Cultura & Attualità

arma per difendersi dai ladri?
Messaggio del 22-02-2009 alle ore 23:18:15
cosa ne pensate ?

Il padre avrà cercato di educarlo bene all'uso delle armi contro gli estranei in casa. Il ragazzo avrà pensato, giustamente, che la matrigna ed il/la futuro/a fratellastro/sorellastra sarebbero stati degli estranei pericolosi per il suo patrimonio e per la sua incolumità fisica.
Messaggio del 22-02-2009 alle ore 23:24:58
Pensa a Stalin che è stato educato secondo gl'ideali del socialismo
Messaggio del 22-02-2009 alle ore 23:28:34
il disfacimento della famiglia porta a cose estreme
Messaggio del 22-02-2009 alle ore 23:31:23
Giusto Animanera... tutta colpa delle donne di secondo letto
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 00:29:26
Adonà qui mi caschi clamorosamente Stalin, come sai benissimo, è stato educato nel monastero di Tiflis
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 00:30:07
Io non ho detto quando
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 00:32:37
tu volevi mistificare
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 00:36:22
Assolutamente no
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 00:50:19

il ragazzino ha preso la sua pistola, un modello disegnato apposta per i bambini




forse voleva l'ultimo modello e la matrigna non ha voluto comprarglielo.
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 12:42:26
forse la matrigna ha usurpato il posto e il ruolo della vera madre del bambino
forse il bambino ha sofferto di percosse e maltrattamenti vari
forse il bambino era emarginato in famiglia e relegato in un cantuccio come cenerentola
forse il padre è un violento fottuto che ama le armi
forse la vittima era un po' una stronza
forse il bambino amava sua madre al punto da uccidere
forse il bambino in 11 anni di vita ha sofferto molto
forse è solo un bambino che adesso è travestito da adulto

povero bambino


Messaggio del 23-02-2009 alle ore 12:47:19
matrigna (stepmother)

appellativo cha fa vomitare anche alla mia età (anche in inglese)
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 14:43:34

In Pennsylvania, infatti, le pene per chi abbia compiuto dieci anni d'età e sia giudicato responsabile di un omicidio sono equiparabili a quelle di un adulto.

Questa è la gente che volete prendere ad esempio...

...Anzi, voi sarete felici perché loro non sono "buonisti" come noi, che il diritto lo abbiamo semplicemente inventato. :0)

Poveri "cattivisti", siete così teneri nei vostri ingenui entusiasmi per il sangue versato.

Venite a bere, questa donna è morta per la vostra voglia di uccidere. ;0)


Contenti voi...
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 14:47:15
TARZENE non sappiamo perchè questa donna è morta
sappiamo che è stato scempiato un bambino

chiedere al dolce papà
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 22:43:22
Concordo in pieno, non sapete.

Con le cose che non sapete si potrebbe riempire l' universo e ci rimarrebbe comunque qualcosa fuori. :0)

Ma c'è sempre tempo, per fortuna...


bye
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 22:50:19
TARZANE per fortuna che esisti tu che compensi la nostra universale galattica interplanetaria ignoranza.
per noi non c'è più tempo, nè speranza, ne futuro.

TU SEI LA LUCE TARZANE'

illuminaci
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 22:56:58
la colpa è di quel coglione del padre e di quella mignotta della compagna, che pretendevano che il bambino assecondasse i loro capricci e che magari li ritenesse pura normalità.

il bambino è un piccolo, forse troppo inconsapevole giustiziere.

e vi dico pure che con la testa che avevo a quell'età l'avrei fatto pure io.

adesso se c'è qualcuno che non è d'accordo.."sssswwwwisssssccchh".. altrimenti l'uomo..somatizza.


Messaggio del 23-02-2009 alle ore 22:59:06
..e poi che cazzo di ergastolo dai a uno di undici anni?

sarebbe peggio del più efferato dei delitti.
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:02:41
Molto interessanti tutti questi giudizi vs persone e storie che non si conoscono
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:06:17
Jena, ho detto: "sssswwwwisssssccchh".. altrimenti l'uomo "somatizza".
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:07:08
Che hai detto?
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:08:11
ho detto semplicemente: "sssswwwwisssssccchh".. altrimenti l'uomo (ovvero una forma di vita estremamente lontana da te) "somatizza".
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:08:46
infatti sta somatizzando.

