Cultura & Attualità
Le parole di Ciampi... un grand'uomo
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 20:49:11
Non credi che dica queste cose un po' troppo in ritardo? Non credi che avrebbe dovuto "ricordare" cosa è successo un paio (o più) settimane fa, quando la memoria era stata orrendamente deturpata da illazioni che erano offensive per tutti?
Non credi che dica queste cose un po' troppo in ritardo? Non credi che avrebbe dovuto "ricordare" cosa è successo un paio (o più) settimane fa, quando la memoria era stata orrendamente deturpata da illazioni che erano offensive per tutti?
Messaggio del 17-10-2003 alle ore 17:28:28
Andy, le ha dette e ha fatto bene... io l'ho apprezzato molto... se non le avesse dette nè io, nè tu ci saremmo accorti della mancanza..
Dai che non è un presidente tanto malvagio...
Andy, le ha dette e ha fatto bene... io l'ho apprezzato molto... se non le avesse dette nè io, nè tu ci saremmo accorti della mancanza..
Dai che non è un presidente tanto malvagio...
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 20:04:15
Era grave se queste cose non le diceva!
Era grave se queste cose non le diceva!
Messaggio del 16-10-2003 alle ore 16:49:22
Andy, guarda che cosa ha detto oggi Ciampi, per ste cose è davvero un grande:
"Ricordare - ha detto Ciampi - vuole dire ricordare tutto, non solo l'atrocità nazista, l'inganno del riscatto mediante la consegna dell'oro, la razzia degli ebrei nel ghetto, la deportazione di loro, come di tanti altri ebrei italiani, oltre 8 mila, nei campi di sterminio. Quasi tutti loro finirono nelle camere a gas. Dei 2.091 ebrei romani catturati quella tragica alba, solo 15 tornarono".
Ricordare, secondo Ciampi, "vuol dire ricordare anche la parte che ebbero le disumane leggi razziali come premessa e fondamento del Patto d'Acciaio, fra l'Italia fascista e la Germania nazista, che precipitò l'Italia nel disastro della guerra e costò la vita a tanti nostri compatrioti e distruzioni gravi a tutto il Paese. E vuol dire ricordare che tutto questo nacque da un regime dittatoriale che aveva cancellato ogni libertà e perseguitato coloro che si erano opposti alla dittatura".
Ma Ciampi non dimentica chi si oppose alla barbarie. "Oltre alla persecuzione - ha detto il presidente della Repubblica - ci furono anche i giusti che resistettero, si opposero e ci fu anche un grandioso plebiscito per la libertà che salvò l'anima e la dignità del popolo italiano".
Il Capo dello Stato invita anche a ricordare, fra gli altri, "i militari che rifiutarono di presentarsi alla chiamata di Salò, gli antifascisti fuggiaschi, la Resistenza armata". "Ricordiamo anche - conclude - ed è importante, le migliaia e decine di migliaia di italiani, civili e religiosi, che aiutarono tanti ebrei a nascondersi e a salvarsi, come aiutarono a salvarsi i militari che rifiutarono la chiamata di Salò".
(16 ottobre 2003)
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Editato il 16:50:28 16/10/2003 da Al Mukawama
Andy, guarda che cosa ha detto oggi Ciampi, per ste cose è davvero un grande:
"Ricordare - ha detto Ciampi - vuole dire ricordare tutto, non solo l'atrocità nazista, l'inganno del riscatto mediante la consegna dell'oro, la razzia degli ebrei nel ghetto, la deportazione di loro, come di tanti altri ebrei italiani, oltre 8 mila, nei campi di sterminio. Quasi tutti loro finirono nelle camere a gas. Dei 2.091 ebrei romani catturati quella tragica alba, solo 15 tornarono".
Ricordare, secondo Ciampi, "vuol dire ricordare anche la parte che ebbero le disumane leggi razziali come premessa e fondamento del Patto d'Acciaio, fra l'Italia fascista e la Germania nazista, che precipitò l'Italia nel disastro della guerra e costò la vita a tanti nostri compatrioti e distruzioni gravi a tutto il Paese. E vuol dire ricordare che tutto questo nacque da un regime dittatoriale che aveva cancellato ogni libertà e perseguitato coloro che si erano opposti alla dittatura".
