Cultura & Attualità
la scuola italiana
Messaggio del 13-05-2003 alle ore 12:33:32
Si è parlato molto della scuola italiana degli ultimi tempi, e siamo tutti d’accordo che tutti questi tentativi di riforma, oltre ad essere abbastanza confusi, soprattutto esulano da quelli che dovrebbero essere i reali obiettivi.
Allora perché evidenziare quelli che sono i veri limiti della scuola italiana, piuttosto che limitarsi a giudicare i tanti tentativi di riforma?
Su una questione rimango immobile, cioè che la scuola italiana è ormai vecchia e va modernizzata.
1) gli studenti italiani vengono caricati di libri per la maggior parte inutili, col solo scopo di riempire le tasche delle case editrici. Quando vedo un ragazzino di 12 anni con uno zaino da 80 kg, non penso certamente al suo brillante futuro, quanto piuttosto alla sua povera schiena;
2) tutti devono usufruire di un programma di insegnamento “classico”, per cui sono sempre favorevole a 2 anni di “ginnasio” uguali per tutti;
3) la migliore soluzione sarebbe un triennio superiore specializzato, che prevede l’indirizzo classico, scientifico di base, scientifico-tecnologico, artistico, linguistico, amministrativo, professionale ecc..
4) il problema storico della scuola italiana, quello che rende meno competitiva la nostra forza lavoro, è lo scarso peso che viene dato alla formazione professionale(considerata di serie B rispetto a quella umanistica);
5) un altro clamoroso limite è l’assoluta trascuratezza riservata alla storia del 900, il secolo in cui probabilmente sono accadute le cose più importanti ; io per esempio al liceo scientifico sono arrivato appena alla 1° guerra mondiale, e poi dicono che i giovani d’oggi non hanno il senso della storia; in questo caso proporrei un corso unico di storia del 900(per tutti) che comprende anche il cinema, la musica e i mezzi di comunicazione in genere;
6) spostare tutte le attività sportive al pomeriggio(anche per questione di igiene), per dare finalmente spazio a tante materie che vengono trascurate;
7) per il famigerato “latino” (serve o non serve?), sinceramente lo ritengo anche utile al biennio ma inutile al triennio;
8) per il privato, sarei favorevole solo se serve a una concorrenza sana col pubblico.
Lo so, tutto questo è fantascienza, ma almeno servirebbe ad avere una maggiore consapevolezza dei problemi.
Esistono poi tanti problemi amministrativi che tutti sappiamo(assunzioni, infrastrutture, ecc..), ma penso che in questo senso non si arriverà mai a una soluzione.
Avete altri suggerimenti o correzioni a ciò che ho proposto?
Si è parlato molto della scuola italiana degli ultimi tempi, e siamo tutti d’accordo che tutti questi tentativi di riforma, oltre ad essere abbastanza confusi, soprattutto esulano da quelli che dovrebbero essere i reali obiettivi.
Allora perché evidenziare quelli che sono i veri limiti della scuola italiana, piuttosto che limitarsi a giudicare i tanti tentativi di riforma?
Su una questione rimango immobile, cioè che la scuola italiana è ormai vecchia e va modernizzata.
1) gli studenti italiani vengono caricati di libri per la maggior parte inutili, col solo scopo di riempire le tasche delle case editrici. Quando vedo un ragazzino di 12 anni con uno zaino da 80 kg, non penso certamente al suo brillante futuro, quanto piuttosto alla sua povera schiena;
2) tutti devono usufruire di un programma di insegnamento “classico”, per cui sono sempre favorevole a 2 anni di “ginnasio” uguali per tutti;
3) la migliore soluzione sarebbe un triennio superiore specializzato, che prevede l’indirizzo classico, scientifico di base, scientifico-tecnologico, artistico, linguistico, amministrativo, professionale ecc..
