Cultura & Attualità
Tecnoetica
Messaggio del 16-04-2004 alle ore 16:52:48
Prendo spunto da Linus di questo mese per parlare di tecnoetica, ovvero l'etica della tecnologia. Tutti siamo + o - consapevoli del ruolo sempre maggiore affidato alla tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza; ora, lungi dal parlare di robot, è palese che l'uomo sia indirizzato sempre + verso lo sviluppo di macchinari capaci di reagire autonomamente di fronte a diverse situazioni ( es. banale: i tergicristalli che partono automaticamente con la pioggia). Questo ci porta a dover iniziare a pensare al problema di quanta libertà donare alle macchine, vero che è un pò come giocare a fare dio, ma è anche una grande responsabilità che l'uomo si deve accollare se vuole continuare nel suo progresso tecnologico. Asimov aveva già ideato le famose 3 leggi della robotica nel '42, ma siamo sicuri che queste possano bastare? In questo senso parliamo di tecnoetica come etica da
instillare nelle macchine. Può l'uomo decidere un'etica assoluta, libera da errori di interpretazione che portino a danneggiare gli stessi creatori? Secondo me si. Basta capire il limite in cui bisogna necessariamente fermarsi, avendo degli aiuti , anche preziosi, dalla tecnologia , ma senza divenirne schiavi.
Vabbè, è presto per parlarne, ma sono affascinato dagli sviluppi che potrà avere la scienza in questo senso, e vorrei sapere il parere di chi tra voi è interessato.
p.s. tutto questo discorso l'ho fatto al di là dell'amarezza che mi rimane nel vedere una sonda che si muove sulla superficie marziana mentre ogni giorno sulla terra ci sono ancora milioni di bambini che muoiono di fame. Ma queste contraddizioni penso siano insanabili.
Prendo spunto da Linus di questo mese per parlare di tecnoetica, ovvero l'etica della tecnologia. Tutti siamo + o - consapevoli del ruolo sempre maggiore affidato alla tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza; ora, lungi dal parlare di robot, è palese che l'uomo sia indirizzato sempre + verso lo sviluppo di macchinari capaci di reagire autonomamente di fronte a diverse situazioni ( es. banale: i tergicristalli che partono automaticamente con la pioggia). Questo ci porta a dover iniziare a pensare al problema di quanta libertà donare alle macchine, vero che è un pò come giocare a fare dio, ma è anche una grande responsabilità che l'uomo si deve accollare se vuole continuare nel suo progresso tecnologico. Asimov aveva già ideato le famose 3 leggi della robotica nel '42, ma siamo sicuri che queste possano bastare? In questo senso parliamo di tecnoetica come etica da
instillare nelle macchine. Può l'uomo decidere un'etica assoluta, libera da errori di interpretazione che portino a danneggiare gli stessi creatori? Secondo me si. Basta capire il limite in cui bisogna necessariamente fermarsi, avendo degli aiuti , anche preziosi, dalla tecnologia , ma senza divenirne schiavi.
Vabbè, è presto per parlarne, ma sono affascinato dagli sviluppi che potrà avere la scienza in questo senso, e vorrei sapere il parere di chi tra voi è interessato.
p.s. tutto questo discorso l'ho fatto al di là dell'amarezza che mi rimane nel vedere una sonda che si muove sulla superficie marziana mentre ogni giorno sulla terra ci sono ancora milioni di bambini che muoiono di fame. Ma queste contraddizioni penso siano insanabili.
Messaggio del 16-04-2004 alle ore 20:07:18
indubbiamente un discorso affascinante e che merita d'esser trattato.non ne so molto in materia ma spero che in tanti parlino qui così ne capisco di più.
indubbiamente un discorso affascinante e che merita d'esser trattato.non ne so molto in materia ma spero che in tanti parlino qui così ne capisco di più.