Ma Ciampi non dimentica chi si oppose alla barbarie. "Oltre alla persecuzione - ha detto il presidente della Repubblica - ci furono anche i giusti che resistettero, si opposero e ci fu anche un grandioso plebiscito per la libertà che salvò l'anima e la dignità del popolo italiano".
Il Capo dello Stato invita anche a ricordare, fra gli altri, "i militari che rifiutarono di presentarsi alla chiamata di Salò, gli antifascisti fuggiaschi, la Resistenza armata". "Ricordiamo anche - conclude - ed è importante, le migliaia e decine di migliaia di italiani, civili e religiosi, che aiutarono tanti ebrei a nascondersi e a salvarsi, come aiutarono a salvarsi i militari che rifiutarono la chiamata di Salò".
(16 ottobre 2003)
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Editato il 16:50:28 16/10/2003 da Al Mukawama
Messaggio del 14-10-2003 alle ore 19:06:12
Cavolo! Allora se il Berlusca diventa presidente della repubblica riusciamo a cadere ancora più in basso di così!!!!
Che figata! Al peggio non c'è mai fine!!!
Cavolo! Allora se il Berlusca diventa presidente della repubblica riusciamo a cadere ancora più in basso di così!!!!
Che figata! Al peggio non c'è mai fine!!!
Messaggio del 14-10-2003 alle ore 11:10:38
Chiamalo tranquillo sto paese.... ognuno fa le leggi che vuole per le persone che vuole... dov'è il limite dell'incostituzionalità???? A volte dovrebbe dire di + quello che pensa come è accaduto questa volta.
Chiamalo tranquillo sto paese.... ognuno fa le leggi che vuole per le persone che vuole... dov'è il limite dell'incostituzionalità???? A volte dovrebbe dire di + quello che pensa come è accaduto questa volta.
Messaggio del 14-10-2003 alle ore 10:06:12
vi ricordo che il presidente della repubblica non è un fantoccio anzi a volte non ci si rende conto che lui ha enormi poteri solo che non li usa perchè l'italia è un paese tranquillo e quindi alla fine non ha senso esercitare tutti i suoi poteri;infatti il presidente della repubblica (tanto x citare uno dei suoi poteri) è comandante supremo di tutte le forze armate e quindi in caso di colpo di stato è a lui che devono obbedienza tutti i militari,poi ci sono anche altri poteri ma ne ha talmente tanti che x scriverli ci metterei una settimana
vi ricordo che il presidente della repubblica non è un fantoccio anzi a volte non ci si rende conto che lui ha enormi poteri solo che non li usa perchè l'italia è un paese tranquillo e quindi alla fine non ha senso esercitare tutti i suoi poteri;infatti il presidente della repubblica (tanto x citare uno dei suoi poteri) è comandante supremo di tutte le forze armate e quindi in caso di colpo di stato è a lui che devono obbedienza tutti i militari,poi ci sono anche altri poteri ma ne ha talmente tanti che x scriverli ci metterei una settimana
Messaggio del 14-10-2003 alle ore 09:02:20
Si in camposanto a 4 stelle
Si in camposanto a 4 stelle
Messaggio del 13-10-2003 alle ore 19:24:30
Mi sembrano sempre un po' loffietti i suoi interventi (questo è sicuramente il più aspro e duro).
Dovrebbe cominciare a far sentire un po' di più le istituzioni (ricordiamoci che il presidente della repubblica non dovrebbe essere un fantoccio).
Comunque per vostra informazione Matteotti è stato solo mandato in vacanza.
Mi sembrano sempre un po' loffietti i suoi interventi (questo è sicuramente il più aspro e duro).
Dovrebbe cominciare a far sentire un po' di più le istituzioni (ricordiamoci che il presidente della repubblica non dovrebbe essere un fantoccio).
Comunque per vostra informazione Matteotti è stato solo mandato in vacanza.
