Cultura & Attualità

Lo stupro di Rafah
Messaggio del 05-07-2004 alle ore 12:16:19
Israele: "un governo di assassini"
Dorothy Naor, americana d’origine ma israeliana d’adozione, è da molti anni in prima linea nella lotta contro l’occupazione israeliana dei Territori e la costruzione del Muro.

Questa sua pagina di diario ci arriva dal check-point di Sufa, all’entrata di Gaza, dove da giorni sono in corso manifestazioni contro il pesantissimo attacco mosso dall’Esercito israeliano al campo profughi di Rafah.

19 maggio - “Per far tornare il sorriso sulle loro facce”: con queste parole un commentatore di una tv israeliana (Channel 10, attorno alle 22.00) ha giustificato l’attacco dell’Esercito al campo profughi di Rafah. In altre parole, esso sarebbe stato realizzato per spazzare via la tristezza che ha accompagnato l’uccisione di 13 soldati israeliani la settimana scorsa. Badate bene, una delle ragioni per cui 11 dei militari sono stati uccisi era che i veicoli in cui stavano viaggiando erano stracarichi di esplosivo, destinato alla distruzione dei tunnel che i palestinesi stanno scavando.
Un’altra giustificazione addetta per l’incursione è questa: i palestinesi non devono avere l’impressione che l’uccisione dei soldati israeliani sia la vera causa della partenza unilaterale da Gaza, cioè un loro successo.
Due ottime ragioni per uccidere, demolire case e causare enormi danni e distruzioni. Ma in fin dei conti sono motivazioni come altre, visto che niente può davvero giustificare l’orrore che le Forze israeliane stanno rovesciando sulle teste palestinesi a Rafah.
Oggi, mentre ero al check-point di Sufa, dove continua la protesta contro l’incursione, ho parlato con Mohamed. Dal telefono mi è arrivato il fragore dei bombardamenti. Lui mi ha detto che era fuoco d’artiglieria, probabilmente dei carri armati. Ha aggiunto che tutti erano spaventati. La gente era affamata e assetata. Più tardi, sull’autobus verso casa, ho parlato di nuovo con lui. Mi ha raccontato che una moschea era stata attaccata, mentre all’interno le persone stavano pregando; e che tre suoi parenti erano stati uccisi: una ragazza di 14 anni è stata raggiunta da un proiettile, mentre stendeva il bucato; suo fratello 12enne mentre sembra stesse dando da mangiare agli uccelli; e un ragazzo di 22 anni mentre metteva la testa fuori dalla porta di casa. I giornali online dicono che due delle 20 persone uccise, erano bambini (ma non concordano sull’età). Mohamed mi ha aggiunto che, dato il lutto, per il momento non si sente di scrivere un resoconto dell’incursione.
L’attacco principale risulta essere stato contro Tel Sultan, l’area più a nord ovest del campo profughi, abbastanza distante da Philadelphi Road. Dal canto loro, i palestinesi residenti qui non se lo sarebbero mai aspettato, e si sono riversati proprio in questa zona in cerca di rifugio. E in che rifugio si è trasformato… (scusate il sarcasmo).
Domani, di nuovo a protestare. La strada per Rafah è militarmente chiusa. Non possiamo raggiungerla. Ma a Sufa si può rimanere, perché ci sono grandi concentrazioni di soldati. Jeep militari entrano ed escono, ma percorrono la strada anche veicoli civili. Quindi il nostro messaggio è visibile.
Ta’ayush sta organizzando una dimostrazione in grande stile per il 21 maggio. Niente di tutto questo, sfortunatamente, fermerà l’Esercito israeliano. Ciò nonostante, come possiamo stare a casa con le mani in mano?
Non credete ad una parola di ciò che ha sostenuto durante una conferenza stampa il 18 maggio, a Kissufim (Gaza), il capo di Stato maggiore Moshe Ya’alon (“l’Esercito è stato costretto a entrare nel campo profughi di Rafah perché questo era diventato la porta d’ingresso del terrorismo”). Nessuno lo ha costretto ad intervenire.
L’incursione di oggi non fermerà i tentativi palestinesi di scrollarsi di dosso Israele. Qui potremmo avere la pace. Ma non con gli Sharon, i Mofaz (ministro della Difesa, ndr), gli Ya’alon, e tutti gli altri di questa risma: degli assassini.

Dorothy Naor



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Editato il 16:26:08 05/07/2004 da Peter Pan

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