Messaggio del 16-04-2004 alle ore 20:23:22
l'esempio + eclatante di tecnologia applicata all'uomo nn per ridargli alcune funzioni perse (tipo protesi artificiali evolute, retine artificiali per ciechi), ma intesa come "miglioramento" in sè, è quello di Kevin Warwick, prof di cibernetica all'università di Reading (inghilterra), che si è fatto impiantare sotto la pelle un chip collegato al suo sistema nervoso, che gli consentiva di controllare alcuni dispositivi elettronici presenti nella sua casa.
l'esempio + eclatante di tecnologia applicata all'uomo nn per ridargli alcune funzioni perse (tipo protesi artificiali evolute, retine artificiali per ciechi), ma intesa come "miglioramento" in sè, è quello di Kevin Warwick, prof di cibernetica all'università di Reading (inghilterra), che si è fatto impiantare sotto la pelle un chip collegato al suo sistema nervoso, che gli consentiva di controllare alcuni dispositivi elettronici presenti nella sua casa.
Messaggio del 16-04-2004 alle ore 21:02:36
ne avevo sentito parlare mi sa tipo a lucignolo o cose simili ma come loro solito molto superficialmente.grazie dell'esempio.
ne avevo sentito parlare mi sa tipo a lucignolo o cose simili ma come loro solito molto superficialmente.grazie dell'esempio.
Messaggio del 17-04-2004 alle ore 00:33:52
Il mondo è ancora molto lontano dal cervello positronico di R. Daniel Olivaw...ma la questione tecnoetica è già attuale.
Non sono le macchine, o la scienza, a privare l'uomo della libertà ma certamente attrverso di esse l'uomo può negarsela. Spesso l'essenza della tecnologia che usiamo quotidianamente è appannaggio di pochi mentre la gente comune la usa e la subisce senza capirci niente!
es. tutti usano cellulari, computer, bancomat ecc. ma quanti ignorano totalmente ciò che accade veramente attraverso quei mezzi...? il cell. per molti funziona con una spece di "magia" chiamata "onde elettromagnetiche".
Poi assistiamo a fenomeni sconcertanti: tutti vogliono il cellulare che prende anche nel posto più sperduto ma nessuno vuole le antenne e i ripetitori per via dell'inquinamento elettromagnetico!
Tutti vogliono usare TV, PC, impianti Hi-Fi, lavatrici aspirapolveri e chi più ne ha più ne metta ma nesuno vuole gli elettrodotti o le centrali elettriche perchè inquinano!
E si continua ad usare l'energia elettrica per produrre calore nelle stufette, asciuga capelli, forni e tostapane senza sapere che quando li usiamo stiamo buttando via galloni di petrolio inquinando con bassissimo rendimento.
quello che voglio dire è che bisogna avere maggior senso critico e chiedersi quando è che si usa una risorsa o quando è che se ne abusa...
In parole povere la tecnologia deve semplificare e migliorare la vita non comlicarla e peggiorarla!!!
Il mondo è ancora molto lontano dal cervello positronico di R. Daniel Olivaw...ma la questione tecnoetica è già attuale.
Non sono le macchine, o la scienza, a privare l'uomo della libertà ma certamente attrverso di esse l'uomo può negarsela. Spesso l'essenza della tecnologia che usiamo quotidianamente è appannaggio di pochi mentre la gente comune la usa e la subisce senza capirci niente!
es. tutti usano cellulari, computer, bancomat ecc. ma quanti ignorano totalmente ciò che accade veramente attraverso quei mezzi...? il cell. per molti funziona con una spece di "magia" chiamata "onde elettromagnetiche".
Poi assistiamo a fenomeni sconcertanti: tutti vogliono il cellulare che prende anche nel posto più sperduto ma nessuno vuole le antenne e i ripetitori per via dell'inquinamento elettromagnetico!
Tutti vogliono usare TV, PC, impianti Hi-Fi, lavatrici aspirapolveri e chi più ne ha più ne metta ma nesuno vuole gli elettrodotti o le centrali elettriche perchè inquinano!
