Cultura & Attualità
si può provare a partire dalle situazioni concrete che la normativa in merito dovrebbe regolare.
Unioni stabili fra coppie omosessuali
Unioni stabili fra eterosessuali
Altri tipi di famiglie non basate sull’unione di una coppia ma sulla convivenza e sulla condivisione di vita.
Per le seconde oggi c’è già il matrimonio civile.
Perché allora la gente non si sposa e preferisce fare una famiglia non protetta dalle norme statali?
Le ragioni sono varie ma due sono prevalenti, che poi anzi è una sola: il matrimonio, anche quello civile, porta ancora con sé un’aurea di sacro e di religioso.
Si preferisce, infatti, sposarsi in Chiesa, perché questa è la “tradizione”; il matrimonio italiano ed europeo è una cerimonia pubblica mista di sacro e profano. Anche per questa ragione e per il fatto che una diversa normativa sarebbe giudicata offensiva nei confronti dell’ordinamento canonico e concordatario, la legislazione sul matrimonio e sul suo scioglimento, ha ancora oggi delle asperità antipatiche, tempi lunghi, un sacco di regole e, in definitiva, è inutile dire ipocrisie, porta con sé la paura che un fallimento matrimoniale comporti spese, strascichi e fatiche non desiderate.
Poi ci sono quelli che convivono in vista di un matrimonio: in questo caso però non vedo problemi, se non quello di rendere più facile agevole dinamico ed elastico l’istituto matrimoniale.
C’è un’altra ragione per cui si decide di “non sposarsi stabilmente”: quando non si vuole un riconoscimento pubblico della propria unione, quando si decide che essa debba rimanere solo un fatto privato.
Però… questo non è mica un problema sociale!
È un problema politico, di reciproco riconoscimento fra singolo e stato e coinvolge altre categorie. Quella della funzione generale della comunità civile. Per cui non credo che sia un’esigenza che possa essere soddisfatta con una norma: che differenza ci sarebbe infatti fra il riconoscimento pubblico del matrimonio e il riconoscimento di un patto fra due opponibile a terzi?
Non ci sono, invece, per le coppie eterosessuali, ragioni, che riguardano la tutela dei minori. Oggi la legislazione a tutela dei minori, a parte irrilevanti particolari, si applica sia all’interno del matrimonio che al di fuori.
Per le coppie omosessuali invece il problema è più complicato. Ance se volessero non potrebbero sposarsi.
Con il matrimonio civile si chiede la tutela di un terzo, lo stato, per la propria unione affettiva, che garantisca, fra le altre cose l’opponibilità ai terzi di tale situazione. Si accede, poi, a una legislazione di favore prevista per la famiglia. Insomma, si dà valore pubblico a un fatto privato.
COme hai detto tu le unioni civili francesi non sono molto diverse nella loro impostazione. In realtà i pacs sono una seconda forma matrimoniale. Quanto di più irrazionale si potesse inventare.
Altra cosa ancora è il matrimonio religioso (e quello concordatario, che immette valore nell’ordinamento civile a un atto sacro): in esso si dà il massimo di pubblicità a un fatto privato, non solo, se si tratta di un matrimonio concordatario, si coinvolge lo stato, cioè la comunità civile, ma anche la comunità di fede, la Chiesa e soprattutto Dio.
È evidente che il valore di tale atto va al di là della regolamentazione normativa: il matrimonio religioso pervade di sacralità e di pubblicità all’interno della comunità di riferimento l’unione ma rende tale valore effettivo e significativo solo in funzione della fede dei coniugi e della loro appartenenza alla comunità di fede.
Insomma il matrimonio civile e il matrimonio canonico sono due cose diverse, che trovano un loro punto di contatto, nel rapporto fra i due ordinamenti regolato dalla costituzione,
nel matrimonio concordatario.
Va anche considerato che non sempre le regole dell’istituto matrimoniale presenti in un ordinamento hanno effetto in un altro. Faccio l’esempio del matrimonio zingaro che conosco bene. Quest’ultimo è una forma sacra e tradizionale di matrimonio che ha le sue regole, riguardanti l’atto e riguardanti il rapporto che si instaura. In questo caso non vi è nessuna forma di riconoscimento civile. Tuttavia nessuno potrebbe negare che si tratti di matrimonio.
Compito dello stato laico non è giudicare se una forma matrimoniale è buona e degna di considerazione o meno: suo compito è riconoscere tali forme di unione di vita e regolarle in funzione della tutela degli interessi costituzionali. E cioè in questo caso, tutela della singola persona e della sua libertà, tutela della famiglia come ordinamento, tutela della proprietà, tutela dei minori.
Lo stato laico perciò ha il dovere di cambiare la propria legislazione a seconda di quella che è la realtà. È assurdo, secondo me, inventare una forma matrimoniale alternativa solo per garantire ad un nome determinate forme e regole non più attuali nella realtà.
Perciò: “come dice Mastella” (è ironico) la giusta via è quella dell’ampliamento degli istituti di diritto comune. Cioè il matrimonio. Questa via, di assoluto rigore logico e giuridico , è quella scelta e attuata dalla Spagna. Con la nuova legge spagnola sul matrimonio, infatti, non solo si rende possibile il matrimonio fra persone dello stesso sesso, ma si rende più agevole, meno farraginoso e meno costoso, l’inizio e lo scioglimento del matrimonio per tutti.
Tuttavia questa scelta in Italia non è possibile nella stessa maniera, non tanto per le resistenze della Chiesa, ma molto di più per le resistenze culturali che rendono inaccettabile un matrimonio fra gay.
Pertanto ad una nuova legge sul matrimonio e sul suo scioglimento andrebbe affiancata una normativa simile ai pacs per consentire alle coppie gay e alle coppie eterosessuali che per qualche impedimento giuridico non possano sposarsi, un riconoscimento della loro unione di vita.
Poi c’è il problema delle famiglie che si basano su altri tipi di legami di sangue o di condivisione di vita.
In questi casi una tutela, seppure minore, si rende comunque necessaria, ad esempio nel campo dell’assistenza reciproca o nell’ambito della politica abitativa. In questi casi una legislazione simile a quella proposta con i Dico sarebbe certamente sufficiente e utile
Perciò la soluzione razionale a dare risposta alle esigenze presenti nella società italiana, non dovrebbe prevedere un unico strumento, né dovrebbe prevedere forme matrimoniali affievolite, come sono oggi i pacs in Francia, ma dovrebbe mettere in campo più strumenti adeguati alle varie esigenze presenti: non la legge Zapatero e basta, non i pacs e basta, non i dico e basta., ma matrimoni più “facili”, pacs per le coppie omosessuali e per le coppie eterosessuali che non possono accedere per qualche impedimento al matrimonio, dico per le famiglie altre presenti nella realtà.
Questo sarebbe il modo razionale e laico per affrontare la questione…ovviamente fra i nostri politici non lo fa nessuno…Sono stato lungo e noioso…mi scuso con tutti…ma mica è facile dare risposta a una bella domanda come la tua…
sè ma quello che dico io sciabbolò è che la legge (che io sappia) non ti obbliga a fare una festa con 350 invitati
e come dovresti andare davanti al sindaco per il matrimonio così dovresti andare davanti all'ufficiale di stato civile, quindi boh
non era quello che volevo dire, caro Piero. Cosa sia la democrazia e la libertà penso di saperlo...è la contrapposizione ideologica che non condivido; l'esasperazione degli schieramenti....
Negroni
non condivido ne la forma ne la sostanza:
Non condivido il pensiero che se non sposo la donna che amo vuol dire che non voglio in fondo in fondo stare tutta la vita con lei ( e mi pare di leggerla tra le righe di molti, questa idea)
Non condivido la cerimonia del matrimonio con tutti i suoi fronzoli annessi, sia in chiave religiosa che civile. (conosco varie coppie sposate in chiesa che però in chiesa non ci vanno mai, non dicono na preghiera dalla prima comunione, non credono più realmente in quello che il catechismo gli ha insegnato.... però si sposano in chiesa, e alla domanda: perchè? la maggior parte delle volte mi sento rispondere "vabbè sai, i genitori, i parenti.... quasi che il non sposarsi sia una mancanza di rispetto verso qualcuno. E ti parlo di gente che è stata insieme anche per più di dieci anni.... che fa adesso si vogliono più bene perchè si sono sposati?)
Non condivido l'idea generale del matrimonio..... che se ti sposi devi invitare per forza 100 persone.... e se non lo fai, se vuoi fare una cerimonia da 20 persone non puoi perchè inizi a scatenare le ire di chi non è stato invitato..... Ho visto persone farsi i conti su quanto spendere per il regalo in base al grado di parentela e a quanti membri della sua famiglia fossero stati invitati.... io tutto questo non lo concepisco per cui risolvo il problema alla radice.
Se mai io mi sposassi in comune sarebbe solo per opportunismo, perchè magari mi rendo conto che vivendo insieme, ma single per lo stato, si rischiano di ottenere meno sgravi fiscali (oh... è solo un esempio) in quanto nucleo familiare a se.
checca inutile
Alex Nathan,
questo è il bello della democrazia e della libertà, soprattutto quando gli interlocutori non sono tenuti ad approvare un testo ma solo ad esprimere dei propri punti di vista su un argomento che divide le coscienze.

