Cultura & Attualità
L'Italiano questo sconosciuto
Messaggio del 28-04-2003 alle ore 15:08:56
TOTÒ- (a Peppino) Ma tu ci credi? 'Sto paese è così grande che io non mi raccapezzo.
PEPPINO- Ma come si fa?
TOTÒ- Bisognerebbe trovare qualcuno, che so?, per sapere l'indirizzo di questa Marisa Florian...
PEPPINO- (indicando un vigile urbano) Domandiamo a quel militare là.
TOTÒ- A quello? Ma che, sei pazzo? Quello dev'essere un generale austriaco, non lo vedi?
PEPPINO- E va bene... Siamo alleati!
TOTÒ- Siamo alleati?
PEPPINO- Eh.
TOTÒ- Già, è vero: siamo alleati.
PEPPINO- Siamo alleati.
TOTÒ- Andiamo. (Lo prende per mano e vanno insieme dal vigile). (Al vigile) Excuse me! (Pesta un piede a Peppino).
PEPPINO- Ahi!
TOTÒ- (a Peppino) E scansati! (Poi al vigile) Scusi, lei è di qua?
VIGILE- Dica.
TOTÒ- È di qua?
VIGILE Si, sono di qua. Perchè, m'ha ciapa' per un tedesco?
TOTO Ah, è tedesco? (A Peppino) Te l'avevo detto io che era tedesco...
PEPPINO- Ah... E allora come si fa?
TOTÒ- Eh, ci parlo io.
PEPPINO (scettico) Perchè, tu parli...
TOTÒ- Eh: ho avuto un amico prigioniero in Germania. Non m'interrompere, se no perdo il filo. (Al vigile) Dunque, excuse me, bitte schòn... Noio (indica sè e Peppino)...
VIGILE- Se ghe?
TOTÒ- (a Peppino) Ha capito!
PEPPINO- (a Totò) Che ha detto?
TOTÒ- (a Peppino) Dopo ti spiego. (Al vigile) Noio... volevam... volevàn savoir... l'indiriss...ja..
VIGILE- Eh, ma bisogna che parliate l'italiano, perchè io non vi capisco.
TOTÒ- Parla italiano? (A Peppino) Parla italiano!
PEPPINO- (al vigile) Complimenti.
TOTÒ- (al vigile) Complimenti! Parla italiano: bravo!
VIGILE- Ma scusate, dove vi credevate di essere? Siamo a Milano qua!
TOTÒ- Appunto, lo so. Dunque: noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare. Sa, è una semplice informazione...
VIGILE- Sentite...
TOTÒ e PEPPINO- Signorsì, signore.
VIGILE -... se volete andare al manicomio...
TOTÒ e PEPPINO- Sissignore.
VIGILE -... vi accompagno io.
TOTÒ e PEPPINO- Sissignore.
VIGILE- (li saluta, ma prima di allontanarsi) Ma guarda un pò che roba! Ma da dove venite voi, dalla Val Brembana?
TOTÒ -(a Peppino) Non ha capito una parola...
TOTÒ- (a Peppino) Ma tu ci credi? 'Sto paese è così grande che io non mi raccapezzo.
PEPPINO- Ma come si fa?
TOTÒ- Bisognerebbe trovare qualcuno, che so?, per sapere l'indirizzo di questa Marisa Florian...
PEPPINO- (indicando un vigile urbano) Domandiamo a quel militare là.
TOTÒ- A quello? Ma che, sei pazzo? Quello dev'essere un generale austriaco, non lo vedi?
PEPPINO- E va bene... Siamo alleati!
TOTÒ- Siamo alleati?
PEPPINO- Eh.
TOTÒ- Già, è vero: siamo alleati.
PEPPINO- Siamo alleati.
TOTÒ- Andiamo. (Lo prende per mano e vanno insieme dal vigile). (Al vigile) Excuse me! (Pesta un piede a Peppino).
PEPPINO- Ahi!
TOTÒ- (a Peppino) E scansati! (Poi al vigile) Scusi, lei è di qua?
VIGILE- Dica.
TOTÒ- È di qua?
VIGILE Si, sono di qua. Perchè, m'ha ciapa' per un tedesco?
TOTO Ah, è tedesco? (A Peppino) Te l'avevo detto io che era tedesco...
PEPPINO- Ah... E allora come si fa?
TOTÒ- Eh, ci parlo io.
PEPPINO (scettico) Perchè, tu parli...
TOTÒ- Eh: ho avuto un amico prigioniero in Germania. Non m'interrompere, se no perdo il filo. (Al vigile) Dunque, excuse me, bitte schòn... Noio (indica sè e Peppino)...
VIGILE- Se ghe?