E si continua ad usare l'energia elettrica per produrre calore nelle stufette, asciuga capelli, forni e tostapane senza sapere che quando li usiamo stiamo buttando via galloni di petrolio inquinando con bassissimo rendimento.
quello che voglio dire è che bisogna avere maggior senso critico e chiedersi quando è che si usa una risorsa o quando è che se ne abusa...
In parole povere la tecnologia deve semplificare e migliorare la vita non comlicarla e peggiorarla!!!
Messaggio del 17-04-2004 alle ore 13:35:30
A mio parere il discorso è un pelino più complicato.
In realtà etico è qualcosa che sfugge ad una definizione razionale. Che cosa è etico e cosa non lo è? E' praticamente impossibile stabilirlo con precisione. Da secoli l'uomo si affanna a trovare risposte e quelle che sono state trovate non hanno mai trovato una applicazione omogenea ed universalmente valida. In effetti l'etica a mio avviso non esiste affatto in senso assoluto. Di qui l'impossibilità a seguire, di individuare una sorta di tecno-etica (intesa quasi come una sottocategoria di un qualcosa a più ampio raggio). Non sono poi d'accordo quando si dice che l'uomo "migliori" quando si ricorre a protesi artificali per incrementare le proprie capacità fisiche, anzi è esattamente il contrario! L'uomo moderno è soltanto un pigro che proprio a causa della tecnologia stà diventando sempre più grasso e "limitato". L'uomo è un qualcosa di meraviglioso, una "macchina" talmente sofisticata e perfetta che finora è sfuggita a qualunque tentativo di comprensione totale. Il nostro corpo ma soprattutto la nostra mente sono ancora decisamente sottosfruttate. Anzichè ricorrere ad aberrazioni quali i microchip collegati al sistema nervosa ed altre amenità simili, secondo me dovremmo riscoprire e tentare di indagare fino in fondo le meraviglie ancora sconosciute del nostro corpo e della nostra mente, solo allora potremo dire di aver trovato finalmente la risposta al mistero uomo.
A mio parere il discorso è un pelino più complicato.
In realtà etico è qualcosa che sfugge ad una definizione razionale. Che cosa è etico e cosa non lo è? E' praticamente impossibile stabilirlo con precisione. Da secoli l'uomo si affanna a trovare risposte e quelle che sono state trovate non hanno mai trovato una applicazione omogenea ed universalmente valida. In effetti l'etica a mio avviso non esiste affatto in senso assoluto. Di qui l'impossibilità a seguire, di individuare una sorta di tecno-etica (intesa quasi come una sottocategoria di un qualcosa a più ampio raggio). Non sono poi d'accordo quando si dice che l'uomo "migliori" quando si ricorre a protesi artificali per incrementare le proprie capacità fisiche, anzi è esattamente il contrario! L'uomo moderno è soltanto un pigro che proprio a causa della tecnologia stà diventando sempre più grasso e "limitato". L'uomo è un qualcosa di meraviglioso, una "macchina" talmente sofisticata e perfetta che finora è sfuggita a qualunque tentativo di comprensione totale. Il nostro corpo ma soprattutto la nostra mente sono ancora decisamente sottosfruttate. Anzichè ricorrere ad aberrazioni quali i microchip collegati al sistema nervosa ed altre amenità simili, secondo me dovremmo riscoprire e tentare di indagare fino in fondo le meraviglie ancora sconosciute del nostro corpo e della nostra mente, solo allora potremo dire di aver trovato finalmente la risposta al mistero uomo.
Messaggio del 17-04-2004 alle ore 15:35:56
bè, per "migliorie" intendevo la possibilità di fare cose che sarebbero umanamente impossibili; il fatto del chip sottocutaneo è famoso perchè è stato messo in pratica, ma ho letto anche di altro, tipo iridi ad infrarossi per muoversi al buio e memorie supplementari da inserire nel cervello. Tutte cose che possono essere affascinanti o inquietanti, dipendentemente dal limite di fusione uomo/macchina che vorremo imporci. Forse è questo per ora l'aspetto + importante dell'etica della tecnologia.
