Cultura & Attualità

QUANTO MI TIRA IL NEGRETTO
Messaggio del 02-02-2009 alle ore 11:37:28
Da Obama via libera ai rapimenti Cia
«È l'unico strumento che ci è rimasto». Ma l'«italiano» Abu Omar chiede il risarcimento


WASHINGTON - John Brennan era il candidato designato da Barack Obama per guidare la Cia. Lo hanno subito «impallinato » ricordando che era un sostenitore delle «extraordinary rendition», ossia il trasferimento di dozzine di terroristi — veri o presunti — in Paesi amici dove spesso sono stati torturati. E Brennan ha dovuto rinunciare all'importante poltrona, affidata poi a Leon Panetta. Ma il presidente non ha abbandonato la politica delle «rendition » e ne ha autorizzato il proseguimento. «Dobbiamo preservare certi strumenti — ha spiegato un funzionario —. Sappiamo che ha causato controversie in certi ambienti e tempeste politiche in Europa. Ma se condotto secondo certi parametri, è accettabile». E i consulenti legali della Cia sono già al lavoro per fissare eventuali paletti. Alcuni li ha suggeriti Tom Malinowski di Human Rights Watch: 1) Ottenere garanzie che i prigionieri non saranno torturati una volta trasferiti nel Paese designato. 2) Esigere un regolare processo e una detenzione normale.

A sorpresa, Malinowski ha osservato che «in determinate circostanze» le «rendition » hanno legittimità. Un parere opposto a quello espresso dalle medesime associazioni per i diritti umani quando alla Casa Bianca c'era Bush. Sotto la precedente ammini-strazione, il programma ha avuto un'impennata con decine di sospetti fatti sparire. Tra loro l'estremista Abu Omar, rapito a Milano nel febbraio 2003 da un commando Cia, poi finito in una prigione egiziana. Proprio ieri l'ex imam di Milano ha inviato una lettera a Obama per chiedergli un risarcimento per la detenzione e le torture che dice di aver subito. «Io sono tra le vittime della guerra americana infernale condotta da George W. Bush contro l'Islam e i musulmani », ha scritto. Risarcendolo, ha aggiunto, Obama «alimenterà speranze» sulla nuova amministrazione Usa. Abu Omar fu rinchiuso in uno dei tanti «Hotel California », le carceri dove sai quando entri ma non quando esci. Centri di detenzione — dal Marocco all'Europa dell'Est — che Obama ha deciso di rimpiazzare con qualcosa di più agile e temporaneo. Tra gli ordini impartiti alla Cia c'è la possibilità di trattenere i sospetti in luoghi speciali «per poco tempo e su base transitoria». Sull'efficacia delle «rendition» e del ricorso alla tortura il giudizio degli 007 non è compatto.

C'è chi sostiene che abbiano rappresentato la risposta adeguata e chi ne sottolinea l'inutilità. Per i primi, la Cia ha ricavato notizie vitali. Per i secondi l'intelligence, affidando i prigionieri ad altri, ne ha perso il controllo. Inoltre le informazioni fornite dagli interrogati non erano verificabili e non potevano essere usate in un tribunale perché macchiate dalla tortura. Anche la clausola delle garanzie dell'alleato sul rispetto del prigioniero è considerata una «foglia di fico». Ma, andando oltre il dibattito, è chiaro che la nuova amministrazione ha deciso di mantenere la pressione sui terroristi usando le «black operations », le operazioni clandestine. Dunque catturare i terroristi quando è possibile farlo senza limiti territoriali, incalzarli con una serie di raid nei loro rifugi con i letali aerei senza pilota. In questo le differenze tra Bush e Obama sono solo formali. E del resto vale ricordare che le «rendition» non sono nate dopo l'11 settembre. Le prime vennero organizzate negli anni '80 sotto Reagan, ma c'era un aspetto non secondario: il terrorista, portato negli Usa, subiva poi un regolare processo. Il programma è poi continuato con Bill Clinton che, dopo l'attacco alle Twin Towers nel 1993, ha concesso carta bianca agli 007. Loro, come si dice in gergo, si sono tolti i guanti e hanno iniziato a catturare gli estremisti per poi trasportarli con jet speciali in Stati amici. Uno su tutti, Talat Fuad Kassem. Il 13 settembre 1995 la Cia lo intercetta in Croazia, poi lo consegna agli egiziani. Nessuno ne ha più sentito parlare.

