Cultura & Attualità

madrid secondo sepulveda
Messaggio del 16-04-2004 alle ore 13:15:39
Messaggio del 15-04-2004 alle ore 15:53:14
LUIS SEPÚLVEDA
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid. Erano donne, uomini, bambini,
anziani, la semplice e pura umanità che cominciava un altro giorno, un giorno
di lavoro, di sogni, di speranze, senza sapere che la volontà assassina di
qualche miserabile aveva deciso che fosse l'ultimo. Venite a vedere il sangue
per le strade di Madrid, questa città amata in cui tutti arrivano e tutti sono
benvenuti. Venite a vedere gli appunti, i libri, le cose sparse fra i resti del
massacro. Venite a vedere un giorno morto e il dolore di una società che ha
gridato mille volte il suo diritto di vivere in pace. Scrivo queste righe
mentre ascolto i notiziari e posso solo pensare alla tristezza delle aule,
delle tavole, delle case a cui non ritorneranno più quelle centinaia di
cittadini, di fratelli e sorelle le cui vite sono state stroncate in un
miserabile atto di odio, perché l'unico obiettivo del terrorismo è l'odio
contro l'umanità, perché non c'è causa che possa giustificare l'assassinio
collettivo, perché non esiste idea che valga un genocidio, perché non esiste
giustificazione alcuna di fronte alla barbarie.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, assassini, e verificate che
sebbene è certo che ci avete sprofondato nel dolore, lo è altrettanto che con
questo crimine inqualificabile una volta di più non avete conseguito nulla. Il
valore dei madrileni che immediatamente si sono riversati a soccorrere i
feriti, a donare il sangue, a facilitare il lavoro delle forze di sicurezza e
di salvataggio, è stata l'immediata risposta morale di una città fraterna, di
una cittadinanza responsabile e solidale. Mentre scrivo queste righe so che gli
assassini stanno nelle loro tane, nei loro ultimi nauseabondi nascondigli
perché non ci sarà luogo sulla o dentro la terra dove possano nascondersi e
sfuggire al castigo di una società ferita. So che guardano la televisione,
ascoltano la radio, leggono i giornali per misurare i risultati della loro
codardia, l'infame bilancio di un atto che ripugna e che ha trovato solo la
condanna dell'umanità intera.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, venite a vedere il giorno
inconcluso, venite a vedere il dolore che lascia allibiti, a sentire come
l'aria di un inverno che si ritira porta il «perché?» per i parchi amorosi, le
fabbriche, i musei, le università e le strade di una città il cui unico modo di
essere è e sarà sempre l'ospitalità. Assassini; la vostra zampata d'odio ci ha
causato una ferita che non si chiuderà mai, però siamo più forti di voi, siamo
meglio di voi, e l'orrore non interromperà né piegherà quella normalità civica,
cittadina, democratica che è il nostro bene più prezioso e il migliore dei
nostri diritti.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, anche il cinismo di quelli
che hanno provato a lucrare sul dolore di tutti, di quelli che manipolano le
lacrime e la disperazione, di quelli che non vedono orfani, vedove, esseri
mutilati ma solo voti.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, di questa città che ha
gridato «pace» con voce unanime, e il suo grido è stato ignorato da un servo
dell'imperialismo nordamericano, da un lacché del signore della guerra che
pretende di governare il mondo, ed è solo riuscito a portare l'orrore in
Europa.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, il lavoro sereno di medici e
infermiere, il gesto triste dei governanti solitari, e anche il sorriso infame
di un buffone italiano, l'unico al mondo ad assecondare Aznar con le sue
menzogne.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, bagnateci le vostre mani e
scrivere «pace» su tutti i muri della terra.

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