Nn dimentichiamo però che questi estremismi sono anche lo specchio di una società talmente evolutà che può ridare una parvenza di vista ai cechi o possibilità di movimento ai tetraplegici.
è vero, il discorso è moooollllltooo + complesso, ma se nn vogliamo chiamarla "tecnoetica" qualcosa dovremo pur fare per decidere i limiti oltre il quale un corpo umano nn può spingersi, o oltre cui una macchina nn debba poter ragionare/elaborare.
bè, per "migliorie" intendevo la possibilità di fare cose che sarebbero umanamente impossibili; il fatto del chip sottocutaneo è famoso perchè è stato messo in pratica, ma ho letto anche di altro, tipo iridi ad infrarossi per muoversi al buio e memorie supplementari da inserire nel cervello. Tutte cose che possono essere affascinanti o inquietanti, dipendentemente dal limite di fusione uomo/macchina che vorremo imporci. Forse è questo per ora l'aspetto + importante dell'etica della tecnologia.
Nn dimentichiamo però che questi estremismi sono anche lo specchio di una società talmente evolutà che può ridare una parvenza di vista ai cechi o possibilità di movimento ai tetraplegici.
è vero, il discorso è moooollllltooo + complesso, ma se nn vogliamo chiamarla "tecnoetica" qualcosa dovremo pur fare per decidere i limiti oltre il quale un corpo umano nn può spingersi, o oltre cui una macchina nn debba poter ragionare/elaborare.
Messaggio del 17-04-2004 alle ore 16:46:15
io direi che il limite è appunto rappresentato dall'esplorare fino in fondo le potenzialità umane. Io non discuto la tecnologia in quanto può aiutare i ciechi oppure i paraplegici. Affatto. Io discuto il ricorrere alla tecnologia per evitare di porci le giuste domande su noi stessi in quanto uomini. Una macchina potrà forse ragionare in modo analitico e anche poter essere in grado di decidere su differenti opzioni, ma sarà sempre una imitazione della mente umana e, in quanto tale, limitata ed altamente imperfetta. E poi ci sono potenzialità umane quali l'intuizione, il genio, il senso artistico, le emozioni che non potranno mai essere implementate in una macchina. Per quanto riguarda la contaminazione uomo-macchina, secondo me il limite da porsi è rappresentato prorio dal limite andando oltre il quale si verrebbe a perdere la nostra "umanità".
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Editato il 16:49:03 17/04/2004 da animamundi
io direi che il limite è appunto rappresentato dall'esplorare fino in fondo le potenzialità umane. Io non discuto la tecnologia in quanto può aiutare i ciechi oppure i paraplegici. Affatto. Io discuto il ricorrere alla tecnologia per evitare di porci le giuste domande su noi stessi in quanto uomini. Una macchina potrà forse ragionare in modo analitico e anche poter essere in grado di decidere su differenti opzioni, ma sarà sempre una imitazione della mente umana e, in quanto tale, limitata ed altamente imperfetta. E poi ci sono potenzialità umane quali l'intuizione, il genio, il senso artistico, le emozioni che non potranno mai essere implementate in una macchina. Per quanto riguarda la contaminazione uomo-macchina, secondo me il limite da porsi è rappresentato prorio dal limite andando oltre il quale si verrebbe a perdere la nostra "umanità".
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Editato il 16:49:03 17/04/2004 da animamundi
Messaggio del 17-04-2004 alle ore 16:49:59
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Editato il 16:52:01 17/04/2004 da animamundi
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Editato il 16:52:01 17/04/2004 da animamundi
Messaggio del 17-04-2004 alle ore 17:09:22
tecnologia e scienza non sono alternative ad arte e spiritualità. Stà all'uomo capire quando è utile usare le sue conoscenze scientifiche e quando invece ricorrere alle sue intuizioni artistike e irrazionali o semplicemente al suo buon senso. E' proprio nel momento della scelta che spesso sorge la questione etica.
