La Piazza
Noi e lo Stato
Messaggio del 22-10-2001 alle ore 00:11:32
Silvio Berlusconi è stato definitivamente assolto “per non aver commesso il fatto”, sto parlando della sentenza relativa alle Tangenti della Guardia di Finanza. Tutta l’inchiesta iniziale, le fasi processuali, i rinvii e relative condanne durate anni di lavoro vengono concluse dalla Corte di Cassazione che appone definitivamente il proprio sigillo su tutta la questione.
Da oggi comincia un nuovo periodo, chiuso il capitolo rimasto in sospeso di una storia che ha visto dibattiti di assoluzione ed accuse di ritorsione nei confronti di tutti e tutto. Di tutti perché ad essere inquisito è stato, per un certo periodo non solo Berlusconi in quanto tale, ma anche la carica istituzionale di Presidente del Consiglio che era rivestita in un dato momento storico della sua ascesa in politica. Inquisiti i giudici che a loro volta l’hanno giudicato (ricorderete l’indagine parallela tenutasi al tribunale di Brescia sui Di pietro, Davigo e Colombo del momento), inquisita la Procura di Milano bollata, assieme a quella di Palermo come la magistratura di sinistra. Una magistratura che in barba alla sua proverbiale autonomia è stata crocevia di discussioni acerrime sul proprio operato. Ma assieme a tutte queste vicende che hanno caratterizzato gli anni novanta della nostra storia politica è stato tutto il sistema-paese ad essere messo in discussione. Le istituzioni in primo grado, ma anche i cittadini italiani, tutti, senza esclusione. Non dobbiamo dimenticare che le sentenze da noi vengono pronunciate in “nome del popolo italiano”, e non è cosa da poco.
Lo stato siamo noi. Credo che questo a volte, o troppo spesso venga gettato nel dimenticatoio.
Lo stato siamo noi! Ma chi v’ha chiesto niente sembrano dire i milioni d’Italiani. Sì perché dietro ogni decisione alla fine è il consenso popolare ad assorbire i colpi di una politica errata. Come ho precedentemente scritto su questo forum non possiamo gridare come “Pierino” -Io non c’ero non son stato! Non ne so niente!- Quando ci gettiamo a capofitto su inutili discussioni forumiane sulla destra e la sinistra, di chi stà o stava al governo in un dato momento, sui rinfacci delle questioni, e sull’eclusione delle proprie responsabilità, “Noi non siamo lo Stato”.
Non mi sento di criticare, o peggio giudicare le sentenze di un tribunale. So che c’è gente pagata per farlo a suon di milioni al mese, e la delega delle istituzioni, in questo senso ha un suo valore. Sarò onesto su questo. Posseggo una carta d’identità sulla quale è scritto Repubblica Italiana. Sono un cittadino nel senso della jus romana quindi racchiudo nella mia persona diritti e doveri, questo senso di appartenenza non lo si mostra solo la domenica allo stadio o solo quando vince la Ferrari.
Alla fine di tutto, come al solito, anche per le vicende legate a mani pulite, sul passaggio di qualche legge sulle rogatorie non ammissibili, sul falso in bilancio, ma anche sulle indagini delle Cooperative Rosse, sui finanziamenti illeciti provenienti da Mosca, piuttosto che di Gladio, P2, Banco Ambrosiano, a rimetterci siamo noi “popolo italiano”, siamo noi con le nostre idee bacate sulle Istituzioni inesistenti e marce. E come al solito alla fine o alla chiusura di qualche inchiesta, magari sollevata da un opportunista opposizione priva di qualunque iniziativa volta a dare spiegazioni certe e soluzioni adeguate, non si riesce a capire un bel nulla di quanto successo. Chi è nella ragione, chi nel torto a chi la responsabilità di un danno. A chi tocca pagare, risarcire la democrazia offesa. No comment è l’unica voce udibile dallo Stato o da chi ne fa le veci. E noi? Cosa dovremmo pensare?
