 02:08:44 19/11/2002 da ariel276
Messaggio del 19-11-2002 alle ore 02:03:54
non puoi, non puoi, non puoi paragonarmi a un pezzo di carneeeee

prima di amare
impara a camminare sulla neve senza lasciare tracce
Messaggio del 15-11-2002 alle ore 21:28:05
La cosa più difficile al mondo è assumere lo stato d'animo dell'uomo di conoscenza.Nn serve a nulla provare tristezza, lamentarsi, e sentirsi giustificati nel farlo, credendo ke gli altri ci stiano facendo qualcosa.Nassuno fa niente a nessuno, tantomeno a un uomo di conoscenza.

(Don Juan)
Messaggio del 15-11-2002 alle ore 21:24:12
Gli uomini nn capiscono quasi mai, ke è possibile tagliare fuori qualsiasi cosa dalla propria vita, in qualunque momento, come un battito di ciglia.

(Don Juan)
Messaggio del 15-11-2002 alle ore 21:20:41
Ci sono milioni di strade. Un uomo di conoscenza, perciò. deve tener sempre presente ke una strada è solo una strada; se sente di non doverla seguire, per nulla al mondo dovrà indugiarvi. Ciò indipendentemente dalla paura o dall'ambizione. Egli deve considerare ogni strada con attenzione e determinazione, e chiedersi: questa strada ha un cuore? Una strada senza cuore nn è mai gradevole. Una strada che ha cuore, invece, è facile, nn bisogna sforzarsi di trovarla gradevole, essa rende il viaggio felice, e, finkè un uomo la segue, egli sarà tutt'uno con essa.
In fondo,le strade sono tutte uguali, nn portano da nessuna parte.

(Don Juan, stregone Yaqui)
Messaggio del 15-11-2002 alle ore 00:55:11
Erano punti interrogativi che riguardavano l'intervento contro di me (dovuto all'equivoco) in "sietelogici2";
se avessi avuto bisogno di spiegazioni avrei fatto domande (logicamente).
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Editato il 00:55:59 15/11/2002 da Tarzanello
Messaggio del 14-11-2002 alle ore 20:29:52
Questa obiezione, invece, nn l'ho capita...a scanso di equivoci, la mia citazione ke ti riguarda, nn è affatto offensiva, ma voleva spiegare ql ke ho interpretato come tua perplessità, come cosa assolutamente normale, soprattutto se certi testi sono novità per te... spiegato ciò, kiarisci, se vuoi, il tuo pensiero, e fammelo capire meglio...
Messaggio del 14-11-2002 alle ore 18:39:10
A quanto pare una parola in più forse sarebbe stata opportuna... parlare solo con frasi fatte può portare facilmente all'equivoco...
Vedi "siete logici II".
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Editato il 19:07:49 14/11/2002 da Tarzanello
Messaggio del 14-11-2002 alle ore 13:15:10
per Tarzanello, titolo di spiegazione della sua perplessità:

Quando non conosci, e sei pieno di dubbi, nemmeno 100.000 libri possono illuminarti.
Ma quando sei giunto alla comprensione, anke una sola parola è di troppo.

(Fen - Yang, maestro zen)
Messaggio del 14-11-2002 alle ore 12:55:31
Tarzanè, ma ti si è bloccato il tasto? Si sa che la filosofia orientale parla per paradossi ed ha una logica tutta sua...
Messaggio del 13-11-2002 alle ore 17:10:47
????????????????????????????
Messaggio del 13-11-2002 alle ore 00:24:03
io già ti adoro
Messaggio del 12-11-2002 alle ore 15:12:23
Per Ariel, sul problema dei difetti ke abbiamo!