come ogni discussione che si rispetti, finisce sempre a Guelfi contro Ghibellini.
il romanticismo non è tarocco, il tuo modo di raccontarlo lo è.
chiedo perdono Casanova,
la prossima volta userò shakespeare.
Buona vita nel tuo mondo.
Discutere con chi è così sadicamente attaccato a usanze, tradizioni e buffonate varie e non vuole proprio entrare nel terzo millennio, è, per me, inutile.
parole di africa:
"Le giovani coppie preferiscono un legame leggero, a tempo, da confermare in seguito,
parole mie:
l'unica verità di questa grande minchiata è che si vuole evitare la responsabilità e l'impegno"
mikemio, quello che io voglio dire è che la convivenza ai tempi di oggi, a mio parere, è necessaria per vari fattori che adesso nn vado ad elencare, ma dico anche che se con il tempo la coppia decide di voler mettere al mondo dei figli allora si che sono d'accordo per il matrimonio(civile o religioso), e qui che viene in ballo LA RESPONSABILITà , che molte coppie anche sposate ignorano.Purtroppo i tempi sono cambiati, i nostri genitori si sposavano per procreare, ci si sposava in giovane età, non è cosi per noi che abbiamo tutto, la donna si è affermata, c'è parita, insomma nn ci sarebbe bisogno di sposarsi, no?
Io sono solo dell'opinione che per mia esperienza personale, la convivenza serve e ribadisco che con la nascita dei figli deve essere seguita dal matrimonio che poi quest'ultimo è religiosoo civile, o con cerimonie sfarzose , beh so decisioni individuali
sciabbolò, però leggendo quello che scrivi a me dai l'impressione che il problema non sia la sostanza ma la forma, ovvero che è il termine matrimonio che ti sta in culo, non quello che rappresenta in termini di diritti/doveri e quello che vi pare
Grazie Piccoso