comunque è proprio questo l'orrore, l'ergastolo a un bambino, colpevole forse solo di aver patito chissà cosa nella sua brevissima vita.
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:08:54
E che vuol dire?
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:10:57
senti, Adonai.. qui si stan facendo discorsi da grandi.

quindi dai su, torna a giocare con le barbie..che più tardi passo a darti il biberoncino.
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:11:53
Qui si fan discorsi da babbei, vorrai dire
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:12:33
Be', già prima di te avevo letto un'accurata analisi psicosociologica
Messaggio del 23-02-2009 alle ore 23:23:54
quote:

senti, Adonai.. qui si stan facendo discorsi da grandi.

quindi dai su, torna a giocare con le barbie..che più tardi passo a darti il biberoncino


Messaggio del 24-02-2009 alle ore 00:06:32
nessun discorso da babbeo, altrimenti tu saresti il benvenuto.

essendo tutt'altro che così, fuori dai coglioni.
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 08:49:24
io l'ergastolo lo darei a chi permette di possedere (e quindi ha comprato) un' arma (addirittura "su misura") ad un bambino di 11 anni.
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 09:29:17
uanasgè
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 10:47:12
La cosa più divertente è che quando io scrivo che gli itaGliani che vogliono avere le pistole in tutte le case non fanno che mettere in pericolo i propri cari sono un "buonista" e un "amico dei delinquenti"...

...E adesso che questa è morta la colpa è sua che stava con un uomo separato e quindi era una poco di buono.

Ragazzi...


....Siete così teneri... :0)


...Ma anche un pò inquietanti, permettetemelo.



Un saluto
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 14:24:02
TARZANE' le armi in casa si possono pure tenè, basta non renderle accessibili ai bambini.

molti caramba tornano a casa con divisa indosso e pistola d'ordiananza

per quanto riguarda la morta, non sappiamo quali colpe avesse soprattutto agli occhi del bambino. mio figlio (che mi adora) forse l'aviss sparata 2 volte, a torto o a ragione, perchè l'amore e l'attaccamento di un ragazzo (ino) a sua madre può essere viscerale.

ripeto: sono convinta che il bimbo soffrisse molto.
ora (in Usa) si è fottuto a meno che non intervenga qualche autorità/associazione a difesa e tutela dei minori
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 16:08:23
Mikè, leggiti un pò di DATI, e poi mi dici se le armi in casa si possono tenere...

...Perché secondo te le mamme e i padri di tutte le vittime di incidenti da arma da fuoco in casa avevano pensato:

Ma sì, pigliamo una pistola, ma non nascondiamola ai bambini, è inutile"... :0)

Se avessi un figlio non loo manderei mai a casa di una famiglia con la pistola... :0)


Quant' è strana la mente umana...


...un altro pò i vodtri figli li rinchiudete in casa dentro una sfera di plastica per difenderli dal mondaccio brutto e cattivo, ma non vi dà fastidio tenere in casa una pistola.



bah...
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 16:33:50
Tarzanello, a dire la veritá non credo che anche un bambino abbia dei problemi ad uccidere una donna dormiente con un coltello per il pane. Che facciamo togliamo pure il coltello per il pane?

Il problema é che spesso chi possiede una pistola senza motivi particolari é un esaltato, ed é questo il vero problema, non l'arma... la mentalitá, e come si suol dire gli orsi fanno gli orsetti
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 16:54:20
Gipsy,
sarebbe il caso di non tenere in casa nemmeno coltelli troppo acuminati e lunghi, il pane si può tagliare bene anche con coltelli senza punta
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Editato da Il Piccioso il 24/02/2009 alle 16:56:55
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 16:58:40
il problema e' che era probabilmete na famija di pazzi....uno che compra na pistola a un bambino sta fuori, lui e la compagan....
immaggino quante glie ne hanno fatte passare a quel povero bambino.

certo se nn aveva le armi in casa si sarebbe evitata sta tragedia (e l'ergastolo)...chisssa forse si sarebbe semplicemente bevuto un litro d varichina.

cmq d notizie strane o folli ce ne sono a miriadi, possiamo cercarle tutte e ogni volta farne un paragone con la politica e la societa' italiana.

x es

ho saputo che a dallas una mandria di mucche e' fuggita dal vagone merci che le trasportava al macello della mc donald....vorrei proprio sapere cosa ne pensano quelli della lega, ci fosse stata una ronda in gio ke ripigliavano tutte
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 16:59:08
Gipsy, dai...

