Cultura & Attualità
No global, 31 poliziotti a giudizio
Messaggio del 28-07-2004 alle ore 10:39:54
IMPUTATI E PROMOSSI
Trentuno poliziotti alla sbarra a Napoli spartire da dicembre; ventinove
nell'udienza preliminare per i fatti della Diaz un'altra quarantina di
agenti - polizia, carabinieri, penitenziaria- che rischiano il processo per
le torture a Bolzaneto. Se non è un terremoto poco ci manca, specie se
consideriamo che tra gli indagati ci sono personaggi dl primo piano, a
cominciare del capo dell'antiterrorismo Francesco Gratteri protagonista con
altri dirigenti della notte dei manganelli alla scuola Diaz. Il terremoto
pero' si abbatte su un apparato dello stato che sembra dotato di misure
antisismiche prova di bomba. Le inchieste, i rinvii a giudizio, le accuse
sembrano lasciare indifferenti í vertici delle forze dell'ordine, per nor
parlare dei ministri o dei leader politici di maggioranza come
d'opposizione, tutti de voti alla consegna del silenzio.
Arriva un'eco debole perfino sui giornali, e bisogna andare in Gran
Bretagna a leggersi il Guardian per trovare un quotidiano nazionale che
dedichi una pagina intera all'apertura dell'udienza preliminare per i fattì
della Diaz. Per i telegiornali italiani la notizia vale ai massima qualche
secondo, come semplice fatto di cronaca. Guai a interrogarsi sulle
questioni politiche, etiche, amministrative delle indagini. Nessuno che
chieda quanto sia credibile l'istituzione Polizia con le notizie che
arrivano dai tribunali. che rammenti la recessita' di ristabilire il
primato della garanzie costituzionali.
Stiamo parlando di reati che vanno dalla falsificazione di prove, ai
pestaggi, addirittura sequestro di persona [contestato dai pin napoletani].
Eppure tutti restano al loro posti, nessuno viene sospeso, anzi fioccano le
promozioni. Nel caso della Diaz i dirîgenti di grado più alto presenziano
personalmente alle udienze. Qualcuno sostiene che sia un segno di rispetto
verso il giudice e anche un segno dl trantran di fronte alle accuse. Ma
sembra piu' un gesto d'arroganza, come dire: siamo qui e nulla ci spaventa,
perché nessuno può toccarci.
A Genova per avvocati, giudici, imputati sara' un'estate di riflessione.
Sia il processo ai manifestanti che quello ai poliziotti sono stati
sospesi. Il
primo riprenderà il 13 settembre: nei frattempo i pm Canepa e Canciani
avranno esaminato i memoriali presentati da alcuni difensori e proposto il
loro contro memoriale. Ci sara' anche da esaminare un'eccezione di militi
dell'intera udienza preliminare per violazione dei diritti della difesa: la
procura non avrebbe consegnalo tutti i filmati a sua disposizione ma sola
una parte. L'udienza preliminare per la Diaz riprenderà il 23 settembre,
nel frattempo saranno inviati tutti gli atti dei procedimento al ministero
degli Interni, indicato dai legali delle vìttime come "responsabile
civile", quindi tenuto a risarcire in caso di condanna, le parti lese nella
"perquisizione" del 21 luglio 2001. A settembre si annuncia una ripreso,
politico-giudiziaria caldissima. Ai procedimenti gia' in corso si
aggiungera' l'udienza preliminare per i fatti di Bolzaneto:
Il fatto che lungo i tronconi d'inchiesta contro chi organizzava le
manifestazioni o vi partecipava, si rincari la dose delle accuse, con il
rinvio a gìudizlo a Cosenza dei tredici attivisti della Rete del Sul
ribelle, non fa che aggravare il quadro. Le contestazioni sono da brivido:
cospirazioni politica, sovvertimento violento dell'ordinamento economico
dello stato, associazione sovversiva.
Gli uomini dello Stato pescati a firmare verbali falsi, a partecipare a
spedizioni punitive finite con decine di persone in ospedale a pestare
ragazzi laser ,restano protetti dal "muro antisismico" e conservano
tranquilli rasente i loro posti e le rispettive sicurezza convinti di farla
franca anche rispetto ad ac Cure tutto sommato lievi; dall'altra parte
tredici attivisti a Cosenza e ventisei a Genova rischiano pene a due cifre
e devono fare i corti con vite distrutte o gravemente compromesse. Quando
parliamo di giustizia ci riferiamo anche a questo.
Visto Genova, da Napoli, da Cosenza questa è una fase storica senza
dlgnita'. Nel senso comune, grazie a migliaia complicità, sta passando
l'idea che in queste aule giudiziarie non stia accadendo nulla di grave e
d'importante. Si vorrebbe già archiviare l'umiliazione inflitta alla
democrazia e alle centinaia di migliaia di persone che partecìparono ai
cortei di Napoli e Genova. in corso una pulizia delle menti, dopo la
lezione data ai corpi. La ricerca della verità in queste condizioni, fa
rima con riconquista della. dignita'..
visitate il sito del Comitato Verita' e Giustizia per Genova
www.veritagiustizia.it su cui c'e' una rassegna stampa sull'argomento
Il Comitato Verità e Giustizia per Genova raccolgie fondi per la difesa
dichi e' rimasto vittima della violenza delle forze dell'ordine a Genova
nel luglio 2001.
ccp 34566992 ABI 07061 CAB 01400 intestato Comitato Verità e Giustizia per
Genova
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Editato il 11:39:04 28/07/2004 da Peter Pan
IMPUTATI E PROMOSSI
Trentuno poliziotti alla sbarra a Napoli spartire da dicembre; ventinove
nell'udienza preliminare per i fatti della Diaz un'altra quarantina di
agenti - polizia, carabinieri, penitenziaria- che rischiano il processo per
le torture a Bolzaneto. Se non è un terremoto poco ci manca, specie se
consideriamo che tra gli indagati ci sono personaggi dl primo piano, a
cominciare del capo dell'antiterrorismo Francesco Gratteri protagonista con
altri dirigenti della notte dei manganelli alla scuola Diaz. Il terremoto
pero' si abbatte su un apparato dello stato che sembra dotato di misure
antisismiche prova di bomba. Le inchieste, i rinvii a giudizio, le accuse
sembrano lasciare indifferenti í vertici delle forze dell'ordine, per nor
parlare dei ministri o dei leader politici di maggioranza come
d'opposizione, tutti de voti alla consegna del silenzio.
Arriva un'eco debole perfino sui giornali, e bisogna andare in Gran
Bretagna a leggersi il Guardian per trovare un quotidiano nazionale che
dedichi una pagina intera all'apertura dell'udienza preliminare per i fattì
della Diaz. Per i telegiornali italiani la notizia vale ai massima qualche
secondo, come semplice fatto di cronaca. Guai a interrogarsi sulle
questioni politiche, etiche, amministrative delle indagini. Nessuno che
chieda quanto sia credibile l'istituzione Polizia con le notizie che
arrivano dai tribunali. che rammenti la recessita' di ristabilire il
primato della garanzie costituzionali.
Stiamo parlando di reati che vanno dalla falsificazione di prove, ai
pestaggi, addirittura sequestro di persona [contestato dai pin napoletani].
Eppure tutti restano al loro posti, nessuno viene sospeso, anzi fioccano le
promozioni. Nel caso della Diaz i dirîgenti di grado più alto presenziano
personalmente alle udienze. Qualcuno sostiene che sia un segno di rispetto
verso il giudice e anche un segno dl trantran di fronte alle accuse. Ma
sembra piu' un gesto d'arroganza, come dire: siamo qui e nulla ci spaventa,
perché nessuno può toccarci.
A Genova per avvocati, giudici, imputati sara' un'estate di riflessione.