Mikemio
ma dal momento in cui decide di metter su famiglia (bastano un uomo e una donna) allora ci si sposa
NO.... tu ti sposi, io che non credo in Dio, che quindi non scelgo la via religiosa del matrimonio non vedo perchè debba essere costretto a seguire un iter civile in cui non credo, perchè per me sposarmi in comune non ha senso.
pacs sono legami decisamente meno intensi di un matrimonio, è un'unione un pò all'acqua di rose....
Ti assicuro che per me non sarebbe così, non mi sentirei più o meno legato a seconda che io mi sposi o che mi faccia riconoscere come coppia di fatto. I miei sentimenti non cambiano.
X Uanasgheps
Se hai 8000 motivi per sposarti fallo. Se vuoi dire ai tuoi figli che il matrimonio deve essere una scelta libera fallo. Non sono certo azioni in contraddizione se tu scegli liberamente di farlo.
No il romanticismo non è tarocco, il tuo modo di raccontarlo lo è.
Il matrimonio civile non ha lo stesso connotato del matrimonio religioso (anche se sottesamente vi tende). Si augura ma non obbliga a nessuna eternità quindi il discorso polemico che fai è destituito di qualsiasi fondamento.
Se ci sono persone uscite dal matrimonio senza obblighi o fregandosene del valore e della responsabilità figuriamoci cosa succederebbe con i dico o similia.
Non puoi comparare il primo di una classe con l'ultimo di un'altra cosa che voi propugnatori dell'amore senza responsabilità (sociali oltrechè individuali) ogni volta usate a sostegno di queste effimere argomentazioni. Del deserto presentate le oasi e della foresta presentate le radure. Quelli che lasciano la moglie senza criterio lo farebbero anche se fossero dicati anzi forse ancora peggio ed il migliore degli eventuali dicati potrebbe tranquillamente vivere un matrimonio felice (in caso di eterosessuali).
Per Jena
Infatti rispetto alle materie da te elencate ho detto che un quadro normativo più esplicito e perchè no unico non sarebbe sbagliato anzi credo sia necessario se non altro per semplicificare la vita del cittadino. Ma i dico non erano solo quello. Era una brutta copia di un matrimonio a punti con tanto di scatti di anzianità e richieste quanto meno discutibili. Se cmq i Dico fossero valsi solo per le coppie omosessuali toh ti dirò che con qualche ritocco e qualche limatina andava pure bene ma visto che deve valere per tutti e che in tutti rientravano categorie tanto diverse possiamo anche parlare di tentativo di legge chimera.
Infatti non ho la bacchetta ma una minchia tanto

