Cultura & Attualità
Rapporto croce rossa sulle torture
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 12:39:03
Rapporto del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr)
sul trattamento da parte delle Forze della Coalizione dei prigionieri di
guerra e di altre persone tutelate dalle Convenzioni di Ginevra in Iraq
durante il loro arresto, la loro detenzione e i loro interrogatori
- Febbraio 2004 -
Consiglio fortemente di scaricarlo: http://download.repubblica.it/pdf/rapporto_croce_rossa.pdf
Ecco un assaggio:
3.1 MODALITÀ DI MALTRATTAMENTO
25. I metodi di maltrattamento più frequentemente riportati
durante gli interrogatori comprendevano:
• Incappucciamento, utilizzato per evitare che gli individui
vedessero e per disorientarli, e altresì per impedire loro di
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respirare liberamente. Uno o più spesso due sacchetti, calati
sopra a un paraocchi elastico, una volta indossati impedivano
ulteriormente una respirazione normale. L’incappucciamento
era spesso utilizzato in associazione alle percosse, e ciò
accresceva maggiormente l’ansia, non permettendo di sapere
quando sarebbero giunte altre percosse. La pratica
dell’incappucciamento consentiva inoltre a chi conduceva
l’interrogatorio di rimanere anonimo e pertanto di agire
nell’impunità. L’incappucciamento poteva protrarsi da qualche
ora fino a 2 o 4 giorni consecutivi, durante i quali i cappucci
venivano sollevati soltanto per bere, mangiare o andare al
gabinetto.
• Ammanettamento con manette di plastica flessibili, spesso
fissate così strettamente e utilizzate per così lunghi periodi di
tempo da causare delle lesioni cutanee e delle conseguenze a
lungo termine, seppur non dei danni permanenti, come è stato
riscontrato dal Cicr.
• Percosse con oggetti contundenti duri (comprese pistole e
fucili), sberle, pugni, calci con le ginocchia o i piedi in varie
parti del corpo (gambe, fianchi, parte inferiore della schiena,
inguine).
• Schiacciamento della testa in terra con gli stivali.
• Minacce (di maltrattamenti, di ritorsioni contro i famigliari, di
imminente esecuzione o di trasferimento a Guantanamo).
• Denudamento per più giorni di seguito con reclusione in
isolamento in una cella vuota e completamente buia
comprendente una latrina.
• Reclusione in isolamento accompagnata da minacce (di
recludere il soggetto a tempo indeterminato, di arrestare altri
membri della sua famiglia, di trasferire il soggetto a
Guantanamo), privazione del sonno, privazione di cibo o di
acqua, accesso minimo alle docce (due alla settimana),
proibizione ad uscire all’aria aperta e proibizione ad avere
contatti con altri prigionieri.
• Essere esibiti nudi fuori dalle celle, di fronte ad altre persone
private della loro libertà e alle guardie, spesso incappucciati o
con indumenti intimi femminili calati sulla testa.
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• Atti umilianti come essere costretti a stare in piedi nudi contro
il muro della cella con le braccia alzate o con della biancheria
intima femminile calata sulla testa per lunghi periodi di tempo,
mentre le guardie, tra le quali vi erano delle donne, ridevano e
spesso li fotografavano in quelle posizioni.
• Essere ripetutamente attaccati per parecchi giorni di seguito,
per parecchie ore alla volta, con le manette alle sbarre delle loro
celle in posizioni umilianti (nudi o in mutande) e/o scomode,
allo scopo di infliggere sofferenze fisiche.
• Esposizione incappucciati a dei forti rumori o alla musica ad
alto volume; esposizione incappucciati al sole per parecchie
ore, specialmente nelle ore più calde della giornata, quando la
temperatura può raggiungere i 50 gradi Celsius (122 gradi
Fahrenhei) o più.
• Essere costretti a rimanere per periodi molto lunghi in posizioni
snervanti, come accucciati o in piedi con le mani in alto.