Silvio Berlusconi è stato definitivamente assolto “per non aver commesso il fatto”, sto parlando della sentenza relativa alle Tangenti della Guardia di Finanza. Tutta l’inchiesta iniziale, le fasi processuali, i rinvii e relative condanne durate anni di lavoro vengono concluse dalla Corte di Cassazione che appone definitivamente il proprio sigillo su tutta la questione.
Da oggi comincia un nuovo periodo, chiuso il capitolo rimasto in sospeso di una storia che ha visto dibattiti di assoluzione ed accuse di ritorsione nei confronti di tutti e tutto. Di tutti perché ad essere inquisito è stato, per un certo periodo non solo Berlusconi in quanto tale, ma anche la carica istituzionale di Presidente del Consiglio che era rivestita in un dato momento storico della sua ascesa in politica. Inquisiti i giudici che a loro volta l’hanno giudicato (ricorderete l’indagine parallela tenutasi al tribunale di Brescia sui Di pietro, Davigo e Colombo del momento), inquisita la Procura di Milano bollata, assieme a quella di Palermo come la magistratura di sinistra. Una magistratura che in barba alla sua proverbiale autonomia è stata crocevia di discussioni acerrime sul proprio operato. Ma assieme a tutte queste vicende che hanno caratterizzato gli anni novanta della nostra storia politica è stato tutto il sistema-paese ad essere messo in discussione. Le istituzioni in primo grado, ma anche i cittadini italiani, tutti, senza esclusione. Non dobbiamo dimenticare che le sentenze da noi vengono pronunciate in “nome del popolo italiano”, e non è cosa da poco.
Lo stato siamo noi. Credo che questo a volte, o troppo spesso venga gettato nel dimenticatoio.
Lo stato siamo noi! Ma chi v’ha chiesto niente sembrano dire i milioni d’Italiani. Sì perché dietro ogni decisione alla fine è il consenso popolare ad assorbire i colpi di una politica errata. Come ho precedentemente scritto su questo forum non possiamo gridare come “Pierino” -Io non c’ero non son stato! Non ne so niente!- Quando ci gettiamo a capofitto su inutili discussioni forumiane sulla destra e la sinistra, di chi stà o stava al governo in un dato momento, sui rinfacci delle questioni, e sull’eclusione delle proprie responsabilità, “Noi non siamo lo Stato”.
Non mi sento di criticare, o peggio giudicare le sentenze di un tribunale. So che c’è gente pagata per farlo a suon di milioni al mese, e la delega delle istituzioni, in questo senso ha un suo valore. Sarò onesto su questo. Posseggo una carta d’identità sulla quale è scritto Repubblica Italiana. Sono un cittadino nel senso della jus romana quindi racchiudo nella mia persona diritti e doveri, questo senso di appartenenza non lo si mostra solo la domenica allo stadio o solo quando vince la Ferrari.
Alla fine di tutto, come al solito, anche per le vicende legate a mani pulite, sul passaggio di qualche legge sulle rogatorie non ammissibili, sul falso in bilancio, ma anche sulle indagini delle Cooperative Rosse, sui finanziamenti illeciti provenienti da Mosca, piuttosto che di Gladio, P2, Banco Ambrosiano, a rimetterci siamo noi “popolo italiano”, siamo noi con le nostre idee bacate sulle Istituzioni inesistenti e marce. E come al solito alla fine o alla chiusura di qualche inchiesta, magari sollevata da un opportunista opposizione priva di qualunque iniziativa volta a dare spiegazioni certe e soluzioni adeguate, non si riesce a capire un bel nulla di quanto successo. Chi è nella ragione, chi nel torto a chi la responsabilità di un danno. A chi tocca pagare, risarcire la democrazia offesa. No comment è l’unica voce udibile dallo Stato o da chi ne fa le veci. E noi? Cosa dovremmo pensare?
Messaggio del 22-10-2001 alle ore 00:13:47
CIEDO SCUSA PER LA RIPETIZIONE, CHIEDO ALLA TRIADE DI CORREGGERE IL MISFATTO. GRAZIE.
CIEDO SCUSA PER LA RIPETIZIONE, CHIEDO ALLA TRIADE DI CORREGGERE IL MISFATTO. GRAZIE.
Nuova reply all'argomento:
Noi e lo Stato
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui
