La Piazza
ARBEIT MACHT FREI...O FORSE NO?
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 17:58:36
Per utopia, se non avessi bisogno dei soldi non lavorerei.
Farei ciò che mi piace fare solo perchè mi piace farlo.
Il lavoro mi sa di schiavitù e mi pesa per quanto sia un buon lavoro. Il tempo che non è più mio.. Gli orari che devo gestire in base a quelli del lavoro.. Le giornate a fare azioni che per me non hanno significato e non hanno alcuna influenza sulle cose e le persone che per me contano, se non rubar loro tempo..
E il denaro basterà a realizzare qualche desiderio materiale e non migliorerà la qualità della mia vita.
Mi basta guardare i miei genitori che lavorano duro da una vita e poco si sono potuti godere.
Mi sento negativa al riguardo. Ho la sensazione che sia una sorta di "prostituzione".
Ma non so trovare un'alternativa, o una via d'uscita.
In sintesi, non credo che il lavoro renda liberi.
Toh, anche la bibliografia: se vi va leggetevi il primo racconto (mi pare si intitoli "La macchina strizzafegato", non ce l'ho sottomano ora) di "Compagno di sbronze" di Bukowski, ed. Feltrinelli
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Editato il 18:02:01 08/04/2003 da Jun
Per utopia, se non avessi bisogno dei soldi non lavorerei.
Farei ciò che mi piace fare solo perchè mi piace farlo.
Il lavoro mi sa di schiavitù e mi pesa per quanto sia un buon lavoro. Il tempo che non è più mio.. Gli orari che devo gestire in base a quelli del lavoro.. Le giornate a fare azioni che per me non hanno significato e non hanno alcuna influenza sulle cose e le persone che per me contano, se non rubar loro tempo..
E il denaro basterà a realizzare qualche desiderio materiale e non migliorerà la qualità della mia vita.
Mi basta guardare i miei genitori che lavorano duro da una vita e poco si sono potuti godere.
Mi sento negativa al riguardo. Ho la sensazione che sia una sorta di "prostituzione".
Ma non so trovare un'alternativa, o una via d'uscita.
In sintesi, non credo che il lavoro renda liberi.
Toh, anche la bibliografia: se vi va leggetevi il primo racconto (mi pare si intitoli "La macchina strizzafegato", non ce l'ho sottomano ora) di "Compagno di sbronze" di Bukowski, ed. Feltrinelli
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Editato il 18:02:01 08/04/2003 da Jun
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 16:27:53
abbijete bobbrò, e dope manneme na cartuline ccà te venghe a truvà
abbijete bobbrò, e dope manneme na cartuline ccà te venghe a truvà
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 16:18:05
una buona parte ha avuto la possibilitá di sceglierlo,forse con i nostri tempi non puoi permetteterlo piu´......
per quando riguarda il risparmiare o ancora meglio ...dare un taglio al nostro lusso,vorrei vedere chi é capace!
oramai ci siamo in mezzo con o senza volerlo.
al massimo ci cercheremo´un´isola e quanda mi te fame vado a caccia,non avro´i diritti..ma non ho neanche i doveri che una persona mi impone!
una buona parte ha avuto la possibilitá di sceglierlo,forse con i nostri tempi non puoi permetteterlo piu´......
per quando riguarda il risparmiare o ancora meglio ...dare un taglio al nostro lusso,vorrei vedere chi é capace!
oramai ci siamo in mezzo con o senza volerlo.
al massimo ci cercheremo´un´isola e quanda mi te fame vado a caccia,non avro´i diritti..ma non ho neanche i doveri che una persona mi impone!
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 16:14:09
il mio lavoro (almeno uno dei due) è la cosa ke mi fa star meglio della mia vita...limitativo???assoluatamente il contrario...trovo i limiti e li oltrepasso, trovo un appiglio creativo ed esprimo il massimo e per farlo ovviamente devo essere completamente immersa nel mio cuore e nella mia testa...non mi interessa guadagnarci con questo...quello ke deve darmi il mio lavoro me lo dà, non mi son mai aspettata nulla...ed è arrivato tutto
il mio lavoro (almeno uno dei due) è la cosa ke mi fa star meglio della mia vita...limitativo???assoluatamente il contrario...trovo i limiti e li oltrepasso, trovo un appiglio creativo ed esprimo il massimo e per farlo ovviamente devo essere completamente immersa nel mio cuore e nella mia testa...non mi interessa guadagnarci con questo...quello ke deve darmi il mio lavoro me lo dà, non mi son mai aspettata nulla...ed è arrivato tutto
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 15:56:47
confermo....quando voglio sentire il mare...accosto l'orecchio alla coccia di alex_nathan!!
confermo....quando voglio sentire il mare...accosto l'orecchio alla coccia di alex_nathan!!