Sia il processo ai manifestanti che quello ai poliziotti sono stati
sospesi. Il
primo riprenderà il 13 settembre: nei frattempo i pm Canepa e Canciani
avranno esaminato i memoriali presentati da alcuni difensori e proposto il
loro contro memoriale. Ci sara' anche da esaminare un'eccezione di militi
dell'intera udienza preliminare per violazione dei diritti della difesa: la
procura non avrebbe consegnalo tutti i filmati a sua disposizione ma sola
una parte. L'udienza preliminare per la Diaz riprenderà il 23 settembre,
nel frattempo saranno inviati tutti gli atti dei procedimento al ministero
degli Interni, indicato dai legali delle vìttime come "responsabile
civile", quindi tenuto a risarcire in caso di condanna, le parti lese nella
"perquisizione" del 21 luglio 2001. A settembre si annuncia una ripreso,
politico-giudiziaria caldissima. Ai procedimenti gia' in corso si
aggiungera' l'udienza preliminare per i fatti di Bolzaneto:
Il fatto che lungo i tronconi d'inchiesta contro chi organizzava le
manifestazioni o vi partecipava, si rincari la dose delle accuse, con il
rinvio a gìudizlo a Cosenza dei tredici attivisti della Rete del Sul
ribelle, non fa che aggravare il quadro. Le contestazioni sono da brivido:
cospirazioni politica, sovvertimento violento dell'ordinamento economico
dello stato, associazione sovversiva.
Gli uomini dello Stato pescati a firmare verbali falsi, a partecipare a
spedizioni punitive finite con decine di persone in ospedale a pestare
ragazzi laser ,restano protetti dal "muro antisismico" e conservano
tranquilli rasente i loro posti e le rispettive sicurezza convinti di farla
franca anche rispetto ad ac Cure tutto sommato lievi; dall'altra parte
tredici attivisti a Cosenza e ventisei a Genova rischiano pene a due cifre
e devono fare i corti con vite distrutte o gravemente compromesse. Quando
parliamo di giustizia ci riferiamo anche a questo.
Visto Genova, da Napoli, da Cosenza questa è una fase storica senza
dlgnita'. Nel senso comune, grazie a migliaia complicità, sta passando
l'idea che in queste aule giudiziarie non stia accadendo nulla di grave e
d'importante. Si vorrebbe già archiviare l'umiliazione inflitta alla
democrazia e alle centinaia di migliaia di persone che partecìparono ai
cortei di Napoli e Genova. in corso una pulizia delle menti, dopo la
lezione data ai corpi. La ricerca della verità in queste condizioni, fa
rima con riconquista della. dignita'..
visitate il sito del Comitato Verita' e Giustizia per Genova
www.veritagiustizia.it su cui c'e' una rassegna stampa sull'argomento
Il Comitato Verità e Giustizia per Genova raccolgie fondi per la difesa
dichi e' rimasto vittima della violenza delle forze dell'ordine a Genova
nel luglio 2001.
ccp 34566992 ABI 07061 CAB 01400 intestato Comitato Verità e Giustizia per
Genova
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Editato il 11:39:04 28/07/2004 da Peter Pan
Messaggio del 14-07-2004 alle ore 11:29:50
Messaggio del 14-07-2004 alle ore 10:03:53
COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA
www.veritagiustizia.it - [email protected]
comunicato stampa
A NAPOLI COME A GENOVA
Il rinvio a giudizio di 31 agenti per i fatti del Global Forum è la conferma che nel 2001, prima a Napoli in marzo e poi a Genova in luglio, vi fu un attacco sistematico ai diritti civili. La giustizia sta lentamente facendo il suo corso, ma non è più accettabile il silenzio dei massimi vertici della polizia e dello Stato.
Perché dirigenti, funzionari e agenti non vengono sospesi cautelativamente dal servizio e dagli alti incarichi che spesso ricoprono? Il silenzio e l'inerzia, di fronte a fatti come quelli avvenuti nelle strade di Napoli e Genova, alla caserme Raniero e di Bolzaneto, alla scuola Diaz valgono come un'implicita legittimazione di quegli atti.
Forze politiche e parlamento non possono avallare questo silenzio. La richiesta di una commissione parlamentare sui fatti di Napoli e Genova, sottoscritta dalle migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione promossa dal nostro Comitato (con il Comitato Piazza Carlo Giuliani e l'Arci), dev'essere urgentemente discussa e promossa a tutti i livelli.
