Cultura & Attualità

Bocchino
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 18:01:32
Un cognome...una garanzia!!!!...
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 17:56:16
Peccato che Bocchino non lo abbia votato nessuno... o meglio non ha avuto alcuna preferenza grazie alla stupenda legge elettorale che ci ritroviamo.

Certo con quel nome avrebbe avuto un suffragio...
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 17:52:08
Solo eliminando il quorum torneranno ad avere valore i referendum in Italia. O per lo meno bisognerebbe tener conto del fatto che nelle elezioni politiche vota solo l'80 %, nelle comunali il 70 % e in altre elezioni amministrative il 60-65 %. Chiedere a chi presenta un referendum di assicurare una affluenza alle urne pari al 50 %, compresi gli iscritti all'AIRE, mi sembra oramai anacronistico. Non mi risulta infatti che siano molti i Paesi che prevedano un quorum nei referenda.
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 17:38:16
sti titoli-trucco, non vale.

già mi stavo a mettere comodo.
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 17:19:07
Ho ascoltato anche io, ieri, le dichiarazioni di Bocchino e, lì per lì, ho pensato le stesse cose che ha scritto Gramellini. Poi, ripensandoci meglio, ho capito meglio il senso delle sue dichiarazioni.

Sappiamo tutti che nei referendum ci sono tre possibilità di voto: il sì, il no e l'astensione. Ora, se io faccio coincidere un referendum con un'altra consultazione elettorale, come minimo limito la terza manifestazione di voto.

Ovviamente, il risparmio è evidente ed è fuori dubbio
Messaggio del 26-02-2009 alle ore 17:02:35
Ascoltavo ieri al telegiornale il dichiaratore del Pdl Italo Bocchino sostenere con sconvolgente sincerità che sì, certo, far pronunciare gli italiani sul referendum anti-casta nello stesso giorno in cui già si recheranno alle urne per le elezioni europee e provinciali avrebbe consentito all'erario un risparmio secco di 400 milioni di euro, ma che le esigenze di cassa devono inchinarsi all'autentica priorità: mandare in bianco la consultazione popolare.

Ora, la cosa straordinaria non è che il simpatico Bocchino ammetta davanti alle telecamere che la casta ha un tale terrore di qualsiasi referendum che anziché cercare di vincerli preferisce boicottarli, spostando la data del voto nella pancia dell'estate con una spiccata preferenza per il 32 luglio. O meglio: sarebbe una cosa straordinaria in un Paese normale. Molto meno nel nostro, dove ne accadono di più straordinarie. Per esempio questa: l'onorevole Bocchino è un membro del comitato promotore del referendum. Ma non di un referendum sull'abolizione della grammatica o sulla sostenibilità ambientale delle pastiglie alla menta. No. Del medesimo referendum di cui ora, con coerenza cristallina, auspica il fallimento. C'è quindi un Bocchino di lotta che ha girato l'Italia per raccogliere firme a favore del bipartitismo. E un Bocchino di governo che si batte per vanificare l'attività del suo sosia, arrivando a giustificare uno sperpero di denaro pubblico come il minore dei mali. Attendo con impazienza l'irruzione in scena del terzo Bocchino. Quello che indirà un referendum per l'abrogazione degli altri due.

Massimo Gramellini 26.2.2008 (La Stampa)


Praticamente ha dato del "cretino-mammalucco" anche a chi lo ha votato!




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