Spesso è l'ignoranza e la superficialità a determinare un uso abberrante della tecnologia...
tecnologia e scienza non sono alternative ad arte e spiritualità. Stà all'uomo capire quando è utile usare le sue conoscenze scientifiche e quando invece ricorrere alle sue intuizioni artistike e irrazionali o semplicemente al suo buon senso. E' proprio nel momento della scelta che spesso sorge la questione etica.
Spesso è l'ignoranza e la superficialità a determinare un uso abberrante della tecnologia...
Messaggio del 17-04-2004 alle ore 18:02:21
x animamundi:ho paura che sia + semplice mandare una sonda su marte che conoscere tutti i segreti del cervello umano...ed è un peccato.
x animamundi:ho paura che sia + semplice mandare una sonda su marte che conoscere tutti i segreti del cervello umano...ed è un peccato.
Messaggio del 19-04-2004 alle ore 16:31:22
l'uomo è stato una bestia finchè nn è diventato un essere in grado di servirsi degli artifizi per interagire con il mondo esterno.
praticamente da quando ha iniziato a lavorare la pietra, le pelli, i metalli e a sfruttare le peculiarità del fuoco e di altri elementi è diventato quello che oggi siamo noi, esseri pensanti che ci interroghiamo sull'eticità della tecnologia...
ben venga...
quello che mi piace mutuare da ambienti filosofici più eminenti, è che l'uomo solo per pochissimo tempo è classificabile come Homo Sapiens. in realtà, immediatamente dopo la sua prima manifattura, l'uomo è divenuto Homo Technicus, un animale che si è da allora posto liberamente come misura di tutto quello che aveva intorno, parte di un mondo che da allora nn avrebbe dovuto più solo subire passivamente, ma gestire con scienza e intelletto.
l'uomo ha in tutto questo tempo interagito con la materia che aveva sotto mano e l'ha modellata, apparentemente dal nulla, per creare oggetti meravigliosi agli occhi dei nosti soli bisnonni...
già questo nostro rapportarci con la tecnologia è sinonimo di quell'imprescindibile rapporto che lega l'uomo a tutto il resto, e per questo non mi sento affatto di criticare quello che l'uomo fa per sè stesso anche se molto spesso lo fa a sfregio della miseria e di condizioni di inferiorità in cui si trovano gran parte dei loro simili.
ma vorrei ricordare ai pessimisti della tecnologia, che si servono evidentemente di ritrovati della tecnica per interagire a centinaia di km di distanza tramite questi terminali, che il progresso e le migliorie che la scienza tecnologica oggi ci offre, sono il più delle volte frutto di competizioni e di situazioni ben poco altruistiche.
è vero che i soldi spesi per mandare un robottino su marte, avrebbero riassestato l'economia di 60 paesi sottosviluppati.
è vero anche, però, che se nn fosse stato per quegli studi condotti per cercare di portare a termine tutte queste astronomiche attività, molti dei progressi che oggi possono ipotizzarsi verso un futuro migliore per tutti quanti, probabilmente oggi non sarebbero neppure immaginabili.
l'uomo è un essere che costruisce e si costruisce e non finirà mai di farlo. la tecnologia è solo uno dei tanti veicoli che lo conducono verso il proprio essere nel mondo.
problemi etici di questo tipo non ce ne sono, giacchè l'etica, come è stato giustamente fatto notare, non è nulla di oggettivo, ma sempre riferibile al metro di giudizio proprio della soggettività di ciascuno di noi.
l'uomo è stato una bestia finchè nn è diventato un essere in grado di servirsi degli artifizi per interagire con il mondo esterno.
praticamente da quando ha iniziato a lavorare la pietra, le pelli, i metalli e a sfruttare le peculiarità del fuoco e di altri elementi è diventato quello che oggi siamo noi, esseri pensanti che ci interroghiamo sull'eticità della tecnologia...
ben venga...
quello che mi piace mutuare da ambienti filosofici più eminenti, è che l'uomo solo per pochissimo tempo è classificabile come Homo Sapiens. in realtà, immediatamente dopo la sua prima manifattura, l'uomo è divenuto Homo Technicus, un animale che si è da allora posto liberamente come misura di tutto quello che aveva intorno, parte di un mondo che da allora nn avrebbe dovuto più solo subire passivamente, ma gestire con scienza e intelletto.
l'uomo ha in tutto questo tempo interagito con la materia che aveva sotto mano e l'ha modellata, apparentemente dal nulla, per creare oggetti meravigliosi agli occhi dei nosti soli bisnonni...
già questo nostro rapportarci con la tecnologia è sinonimo di quell'imprescindibile rapporto che lega l'uomo a tutto il resto, e per questo non mi sento affatto di criticare quello che l'uomo fa per sè stesso anche se molto spesso lo fa a sfregio della miseria e di condizioni di inferiorità in cui si trovano gran parte dei loro simili.
ma vorrei ricordare ai pessimisti della tecnologia, che si servono evidentemente di ritrovati della tecnica per interagire a centinaia di km di distanza tramite questi terminali, che il progresso e le migliorie che la scienza tecnologica oggi ci offre, sono il più delle volte frutto di competizioni e di situazioni ben poco altruistiche.
è vero che i soldi spesi per mandare un robottino su marte, avrebbero riassestato l'economia di 60 paesi sottosviluppati.
è vero anche, però, che se nn fosse stato per quegli studi condotti per cercare di portare a termine tutte queste astronomiche attività, molti dei progressi che oggi possono ipotizzarsi verso un futuro migliore per tutti quanti, probabilmente oggi non sarebbero neppure immaginabili.
l'uomo è un essere che costruisce e si costruisce e non finirà mai di farlo. la tecnologia è solo uno dei tanti veicoli che lo conducono verso il proprio essere nel mondo.
problemi etici di questo tipo non ce ne sono, giacchè l'etica, come è stato giustamente fatto notare, non è nulla di oggettivo, ma sempre riferibile al metro di giudizio proprio della soggettività di ciascuno di noi.
Messaggio del 19-04-2004 alle ore 20:30:37
ma prima o poi qualcuno dovrà pur decidere che tipo di etica inserire in una macchina, etica intesa come distinzione tra bene e male posta come limite del libero arbitrio di cui un oggetto inanimato potrebbe abusare.
Nn volevo parlare di etica in generale, figuriamoci; ma pensate a questo: ormai siamo quasi arrivati allo sviluppo definitivo di un aereo senza pilota, un futuro prossimo quest'aereo arriverà a poter eseguire degli attacchi e nn solo delle missioni di pattugliamento. Quindi questa macchina dovrà essere in grado di poter distinguere tra amico e nemico.
L'esempio è banale e nn voglio spingermi troppo oltre con la fantasia, ma rende abbastanza bene l'idea.
ma prima o poi qualcuno dovrà pur decidere che tipo di etica inserire in una macchina, etica intesa come distinzione tra bene e male posta come limite del libero arbitrio di cui un oggetto inanimato potrebbe abusare.
Nn volevo parlare di etica in generale, figuriamoci; ma pensate a questo: ormai siamo quasi arrivati allo sviluppo definitivo di un aereo senza pilota, un futuro prossimo quest'aereo arriverà a poter eseguire degli attacchi e nn solo delle missioni di pattugliamento. Quindi questa macchina dovrà essere in grado di poter distinguere tra amico e nemico.
L'esempio è banale e nn voglio spingermi troppo oltre con la fantasia, ma rende abbastanza bene l'idea.
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 17:30:37
Il problema nn è distinguere il nemico dall'amico xkè gli amici si possono riconoscere facilmente, il problema è un altro, cioè è giusto meno ricorrere ad una makkina x fare delle cose ke all'uomo risultano difficili da fare?
SI CAZZO!!!!!
abbiamo un cervello ke ha prodotto e continuerà a produrre, si spera, nel corso dei secoli, robe strepitose ke c hanno fatto fare cose impensabili e nn lo vogliamo sfruttare?
xkè nn impiantarsi un chip sottopelle x controllare gli elettrodomestici? se una cosa t facilita la vita xkè nn farla?