Messaggio del 13-10-2003 alle ore 14:35:15
Bhe lui rapresenta l'unità della nazione più retorico di questo ruolo
Bhe lui rapresenta l'unità della nazione più retorico di questo ruolo
Messaggio del 13-10-2003 alle ore 14:33:47
a volte però risulta troppo retorico/moralista ma pienamente in linea con la sua figura istituzionale
(belle anche le parole riguardo il disastro del vajont)
a volte però risulta troppo retorico/moralista ma pienamente in linea con la sua figura istituzionale
(belle anche le parole riguardo il disastro del vajont)
Messaggio del 13-10-2003 alle ore 10:58:48
Ciampi è un gran presidente perchè al contrario dei suoi 2 predecessori, giusto o sbagliato che fossero le loro posizioni, non va oltre la sua funzione istituzionale di garante dell'unità nazionale, quindi per questo non è strumentalizzabile; è un ritorno ad un Pertini meno nazionalpopolare
Ciampi è un gran presidente perchè al contrario dei suoi 2 predecessori, giusto o sbagliato che fossero le loro posizioni, non va oltre la sua funzione istituzionale di garante dell'unità nazionale, quindi per questo non è strumentalizzabile; è un ritorno ad un Pertini meno nazionalpopolare
Messaggio del 12-10-2003 alle ore 17:28:33
PURTROPPO E' UNO DEI POCHI
CHE HA VISSUTO DI PERSONA
QUEI TEMPI
E' UN TESTIMONE DI UN EPOCA
CHE E' TRAMONTATA DA TANTO
QUEL TEMPO
PURTROPPO E' UNO DEI POCHI
CHE HA VISSUTO DI PERSONA
QUEI TEMPI
E' UN TESTIMONE DI UN EPOCA
CHE E' TRAMONTATA DA TANTO
QUEL TEMPO
Messaggio del 11-10-2003 alle ore 14:59:12
la dittatura non è però cominciata con la morte di matteotti...ma quando il re aveva dato l'incarico a quel coso pelato di formare il nuovo governo, adottando una soluzione extraparlamentare...
ad ogni modo stimo moltissimo ciampi...un grande presidente!
la dittatura non è però cominciata con la morte di matteotti...ma quando il re aveva dato l'incarico a quel coso pelato di formare il nuovo governo, adottando una soluzione extraparlamentare...
ad ogni modo stimo moltissimo ciampi...un grande presidente!
Messaggio del 10-10-2003 alle ore 19:14:01
Anche io ho sentito le sue parole in TV. Mi sono piaciute molto... e non si può certo dire che sia un comunista
Anche io ho sentito le sue parole in TV. Mi sono piaciute molto... e non si può certo dire che sia un comunista
Messaggio del 10-10-2003 alle ore 17:49:39
scemo.......
scemo.......
Messaggio del 10-10-2003 alle ore 17:45:30
Ribelle ma perchè mi rispondi solo tu e soprattutto doppio.... secondo me c'è qualcosa sotto...
non mi starai mica facendo il filo?
Ribelle ma perchè mi rispondi solo tu e soprattutto doppio.... secondo me c'è qualcosa sotto...
non mi starai mica facendo il filo?
Messaggio del 10-10-2003 alle ore 17:29:21
grande davvero!! è vero quello che bisognerebbe fare, non dimenticare la storia e i suoi insegnamenti.......
grande davvero!! è vero quello che bisognerebbe fare, non dimenticare la storia e i suoi insegnamenti.......
Messaggio del 10-10-2003 alle ore 17:28:31
grande davvero!! è vero quello che bisognerebbe fare, non dimenticare la storia e i suoi insegnamenti.......
grande davvero!! è vero quello che bisognerebbe fare, non dimenticare la storia e i suoi insegnamenti.......
Messaggio del 10-10-2003 alle ore 17:19:55
L'omaggio a Giacomo Matteotti: "Un martire della libertà.
Il suo assassinio segnò il passaggio alla dittatura"
Ciampi, giudizio sul fascismo
l'ha dato il nostro popolo
Il capo dello Stato visita il cimitero di Fratta Polesine
dove è sepolto il leader socialista ucciso a Roma nel '24
FRATTA POLESINE (ROVIGO) - "Non tocca a me fare lo storico. Ma a me pare che il nostro popolo il giudizio sul fascismo l'ha dato e lo ha vissuto". Con queste parole il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha riaffermato la condanna del regime di Mussolini dopo l'omaggio alla tomba di Giacomo Matteotti.