Quanta gente ci rimarrà male
Messaggio del 02-02-2009 alle ore 11:49:30

A sorpresa, Malinowski ha osservato che «in determinate circostanze» le «rendition » hanno legittimità. Un parere opposto a quello espresso dalle medesime associazioni per i diritti umani quando alla Casa Bianca c'era Bush




Messaggio del 02-02-2009 alle ore 12:18:09
Tutto quello che è uscito dalla porta, rientrerà, giorno dopo giorno dalla finestra. Se uno si circonda di gente che per decenni ha agito in un certo modo, non c'è da aspettarsi che possano cambiare rotta, a dispetto di tutte le chiacchiere che si possano fare. Senza poi considerare che l'entourage di vecchio corso c'infila dentro anche la "famigghia" (i vari Rubin e Brzezinski Jrs).
La cosa più stupefacente è che i vari "scafati" di turno continuano ad andare in visibilio per tutte le favolose iniziative del nuovo presidente. Ma se uno ha nel suo staff gente che per anni l'ha fatta in barba e l'ha fatta franca spudoratamente, come può poi una persona che si ritenga intelligente andare in giro ad affermare che le cose sono finalmente cambiate?
Si può anche sostenere Obama per simpatia o anche più aridamente per un senso di realpolitik; e in tal caso sarebbe giusto, legittimo e forse anche stimabile assumere tale posizione in summa. Ma andare in giro estasiati a propinare la favoletta del Paese delle meraviglie, senza nemmeno lontanamente tollerare il minimo accenno di perplessità, anzi, arruolandosi nell'esercito delle volenterose veline, è ridicolo e insopportabile, soprattutto da parte di quelli che affibbiano con grande solerzia patenti di stupidità agli altri.
Messaggio del 02-02-2009 alle ore 12:38:17
e chi sta liscio, continuerà a stare liscio,illusi
Messaggio del 02-02-2009 alle ore 13:20:58
Spero che tu non ti stia riferendo a me
Messaggio del 02-02-2009 alle ore 13:43:18
Io seguo con molto interesse la vicenda di Barack Hussein Obama da poco dopo il discorso di Spreegfield (chi sa se c'erano pure i simpson a sentirlo) e francamente l'ho subito trovato interessante. A quei tempi seguivo con interesse Giuliani, ma più passava tempo e più Giuliani e la Clinton mi sembravano vecchi e stanchi ingessati nel ruolo di candidati di partito, mentre Obama e McCain davano l'impressione di essere due maverick.
Ero convinto che la lunga sfida con la clinton avrebbe stroncato Obama e in effetti alla fine era uscito vincente, abbastanza ridimensionato, mentre mccain manteneva il suo smalto di cavaliere solitario inviso al suos tesso partito.
Ovviamente non pensavo che McCain avrebbe vinto, dopo 8 anni di presidenza repubblicana, qualsiasi presidenza, è quasi automatico il cambio di amministrazione, am per lo meno mi aspoettavo un Mc Cain in grado di mettere in difficoltà Obama. Purtroppo McCain ha fatto l'errore di farsi mettere affianco quel cesso della Palin che lo ha appesantito dandogli le sembianze di un repubblicano vecchio e stanco.
La campagna presidenziale non è stato un granchè, risultando piuuttosto scialba, pèerò la macchina propagandistica di Obama ha fatto proseliti nei posti più impensati, facendo trasparire un'immagine così sfumata e senza identità che diventava buona per ogni realtà vagamete progressista che ha caricato la sua figura di aspettative messianiche che non si riscontrano nei suoi discorsi.
Obama ha sempre detto che la guerra al terrorismo sarebbe continuata più feroce e decisa che mai, ha criticato bush e il suo intervento in Iraq perchè distoglieva l'attenzione e le risorse dalla guerra al terrorismo e da quella in afghanistan, ha riparlato si di un impegno multilaterale, ma tenendosi a mille miglia di distanza dal multilateralismo clintoniano che negli anni 90 ha segnato il più grande disastro della politica estera americana dal vietnam e che è causa della maggior parte dei guai in cui siamo oggi.
Messaggio del 05-02-2009 alle ore 18:39:04
Deve recuperare terreno, il suo staff perde pezzi giorno dopo giorno
Messaggio del 05-02-2009 alle ore 18:47:20
Adonai,
sai benissimo che in Italia chi si avvia a ricevere un incarico governativo non deve dimostrare che è a posto col fisco...
Messaggio del 05-02-2009 alle ore 18:50:07
Ma noi non stiamo parlando della corrotta Italia, ma del messia americano; se ben ricordi gl'illuminati che scrivono qui sopra, e tanti altri, ci hanno rimbambito con "Da oggi cambia tutto"
Visto che hai letto la Stampa, non ti sarà sfuggita questa:


Basti pensare all’involontaria comicità che oggi colpisce l’autocertificazione di «sana e robusta costituzione etica» che l’allora «Presidente eletto» aveva chiesto ai suoi futuri collaboratori di firmare, e che aveva procurato qualche imbarazzo a Hillary Clinton. Proprio lo staff si sta rivelando essere assai meno virtuoso di quanto era lecito aspettarsi: che nel «dream team» dell’era della responsabilità, ardentemente volto a ristabilire l'equità sociale, saltino fuori continuamente evasori fiscali e contributivi non è certo un bello spettacolo. Di questo passo finiremo per rimpiangere la moralità dei tempi di Bill Clinton, il quale in fondo si limitava a correr dietro a qualche sottana.

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