Rapporto del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr)
sul trattamento da parte delle Forze della Coalizione dei prigionieri di
guerra e di altre persone tutelate dalle Convenzioni di Ginevra in Iraq
durante il loro arresto, la loro detenzione e i loro interrogatori
- Febbraio 2004 -
Consiglio fortemente di scaricarlo: http://download.repubblica.it/pdf/rapporto_croce_rossa.pdf
Ecco un assaggio:
3.1 MODALITÀ DI MALTRATTAMENTO
25. I metodi di maltrattamento più frequentemente riportati
durante gli interrogatori comprendevano:
• Incappucciamento, utilizzato per evitare che gli individui
vedessero e per disorientarli, e altresì per impedire loro di
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respirare liberamente. Uno o più spesso due sacchetti, calati
sopra a un paraocchi elastico, una volta indossati impedivano
ulteriormente una respirazione normale. L’incappucciamento
era spesso utilizzato in associazione alle percosse, e ciò
accresceva maggiormente l’ansia, non permettendo di sapere
quando sarebbero giunte altre percosse. La pratica
dell’incappucciamento consentiva inoltre a chi conduceva
l’interrogatorio di rimanere anonimo e pertanto di agire
nell’impunità. L’incappucciamento poteva protrarsi da qualche
ora fino a 2 o 4 giorni consecutivi, durante i quali i cappucci
venivano sollevati soltanto per bere, mangiare o andare al
gabinetto.
• Ammanettamento con manette di plastica flessibili, spesso
fissate così strettamente e utilizzate per così lunghi periodi di
tempo da causare delle lesioni cutanee e delle conseguenze a
lungo termine, seppur non dei danni permanenti, come è stato
riscontrato dal Cicr.
• Percosse con oggetti contundenti duri (comprese pistole e
fucili), sberle, pugni, calci con le ginocchia o i piedi in varie
parti del corpo (gambe, fianchi, parte inferiore della schiena,
inguine).
• Schiacciamento della testa in terra con gli stivali.
• Minacce (di maltrattamenti, di ritorsioni contro i famigliari, di
imminente esecuzione o di trasferimento a Guantanamo).
• Denudamento per più giorni di seguito con reclusione in
isolamento in una cella vuota e completamente buia
comprendente una latrina.
• Reclusione in isolamento accompagnata da minacce (di
recludere il soggetto a tempo indeterminato, di arrestare altri
membri della sua famiglia, di trasferire il soggetto a
Guantanamo), privazione del sonno, privazione di cibo o di
acqua, accesso minimo alle docce (due alla settimana),
proibizione ad uscire all’aria aperta e proibizione ad avere
contatti con altri prigionieri.
• Essere esibiti nudi fuori dalle celle, di fronte ad altre persone
private della loro libertà e alle guardie, spesso incappucciati o
con indumenti intimi femminili calati sulla testa.
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• Atti umilianti come essere costretti a stare in piedi nudi contro
il muro della cella con le braccia alzate o con della biancheria
intima femminile calata sulla testa per lunghi periodi di tempo,
mentre le guardie, tra le quali vi erano delle donne, ridevano e
spesso li fotografavano in quelle posizioni.
• Essere ripetutamente attaccati per parecchi giorni di seguito,
per parecchie ore alla volta, con le manette alle sbarre delle loro
celle in posizioni umilianti (nudi o in mutande) e/o scomode,
allo scopo di infliggere sofferenze fisiche.
• Esposizione incappucciati a dei forti rumori o alla musica ad
alto volume; esposizione incappucciati al sole per parecchie
ore, specialmente nelle ore più calde della giornata, quando la
temperatura può raggiungere i 50 gradi Celsius (122 gradi
Fahrenhei) o più.
• Essere costretti a rimanere per periodi molto lunghi in posizioni
snervanti, come accucciati o in piedi con le mani in alto.
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 14:48:41
che schifo
che schifo
Messaggio del 16-05-2004 alle ore 22:44:02
TORTURE: PER LA SOLDATESSA ENGLAND ERA DIVERTENTE
WASHINGTON - Molte foto delle umiliazioni sessuali inflitte ai prigionieri del carcere di Abu Ghraib, presso Baghdad, erano state scattate perche' era ''divertente''. Lo ha detto la soldatessa americana Lynndie England in una serie di dichiarazioni fatte il 5 maggio scorso e pubblicate oggi dal New York Times.
