Cultura & Attualità
solidale !!!!!
Messaggio del 26-11-2003 alle ore 00:15:06
ben detto
ben detto
Messaggio del 25-11-2003 alle ore 23:46:44
anch'io credo che a questo punto il ritiro immediato con la coda tra le gambe sia la cosa più sbagliata, ma il problema è che lì quegl'uomini non dovevano esserci!!
L'importante è far vedere che anche l'Italia dà il suo bel numero di uomini, senza interrogarsi se questi militari siano o meno in grado di affrontare simili situazioni. Certo che con quell'esplosione, anche se ci fossero stati 19 Rambo, saebbero ugualmente morti, ma penso che se aevssimo avuto militari con una mentalità adeguata alla situazione ambientale, con una certa esperienza, quei mezzi imbottiti di esplosivo, non sarebbero mai giunti sin lì...
Siamo in guerra!!! niente mezzi termini!!!.....la caserma andava difesacon qualsiasi mezzo....anche cannonate!!! altro che farsi due risate con la popolazione come se si stesse facendo una semplic pattuglia per frisa....quì mancava l'esperienza...l'esperienza di chi sà che in mezzo a 100 persone che ti salutano, ci sarà quell'unica persona che ti saluta per sapere come ti muovi, dove vai , cosa fai......insomma per incularti!!! SIAMO IN GUERRA??? MUSO DURO E PALLE QUADRE!!! GENTE D'ESPERIENZA!!! SENNò TUTTI A CASA!!!
anch'io credo che a questo punto il ritiro immediato con la coda tra le gambe sia la cosa più sbagliata, ma il problema è che lì quegl'uomini non dovevano esserci!!
L'importante è far vedere che anche l'Italia dà il suo bel numero di uomini, senza interrogarsi se questi militari siano o meno in grado di affrontare simili situazioni. Certo che con quell'esplosione, anche se ci fossero stati 19 Rambo, saebbero ugualmente morti, ma penso che se aevssimo avuto militari con una mentalità adeguata alla situazione ambientale, con una certa esperienza, quei mezzi imbottiti di esplosivo, non sarebbero mai giunti sin lì...
Siamo in guerra!!! niente mezzi termini!!!.....la caserma andava difesacon qualsiasi mezzo....anche cannonate!!! altro che farsi due risate con la popolazione come se si stesse facendo una semplic pattuglia per frisa....quì mancava l'esperienza...l'esperienza di chi sà che in mezzo a 100 persone che ti salutano, ci sarà quell'unica persona che ti saluta per sapere come ti muovi, dove vai , cosa fai......insomma per incularti!!! SIAMO IN GUERRA??? MUSO DURO E PALLE QUADRE!!! GENTE D'ESPERIENZA!!! SENNò TUTTI A CASA!!!
Messaggio del 25-11-2003 alle ore 23:01:51
andare via ora dall'iraq sarebbe una pura follia.significherebbe mandare nel caos totale una nazione e un popolo.
andare via ora dall'iraq sarebbe una pura follia.significherebbe mandare nel caos totale una nazione e un popolo.
Messaggio del 25-11-2003 alle ore 22:43:58
questa lettera mi è giunta e-mail e credo riporti null'altro che le cose come stanno..una voce fuori dal coro, fuori dall'ipocrisia e dalla facile demagogia....
Subject: I Carabinieri all'attacco del governo
From: "Megachip Informa"
Date: Sat, 15 Nov 2003 16:34:24 +0100
Esclusiva Megachip
I Carabinieri vogliono il ritiro immediato
RABBIA ED AMAREZZA PER I COLLEGHI CADUTI IN IRAQ.
Dopo americani ed Inglesi, non poteva che toccare ai nostri
carabinieri e
soldati italiani in Iraq. Ragazzi spinti alle missioni estere da non
solo
senso umanitario di aiuto a quelle popolazioni, da non solo senso di
patriottismo o contributo alla lotta al terrorismo, ma anche e spesso
soprattutto per portare a casa qualche soldo in più e vivere una vita
con
maggiore dignità. Per questo per essere assegnati alle missioni
estere, tra
i carabinieri vi è una concorrenza spietata a suoni di
raccomandazioni.
In termini economici, 6 mesi di missione estera soprattutto in zone
belliche, contribuisce a comprarsi almeno metà della tanto agognata
casa.
