Cultura & Attualità

una bella notizia...
Messaggio del 30-08-2003 alle ore 12:41:35
Caro dekkard, scusa se mi permetto, ma se i miei sono discorsi grossolani e imprecisi, i tuoi sono alquanto vaghi e aleatori: tante belle parole ma gira e rigira dici sempre la stessa cosa e stringendo di concreto c’è men che nulla; posso dire che tra le due famiglie c’era la partecipazione nella finanziaria e non in una banca, ma come errore non mi sembra un gran che.

1) Questi argomenti saranno pure stati trattati 1000 altre volte ma io mi sono iscritto da poco e non vedo perché non dovrei parlarne.. dov’è la dietrologia di bassa lega, io proprio non la vedo… e poi come fa ad essere dietrologia, se permetti riguarda il presente e soprattutto il futuro di tutti. Se due indizi fanno una prova.. allora 1000 indizi quanto fanno?

2) Mi trovo d’accordo con te ma che cosa intendi per democrazia federale evoluta? Evoluta in che senso? Non dimentichiamoci che Bush ha preso meno voti di Al Gore ed è diventato presidente… a questo punto la parola democrazia perde un po’ di significato!! Inoltre se sono vittime loro stessi dell’ultraliberismo, cosa posso farci? E comunque non giustifica nulla!

3) Quello che dici è giusto e vabbè ho sbagliato la partecipazione non era in una banca ma in una finanziaria: la Carlyle. Inoltre quello che aggiungi corrobora la mia tesi.

4) La plutocrazia e la dipendenza dal denaro non è certo fonte di pace e benessere per il resto del mondo, inoltre è appunto una plutocrazia e non una democrazia federale evoluta… e ancora una volta questo non li giustifica a fare quello che fanno, nondimeno il presidente per le sue esecuzioni capitali.

5) Nessuno ha parlato di male personificato negli states, e finiamola col pensare che chi critica Bush è antiamericano.. contro la libertà… ecc. poi tutto quello dici lo sapevo già e mi trova d’accordo, ma non c’era bisogno di scriverlo… cosa centra col mio post???? Poi il periodo oscuro lo vive l’intero pianeta e non l’america.

