La Piazza

l'invasione degli hamburger
Messaggio del 27-03-2003 alle ore 22:40:01
Oramai tutti i luoghi comuni della cultura della cultura anti-global puntano il dito contro i McDonald.
Può sembrare legittimo mettere alla gogna un sistema di alimentazione che non ha nulla a che fare con la cultura del benessere made in Italy, ma spesso viene fatto con una certa “mancanza di sapere”.

Qualcuno forse si sarà talvolta chiesto perché gli italiani vogliono mangiare bene. Le ragioni sono 2.
Primo, gli italiani hanno tremendamente sofferto la fame durante il dopoguerra, e mangiando mangiando cerchiamo di dimenticarcelo(ce lo siamo già dimenticati da un pezzo...).
Secondo, abbiamo uno stile di vita molto lento: lavoro la mattina, pausa pranzo, possibilità di pennichella, lavoro di pomeriggio o di notte.
Nulla a che fare quindi con i ritmi alla velocità della luce del popolo yenkee.
Ma perché allora i fast-food sono entrati nella nostra cultura?
Forse perché abbiamo subito l’edonismo degli anni 80(che in America si rifaceva su quello dei primi anni 60), o semplicemente perché sono cambiate le abitudini e gli stili di vita(aumento dell’occupazione femminile, conseguente diminuzione del tempo dedicato alla casa, flessibilità degli orari di lavoro).
Personalmente mi piacciono gli hamburger, ma al McDonald ci vado solo quando non ho la possibilità o il tempo sufficiente per fare un pasto completo(attesa alla stazione di Bologna), e poi non mi saziano, non a me che non posso fare a meno di 200 grammi di pastasciutta.

Comunque un tempo feci un seminario sui McDonald di Bologna, e non si può dire che quelli che ci sono qui siano uguali a quelli che imperano negli States.
Innanzitutto, la varietà del cibo è funzionale alla richiesta di maggior qualità alimentare espressa dagli italiani. Quindi non solo panini e patatine, ma anche una grande varietà di insalate, primi piatti freddi, ecc…
In secondo luogo la carne non viene dall’America, ma da Cremonini, che non è il cantante dei Lunapop ma il maggior industriale di carne in Italia. E la carne in Italia ha comunque standard di qualità superiori in Europa. Quindi anche il rischio di “mucchepazze” è qui molto ridotto.
Il terzo punto è la questione igiene: gli standard di igiene nei mcDonald sono severissimi, e questo non l’ho studiato, ma me lo ha riferito chi ci ha lavorato.
Sfido chiunque a trovare un ristorante dove non cadono capelli dentro al sugo, o dove lo chef non mischia la sua bava con il brodino, o dove i resti dei tavoli non vengono trasferiti nelle portate successive(per carità, qualcuno che rispetta gli standard ci sarà, ma non sono molti…).
Anche se poi il sapore migliora, come insegna il nostro “Zuzzone”.
E’ per questo che quando devo giudicare un locale guardo soprattutto al proprietario(magari alla proprietaria, prima che nzk corregga), per assicurarmi che sia una persona affidabile.
Sarebbe poi scontato sottolineare le prospettive occupazionali derivanti dai McD. Come ho potuto constatare, tanti giovani extracomunitari hanno la possibilità di lavorare senza dover spacciare la droga e fregarmi il cellulare.
Cmq, in ogni caso, preferisco mangiare a casa, inventandomi qualche piatto magari con la pasta di nzk, e, ruffiano come sono, mangio fuori solo da Muriel&Paperina.
Messaggio del 27-03-2003 alle ore 22:44:30

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Editato il 13:26:18 28/03/2003 da skin

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