La miseria economica, in cui versano tutti i carabinieri, poliziotti e
militari Italiani, non può essere sottaciuta, come non può essere
sottaciuto il mancato impegno degli attuali Governanti alle tanto
evidenziate ( solo in campagna elettorale ) situazioni migliorative
per
tutto il comparto sicurezza, in cui i Carabinieri, parte integrante,
vivono
con regolamenti da prima guerra mondiale e con stipendi da fame.
Non siamo guerrafondai, siamo solidali con quelle popolazioni, ma
costretti a combattere una Guerra che NON tutto il popolo Italiano e
NON
tutto il Parlamento hanno voluto, perché non avallata dall'ONU. I Ns.
Carabinieri non sono affatto preparati nè psicologicamente nè
professionalmente a combattere una simile guerra civile come quella in
Iraq, questo va detto a chiare lettere. Chi ritiene il contrario, per
motivi di opportunismo, non dice il vero. Piangiamo i nostri morti, i
nostri colleghi ed assistiamo all'ennesima farsa di lacrime di
coccodrillo
da parte di chi, una certa responsabilità nell'invio di quel
contingente
deve pur averla.
L'Unione Nazionale Arma Carabinieri, si stringe attorno alle mogli ed
ai
figli dei colleghi caduti, ed invita i Governanti ad esaminare
seriamente
la possibilità di un RITIRO IMMEDIATO dei nostri uomini da tale
situazione
che potrebbe costare ancora vittime al nostro popolo che ha già fin
troppi
problemi in Patria.
Il Segretario Generale UNAC
M.llo CC. Antonio SAVINO
Direttore de LA RIVISTA DELL'ARMA
___________________
questa lettera mi è giunta e-mail e credo riporti null'altro che le cose come stanno..una voce fuori dal coro, fuori dall'ipocrisia e dalla facile demagogia....
Subject: I Carabinieri all'attacco del governo
From: "Megachip Informa"
Date: Sat, 15 Nov 2003 16:34:24 +0100
Esclusiva Megachip
I Carabinieri vogliono il ritiro immediato
RABBIA ED AMAREZZA PER I COLLEGHI CADUTI IN IRAQ.
Dopo americani ed Inglesi, non poteva che toccare ai nostri
carabinieri e
soldati italiani in Iraq. Ragazzi spinti alle missioni estere da non
solo
senso umanitario di aiuto a quelle popolazioni, da non solo senso di
patriottismo o contributo alla lotta al terrorismo, ma anche e spesso
soprattutto per portare a casa qualche soldo in più e vivere una vita
con
maggiore dignità. Per questo per essere assegnati alle missioni
estere, tra
i carabinieri vi è una concorrenza spietata a suoni di
raccomandazioni.
In termini economici, 6 mesi di missione estera soprattutto in zone
belliche, contribuisce a comprarsi almeno metà della tanto agognata
casa.
La miseria economica, in cui versano tutti i carabinieri, poliziotti e
militari Italiani, non può essere sottaciuta, come non può essere
sottaciuto il mancato impegno degli attuali Governanti alle tanto
evidenziate ( solo in campagna elettorale ) situazioni migliorative
per
tutto il comparto sicurezza, in cui i Carabinieri, parte integrante,
vivono
con regolamenti da prima guerra mondiale e con stipendi da fame.
Non siamo guerrafondai, siamo solidali con quelle popolazioni, ma
costretti a combattere una Guerra che NON tutto il popolo Italiano e
NON
tutto il Parlamento hanno voluto, perché non avallata dall'ONU. I Ns.
Carabinieri non sono affatto preparati nè psicologicamente nè
professionalmente a combattere una simile guerra civile come quella in
Iraq, questo va detto a chiare lettere. Chi ritiene il contrario, per
motivi di opportunismo, non dice il vero. Piangiamo i nostri morti, i
nostri colleghi ed assistiamo all'ennesima farsa di lacrime di
coccodrillo
da parte di chi, una certa responsabilità nell'invio di quel
contingente
deve pur averla.
L'Unione Nazionale Arma Carabinieri, si stringe attorno alle mogli ed
ai
figli dei colleghi caduti, ed invita i Governanti ad esaminare
seriamente
la possibilità di un RITIRO IMMEDIATO dei nostri uomini da tale
situazione
che potrebbe costare ancora vittime al nostro popolo che ha già fin
troppi
problemi in Patria.
Il Segretario Generale UNAC
M.llo CC. Antonio SAVINO
Direttore de LA RIVISTA DELL'ARMA
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