...E' ovvio che la gran parte degli incidenti casalinghi da arma da fuoco sono, appunto, incidenti...

...Certo, ci si può pure tagliare un dito affettando il pane, ma se giochi con una pistola... :0)



Saluti
Messaggio del 24-02-2009 alle ore 17:19:04
Tarzanello, in questo caso non credo si possa parlare di incidente, visto che il bambino voleva uccidere la matrigna. Come é anche ovvio, come dice tuttobene, che quella non era una famiglia "normale". Dove un genitore compra un'arma da fuoco al figlio che dovrebbe giocare con le pistole giocattolo... che dire... sparerei nei coglioni al padre perché non possa piú riprodursi

Nel caso di incidenti... beh é ovvio che con un arma da fuoco fai piú danni, ma in questo caso (e in altri anche) é la volontá di uccidere che fa la differenza, non l'arma.
Messaggio del 25-02-2009 alle ore 10:29:16
Il concetto è: che sia per incidente, che sia per conseguenza di problemi in famiglia, un' arma in casa ha molte più probabilità di uccidere un suo occupante che un eventuale estraneo.

Questo è quanto.


...Adesso prova a spiegarlo ai cowboy della domenica che ammazzarebbero nonna, gatto e postino pur di non essere considerati "buonisti". :0)



Ciao

Messaggio del 25-02-2009 alle ore 11:03:31

un' arma in casa ha molte più probabilità di uccidere un suo occupante che un eventuale estraneo.



Non sono sicuro di questo, ma di certo sono contrario al trasformare l'Italia nel far west dove a fare gli uomini "uguali" é il Sig. Colt e non la signora Lex

Volevo solo rimarcare il fatto, che fosse per me farei spesso perizie psichiatriche a tutti i possessori attuali di armi da fuoco, perché alcune volte non l'arma da fuoco é solo una conseguenza, non la causa.
Messaggio del 25-02-2009 alle ore 11:09:33
Sii sicuro di questo, è l' esperienza di nazioni dove le armi hanno libera circolazione (come gli USA) che ce lo conferma.

La stragrande maggioranza delle vittime di armi da fuoco "casalinghe" sono parenti, partner, amici, vicini, postini, cani, gatti e cavalli. :0)



Ciao
Messaggio del 25-02-2009 alle ore 16:28:27
hmmm...
non ne sono più così convinto. ci sono diversi studi in corso riguardo proprio questa cosa e, stranamente, i "numeri" non sono poi tanto "certi" come si potrebbe pensare...


Un po' lunghetto, ma, a mio avviso, molto interessante proprio per chi ha sempre creduto (ne ero convinto anche io...) in certi, chiamiamoli, luoghi comuni.





Le armi uccidono

di

Carlo Stagnaro

Nulla di più scontato e, al tempo stesso, nulla di più falso. Non le armi, oggetti inanimati e privi di volontà, ma gli uomini uccidono. Eppure su tale affermazione emotiva e irrazionale, affascinante nella sua semplicità, poggiano le fondamenta tonnellate di retorica e, ciò che è più grave, larga parte della legislazione Italiana ed Europea (ma anche Americana) che rende difficile quando non impossibile per un cittadino onesto possedere un’arma, portarla e “Dio non voglia” usarla. Eppure, non ci vuole molto a falsificare l’equazione, purtroppo molto in voga, secondo cui più armi significherebbero più violenza.

Le grandi tragedie che ci vengono narrate dalla stampa non si svolgono mai nei poligoni di tiro o in altri circoli di persone armate. Esse accadono sempre nei luoghi più impensati: per strada, a scuola, tra le quattro mura domestiche. Laddove forse l’unico uomo armato è l’aggressore e spesso neppure lui, visto che le cronache ci raccontano di omicidi efferati compiuti grazie a coltelli o taglierini e, c’è da scommetterci, le armi impiegate per compiere delitti non sono mai legalmente possedute. I criminali se ne fregano delle leggi, altro che storie. I numeri, d’altra parte, nella loro crudezza smentiscono l’intera montagna di pregiudizi contro le armi da fuoco e ciascuno di essi. La loro lezione, anzi, è che laddove i cittadini hanno la possibilità di armarsi liberamente, i criminali fanno la vita grama. Per dirla col grande scrittore Robert Heinlein, “una società armata è una società educata”. La maggior parte degli studi su questi temi si concentra su problemi specifici ed è difficile avere uno sguardo d’insieme sulla questione. Fortunatamente, è disponibile per gli utenti della rete un documento molto ampio, intitolato Gun Facts e curato dall’instancabile Guy Smith, che periodicamente aggiorna il proprio lavoro e raccoglie la maggior parte delle informazioni di cui disponiamo. Così, si scopre ad esempio che, sebbene negli Stati Uniti il numero di pistole in circolazione sia più che raddoppiato negli ultimi trent’anni, sia i suicidi che gli omicidi (commessi con pistole o senza) sono rimasti stabili.