Preoccupati tu di trovarti un morto di fame che ti si ngroppa per du spicci
mi sa che l'invidia per le bacchette te rode caro jena

minghia quanto te consuma aho

sorry jena se nun zò gghei e i figli li fanno le madri (donne-femmine) rassegnati jena e trova pace
baci
No, quello è il pollo che ride quando assiste al tuo avanspettacolo da caciarona da osteria

il motivo lo ignoro da sempre, sarà forse che sei il pollo giulivo che hai postato e ti sto antipatica perchè non zò ghhei
ciao piccoli' buona notte bacio pace
Mi sembra che io abbia attaccato solo te e non è difficile conoscerne il motivo

ps
il principe dei miei sogni non è azzurro
la bacchetta non ce l'ha magica ma capisci ammè resteresti stupefatto
del diamante non mi importa nulla non gli dò peso
e infine non chiedo che dei cazzi importi agli altri
qua l'unico che si fa i cazzi miei sei tu, finora
'notte jena, e prima di dormire pensa alle cazzate (e agli insulti e allusioni più o meno velati) che spari contro chi non la pensa come te.
love you

Senti i polli che stanno a ridere...
jena sei un procione isterico


Mikè ma la smetti di stabilire cosa è meglio per gli altri? Se il tuo sogno è di salire sulla carrozza dorata col principe azzurro, la sua bacchetta magica e il diamante kenyano al dito sono cazzi tuoi e non vedo cosa ce ne può fregare a tutti noi.
previa designazione scritta e autografata si potrebbe designar anche lo babbo natale credo
correggimi jena, come spesso fai, tu che tutto sai e tutto puoi

Quando convivi semplicemente puoi scegliere di uscire dalla vita di quella persona in qualsiasi momento senza grandi impegni
Viviamo in mondi diversi, visto che nel mio mondo esistono tante persone sposate che sono uscite da questo vincolo "eterno", senza grandi impegni...anzi...
Se per te il romanticismo è un "tarocco", beh, mi dispiace per te.
Io, per mia fortuna, quello che ho scritto lo provo e spero di provarlo per sempre.
Personalmente mi sposerei domani per 8000 buone ragioni e motivi personali, che non sto qui a spiegare, ma spero che i miei figli possano vivere in un mondo dove non siano obbligati a sposarsi per essere tutelati e avere determinati diritti e doveri, ma che li abbiano a prescindere da qualsiasi strano rituale.
Negroni,
bisogna presentarsi davanti all'ufficiale di stato civile.
Per MUR
Nel progetto di legge DICO il compagno, previa designazione scritta e autografata, poteva decidere:
a) in materia di salute, nel caso il compagno fosse incapace di intendere e di volere;
b) in caso di morte, stabilire come celebrare il funerale e se donare o meno gli organi. Nel caso in cui fosse stato impossibile scrivere l'autorizzazione sarebbe bastata una comunicazione a voce ma in presenza di tre testimoni.
Poi per le visite del convivente in ospedale si acquisiva automaticamente un diritto di accesso alle strutture ospedaliere le quali stabilivano loro stesse le regole per le visite. In ogni caso anche se si trattasse semplicemente di una sostanziale semplificazione burocratica sarebbe già un bel passo avanti.
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Editato da Jena Plissken il 03/03/2009 alle 22:34:12
no scaibbò non sono d'accordo. il matrimonio non serve solo a dimostrare ad una persona che la ami, ma se vuoi diritti (e doveri, magari in sordina, ma ci sono) allora si ricorre al matrimonio, istituto giuridico che disciplina la faccenda (pensa un po, anche per gli islamici