Il problema nn è distinguere il nemico dall'amico xkè gli amici si possono riconoscere facilmente, il problema è un altro, cioè è giusto meno ricorrere ad una makkina x fare delle cose ke all'uomo risultano difficili da fare?
SI CAZZO!!!!!
abbiamo un cervello ke ha prodotto e continuerà a produrre, si spera, nel corso dei secoli, robe strepitose ke c hanno fatto fare cose impensabili e nn lo vogliamo sfruttare?
xkè nn impiantarsi un chip sottopelle x controllare gli elettrodomestici? se una cosa t facilita la vita xkè nn farla?
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 17:34:14
Se poi parliamo del fatto ke l'america ha speso milioni e milioni di dollari x mandare le sonde su marte e nn spende un centesimo x la gente ke muore d fame nel mondo è tutt'altro discorso e sn daccordo cn voi
Se poi parliamo del fatto ke l'america ha speso milioni e milioni di dollari x mandare le sonde su marte e nn spende un centesimo x la gente ke muore d fame nel mondo è tutt'altro discorso e sn daccordo cn voi
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 17:57:06
io vorrei un chip per fare il caffè a distanza...
gna si fà?
io vorrei un chip per fare il caffè a distanza...
gna si fà?
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 20:30:11
buja, va bene approfittare della tecnologia per migliorare il tenore di vita, ma il dubbio da me espresso riguarda proprio il limite oltre cui nn è lecito spingersi se nn si vuole somigliare + ad una macchina che ad un uomo. Ma cos'è che veramente fà di noi degli uomini e nn delle macchine? Potremmo avere un corpo completamente cibernetico salvo il cervello e definirci ancora uomini? Nn sono sicuro della risposta che mi darei, credo che il cervello racchiuda tutto di noi: personalità, intelligenza, passioni, talenti ecc..
Ma nn riesco a vedermi ancora uomo senza il mio corpo, o gran parte di esso.
Mi sa che ho letto un pò troppa fantascienza...
buja, va bene approfittare della tecnologia per migliorare il tenore di vita, ma il dubbio da me espresso riguarda proprio il limite oltre cui nn è lecito spingersi se nn si vuole somigliare + ad una macchina che ad un uomo. Ma cos'è che veramente fà di noi degli uomini e nn delle macchine? Potremmo avere un corpo completamente cibernetico salvo il cervello e definirci ancora uomini? Nn sono sicuro della risposta che mi darei, credo che il cervello racchiuda tutto di noi: personalità, intelligenza, passioni, talenti ecc..
Ma nn riesco a vedermi ancora uomo senza il mio corpo, o gran parte di esso.
Mi sa che ho letto un pò troppa fantascienza...
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 20:45:50
mi sa veramente di si, rick!
mi sa veramente di si, rick!
Messaggio del 08-05-2004 alle ore 11:08:04
solo per riprendere un attimo l'argomento...in un corso che ho appena iniziato si parlerà - nelel ultime lezioni - anche di roboetica.è attinente con questo discorso rick?
solo per riprendere un attimo l'argomento...in un corso che ho appena iniziato si parlerà - nelel ultime lezioni - anche di roboetica.è attinente con questo discorso rick?
Messaggio del 08-05-2004 alle ore 15:28:44
nn è che mo io sono l'esperto...
cmq il corso lo stai seguendo tu, quindi chi meglio di te può dirlo?magari puoi postare qualche argomento trattato nelle lezioni, a me potrebbe interessare.
nn è che mo io sono l'esperto...
cmq il corso lo stai seguendo tu, quindi chi meglio di te può dirlo?magari puoi postare qualche argomento trattato nelle lezioni, a me potrebbe interessare.