Non vi è alcun legame, dunque, tra questi fenomeni e non è corretto affermare che in una società armata suicidi ed omicidi tendano ad aumentare. Anzi, secondo i dati del Dipartimento di Giustizia Americano, il rischio di ferimento durante un’aggressione per una donna che non opponga alcuna resistenza è 2.5 volte più grande che nel caso di resistenza armata; la resistenza senza armi è 4 volte più pericolosa che la resistenza con le armi. Per un uomo, i due rapporti assumono rispettivamente i valori di 1 .4 e 1 .5. Inoltre, secondo il criminologo Gary Kleck nel 98% dei casi è sufficiente che la vittima di un’aggressione brandisca una pistola perché il criminale desista dalle proprie intenzioni. Questo significa che nel 98% delle aggressioni contro uomini armati, il delinquente fa un buco nell’acqua e, ciò che è più importante, non vi è alcuno spargimento di sangue. Inutile chiedersi quale sia tale percentuale nel caso in cui la vittima sia disarmata. Invero, la semplice possibilità che in una casa siano presenti delle armi diminuisce notevolmente il rischio che i suoi abitanti corrono ogni giorno e ogni notte. In Canada e Gran Bretagna, dove la regolamentazione sulle armi è assai stringente, quasi la metà dei furti nelle abitazioni avviene in presenza dei proprietari, che quindi corrono un serio pericolo. Per contro, negli Stati Uniti la percentuale di “hot burglaries” (come viene definito questo genere di crimini) è appena del 13%.

Un sondaggio condotto nelle carceri americane tra i detenuti ha rivelato che questi ultimi, nell’esercizio della loro “professione”, temono di gran lunga di più i cittadini armati che non la polizia, Il caso della Gran Bretagna, poi, è particolarmente istruttivo. Tale paese ha progressivamente introdotto norme sempre più severe, fino al punto che, oggi, è virtualmente impossibile per un privato cittadino possedere armi per difesa personale. Ciò nonostante, come ha dichiarato Bob Elder della “Felice Federation”, “Le nostre dure leggi non sembrano avere alcun effetto”. In Inghilterra le armi sono state usate con scopi aggressivi per 2648 volte nel 1997 e per 3685 neI 2000. Può essere interessante notare che, delle 20 zone con il più basso numero di armi legalmente detenute, ben 10 presentavano una criminalità al di sopra della media; al contrario, delle 20 zone con il massimo numero di armi legali, solo due si trovavano in quella situazione. In generale, il numero di cittadini armati è diminuito e ogni genere di crimine violento è aumentato. Questo dato, peraltro, ne ricorda un altro analogo. Secondo un’indagine condotta dall’FBl sulle città americane più sicure, sei di esse si trovano ” incredibilmente ” nella stessa contea, quella di Orange, California. Una delle poche in cui, in quello Stato, i cittadini possono ottenere senza troppi problemi un permesso di porto d’armi per autodifesa. Può essere utile anche ricordare il caso della legge della Florida, che rendeva il permesso di porto occultato accessibile praticamente a chiunque disponesse di alcuni requisiti oggettivi (la fedina penale pulita, tra gli altri). Ebbene, i dati del Dipartimento di stato della Florida mostrano che, dall’inizio dell’esperimento nel 1987 al giugno 1993, sono stati richiesti 160.823 permessi, di cui solo 530 (ovvero lo 0.33%) sono stati negati per l’assenza delle qualifiche necessarie: il che suggerisce che la legge ha favorito proprio coloro che intendeva favorire, i cittadini onesti. Solo 16 permessi, vale a dire un centesimo dell’1%, sono stati revocati a causa dell’uso criminale delle armi da fuoco.