Genova, 13 luglio 2004
COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA
www.veritagiustizia.it - [email protected]
comunicato stampa
A NAPOLI COME A GENOVA
Il rinvio a giudizio di 31 agenti per i fatti del Global Forum è la conferma che nel 2001, prima a Napoli in marzo e poi a Genova in luglio, vi fu un attacco sistematico ai diritti civili. La giustizia sta lentamente facendo il suo corso, ma non è più accettabile il silenzio dei massimi vertici della polizia e dello Stato.
Perché dirigenti, funzionari e agenti non vengono sospesi cautelativamente dal servizio e dagli alti incarichi che spesso ricoprono? Il silenzio e l'inerzia, di fronte a fatti come quelli avvenuti nelle strade di Napoli e Genova, alla caserme Raniero e di Bolzaneto, alla scuola Diaz valgono come un'implicita legittimazione di quegli atti.
Forze politiche e parlamento non possono avallare questo silenzio. La richiesta di una commissione parlamentare sui fatti di Napoli e Genova, sottoscritta dalle migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione promossa dal nostro Comitato (con il Comitato Piazza Carlo Giuliani e l'Arci), dev'essere urgentemente discussa e promossa a tutti i livelli.
Genova, 13 luglio 2004
Messaggio del 14-07-2004 alle ore 08:47:56
ieri ero al Legal Forum a Genova, tutti gli indyani erano davanti ai monitor dalla notte prima, Lutaz sdraiato sul divano dormiva profondamente, il cane Bart ai piedi di Uomo Nero pure.....Noize, Garogno, Blicero, Kara e Anna digitavano e pure Carlo.... tutti a vagliare le immagini del Luglio 2001, a cercare le facce dei tutori dell'ordine e quelle dei ragazzi sotto processo... io leggevo alcune pagine del libro della Bartesaghi e ogni tanto digitavo sul grande schermo di un Mac.... le pale al soffitto giravano e spostavano appena l'aria surruscaldata da tutti quei monitor nella piccola stanza. Nella stanza accanto altri due si consumavano le dita cercando tra i documenti cartacei della procura...Simona piegava le bustine delle migliaia di preservativi arrivati per una campagna contro l'Aids..... Ad un certo squilla un cellulare, Garogno risponde: 31 rinviati a giudizio!!! Garogno è di Napoli e c'era... un applauso fortissimo ha invaso le stanze. Lutaz si è svegliato e Bart si è messo ad abbaiare....
e le accuse sono toste!! Ragazzi sequestro di persona... mo' so' cazzi!
a volte certe giornate finiscono proprio bene!!!
ieri ero al Legal Forum a Genova, tutti gli indyani erano davanti ai monitor dalla notte prima, Lutaz sdraiato sul divano dormiva profondamente, il cane Bart ai piedi di Uomo Nero pure.....Noize, Garogno, Blicero, Kara e Anna digitavano e pure Carlo.... tutti a vagliare le immagini del Luglio 2001, a cercare le facce dei tutori dell'ordine e quelle dei ragazzi sotto processo... io leggevo alcune pagine del libro della Bartesaghi e ogni tanto digitavo sul grande schermo di un Mac.... le pale al soffitto giravano e spostavano appena l'aria surruscaldata da tutti quei monitor nella piccola stanza. Nella stanza accanto altri due si consumavano le dita cercando tra i documenti cartacei della procura...Simona piegava le bustine delle migliaia di preservativi arrivati per una campagna contro l'Aids..... Ad un certo squilla un cellulare, Garogno risponde: 31 rinviati a giudizio!!! Garogno è di Napoli e c'era... un applauso fortissimo ha invaso le stanze. Lutaz si è svegliato e Bart si è messo ad abbaiare....
e le accuse sono toste!! Ragazzi sequestro di persona... mo' so' cazzi!
a volte certe giornate finiscono proprio bene!!!