Un monaco kiese a Chao- Chou :" Essere saggi, che significa?" Rispose Chao Chou :" Scaricare montagne di sterco sulla terra pulita."
Messaggio del 11-11-2002 alle ore 00:49:30
?????????
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 23:36:45
Mi inchino
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 23:12:45
Gli insegnanti di Zen abituano i loro giovani allievi a esprimersi. Due templi Zen avevano ciascuno un bambino che era il prediletto tra tutti. Ogni mattina uno di questi bambini, andando a comprare le verdure, incontrava l’altro per la strada. «Dove vai?» domandò il primo. «Vado dove vanno i miei piedi» rispose l’altro. Questa risposta lasciò confuso il primo bambino, che andò a chiedere aiuto al suo maestro. «Quando domattina incontrerai quel bambino,» gli disse l’insegnante «fagli la stessa domanda. Lui ti darà la stessa risposta, e allora tu domandagli: “Fa’ conto di non avere i piedi: dove vai, in quel caso?”. Questo lo sistemerà». La mattina dopo i bambini si incontrarono di nuovo. «Dove vai?» domandò il primo bambino. «Vado dove soffia il vento» rispose l’altro. Anche stavolta il piccolo rimase sconcertato, e andò a raccontare al maestro la propria sconfitta. «E tu domandagli dove va se non c’è vento» gli consigliò il maestro. Il giorno dopo i ragazzi si incontrarono per la terza volta. «Dove vai?» domandò il primo bambino. «Vado al mercato a comprare le verdure» rispose l’altro.
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 18:40:09
ki doveva capire ha capito
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 16:01:31
mah...
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 13:23:12
Ho capito!
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 13:16:32
Per Valentina, a titolo di spiegazione del post...

ti-ts'ang kiese a fa-yen: "Dove stai andando?" Rispose fa-yen: "In giro in pellegrinaggio" chiese allora ti-ts'ang: " E qual'è lo scopo del tuo pellegrinaggio?" rispose fa -yen: "nn lo so". ti- ts'ang disse :" Non saperlo, è lo scopo prioritario."
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 03:03:04
Il corto bastone di Shuzan





Shuzan mostrò il suo corto bastone e disse: "Se questo lo chiamate un bastone corto, vi opponete alla sua realtà. Se non lo chiamate un bastone corto, ignorate il fatto. Orbene, come volete chiamarlo?".





Commento di Mumon: se voi lo chiamate un bastone corto, vi opponete alla sua realtà. Se non lo chiamate un bastone corto, ignorate il fatto. Esso non può essere definito con parole e non può essere definito senza parole. Ora dite presto che cos'è.





Alzando il suo corto bastone,

Diede un ordine di vita o di morte.

Positivo e negativo intrecciati,

Neanche i Buddha e i patriarchi possono sfuggire a quest'attacco.

( Mumon )
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:50:10
Una tazza di té

Un filosofo si recò un giorno da un maestro zen e gli dichiarò:
"Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi".
"Posso offrirti una tazza di tè?" gli domandò il maestro. E incominciò a versare il tè da una teiera.
Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò.
"Ma che cosa fai?" sbottò il filosofo. "Non vedi che la tazza é piena?"
"Come questa tazza" disse il maestro "anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualco'altro..
Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:45:42
Bodhidharma

Secondo la tradizione fu il monaco indiano Bodhidharma a portare nel quinto secolo d.C. il Buddhismo in Cina, là dove, mescolandosi con il Taoismo e con altre tradizioni, avrebbe dato origine allo Zen (Ch'an).
A poco a poco, la fama di Bodhidharma si diffuse in Cina. Un giorno l'imperatore Wu, attratto dal Buddhismo, lo mandò a chiamare e gli domandò: "Ho fatto costruire templi, ho fatto tradurre le sacre scritture, ho sovvenzionato i monaci: quali meriti ho ottenuto?"
"Nessun merito" gli rispose il Bodhidharma.
"Perché mai?" replicò contrariato l'imperatore, che riteneva di aver ormai acquisito un buon posto in cielo o una favorevole rinascita.
"Perché in tutte queste opere non c'è nessun merito religioso".
"In che cosa consiste, allora, il merito religioso?"
"Nella comprensione della vera natura delle cose".
L'imperatore non capiva. "Qual é il principio di questa sacra dottrina?" domandò ancora.
"Che non c'è nessun sacro principio".
Sempre più perplesso, Wu chiese: "Ma chi è che mi parla cosÌ?"
"non lo so, maestà?" disse Bodhidharma.
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:44:41
Nelle mani del destino (per Ariel )

Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.
Durante la marcia si fermò a fin tempio shintoista e disse ai suoi uomini: " Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino".
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.
" Nessuno può cambiare il destino" disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
" No davvero " disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt'e due le facce.
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:41:01
Bodhidharma

Secondo la tradizione fu il monaco indiano Bodhidharma a portare nel quinto secolo d.C. il Buddhismo in Cina, là dove, mescolandosi con il Taoismo e con altre tradizioni, avrebbe dato origine allo Zen (Ch'an).
A poco a poco, la fama di Bodhidharma si diffuse in Cina. Un giorno l'imperatore Wu, attratto dal Buddhismo, lo mandò a chiamare e gli domandò: "Ho fatto costruire templi, ho fatto tradurre le sacre scritture, ho sovvenzionato i monaci: quali meriti ho ottenuto?"
"Nessun merito" gli rispose il Bodhidharma.
"Perché mai?" replicò contrariato l'imperatore, che riteneva di aver ormai acquisito un buon posto in cielo o una favorevole rinascita.
"Perché in tutte queste opere non c'è nessun merito religioso".
"In che cosa consiste, allora, il merito religioso?"
"Nella comprensione della vera natura delle cose".
L'imperatore non capiva. "Qual é il principio di questa sacra dottrina?" domandò ancora.
"Che non c'è nessun sacro principio".
Sempre più perplesso, Wu chiese: "Ma chi è che mi parla cosÌ?"
"non lo so, maestà?" disse Bodhidharma.
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:39:37
Kasyapa

Un giorno il Buddha si presentò davanti all'assemblea dei monaci. Tutti si aspettavano che egli tenesse uno dei suoi abituali sermoni per illustrare la dottrina, il (dharma). Ma il maestro, quella volta, non disse nulla.
A un certo punto, sempre senza pronunciare parola, sollevò con una mano un fiore. I monaci restarono in attesa che dicesse qualcosa; egli però se ne stava immobile e silenzioso con quel fiore in mano, e osservava i loro volti.
All'improvviso il suo sguardo si fermò su Kasyapa.
Kasyapa sorrise.
Anche il Buddha sorrise.
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:36:27
Tutto è migliore

P'an-shan (IX secolo) stava camminando per il mercato quando udì un cliente che diceva a un macellaio:
"Tagliami un chilo del migliore pezzo di carne che hai".
Il macellaio prese il coltello e rispose:
"E quale non è il migliore? Qui non trovi un pezzo di carne che non sia il migliore"
A queste parole il monaco si risvegliò.
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:33:47
L'uomo e la tigre

Un uomo stava camminando nella foresta quando s'imbatté in una tigre. Fatto dietro-front precipitosamente, si mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull'orlo di un precipizio, ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero.
Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un'altra tigre. Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l'uno bianco e l'altro nero, che incominciarono a rodere il ramo.
Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato.
Fu allora che l'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Tenendosi con una sola mano, con l'altra spiccò la fragola e lo mangiò.
Com'era dolce!
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:29:39
Una particella subatomica elementare non ha un esistenza indipendente, e come tale non è analizzabile. In sostanza essa è uncomplesso di rapporti collegati ad altre cose.

H.P. Staff (fisico contemporaneo)
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:27:00
Le cose derivano il loro essere e la loro natura dalla loro interdipendenza. In sé e per sé, esse non sono nulla.

Nagarjuna (filosofo indiano III sec.)
Messaggio del 10-11-2002 alle ore 02:23:42
Se si kiede, per esempio ,se la posizione dell'elettrone rimane costante, dobbiamo rispondere di no. Se si kiede se la posizione dell'elettrone muta nel tempo, dobbiamo rispondere di no. Alla domanda se l'elettrone è fermo, dobbiamo rispondere di no. Alla domanda se è in movimento, dobbiamo rispondere di no.

J. Robert Oppenheimer

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LA PORTA SENZA PORTA

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