Messaggio del 08-05-2004 alle ore 16:14:12
ok rick però se ne riparla a fine corso
ok rick però se ne riparla a fine corso
Messaggio del 09-05-2004 alle ore 23:54:11
magari si parla delle "tre leggi della robotica" di Asimov
magari si parla delle "tre leggi della robotica" di Asimov
Messaggio del 12-05-2004 alle ore 00:54:52
io credo che il progresso sia un'arma a doppio taglio, tutti sappiamo che una volta aquisita una scoperta scentifica non si puo' piu' tornare indietro, ecco perche' credo che se un giorno verranno impiantati chip o cose del genere non ce ne renderemo nemmeno piu' conto, come e' successo per l'eletricita', per l'automobile, per il cellulare e potrei continuare per molto... l'idea, quindi, di definire dei limiti mi sembra pura utopia, le leggi che mensionate erano giuste a quei tempi, ma ora sono ancora giuste? eppure molta tecnologia "futuristica" esiste gia', purtoppo utilizzata non sempre per scopi benefici (es la nanotecnologia a cose serve? gli aereospia senza pilota? i cruise[se non sbaglio questo e' il nome] non sono missili che avendo il mappato del terreno cercano la strada + bassa, corta e silenziosa per arrivare al bersaglio? eppure esiste gia' da molto!). Personamelte credo che un "freno platonico" chiamato "tecnoetica" sia solo un modo per definire limiti di cui l'uomo ha paura di varcare, e sa che se li varca puo' avere pesanti ripercussioni, su di se e sul suo gruppo.
io credo che il progresso sia un'arma a doppio taglio, tutti sappiamo che una volta aquisita una scoperta scentifica non si puo' piu' tornare indietro, ecco perche' credo che se un giorno verranno impiantati chip o cose del genere non ce ne renderemo nemmeno piu' conto, come e' successo per l'eletricita', per l'automobile, per il cellulare e potrei continuare per molto... l'idea, quindi, di definire dei limiti mi sembra pura utopia, le leggi che mensionate erano giuste a quei tempi, ma ora sono ancora giuste? eppure molta tecnologia "futuristica" esiste gia', purtoppo utilizzata non sempre per scopi benefici (es la nanotecnologia a cose serve? gli aereospia senza pilota? i cruise[se non sbaglio questo e' il nome] non sono missili che avendo il mappato del terreno cercano la strada + bassa, corta e silenziosa per arrivare al bersaglio? eppure esiste gia' da molto!). Personamelte credo che un "freno platonico" chiamato "tecnoetica" sia solo un modo per definire limiti di cui l'uomo ha paura di varcare, e sa che se li varca puo' avere pesanti ripercussioni, su di se e sul suo gruppo.
Messaggio del 13-05-2004 alle ore 16:25:20
Beh, il dibattito riguardante la clonazione è un esempio del fatto che siamo coscienti di avvicinarci, tramite una scoperta scientifica, ad un nuovo confine e che stiamo per entrare in nuovi territori. La nanotecnologia può uccidere e può ridare la vista (ad es.); da sempre il progresso tecnologico è stato usato anche per fare del male, ma questo è un altro discorso, un altro tipo di etica. Penso che su questo siamo d'accordo.
Perchè dici "solo un freno platonico"?
Solo?
Hai detto niente!
Sarebbe già tanto. Considerando che alla fine nn esiste un referendum mondiale su questioni di tipo etico/scientifico (nn mi sembra almeno) ma dibattitti che coinvolgono, per la maggior parte, solo comunità scientifiche e comunità religiose.
Beh, il dibattito riguardante la clonazione è un esempio del fatto che siamo coscienti di avvicinarci, tramite una scoperta scientifica, ad un nuovo confine e che stiamo per entrare in nuovi territori. La nanotecnologia può uccidere e può ridare la vista (ad es.); da sempre il progresso tecnologico è stato usato anche per fare del male, ma questo è un altro discorso, un altro tipo di etica. Penso che su questo siamo d'accordo.
Perchè dici "solo un freno platonico"?
Solo?
Hai detto niente!
Sarebbe già tanto. Considerando che alla fine nn esiste un referendum mondiale su questioni di tipo etico/scientifico (nn mi sembra almeno) ma dibattitti che coinvolgono, per la maggior parte, solo comunità scientifiche e comunità religiose.
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