Inutile dire che, da allora, il crimine violento è diminuito. In generale, all’aumentare del numero di pistole i crimini contro la proprietà tendono a diminuire (i criminali cercano di agire quando le loro vittime sono assenti, per esempio). Un’inchiesta condotta nello Stato di New York ha rilevato che circa l‘81% dei “buoni samaritani” cioè di quanti hanno soccorso persone minacciate da un aggressore, era in possesso di un’arma da fuoco. Vigliaccheria da parte dei cittadini disarmati? Mancanza di virile coraggio? Può darsi. Certamente razionalità. Se le probabilità di successo sono più elevate, è più facile che un passante intervenga in aiuto di una persona aggredita. Vale a confermare questa affermazione il fatto che, a Chicago, i civili armati hanno ucciso per motivi giustificati il triplo dei criminali violenti uccisi dalla polizia. In generale, i civili armati hanno ucciso, catturato, ferito o almeno allontanato gli aggressori nel 75% dei casi di scontro violento, contro il 61 % della polizia. Non sembra essere corretta neppure l’opinione, assai diffusa, che le armi siano oggetti così “difficili” da maneggiare da produrre chissà quanti incidenti. Negli Stati Uniti, dal 1965 a oggi il numero di armi da fuoco in circolazione é salito da circa 90 milioni a oltre 200 milioni. Per contro, il numero di incidenti mortali dovuto a un loro uso errato è sceso da quasi 2.500 a meno di 1.500 all’anno. Tutto questo senza tenere conto dell’aumento demografico che, se fossero fondate le preoccupazioni dei liberali, avrebbe dovuto produrre catastrofi immani. La lezione che si deve dedurre da questi dati è che non vi è alcuna relazione (nella peggiore delle ipotesi) tra il numero di armi in circolazione e il loro impiego errato. In America un numero compreso tra 60 e 65 milioni di cittadini possiedono oltre 200 milioni di armi da fuoco (tra cui 60-65 milioni di pistole). Le armi per difesa personale sono circa l’11% del totale (il 13% tra le pistole). Meno dello 0.2% delle armi (0.4% delle pistole) viene impiegato a scopi criminali, mentre ogni anno esse vengono utilizzate per legittima difesa da circa 645.000 persone (circa l‘1% dei possessori di armi, pari circa allo 0.35% delle armi in circolazione) e per quasi due milioni di volte. Anche a una prima occhiata, dunque, sono evidenti due fatti: che la larghissima maggioranza dei possessori di armi (99.8%) sono persone oneste e che le armi da fuoco vengono impiegate per usi legittimi quasi il doppio delle volte in cui vengono utilizzate per scopi criminosi.

Dal 1900 a oggi il numero di omicidi in America è cresciuto notevolmente. A inizio secolo, esso era di circa i per ogni 100,000 abitanti all’anno (tutti i dati sugli omicidi, da qui in poi, vanno intesi riferiti al singolo anno e fatta 100.000 la popolazione dell’area interessata). All’epoca, non vigeva alcun tipo di regolamentazione. Salvo casi eccezionali, ovunque negli Stati Uniti chiunque poteva acquistare una qualunque arma da fuoco. Da lì agli anni ‘30, gli omicidi aumentarono in maniera esponenziale, sfiorando la ragguardevole cifra di 10 ogni 100.000 abitanti. Quasi tutti gli studiosi sono concordi nel sottolineare la “curiosa” coincidenza di questa crescita con la massiccia immigrazione dall’Europa e la conseguente urbanizzazione. Nel 1933 venne abolito il proibizionismo. Da quell’anno al 1958 gli omicidi si dimezzarono. In quel momento era ancora possibile acquistare armi da fuoco senza alcun genere di limitazione. Va notato che, terminata la Seconda Guerra Mondiale, dieci milioni di soldati ritornarono a casa, conservando però un alto numero di armi. In quegli anni si toccarono i livelli di omicidi più bassi dal 1915. Purtroppo, fu proprio in questa situazione di apparente tranquillità che accaddero due fatti politici di incredibile importanza. Da un lato, si iniziarono a intravedere i primi barlumi della improduttiva e, anzi, dannosa “guerra alla droga”, una sorta di riedizione del vecchio proibizionismo. Dall’altro, nel 1968 venne approvato il Gun Control Act. primo embrione di legge contro le armi. A questo si somma una seconda ondata migratoria. Non stupisce, a questo punto, scoprire che da allora a oggi gli omicidi sono aumentati quasi senza tregua salvo conoscere una nuova dimi nuzione negli anni ‘90, in concomitanza con un nuovo aumento degli acquisti di armi. E importante anche esaminare la distribuzione degli omicidi non nella loro evoluzione nel tempo, ma in un dato momento. Pare ragionevole, ad esempio, confrontare quegli stati che impongono regolamentazioni onerose con quelli che invece lasciano maggiore libertà. Nonostante sia vigente una normativa federale, infatti, gli stati hanno in America una grande autonomia e, di fatto, possono esercitare politiche completamente diverse l’uno dall’altro.