La England, che e' stata deferita alla Corte marziale e si trova in stato di liberta' vigilata a Fort Bragg, e' la donna che in una delle tante foto teneva al guinzaglio un detenuto iracheno.
Nelle sue dichiarazioni riportate dal NYT la soldatessa ha spiegato che quei maltrattamenti facevano parte della prassi e che talvolta era divertente metterli in atto, ma non aveva quasi mai l'impressione di oltrepassare i limiti. Ha ammesso di aver ''camminato'' su alcuni detenuti, ma ''niente di estremo''.
La ventunenne, che aspetta un bambino concepito durante un rapporto con un suo commilitone, ha ammesso di aver stretto una cinghia al collo di un detenuto e di averlo costretto a strisciare, o correre con altri, per ''circa 4-6 ore''.
Ha aggiunto che un altro soldato, per far paura ai prigionieri incappucciati, gli lanciava sulla testa un pallone da football, mentre un altro gli dava dei calci fino a provocargli delle ferite sanguinanti e poi gliele suturava personalmente.
La England deve rispondere di quattro capi di imputazione, tra cui aggressioni e maltrattamenti reiterati contro detenuti iracheni.
16/05/2004 12:43
TORTURE: PER LA SOLDATESSA ENGLAND ERA DIVERTENTE
WASHINGTON - Molte foto delle umiliazioni sessuali inflitte ai prigionieri del carcere di Abu Ghraib, presso Baghdad, erano state scattate perche' era ''divertente''. Lo ha detto la soldatessa americana Lynndie England in una serie di dichiarazioni fatte il 5 maggio scorso e pubblicate oggi dal New York Times.
La England, che e' stata deferita alla Corte marziale e si trova in stato di liberta' vigilata a Fort Bragg, e' la donna che in una delle tante foto teneva al guinzaglio un detenuto iracheno.
Nelle sue dichiarazioni riportate dal NYT la soldatessa ha spiegato che quei maltrattamenti facevano parte della prassi e che talvolta era divertente metterli in atto, ma non aveva quasi mai l'impressione di oltrepassare i limiti. Ha ammesso di aver ''camminato'' su alcuni detenuti, ma ''niente di estremo''.
La ventunenne, che aspetta un bambino concepito durante un rapporto con un suo commilitone, ha ammesso di aver stretto una cinghia al collo di un detenuto e di averlo costretto a strisciare, o correre con altri, per ''circa 4-6 ore''.
Ha aggiunto che un altro soldato, per far paura ai prigionieri incappucciati, gli lanciava sulla testa un pallone da football, mentre un altro gli dava dei calci fino a provocargli delle ferite sanguinanti e poi gliele suturava personalmente.
La England deve rispondere di quattro capi di imputazione, tra cui aggressioni e maltrattamenti reiterati contro detenuti iracheni.
16/05/2004 12:43
Messaggio del 20-06-2004 alle ore 10:07:05
Fino a che punto si è arrivati... bella roba!
Nasce un manuale per assistere chi subisce torture
(ANSA) - ROMA, 19 GIU - Arriva un manuale per assistere chi subisce torture. E' curato dal Consorzio Italiano di Solidarieta' (Ics) e dell'Associazione Franz Fanon. L'obiettivo e' far emergere e conoscere la presenza silenziosa e sommersa delle vittime di tortura in Italia in modo da poter individuare percorsi di accoglienza, tutela e riabilitazione nei loro confronti. Il manuale si intitola: 'Pensare la violenza: atrocita' di massa, tortura e riabilitazione'.
2004-06-19 - 14:14:00
Fino a che punto si è arrivati... bella roba!
Nasce un manuale per assistere chi subisce torture
(ANSA) - ROMA, 19 GIU - Arriva un manuale per assistere chi subisce torture. E' curato dal Consorzio Italiano di Solidarieta' (Ics) e dell'Associazione Franz Fanon. L'obiettivo e' far emergere e conoscere la presenza silenziosa e sommersa delle vittime di tortura in Italia in modo da poter individuare percorsi di accoglienza, tutela e riabilitazione nei loro confronti. Il manuale si intitola: 'Pensare la violenza: atrocita' di massa, tortura e riabilitazione'.
2004-06-19 - 14:14:00
Nuova reply all'argomento:
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