nessuno deve essere costretto a sposarsio ci mancherebbe, ma dal momento in cui decide di metter su famiglia (bastano un uomo e una donna) allora ci si sposa.
mi chiedo: ma davvero donne vi fa piacere essere chiamate "la mia compagna?"

siete compagne di vita? allora fatevi chiamare MOGLIE suona meglio
(anche dopo il divorzio)
scusa sciabbolò, ma la cerimonia con tanto di festa non credo sia obbligatoria per legge
e nel caso dei dico o pacs o come cazzo si chiamano credo che cmq bisognerà presentarsi da qualche parte per dire "oh stiamo a convivere eh"
o sbaglio?
Mikemio i pacs non sono una buffonata, non vedo perchè devo essere costretto a sposarmi in una cerimonia che per me non ha senso per essere più tutelato. Non ho bisogno di sposarmi in un comune per dimostrare che amo la persona con cui sto, non ne ho bisogno e non ne ha bisogno neanche lei..... quindi? E' giusto che io e lei abbiamo meno diritti?. Il matrimonio ha davvero senso se lo si fa in chiave religiosa, altrimenti no, è solo un ripiego che qualcuno s'è inventato (non so quale sia la prima cerimonia di matrimonio laico della storia, mi illuminate?).
Obbligo alimentare (articolo 12). Se uno dei conviventi versa in stato di bisogno o non è in grado di provvedere al proprio mantenimento l’altro convivente è tenuto a prestare gli alimenti oltre la cessazione della convivenza, purché perdurante da almeno 3 anni, con precedenza sugli altri obbligati, per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza. L’obbligo cessa qualora l’avente diritto contragga nuovo matrimonio o inizi una nuova convivenza.
Scusa Etna ma come vedi con le oche giulive tra i piedi è difficile seguire le domande.
Etna,
hai letto nel link ai DICO un articolo dedicato all'assegno di mantenimento dopo la fine della convivenza?
Obbligo alimentare (articolo 12). Se uno dei conviventi versa in stato di bisogno o non è in grado di provvedere al proprio mantenimento l’altro convivente è tenuto a prestare gli alimenti oltre la cessazione della convivenza, purché perdurante da almeno 3 anni, con precedenza sugli altri obbligati, per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza. L’obbligo cessa qualora l’avente diritto contragga nuovo matrimonio o inizi una nuova convivenza.
La convivenza dura se le due persone stanno bene insieme, se il soggetto debole si sente solo sfruttato finisce subito.
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Editato da Il Piccioso il 03/03/2009 alle 21:51:04
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Editato da Il Piccioso il 03/03/2009 alle 21:52:58
mike la mia è una domanda per capire cosa succede in una situazione particolare come quella delineata

una volta che si lasciano ciccia al culo non ci sono doveri di mantenimento se non nel matrimonio (e anche li fanno ridere credetemi, c'è gente che non dà un centesimo neanche a sapere che il figlio sta crepando) figuriamoci il pac
ma pe piacere
paccopaccopaccopaccopaccopaccopacco
ETNA domanda: esiste davvero ancora qualcuno che "mantiene" la donna regina del focolare che non lavora?



