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LAVORO INDYANO scopre manipolazioni
Messaggio del 28-07-2004 alle ore 20:08:02
halleluja
Messaggio del 28-07-2004 alle ore 19:27:53
amen
Messaggio del 28-07-2004 alle ore 16:31:52
Forse è arrivato il momento di selezionare meglio quei ragazzi che scelgono la divisa come mestiere solo per evitare di finire disoccupati, e di allontanre quelli ai quali basta una divisa e un’arma da fuoco per sentirsi potenti.

amen.(bobrock since 1999)
Messaggio del 23-07-2004 alle ore 08:51:18
Il G8 di Genova è stato l’evento politico e mediatico più fotografato, filmato e raccontato degli ultimi anni. Ma quanto sono veritiere le immagini viste in TV? Quanto alto è il grado di possibilità che anche le immagini dei TG, di cui tutti si fidano ciecamente (sbagliando), possono essere manipolate dal montaggio? Non potrebbe essere come accade con i reportage degli inviati a “New York” che spesso si trovano invece nello studio accanto con alle spalle lo scenario della metropoli in modo da aggiungergli un pizzico di realismo?
I fatti del luglio 2001 sono ancora sotto processo. Dopo il rinvio a giudizio dei poliziotti che hanno fatto irruzione alla Diaz e che si sono resi responsabili dei noti depistaggi (le molotov magiche e la finta coltellata), dopo che sono stati prosciolti i 93 attivisti arrestati nel bliz "per non avere compiuto il fatto", scagionati perciò dalle accuse di resistenza, aggressione, porto d'armi, ieri si è tenuta la XVI udienza del processo per devastazione e saccheggio contro 26 persone che erano andate a manifestare contro il G8.
Si è concluso il controesame del teste Corda, un vigile urbano responsabile della catalogazione di tutti i reperti video e fotografici della procura.
La prova dell’accusa è appunto il video di tre ore montato dal vigile urbano, per dimostrare che l’anti-G8 fu un progetto eversivo e concordato. Coloro che hanno visionato la prova sostengono che è un montaggio capace di stravolgere la realtà dei fatti, omette scene raccapriccianti di cui non tutti gli italiani sono al corrente. Mancano proprio quelle scene viste e riviste nella enorme produzione di video amatoriali e reportage professionali dove manifestanti inermi venivano brutalizzati da gruppi di agenti senza più controllo.
Coloro che erano presenti il giorno dei massacri possono testimoniarlo, chi è stato a Bolzaneto può dire a gran voce quanto le forze dell'ordine hanno abusato della loro divisa, possono riferire ai connazionali che anche da noi ci sono scandali come quelli di Abu Grahib.
La scorsa udienza si era concentrata sul materiale documentale video e foto, con la produzione di una memoria sulla difesa che ne rilevava notevoli anomalie chiedendone la non acquisizione da parte del tribunale.
L’avvocato Dario Rossi evidenzia come in svariati episodi Corda abbia scelto di non montare immagini che mostravano pestaggi di manifestanti a conclusione di una carica e di aver dato sfogo, invece, alla sua vena artistica, accompagnando le immagini con musiche scelte appositamente per l’occasione.
Il presidente ha dato tempo alla procura di rispondere per iscritto entro il 31 agosto e alla difesa di una contro-risposta entro il 13 settembre, rimandando per il dibattimento sull’acquisibilità dei reperti alla prossima udienza del 17 settembre.
La notte del 21 luglio 2001, durante l’assalto alla Diaz (in cui i poliziotti picchiarono a sangue i 93), furono distrutti i computer del Media center e dei legali, fu sottratto materiale importante senza alcun mandato. Non basta sapere questo per condannarli?
E ancora. Si è scoperto che Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso durante la manifestazione, dopo aver ricevuto il colpo di pistola sarebbe stato colpito in fronte, in maniera violenta, da una pietra. L’oggetto in questione scagliato sulla fronte avrebbe dovuto lacerare il passamontagna indossato dal ragazzo, ma misteriosamente l’indumento risulta intatto. Allora chi è stato a ferire Carlo invece di aiutarlo? Forse c'entrano l’ingenuità o la "furbizia" di qualcuno il quale pensava che così facendo sarebbe uscito pulito dalla situazione?
Forse è arrivato il momento di selezionare meglio quei ragazzi che scelgono la divisa come mestiere solo per evitare di finire disoccupati, e di allontanre quelli ai quali basta una divisa e un’arma da fuoco per sentirsi potenti.

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