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 15:48:06
vi (o ti) ospiterei volentieri nella mia scatola cranica, ma vista la totale assenza di gravità dovreste giocare con una palla di piombo....e poi chi li fa i colpi di testa?
In ogni caso non mi va di fare polemica ma quando alcune cose non le penso (e mi succede spesso di non pensare per il motivo di cui sopra)non le dico neanche per scherzo.
vi (o ti) ospiterei volentieri nella mia scatola cranica, ma vista la totale assenza di gravità dovreste giocare con una palla di piombo....e poi chi li fa i colpi di testa?
In ogni caso non mi va di fare polemica ma quando alcune cose non le penso (e mi succede spesso di non pensare per il motivo di cui sopra)non le dico neanche per scherzo.
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 14:49:47
X alex nathan: sono sicuro ke skerzavi, altrimenti dovrei dirti ke la prossima volta ke piove la partita a calcetto si potrebbe organizzare nella tua scatola cranica ...ma siccome di sicuro skerzavi, vedi, nn lo dico...
X alex nathan: sono sicuro ke skerzavi, altrimenti dovrei dirti ke la prossima volta ke piove la partita a calcetto si potrebbe organizzare nella tua scatola cranica ...ma siccome di sicuro skerzavi, vedi, nn lo dico...
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 14:46:05
1. nn sempre ci scegliamo il lavoro.
2. se anke lo scegliamo nn possiamo svolgerlo come ci pare per i motivi + disparati, di cui il + imnportante è il fatto ke cmq il ns lavoro è inserito in una organizzazione socio economica ke si fonda sullo sfruttamento
3. in effetti oggi come oggi si lavora di + per soddisfare esigenze abbastanza inutili, ke però ci fanno spendere di +.
4.è sempre molto alto, e aumenta, il num di quelli ke pur lavorando nn riescono a vivere dignitosamente..e vorrei anke vedere visto ke nelle grandi città un appartamento costa sui 7/800 euro facile facile...a me qs pare una moderna formaq di skiavitù
5.La società va verso un modello all'americana, suddividendo sfigati perdenti, ke devono morì, e beautiful people, esseri di forma umana, ma di nn pari sentimenti, pieni di soldi e beni di lusso, ke si mangiano pro capite in un anno, l'equivalente del pil del Sudan...
6. in qs quadro, qual'è la soluzione? far finta di niente? nn lavorare? ridurre i consumi superflui?
1. nn sempre ci scegliamo il lavoro.
2. se anke lo scegliamo nn possiamo svolgerlo come ci pare per i motivi + disparati, di cui il + imnportante è il fatto ke cmq il ns lavoro è inserito in una organizzazione socio economica ke si fonda sullo sfruttamento
3. in effetti oggi come oggi si lavora di + per soddisfare esigenze abbastanza inutili, ke però ci fanno spendere di +.
4.è sempre molto alto, e aumenta, il num di quelli ke pur lavorando nn riescono a vivere dignitosamente..e vorrei anke vedere visto ke nelle grandi città un appartamento costa sui 7/800 euro facile facile...a me qs pare una moderna formaq di skiavitù
5.La società va verso un modello all'americana, suddividendo sfigati perdenti, ke devono morì, e beautiful people, esseri di forma umana, ma di nn pari sentimenti, pieni di soldi e beni di lusso, ke si mangiano pro capite in un anno, l'equivalente del pil del Sudan...
6. in qs quadro, qual'è la soluzione? far finta di niente? nn lavorare? ridurre i consumi superflui?
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 14:39:40
bisognerebbe calcolare anke la gente che ha cambiato la sua vita (positivamente) in base al proprio lavoro. se il lavoro che una persona svolge attraversa anke gli interessi personali di questa a mia opinione non si puo parlare di assoggettamento, e non vedrei nemmeno una posizione esterna o interna ma una fusione tra l'uomo ed il proprio lavoro
bisognerebbe calcolare anke la gente che ha cambiato la sua vita (positivamente) in base al proprio lavoro. se il lavoro che una persona svolge attraversa anke gli interessi personali di questa a mia opinione non si puo parlare di assoggettamento, e non vedrei nemmeno una posizione esterna o interna ma una fusione tra l'uomo ed il proprio lavoro
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 14:07:18
samu, vuoi fare la pubblicitaria??? E' la mia passione...
samu, vuoi fare la pubblicitaria??? E' la mia passione...