4) il problema storico della scuola italiana, quello che rende meno competitiva la nostra forza lavoro, è lo scarso peso che viene dato alla formazione professionale(considerata di serie B rispetto a quella umanistica);
5) un altro clamoroso limite è l’assoluta trascuratezza riservata alla storia del 900, il secolo in cui probabilmente sono accadute le cose più importanti ; io per esempio al liceo scientifico sono arrivato appena alla 1° guerra mondiale, e poi dicono che i giovani d’oggi non hanno il senso della storia; in questo caso proporrei un corso unico di storia del 900(per tutti) che comprende anche il cinema, la musica e i mezzi di comunicazione in genere;
6) spostare tutte le attività sportive al pomeriggio(anche per questione di igiene), per dare finalmente spazio a tante materie che vengono trascurate;
7) per il famigerato “latino” (serve o non serve?), sinceramente lo ritengo anche utile al biennio ma inutile al triennio;
8) per il privato, sarei favorevole solo se serve a una concorrenza sana col pubblico.
Lo so, tutto questo è fantascienza, ma almeno servirebbe ad avere una maggiore consapevolezza dei problemi.
Esistono poi tanti problemi amministrativi che tutti sappiamo(assunzioni, infrastrutture, ecc..), ma penso che in questo senso non si arriverà mai a una soluzione.
Avete altri suggerimenti o correzioni a ciò che ho proposto?
Messaggio del 15-05-2003 alle ore 19:56:43
LA scuola italiana ha una caratteristica fondamentale, che è al tempo stesso il suo punto di forza ed il suo punto debole: il generalismo!
Uno studente italiano medio sa un po' di tutto, ma in concreto non sa niente. Si adatterà facilmente a tutte le situazioni, ma nella realtà odierna conviene essere il miglior avvitatore di viti per tosaerba del mondo più che un jolly potenziale avvitatore a letterato. Quindi sono d'accordo sul fatto di specializzare sempre più a seconda degli indirizzi presi.
Una cosa che ho sempre sostenuto del nostro sistema educativo è l'interrogazione orale: troppo semplice fare test a scelta multipla sul modello anglosassone. Certo, si finisce prima, ma il livello culturale medio di un laureato inglese e di uno italiano nella stessa materia è ben diverso. A favore dell'italiano, si intende. Solo che quello inglese a 22 anni ha finito tutto ed è pronto per il mondo del lavoro. Invece noi a 22 anni stiamo ancora a combattere con gli esami.
I programmi invece sono decisamente da svecchiare, sono gli stessi di 40 anni fa. Ed anche il modo di insegnare: io ho sempre puntato sull'ipertestualità, unione tra musica, immagini e concetti. E m'hanno sempre preso pe' nu sceme, credo. Ma i risultati con i miei studenti c'erano eccome, ve lo garantisco!
Certo che se il ministro della pubblica istruzione fosse un professore emerito invece della Moratti, forse qualcosa di buono uscirebbe...
LA scuola italiana ha una caratteristica fondamentale, che è al tempo stesso il suo punto di forza ed il suo punto debole: il generalismo!
Uno studente italiano medio sa un po' di tutto, ma in concreto non sa niente. Si adatterà facilmente a tutte le situazioni, ma nella realtà odierna conviene essere il miglior avvitatore di viti per tosaerba del mondo più che un jolly potenziale avvitatore a letterato. Quindi sono d'accordo sul fatto di specializzare sempre più a seconda degli indirizzi presi.
Una cosa che ho sempre sostenuto del nostro sistema educativo è l'interrogazione orale: troppo semplice fare test a scelta multipla sul modello anglosassone. Certo, si finisce prima, ma il livello culturale medio di un laureato inglese e di uno italiano nella stessa materia è ben diverso. A favore dell'italiano, si intende. Solo che quello inglese a 22 anni ha finito tutto ed è pronto per il mondo del lavoro. Invece noi a 22 anni stiamo ancora a combattere con gli esami.
I programmi invece sono decisamente da svecchiare, sono gli stessi di 40 anni fa. Ed anche il modo di insegnare: io ho sempre puntato sull'ipertestualità, unione tra musica, immagini e concetti. E m'hanno sempre preso pe' nu sceme, credo. Ma i risultati con i miei studenti c'erano eccome, ve lo garantisco!
Certo che se il ministro della pubblica istruzione fosse un professore emerito invece della Moratti, forse qualcosa di buono uscirebbe...
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