Messaggio del 13-07-2004 alle ore 21:15:14
Il sole splende forte a Piazza Plebiscito
mi sento rilassato il corteo è finito
Il sole splende forte a Piazza Plebiscito
le sirene il cellulare sono mezzo tramortito
a Roberta il mio pensiero non ti ho neanche salutato
schedato, picchiato, insultato, provocato
e intanto il sole splende a Piazza Plebiscito
ma per me cala la notte sono stato arrestato
l'incredulità la rabbia scotennato
i miei capelli le mie cose retaggio del passato
retaggio del passato arriva l'avvocato
sarai presto liberato Visconti il magistrato
l'arresto è confermato
e intanto il sole splende a Piazza Plebiscito
ed io rimango al buio scalpitando sbigottito
e ancora tante guardie, le chiavi i cancelli
e ritornano alla mente i momenti più belli
le lotte coi compagni con tutti i miei fratelli
ma chiudono i cancelli ma chiudono i cancelli ma chiudono i cancelli
Il sole splende forte a Piazza Plebiscito
mi sento rilassato il corteo è finito
Il sole splende forte a Piazza Plebiscito
le sirene il cellulare sono mezzo tramortito
a Roberta il mio pensiero non ti ho neanche salutato
schedato, picchiato, insultato, provocato
e intanto il sole splende a Piazza Plebiscito
ma per me cala la notte sono stato arrestato
l'incredulità la rabbia scotennato
i miei capelli le mie cose retaggio del passato
retaggio del passato arriva l'avvocato
sarai presto liberato Visconti il magistrato
l'arresto è confermato
e intanto il sole splende a Piazza Plebiscito
ed io rimango al buio scalpitando sbigottito
e ancora tante guardie, le chiavi i cancelli
e ritornano alla mente i momenti più belli
le lotte coi compagni con tutti i miei fratelli
ma chiudono i cancelli ma chiudono i cancelli ma chiudono i cancelli
Messaggio del 13-07-2004 alle ore 21:14:13
No global, 31 poliziotti a giudizio
per lesioni e sequestro di persona
NAPOLI - Trentuno poliziotti, cioè tutti gli accusati, rinviati a giudizio. Questa la decisione del giudice per l'udienza preliminare di Napoli, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte violenze compiute dalle forze dell'ordine nella caserma "Raniero", in occasione della manifestazione contro il Global Forum che si tenne nel capoluogo campano il 17 marzo del 2001. La prima udienza del processo si terrà a Napoli, il prossimo 14 dicembre. Il giudice ha accolto le richieste dei pm Marco Del Gaudio e Francesco Cascini, relative ai capi d'imputazione per gli agenti indagati: dal sequestro di persona all'abuso di atti di ufficio, dalla violenza privata alle lesioni. Tra i rinviati a giudizio, anche due funzionari di polizia in servizio quella sera presso la "Raniero": Fabio Ciccimarra e Carlo Solimene.
Una "decisione importante, che ci consente di fare il processo", dice il procuratore aggiunto di Napoli, Paolo Mancuso. Perplessi i legali dei poliziotti: "Mi meraviglia non poco - sostiene Arturo Frojo, difensore di Fabio Ciccimarra - in quanto sia il Tribunale del riesame che la Cassazione avevano dichiarato l'insussistenza del sequestro di persona. Attendiamo con fiducia il dibattimento".
Il rinvio a giudizio per i 31 poliziotti è, secondo Francesco Caruso, portavoce dei Disobbedienti campani, "l'ulteriore dimostrazione di quello che dal 17 marzo abbiamo denunciato e continueremo a denunciare: il movimento è stato vittima di una violenza cieca e brutale da parte delle forze dell'ordine". Caruso sottolinea le "tante, troppe inquietanti analogie tra Napoli e Genova, tra i pestaggi della Raniero e i pestaggi della caserma Bolzaneto, tra la mattanza di piazza Municipio e quella di via Tolemaide", non "casi isolati" ma "risultato di una strategia tesa a terrorizzare e annientare il movimento
noglobal con l'uso brutale della violenza, dei pestaggi, della tortura".
L'udienza era iniziata a gennaio. Ai pm è stato sostanzialmente riconosciuto l'impianto accusatorio, anche se sono stati ridimensionati i capi di imputazione per cinque imputati. Tra loro, l'ispettore Francesco Adesso, al quale già in fase di indagini preliminari era stato derubricato il reato di sequestro di persona: la sua identificazione (avvenuta, come per gli altri, sulla base di foto dei poliziotti in servizio il 17 marzo 2001 esibite dalla Procura ai testimoni) era dubbia.