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 14:02:16
l´unica "freiheit" che abbiamo e solo quella che possiamo almeno scegliere che lavoro fare, per il resto poi sei solo uno schiavo indirettamente.......la machine, la casa, lu telefonino ect. ect. ect.!! gira e rigira alla fine del mese, per una buona parte del popolo, ti chiedi....tutto qua´?? per che cosa ho lavorato sto mese????
l´unica "freiheit" che abbiamo e solo quella che possiamo almeno scegliere che lavoro fare, per il resto poi sei solo uno schiavo indirettamente.......la machine, la casa, lu telefonino ect. ect. ect.!! gira e rigira alla fine del mese, per una buona parte del popolo, ti chiedi....tutto qua´?? per che cosa ho lavorato sto mese????
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 13:42:58
arbeit macht frei
se non lo fai
visto che poeta?
ehhehee
arbeit macht frei
se non lo fai
visto che poeta?
ehhehee
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 13:40:46
Penso che l’uomo senza il lavoro non sarebbe mai soddisfatto.
Il lavoro da al possibilità all’uomo di realizzarsi, soprattutto quando il lavoro lo sceglie.
Certo, esistono altri motivi di realizzazione più evidenti(la procreazione, la famiglia), e in questo caso il lavoro diventa un necessario sostentamento.
Ma io la vedo sempre in maniera un po utopica e individualistica: realizzare i propri punti di forza
Penso che l’uomo senza il lavoro non sarebbe mai soddisfatto.
Il lavoro da al possibilità all’uomo di realizzarsi, soprattutto quando il lavoro lo sceglie.
Certo, esistono altri motivi di realizzazione più evidenti(la procreazione, la famiglia), e in questo caso il lavoro diventa un necessario sostentamento.
Ma io la vedo sempre in maniera un po utopica e individualistica: realizzare i propri punti di forza
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 13:35:29
secondo me arbeit macht frei nel senso ke cmq un individuo lavorando riesce a "camparsi" nel senso materiale della cosa...cioè si dà sostentamento....ma rende frei solo quando si fa quel ke veramente si desidera fare (come x me ke da grande spero di diventare uan brava pubblicitaria)ma cmq si, si è limitati e nn si è mai liberi!c'è sempre qcs ke ci limita nel nostro fare!limiti ke possono essere le leggi!la morale!lo stato in cui si vive......tanti fattori posson limitare.secondo me nessuno è mai completamente libero!
secondo me arbeit macht frei nel senso ke cmq un individuo lavorando riesce a "camparsi" nel senso materiale della cosa...cioè si dà sostentamento....ma rende frei solo quando si fa quel ke veramente si desidera fare (come x me ke da grande spero di diventare uan brava pubblicitaria)ma cmq si, si è limitati e nn si è mai liberi!c'è sempre qcs ke ci limita nel nostro fare!limiti ke possono essere le leggi!la morale!lo stato in cui si vive......tanti fattori posson limitare.secondo me nessuno è mai completamente libero!
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 13:31:33
mamma come stai!
mamma come stai!
Messaggio del 08-04-2003 alle ore 13:26:41
Mi sono imbattuto in qs riassunto del pensiero di un grande filosofo tedesco, Herbert Marcuse:
"il lavoro, per Marcuse, è sempre qualcosa di gravemente limitativo della libertà umana, anche quando un uomo sceglie il proprio lavoro, in quanto l'uomo è sempre asservito alla cosa, a leggi che gli sono imposte dall'esterno. L'uomo, quindi, non è più in sé stesso, ma è fuori di sé. Il lavoro quindi non è qualcosa di attivo, bensì qualcosa di passivo."
Siete d'accordo? perkè si? perkè no?
e come viviamo il nostro lavoro? cosa ci dà? cosa vorremmo da esso?
Mi sono imbattuto in qs riassunto del pensiero di un grande filosofo tedesco, Herbert Marcuse:
"il lavoro, per Marcuse, è sempre qualcosa di gravemente limitativo della libertà umana, anche quando un uomo sceglie il proprio lavoro, in quanto l'uomo è sempre asservito alla cosa, a leggi che gli sono imposte dall'esterno. L'uomo, quindi, non è più in sé stesso, ma è fuori di sé. Il lavoro quindi non è qualcosa di attivo, bensì qualcosa di passivo."
Siete d'accordo? perkè si? perkè no?
e come viviamo il nostro lavoro? cosa ci dà? cosa vorremmo da esso?
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