però esigo il matrimonio (abito avorio e perline delicate) che mi tutela meglio e poi mi piace la fede al dito troppo bella troppo tosta troppo woman
riposto la domanda perchè nessuno mi ha risposto (tranne jena che cmq nn mi ha dato argomentazione)
"Se due persone fanno questo pacs, supponiamo uomo e donna, lui lavora e lei no, quindi è lui che provvede al mantenimento della donna durante il rapporto (casa, mangiare,vestire....) una volta che si lasciano cosa succede? (per semplicità supponiamo che non abbiano figli)
e a volte durano 20 anni jena, non solo tre mesi
e a volte finiscono per gravi cause e non per minchiate e frivolezze
e poi l'assistenza sanitaria già l'abbiamo
se poi il coniuge o convivente non ti tiene la mano mentre sei in ospedale non sarà la legge a costringerlo/a
il matrimonio non è una buffonata
lo sono i pacs e tutta la gamma di attuali fesserie che però convengono molto
MUR

lascia cantare (tanto sono stonati

Caro Il Piccioso,
intanto pensa prima di dare consigli al prossimo a seguirne tu per primo e soprattutto leggi bene. Ho specificato che il tempo intercorrente all'ottenimento del divorzio fa parte degli obblighi e delle responsabilità derivanti dal matrimonio. Per quale motivo lo stato dovrebbe creare un nuovo status giuridico e tutelare di fatto una situazione transitoria, come tu stesso dici, rimane sempre un mistero.
Una legge come la presenti tu diminuisce le responsabilità derivanti dal matrimonio quindi non sarei mai favorevole tuttavia si possono trovare forme compromissorie tipo il divorzio diventa automatico nel caso venga richiesto da almeno uno dei due coniugi dopo tot tempo dalle presentazione della domanda.
Per quanto riguarda l'esempio del contratto che fai è solo un tipo di contratto e/o di negozio giuridico che però può essere anche recettizio (ovvero proprio indirizzato a terzi) o per esempio la figura della procura altra forma privatistica indirizzata e avente efficacia su terzi. Detto questo se tu hai intenzione di affittare con un' altra persona una casa basterà chiedere un subentro prima di andarci e cmq (visto che io conosco poco il diritto) ti informo che ci sono già decine di sentenze e pronunciamenti che in nome del diritto all'abitazione, pur senza riconoscere le coppie di fatto, stabiliscono senza limiti di tempo il subentro per il/la partner.
Tuttavia ripeto, laddove qualcuno non avesse letto, che per le sole coppie omosessuali anche se avranno un carattere inevitabilmente generale non vedrei male delle forme leggere (rispetto però a diritti meramente individuali) di tutela.
Che la legge si chiami Dico (che personalmente trovo orribili nella forma e nella sostanza), Pacs o Cus o Didorè che si possano riunire in un unica voce quei diritti ora frammentati o desunti mi sembra non urgente ma certamente possibile e perchè no, anche necessario.
X Animamundi
Esatto è proprio quello che ho il coraggio di fare. Quello di stabilire cosa sia giusto o sbagliato per me o per gli altri (a parità di condizioni) la differenza è che io lo ammetto mentre tu che fai uguale se non peggio di me ma non lo ammetti ed infatti sei tendenzialmente vicino all'ipocrisia. Amesso che io sia un baciapile come ami sempre dire a chi non la pensa come te tu sei uno sputapile e dunque in quanto opposto a me erri nella tua ottica nella mia stessa identica maniera, solo che tu non te ne rendi conto.
X Uanasgheps
Ridi pure ma rimane un dato di fatto. Che tu voglia convivere è pacifico ma il vincolo è altra cosa, qualcosa che nasce dalla volontà del momento ma che poi la prescinde. Quando convivi semplicemente puoi scegliere di uscire dalla vita di quella persona in qualsiasi momento senza grandi impegni. Infatti alle bellissime (e tarocche) frasi romantiche descritte come l'alzarsi al mattina e scegliere di vedere il volto della compagna o compagno manca il seguito ovvero finchè ne ho voglia e sento e/o provo il desiderio di farlo, il che rende la frase decisamente meno romantica