I tre stati con leggi più restrittive sono (tra parentesi il numero di omicidi ogni anno, per 100.000 abitanti): California (12.7); lllinois (11 .3); Maryland (11 .7). Gli stati con leggi più tolleranti: ldaho (1 .8); Iowa (2.0); Maine (1 .2). Tali dati si riferiscono al 1991. Per fare un confronto, nello stesso anno in Italia si sono registrati 3.3 omicidi ogni 100.000 abitanti, in Germania 3.0 (in realtà tale confronto è poco significativo, in quanto bisognerebbe prendere in esame molti altri fattori: tra cui, però, è di particolare importanza la presenza in America, e specificamente in alcuni stati, di nutrite minoranze etniche, i cui membri dimostrano, secondo le statistiche, una spiccata propensione alla violenza). Contrariamente a quanto si crede poi, le armi sono molto in basso nella lista delle cause di morte in America. Con riferimento al 1991, ad esempio, con meno di 33.000 vittime esse occupano il quindicesimo posto, poco dopo il diabete e gli incidenti automobilistici (dodicesima e undicesima causa di morte) e molto dopo l’alcol (quinta). Si pensi inoltre che ogni anno in America si suicidano circa 30.000 persone, il 60% delle quali (18.000) utilizza un’arma da fuoco. Non vi è ragione di ritenere che esse non si sarebbero suicidate in assenza di una pistola o un fucile. Le morti attribuibili direttamente alle armi da fuoco, dunque, di fatto si riducono a 15.000, scendendo ben più in basso nell’ambito di questa particolare classifica. In tale numero sono compresi gli omicidi “legittimi” commessi dalla polizia o dai cittadini per legittima difesa. Purtroppo non è disponibile tale dato. Sappiamo però che, sommandolo agli omicidi non legittimi e depurandolo dai casi in cui le armi da fuoco non vengono impiegate, esso raggiunge la cifra di circa 13.500. Supponiamo che il 50% di tali omicidi fossero evitabili (stima per eccesso). Ricordandoci che, a causa degli incidenti nell’uso di armi da fuoco, muoiono ogni anno 1.500 persone e assumendo che tutte queste morti siano attribuibili alla libera circolazione delle armi (ipotesi assurda), si conclude che, per colpa delle armi, muoiono ogni anno circa 8.500 persone. Tutto questo in un paese con più di 270 milioni di abitanti, nel quale ogni anno gli errori medici sono all’origine di oltre 90.000 decessi e gli incidenti automobilistici di quasi 50.000 dipartite. E’ questa forse una ragione per proibire le automobili o chiudere gli ospedali?

Che non sia possibile rintracciare alcuna correlazione positiva tra il numero di armi e gli omicidi è evidente anche confrontando i dati relativi a diversi paesi del mondo. E, allargando lo sguardo al crimine violento in generale, scopriamo che Australia e Inghilterra, i paesi forse con le leggi più dure al mondo verso i possessori di armi da fuoco, guidano questa poco gloriosa classifica, che vede invece in posizioni “onorevoli” paesi caratterizzati da una radicata “cultura delle armi” come Stati Uniti e Svizzera. E non è un caso che queste due nazioni siano anche quelle comunemente ritenuti “più libere” sulla faccia della Terra. Sebbene sia azzardato tentare di tracciare un legame tra il numero di cittadini armati e il grado di libertà politica di una nazione, è indubbio che le armi privatamente detenute costituiscano, per così dire, una polizza assicurativa contro la tirannide. E anche un antidoto a essa: solo un cittadino armato può fare appello all’antico e nobile diritto del tirannicidio. D’altronde, questo punto era perfettamente chiaro ai Padri Fondatori degli USA. che infatti vollero inserire nella Costituzione l’esplicita garanzia che i cittadini non sarebbero stati disarmati. Ed era pure evidente ai tanti dittatori il cui avvicendarsi alla guida dei rispettivi Stati ha scandito il sanguinoso ritmo del ventesimo secolo. L’Unione Sovietica ha approvato il controllo delle armi nel 1929. Dal 1929 al 1953 circa venti milioni di dissidenti politici, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. La Turchia lo ha fatto nel 1911 e dal 1915 al 1917 un milione e mezzo di Armeni, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. La Cina ha promulgato leggi contro la libera circolazione delle armi da fuoco nel 1935 e dal 1948 al 1976 venti milioni di anti-comunisti cristiani, dissidenti politici e gruppi riformisti, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. La Germania lo ha fatto nel 1938 e dal 1939 al 1945 tredici milioni di Ebrei, Zingari, malati mentali e altri “popoli imbastarditi” sono stati sterminati.