Ciampi è arrivato al cimitero di Fratta Polesine e dopo aver deposto una corona, ha sostato in raccoglimento davanti alla tomba monumentale di Matteotti, che ha definito "un martire della libertà". Poi il capo dello Stato si è recato per una breve visita nel centro di Fratta Polesine, città natale del leader socialista, e ha sostato brevemente nella palladiana Villa Badoer.
L'assassinio di Matteotti, avvenuto il 10 giugno 1924 a Roma, ha ricordato Ciampi, insieme a "quello che accadde politicamente, con l'assunzione delle responsabilità politiche da parte del capo del governo di allora, Benito Mussolini, segna la fase conclusiva del passaggio dall'Italia liberale alla dittatura".
"Matteotti aveva sempre combattuto per la libertà nelle piazze e in Parlamento con coraggio. Non dobbiamo dimenticare mai - ha aggiunto il presidente - le grandi scritte in vetta al Vittoriano che inneggiano alla libertà dei cittadini e all'unità della patria". Oltre a Matteotti altri "assassinii segnarono le tappe dell'avanzata della dittatura fascista", ha sottolineato il capo dello Stato ricordando in particolare Don Minzoni e i fratelli Rosselli uccisi in Francia nel 1937.
"Purtroppo gli assassinii di avversari politici - ha proseguito Ciampi - furono diversi e segnarono le varie tappe della dittatura e poi del disastro finale, con i terribili anni di guerra e con la difficile, dura lotta di liberazione attraverso la resistenza e tutto quanto il nostro paese ha passato e subito in termini di distruzioni materiali e morali che tutti abbiamo presente".
"La mia generazione in particolare - ha concluso Ciampi - lo ha vissuto e desidera che tutto questo sia presente ai giovani: perché questo è l'insegnamento che bisogna trarre in positivo, per il futuro, per sempre".
(10 ottobre 2003)
L'omaggio a Giacomo Matteotti: "Un martire della libertà.
Il suo assassinio segnò il passaggio alla dittatura"
Ciampi, giudizio sul fascismo
l'ha dato il nostro popolo
Il capo dello Stato visita il cimitero di Fratta Polesine
dove è sepolto il leader socialista ucciso a Roma nel '24
FRATTA POLESINE (ROVIGO) - "Non tocca a me fare lo storico. Ma a me pare che il nostro popolo il giudizio sul fascismo l'ha dato e lo ha vissuto". Con queste parole il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha riaffermato la condanna del regime di Mussolini dopo l'omaggio alla tomba di Giacomo Matteotti.
Ciampi è arrivato al cimitero di Fratta Polesine e dopo aver deposto una corona, ha sostato in raccoglimento davanti alla tomba monumentale di Matteotti, che ha definito "un martire della libertà". Poi il capo dello Stato si è recato per una breve visita nel centro di Fratta Polesine, città natale del leader socialista, e ha sostato brevemente nella palladiana Villa Badoer.
L'assassinio di Matteotti, avvenuto il 10 giugno 1924 a Roma, ha ricordato Ciampi, insieme a "quello che accadde politicamente, con l'assunzione delle responsabilità politiche da parte del capo del governo di allora, Benito Mussolini, segna la fase conclusiva del passaggio dall'Italia liberale alla dittatura".
"Matteotti aveva sempre combattuto per la libertà nelle piazze e in Parlamento con coraggio. Non dobbiamo dimenticare mai - ha aggiunto il presidente - le grandi scritte in vetta al Vittoriano che inneggiano alla libertà dei cittadini e all'unità della patria". Oltre a Matteotti altri "assassinii segnarono le tappe dell'avanzata della dittatura fascista", ha sottolineato il capo dello Stato ricordando in particolare Don Minzoni e i fratelli Rosselli uccisi in Francia nel 1937.
"Purtroppo gli assassinii di avversari politici - ha proseguito Ciampi - furono diversi e segnarono le varie tappe della dittatura e poi del disastro finale, con i terribili anni di guerra e con la difficile, dura lotta di liberazione attraverso la resistenza e tutto quanto il nostro paese ha passato e subito in termini di distruzioni materiali e morali che tutti abbiamo presente".
"La mia generazione in particolare - ha concluso Ciampi - lo ha vissuto e desidera che tutto questo sia presente ai giovani: perché questo è l'insegnamento che bisogna trarre in positivo, per il futuro, per sempre".
(10 ottobre 2003)
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