L'inchiesta sui maltrattamenti inflitti ai partecipanti al corteo organizzato per violare la "zona rossa", in cui si svolgeva a Napoli il Third Global Forum, è nata in seguito alle denunce presentate dai legali degli attivisti del movimento, da privati cittadini e da rappresentanti dei Cobas. Il 29 marzo 2001, il procuratore Agostino Cordova firmò la nota che comunicava l'arresto di sei poliziotti e due funzionari della Questura di Napoli. Il numero è salito a 31 quando gli inquirenti hano preso a riferimento la lista di agenti e funzionari in servizio nel pomeriggio del 17 marzo alla "Raniero": lì vennero radunati i manifestanti che, a giudizio delle forze dell'ordine, avevano partecipato agli scontri e agli atti vandalici compiuti nel corso della manifestazione.
(13 luglio 2004)
No global, 31 poliziotti a giudizio
per lesioni e sequestro di persona
NAPOLI - Trentuno poliziotti, cioè tutti gli accusati, rinviati a giudizio. Questa la decisione del giudice per l'udienza preliminare di Napoli, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte violenze compiute dalle forze dell'ordine nella caserma "Raniero", in occasione della manifestazione contro il Global Forum che si tenne nel capoluogo campano il 17 marzo del 2001. La prima udienza del processo si terrà a Napoli, il prossimo 14 dicembre. Il giudice ha accolto le richieste dei pm Marco Del Gaudio e Francesco Cascini, relative ai capi d'imputazione per gli agenti indagati: dal sequestro di persona all'abuso di atti di ufficio, dalla violenza privata alle lesioni. Tra i rinviati a giudizio, anche due funzionari di polizia in servizio quella sera presso la "Raniero": Fabio Ciccimarra e Carlo Solimene.
Una "decisione importante, che ci consente di fare il processo", dice il procuratore aggiunto di Napoli, Paolo Mancuso. Perplessi i legali dei poliziotti: "Mi meraviglia non poco - sostiene Arturo Frojo, difensore di Fabio Ciccimarra - in quanto sia il Tribunale del riesame che la Cassazione avevano dichiarato l'insussistenza del sequestro di persona. Attendiamo con fiducia il dibattimento".
Il rinvio a giudizio per i 31 poliziotti è, secondo Francesco Caruso, portavoce dei Disobbedienti campani, "l'ulteriore dimostrazione di quello che dal 17 marzo abbiamo denunciato e continueremo a denunciare: il movimento è stato vittima di una violenza cieca e brutale da parte delle forze dell'ordine". Caruso sottolinea le "tante, troppe inquietanti analogie tra Napoli e Genova, tra i pestaggi della Raniero e i pestaggi della caserma Bolzaneto, tra la mattanza di piazza Municipio e quella di via Tolemaide", non "casi isolati" ma "risultato di una strategia tesa a terrorizzare e annientare il movimento
noglobal con l'uso brutale della violenza, dei pestaggi, della tortura".
L'udienza era iniziata a gennaio. Ai pm è stato sostanzialmente riconosciuto l'impianto accusatorio, anche se sono stati ridimensionati i capi di imputazione per cinque imputati. Tra loro, l'ispettore Francesco Adesso, al quale già in fase di indagini preliminari era stato derubricato il reato di sequestro di persona: la sua identificazione (avvenuta, come per gli altri, sulla base di foto dei poliziotti in servizio il 17 marzo 2001 esibite dalla Procura ai testimoni) era dubbia.
L'inchiesta sui maltrattamenti inflitti ai partecipanti al corteo organizzato per violare la "zona rossa", in cui si svolgeva a Napoli il Third Global Forum, è nata in seguito alle denunce presentate dai legali degli attivisti del movimento, da privati cittadini e da rappresentanti dei Cobas. Il 29 marzo 2001, il procuratore Agostino Cordova firmò la nota che comunicava l'arresto di sei poliziotti e due funzionari della Questura di Napoli. Il numero è salito a 31 quando gli inquirenti hano preso a riferimento la lista di agenti e funzionari in servizio nel pomeriggio del 17 marzo alla "Raniero": lì vennero radunati i manifestanti che, a giudizio delle forze dell'ordine, avevano partecipato agli scontri e agli atti vandalici compiuti nel corso della manifestazione.
(13 luglio 2004)
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