Il Guatemala ha fatto la stessa cosa nel 1964 e dal 1964 ai 1981 un milione di Indiani Maya, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. L’Uganda a stabilito il gun control nel 1970 e dal 1971 al 1979 trecentomila cristiani, incapaci di difendersi, sono stati sterminati. La Cambogia lo ha fatto nel 1956 e dal 1975 al 1977 un milione di “borghesi” e intellettuali sono stati sterminati. In tutto fanno oltre cinquantacinque milioni di persone innocenti massacrate dai loro stessi governi: che per farlo hanno prima reso indifesi i propri cittadini confiscando o vietando le armi da fuoco. Una cifra infinitamente superiore a tutti i morti dovuti a un uso “civile” (accidentale o doloso, legittimo o illegittimo) delle armi da fuoco. L’Italia, per parte sua, ha introdotto le prime norme contro il possesso privato di armi da fuoco nel 1931, nel bel mezzo di un periodo che non si può certo definire come il più libero della nostra storia. Le armi privatamente detenute, dunque, sono un segno di libertà e di autonomia. La bocca di un fucile segna chiaramente il limite della proprietà privata, significa che la casa è, per così dire, territorio consacrato e la sua soglia non può essere varcata da persone indesiderate se non a loro rischio e pericolo. La canna di una pistola infine comunica forte e chiaro agli uomini politici che essi non hanno alcun diritto di improvvisarsi tiranni. Per usare le parole di Charlton Heston, presidente dell’americana National Rifle Association, “Non ci sono armi buone. Non ci sono armi cattive. Un’arma nelle mani di un uomo cattivo è una cosa cattiva. Un’arma nelle mani di un uomo buono non è una minaccia per nessuno. Eccetto che per gli uomini cattivi”.

Messaggio del 26-02-2009 alle ore 22:49:12
Il documento che hai postato tende a confutare la teoria secondo la quale un numero maggiore di armi porta a un numero maggiore di omicidi.

Io sostengo semplicemente che un' arma in casa colpisce molto più spesso occupanti della stessa.

Sono due cose diverse, e non sono per forza confliggenti.



bye
Messaggio del 01-03-2009 alle ore 10:03:03
DA che mondo è mondo, le armi fanno parte del corredo umano. La verità è che ci siamo rammolliti.
Messaggio del 01-03-2009 alle ore 12:11:42
Maraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

la clavaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!


Messaggio del 01-03-2009 alle ore 13:08:48
e no...voi siete contrari alle armi, quindi niente clava
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 02:06:41
io nn comprerei mai un arma...finche' non la compra il mio vicino, quano lui se ne fara' una io me ne faro una piu grossa
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 14:39:41
Mi sembra un ottimo piano...

Il mio problema è che la mia arma "personale" è talmente grossa che non mi sentirei in difetto nemmeno se il mio vicino girasse con un bazooka su di una limousine di 6 metri... :0)

Non posso capire cosa provate, però mi spiaccio per voi.


Nel frattempo piccoli cervelli schizzano fuori da piccoli crani ogni giorno perché genitori amorevoli hanno avuto la vostra stessa geniale pensata. :0)



Tanti saluti

Messaggio del 02-03-2009 alle ore 19:16:53
noi donne abbiamo un'arma infallibile e vi stendiamo tutti



hihi

ahaha

uhuhu
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 20:07:05
Messaggio del 02-03-2009 alle ore 20:38:34
sapete, c'è gente che detiene armi soltanto per passione verso la meccanica che le caratterizza.

Nuova reply all'argomento:

arma per difendersi dai ladri?

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