TOTÒ- (a Peppino) Ha capito!
PEPPINO- (a Totò) Che ha detto?
TOTÒ- (a Peppino) Dopo ti spiego. (Al vigile) Noio... volevam... volevàn savoir... l'indiriss...ja..
VIGILE- Eh, ma bisogna che parliate l'italiano, perchè io non vi capisco.
TOTÒ- Parla italiano? (A Peppino) Parla italiano!
PEPPINO- (al vigile) Complimenti.
TOTÒ- (al vigile) Complimenti! Parla italiano: bravo!
VIGILE- Ma scusate, dove vi credevate di essere? Siamo a Milano qua!
TOTÒ- Appunto, lo so. Dunque: noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare. Sa, è una semplice informazione...
VIGILE- Sentite...
TOTÒ e PEPPINO- Signorsì, signore.
VIGILE -... se volete andare al manicomio...
TOTÒ e PEPPINO- Sissignore.
VIGILE -... vi accompagno io.
TOTÒ e PEPPINO- Sissignore.
VIGILE- (li saluta, ma prima di allontanarsi) Ma guarda un pò che roba! Ma da dove venite voi, dalla Val Brembana?
TOTÒ -(a Peppino) Non ha capito una parola...
Messaggio del 28-04-2003 alle ore 15:03:29
Pensate a 50 anni fa: 2 individui che vivevano alla distanza di 100 km difficilmente si capivano!!
Pensate a 50 anni fa: 2 individui che vivevano alla distanza di 100 km difficilmente si capivano!!
Messaggio del 28-04-2003 alle ore 14:23:09
p.s.ha ragione nel senso che hanno veramente questa usanza di tradurre tutto...anche se la mia idea è in netta antitesi con la sua...
p.s.ha ragione nel senso che hanno veramente questa usanza di tradurre tutto...anche se la mia idea è in netta antitesi con la sua...
Messaggio del 28-04-2003 alle ore 14:21:27
io penso che il fenomeno nn sia cosi allarmante...jalamadò ha ragione per quanto riguarda francese e spagnolo...a me sembrano troppo tradizionalisti...la lingua deve evolversi e pietro bembo è morto tanto tempo fa...è + preoccupante il nostro livello di ignoranza...o meglio la nostra non voglia di sapere...
io penso che il fenomeno nn sia cosi allarmante...jalamadò ha ragione per quanto riguarda francese e spagnolo...a me sembrano troppo tradizionalisti...la lingua deve evolversi e pietro bembo è morto tanto tempo fa...è + preoccupante il nostro livello di ignoranza...o meglio la nostra non voglia di sapere...
Messaggio del 27-04-2003 alle ore 14:36:21
Argomento molto interessante...
Aggiungerei una cosa: in Francia e in Spagna esistono regolamentazioni che impongono,in televisione,la traduzione di qualsiasi termine inglese.Anche i titoli dei film vengono tradotti sempre,quando è possibile.
Anche il pc,che noi chiamiamo col termine inglese "computer" viene tradotto rispettivamente con "ordinateur" e "ordenador".
Perchè in Italia nessuno si sta ponendo il problema?Come al solito perderemo la nostra lingua e ce ne accorgeremo quando ormai sarà troppo tardi?
Argomento molto interessante...
Aggiungerei una cosa: in Francia e in Spagna esistono regolamentazioni che impongono,in televisione,la traduzione di qualsiasi termine inglese.Anche i titoli dei film vengono tradotti sempre,quando è possibile.
Anche il pc,che noi chiamiamo col termine inglese "computer" viene tradotto rispettivamente con "ordinateur" e "ordenador".
Perchè in Italia nessuno si sta ponendo il problema?Come al solito perderemo la nostra lingua e ce ne accorgeremo quando ormai sarà troppo tardi?
Messaggio del 27-04-2003 alle ore 13:02:10
il problema ke la lingua è un o strumento ke serve per comunicare, e difficilmente può essere ingabbiata se nn nelle accademie...è inevitabile la contaminazione...l'italiano è di per se una immensa contaminazione, di latino, greco francese spagnolo, arabo ..l'influenza inglese è solo l'ultima in ordine di tempo, e nn ancora "digerita"
la terra è piena di lingue di "comunicazione commerciale" venutesi a creare dove era necesario superare le differenze linguistike...per nn parlare del fenomeno dello Spanglish in Usa e altrove, dove inglese e spagnolo si mischiano creando una nuova lingua
con la UE è questione di tempo, ma l'inglese, secondo me, con varianti localiu sarà molto probabilmente la lingua di comunicazione...
il problema ke la lingua è un o strumento ke serve per comunicare, e difficilmente può essere ingabbiata se nn nelle accademie...è inevitabile la contaminazione...l'italiano è di per se una immensa contaminazione, di latino, greco francese spagnolo, arabo ..l'influenza inglese è solo l'ultima in ordine di tempo, e nn ancora "digerita"
la terra è piena di lingue di "comunicazione commerciale" venutesi a creare dove era necesario superare le differenze linguistike...per nn parlare del fenomeno dello Spanglish in Usa e altrove, dove inglese e spagnolo si mischiano creando una nuova lingua
con la UE è questione di tempo, ma l'inglese, secondo me, con varianti localiu sarà molto probabilmente la lingua di comunicazione...
Messaggio del 17-04-2003 alle ore 21:02:02
Sono laureato in lingue, ma il problema per me personalmente si pone in questi termini: a me piace usare l'inglese solo quando è strettamente necessario, rivendico la centralità della nostra lingua madre. L'inglese è una lingua traditrice: basta conoscerlo poco per mettere assieme una frase. Ciò facilita senz'altro la comunicazione tra persone di nazionalità diversa, ma la maggior parte degli italiani si adagia su questo sottile strato e si mette a fare strafalcioni in inglese a destra e a manca. E così un laureatO in lingue in un'azienda non è necessario, tanto "te lo sistemo iooooooo, il contratto!" ed una laureatA deve fare la segretaria. E guai a correggere...
Skin, mi sa che dobbiamo chiedere uno spazio sul sito apposta per noi: sto tipo di post li scriviamo e li leggiamo solo noi, in pratica. Grande Sumo per la partecipazione!
Sono laureato in lingue, ma il problema per me personalmente si pone in questi termini: a me piace usare l'inglese solo quando è strettamente necessario, rivendico la centralità della nostra lingua madre. L'inglese è una lingua traditrice: basta conoscerlo poco per mettere assieme una frase. Ciò facilita senz'altro la comunicazione tra persone di nazionalità diversa, ma la maggior parte degli italiani si adagia su questo sottile strato e si mette a fare strafalcioni in inglese a destra e a manca. E così un laureatO in lingue in un'azienda non è necessario, tanto "te lo sistemo iooooooo, il contratto!" ed una laureatA deve fare la segretaria. E guai a correggere...
Skin, mi sa che dobbiamo chiedere uno spazio sul sito apposta per noi: sto tipo di post li scriviamo e li leggiamo solo noi, in pratica. Grande Sumo per la partecipazione!
Messaggio del 17-04-2003 alle ore 18:06:21
E' vero c'è molta ignorantità in giro!
E' vero c'è molta ignorantità in giro!
Messaggio del 17-04-2003 alle ore 02:12:26
del fatto che il linguaggio subisca l'effetto della globalizzazione, non possiamo farci nulla.
Già quando andavo alle elementari mi dicevano che dovevo imparare l'inglese perchè sarebbe stata la lingua del futuro.
Accetto questo fatto perchè se non esistono più confini non vedo perchè non si debba parlare un'unica lingua.
Sul fatto che l'italiano venga storpiato dal linguaggio sms ti do pienamente ragione, però se 30 anni fa nelle famiglie si parlava solo il dialetto non mi sembra che ci siamo devoluti così tanto, anche se rimane compito della scuola quello di insegnare il linguaggio corretto.
Non preoccuparti degli spot, ci sono fior di psicologi dietro e ti assicuro che il "messaggio" arriva sempre, anche se non ce ne accorgiamo.
La lettura? Non è mai stato nel dna degli italiani che preferiscono piuttosto leggere la gazzetta dello sport.
Anche in questo caso deve essere compito della scuola stimolare la lettura, e questo divente sempre più difficile a causa anche di internet, dei videogames, della tv satellitare ecc...; oramai si tende a consumare il più possibile nelle minime dosi.
Ogni problema lo si risolve a monte, in questo caso educando.
Ma fammi capire una cosa, sei laureato in lingue, stai andando contro i tuoi interessi!!!
Cmq un post ricco di spunti
del fatto che il linguaggio subisca l'effetto della globalizzazione, non possiamo farci nulla.
Già quando andavo alle elementari mi dicevano che dovevo imparare l'inglese perchè sarebbe stata la lingua del futuro.
Accetto questo fatto perchè se non esistono più confini non vedo perchè non si debba parlare un'unica lingua.
Sul fatto che l'italiano venga storpiato dal linguaggio sms ti do pienamente ragione, però se 30 anni fa nelle famiglie si parlava solo il dialetto non mi sembra che ci siamo devoluti così tanto, anche se rimane compito della scuola quello di insegnare il linguaggio corretto.
Non preoccuparti degli spot, ci sono fior di psicologi dietro e ti assicuro che il "messaggio" arriva sempre, anche se non ce ne accorgiamo.
La lettura? Non è mai stato nel dna degli italiani che preferiscono piuttosto leggere la gazzetta dello sport.
Anche in questo caso deve essere compito della scuola stimolare la lettura, e questo divente sempre più difficile a causa anche di internet, dei videogames, della tv satellitare ecc...; oramai si tende a consumare il più possibile nelle minime dosi.
Ogni problema lo si risolve a monte, in questo caso educando.
Ma fammi capire una cosa, sei laureato in lingue, stai andando contro i tuoi interessi!!!
Cmq un post ricco di spunti
Messaggio del 15-04-2003 alle ore 12:40:57
La lingua è un organismo indipendente in continua evoluzione, cambia con il cambiare della gente, degli usi e dei costumi. Si aggiornano (e si aggiungono) vocaboli con il passare del tempo. La globalizzazione giornalistica e informatica del XX secolo ha spostato i confini del sapere molto più in là, Internet li ha annullati. Ora siamo capaci di sapere che sta facendo un contadino in Papuasia in questo istante. Quello che non mi va giù è che noi italiani in tutto ciò stiamo perdendo la nostra identità nazionale di lingua!
L'uso eccessivo, improprio e con pronunce assurde dei termini inglesi invade ogni giorno di più il nostro Paese. Quanti di voi sanno che summit è una parola latina e quindi si pronuncia come è scritta e non "sammit" come dice la maggior parte dei giornalisti (!), inglesizzando un termine che inglese non è. E poi c'è il briefing, il lunch, il take away e compagnia bella. Per non parlare di assurdità linguistiche come "quitta il programma".
Mia cugina insegna lettere allo Scientifico e dice che molti suoi studenti scrivono i temi in classe come scrivono gli sms (con abbreviazioni come ke, 1 volta, cmq...). Il povero Dante si starà rigirando nella tomba!
Ma la cosa peggiore, che mi fa notare spesso mio padre, è la pubblicità! Oramai sono quasi tutte in inglese, non viene tradotto niente. Voi che ci capite? I vostri genitori che ci capiscono? Se lo scopo della pubblicità è comunicare, far passare il messaggio, si raggiunge così tale scopo? Per non parlare del fatto che si legge pochissimo, male oramai radicato nel DNA italiano. I libri si comprano perché escono come allegati dei giornali (o forse è il contrario, non so) e poi si mettono in bella mostra in salotto, per darsi un tono. Ma si aprono qualche volta?
Scusate lo sfogo, ma mi maturava da tempo e siccome per caso ho scoperto che avevo scritto 999 post, volevo che il 1000 avesse una sua valenza. Voi che ne pensate?
La lingua è un organismo indipendente in continua evoluzione, cambia con il cambiare della gente, degli usi e dei costumi. Si aggiornano (e si aggiungono) vocaboli con il passare del tempo. La globalizzazione giornalistica e informatica del XX secolo ha spostato i confini del sapere molto più in là, Internet li ha annullati. Ora siamo capaci di sapere che sta facendo un contadino in Papuasia in questo istante. Quello che non mi va giù è che noi italiani in tutto ciò stiamo perdendo la nostra identità nazionale di lingua!
L'uso eccessivo, improprio e con pronunce assurde dei termini inglesi invade ogni giorno di più il nostro Paese. Quanti di voi sanno che summit è una parola latina e quindi si pronuncia come è scritta e non "sammit" come dice la maggior parte dei giornalisti (!), inglesizzando un termine che inglese non è. E poi c'è il briefing, il lunch, il take away e compagnia bella. Per non parlare di assurdità linguistiche come "quitta il programma".
Mia cugina insegna lettere allo Scientifico e dice che molti suoi studenti scrivono i temi in classe come scrivono gli sms (con abbreviazioni come ke, 1 volta, cmq...). Il povero Dante si starà rigirando nella tomba!
Ma la cosa peggiore, che mi fa notare spesso mio padre, è la pubblicità! Oramai sono quasi tutte in inglese, non viene tradotto niente. Voi che ci capite? I vostri genitori che ci capiscono? Se lo scopo della pubblicità è comunicare, far passare il messaggio, si raggiunge così tale scopo? Per non parlare del fatto che si legge pochissimo, male oramai radicato nel DNA italiano. I libri si comprano perché escono come allegati dei giornali (o forse è il contrario, non so) e poi si mettono in bella mostra in salotto, per darsi un tono. Ma si aprono qualche volta?
Scusate lo sfogo, ma mi maturava da tempo e siccome per caso ho scoperto che avevo scritto 999 post, volevo che il 1000 avesse una sua valenza. Voi che ne pensate?
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