Infine posso ribadire di non essere stato impreciso… se vuoi ti do i riferimenti del libro di Ziegler. Comunque la tua risposta mi ha fatto piacere perché c’è gente che qui sa scrivere solo Vaff… testa di… ecc. mentre il nostro mi sembra un dialogo costruttivo, non offensivo e interessante.
Alla prossima
Messaggio del 29-08-2003 alle ore 20:05:41
1)Questi argomenti sono stati trattati in 1000 salse diverse sulle pagine di questo forum dal Settembre 2001.E' davvero troppo facile della dietrologia di bassa lega,anche se dietro la dissennata politica neoconsevatrice di questo tipo di Repubblicani e' davvero naturale "individuare" o sentire puzza di complotti,trame degne di uno Z movie della Troma production,allo stato attuale delle cose ci sono 1000 indizi ma zero prove certe,la storia cerchera' in futuro di analizare piu' serenamente gli eventi.
2)Il clan Bush fa solo il suo sporco lavoro,di certo l'elezione di Bush Junior alla Casa bianca non e' stata la 5 essenza della trasparenza,ma siamo di fronte ad una democrazia federale evoluta,la prima al mondo che ha sviluppato un sofisticato sistema di pesi e contrappesi atti a bilanciare un esecutivo troppo forte,inoltre l'anno prox ci sono le elezioni e la politica ultraliberista,legata alle lobby militariste e dell'energia non sembra aver tirato fuori l'economia USA da un pantano davvero profondo dopo gli scandali Enron e le bolle speculative delle dot.com.
3)La famiglia Bush e i Laden non hanno Banche svizzere,avevano solo fatto investimenti comuni attraverso la Carlyle nota finanziaria nel cui consiglio di amministrazione siedono numerosi neoconservatori legati al clan Bush,lo stesso Bush senior e alle lobby vicino a questi nuovi conservatori puritani.Nel corso degli anni 80 contro l'Orso rosso spesso la Cia la Dia e altre agenzie hanno stipulato accordi con fazioni integraliste con i servizi pakistani allo scopo di combattere in Afganistan il comunismo sulla base di un non meglio precisato effetto domino tanto in voga in quel periodo storico,accordi regolarmente finanziati dal Congresso sono poche le black-ops,fra cui 1 molto celebre,Iran/contras gate sappiamo tutti come e' finita.
4)Gli Stati Uniti sono ora effettivamente piu' vicini ad una plutocrazia che ad una democrazia di tipo classico,il denaro ha un ruolo cardine nella vita politica e il lobbismo tanto vituperato qui da noi,ma cmq ugualmente molto diffuso,li e' oggetto di regolamentazioni legislative , viene vissuto come un "male" necessario al buon funzionamento del loro sistema federale.inoltre il modus vivendi Calvinista non sempre e' ben intepretato qui in Europa sopratutto qui a Calciolandia.
5)Gli States non sono il male personificato,sono un paese colmo di contraddizioni,un paese dove convivono istanze molto diverse.sono il paese che ha permesso alla Scuola di Francoforte di continuare la sua opera filo-marxista ha dato i natali a intellettuali di grandissimo calibro sempre liberissimi di urlare i loro pensiero critico,ricordo a tutti che il popolo di Seattle non e' stato inventato da Agnoletto.Attualmente quel paese vive un periodo oscuro,ma passera'spero solo che i Democratici riescano alle prossime elezioni a presentare un candidato di buon livello l'unica scelta possibile e' un ritorno deciso ad un approccio piu'vicino ad un nuovo New Deal dell'epoca digitale,un ritorno alla socialdemocrazia,che ha garantito a tutti noi occidentali un buon grado di benessere nel passato,dimenticando spero,le brutture di questo liberismo reganiano davvero umiliante per l'individuo.
Mi fermo,ma ci sarebbe da scrivere ancora molto.
Messaggio del 28-08-2003 alle ore 23:12:32
Dove sono le imprecisioni Dekkard? ho scritto nomi e cifre, mi sembra di essere stato più che chiaro, casomai il tuo contributo è alquanto lacunoso riguardo le argomentazioni da te fornite, che infatti sono zero! Se poi questi discorsi sono grossolani, proponi tu qualcosa di buono in proposito, sarò pronto a leggere. Forse grossolani perchè le bombe noi le vediamo solo in tv...
Messaggio del 28-08-2003 alle ore 16:37:40
grazie dekkard, per il tuo prezioso contributo.
Messaggio del 28-08-2003 alle ore 16:23:29
Troppe imprecisioni,discorsi grossolani
Messaggio del 28-08-2003 alle ore 15:47:10
Troppe imprecisioni,discorsi grossolani
Messaggio del 28-08-2003 alle ore 01:45:47
Skin: e' "caduto" sotto una "pompa"
Messaggio del 27-08-2003 alle ore 09:54:17
midù ha ragione, una guerra (peraltro assolutamaente ingiustificata) non è cosa da poco... Poi è vero che i presidenti sono dei burattini nelle mani del pentagono ma Clinton in 8 anni ha fatto la guerra dei balcani e basta (se ben ricordo); mentre Bushetto in poco più di 2 anni ne ha fatte 2 e soprattutto, e cosa + grave, ha preparato la base per odi e fondamentalismi futuri certamente fonti di prossime guerre. Come può essere un brav'uomo uno che da governatore del Texas mandò sulla sedia elettrica oltre 130 persone... uno che è petroliere, figlio di petroliere (il padre iniziò la guerra in Iraq) e nel suo governo ha ben sei ministri petrolieri…. Per non parlare poi delle banche in Svizzera di proprietà della famiglia Bush e Bin Laden..
Sua è la Esso… Dik Cheney (vicepresidente) ha la più grande azienda di spegnimento di pozzi petroliferi… e intanto la gente muore sotto le bombe della “civiltà superiore” occidentale…
Messaggio del 26-08-2003 alle ore 21:35:41
tanto, o bush, o topolino, la musica è sempre quella... sono sempre convinto ke il premier USA sia una marionetta manipolata da wall-street e dal pentagono...
C'era una volta un presidente americano ke decise ke la guerra non andava fatta... ke fine ha fatto?
Messaggio del 26-08-2003 alle ore 20:38:38
midù....POPI?????
Messaggio del 26-08-2003 alle ore 17:36:18
mah...A ME LUI NN PIACE PER NIENTE! e popi "a parte la decione di attaccare l'Iraq"....NN MI SEMBRA POCO UNA GUERRA, NO???
Messaggio del 26-08-2003 alle ore 16:10:47
jasa...cmq a parte per la decisione di attaccare l'iraq mi dispiace che ci sia capitato lui all'attacco alle torri...secondo me è un brav'uomo.....nn so clinton,cennedy ecc che avrebbero fatto al posto suo
Messaggio del 26-08-2003 alle ore 15:42:24
NEW YORK - Il blackout nella Grande Mela, lo stillicidio di morti americani in Iraq e, soprattutto, la crisi economica. Sono queste le spine nel fianco del presidente degli Stati Uniti George W. Bush, per il quale l'altissimo indice di popolarità toccato dopo la tragedia dell'11 settembre sembra ormai un lontano ricordo. Tanto lontano che secondo un sondaggio del settimanale Newsweek, la maggioranza degli americani non gli concederebbe - se si dovesse votare oggi - un secondo mandato presidenziale. "La Repubblica"

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