X Jena
Per il povero ragazzo/a in ospedale in coma esiste l'atto detto di procura. Con Dico e senza Dico cambia solo che per avere più diritti devi avere una sola pratica contro le 6 o 10 che siano. Visto che al comune o al Notaio ci dovresti andare lo stesso se vuoi assistere il tuo compagno/a dai perfidi genitori o ex moglie e/o marito che tu ci vada per la procura o per i dico è simile. Fermo restando quando detto negli ultimi due capoversi a il Piccioso
Favorevole ai Pacs:
1) non credo nell'istituzione del matrimonio, religioso o civile che sia
2) non vorrei incappare, con un matrimonio civile, in spiacevoli inconvenienti, tipo mio padre che s'è visto sposare nientepopodimenoche da Fosco..... sarebbe poi un giorno da ricordare quello? Io bestemmierei a vita.
Scusate... ma riconoscere assistenza reciproca sanitaria ed economica è "dare diritti a tutti ma doveri a pochi"? Io davvero non capisco in che mondo vivo

Da un punto di vista "etico" sono più seri i pacs che quelle buffonate che sono ora i matrimoni... tanto sfarzo e chiacchiere sbuscete e poi non vanno oltre i 3 mesi.
Chi sceglie la convivenza sceglie di non vincolarsi

questa mi ha fatto proprio ridere.

Se scelgo la convivenza scelgo di voler passare tutti i giorni della mia vita con quella persona, scelgo di volermi svegliare ogni mattina con quella persona a mio fianco, scelgo di condividere ogni cosa con lei.
Se questo non è vincolarsi, ce l'ho più lungo di Rocco.
MUr,
tu conosci poco il diritto e faresti bene a studiare un po' di più.
Il divorzio si può chiedere dopo tre anni dalla dichiarazione di separazione, non è detto che il Tribunale lo dichiari con la velocità della luce. La giustizia italiana è lenta anche in questo. Se tu sei favorevole con me ad accorciare i tempi per chiedere il divorzio a 6 mesi o un anno ti chiamerò a firmare questa iniziativa popolare di Legge.

Per quanto riguarda gli effetti giuridici di un contratto dovresti imparare che l'accordo tra due parti non vincola mai un terzo estraneo. Esempio: Carlo e Paola, non sposati, vanno dal notaio e firmano un accordo sul loro menage, come dici tu, tornano dal padrone di casa che aveva firmato l'affitto con Carlo, il quale dice che per lui il contratto d'affitto vale solo fino a quando Carlo vivrà, se Carlo dovesse morire sbatterà fuori dalla sua proprietà Paola.
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Editato da Il Piccioso il 03/03/2009 alle 20:01:19
Chi sceglie la convivenza sceglie di non vincolarsi dunque perchè chiedere diritti senza impegnarsi a far nulla?
MUR questo lo dici SOLO TU e i BIGOTTI COME TE.

Ma chi ve l'ha detta sta' scemenza? il Vescovo forse?

Voler difendere questoi modello significa non aver semplice buon senso.
E gia' certo ! Invece tu che il buon senso ce l'hai instillato dallo Sprirto Santo

MUR semplicemente tu NEGHI QUALUNQUE ALTRA OPINIONE che non coincide con la tua.
Ti consideri SEMPRE DALLA PARTE "giusta" mentre tutti gli altri sono da quella "sbagliata" perche' non la pensano come te.
Addirittura bolli come sciocchezze prive di senso le scelte di milioni di persone e ti ergi perfino a depositario dell'unico "buon senso" esistente...
Qui di fascisti mi sembra che ce ne sia uno soltanto MUR, proprio TU !
X Il Piccioso
Sbagli tu su molti punti.
1) Dalla separazione al divorzio passano per legge 3 anni ed è una precisa responsabilità che si accetta dal momento che ci si sposa. Legge certa responsabilità certa.
2) Danno nessun obbligo se non il concorso al sostentamento materiale. Infatti tale norma va bene in termini assoluti per le coppie omosessuali ammessi che le si voglia tutelare ma non per quelle eterosessuali che hanno già la loro possibilità.
3) Non sono d'accordo un patto tra privati ha efficacia anche all'esterno. Tuttavia andare da un funzionario pubblico come il Notaio rende il problema risolto. Dipende poi dai diritti che nella tua mente tu pensi debbano essere tutelati.
4) Sono io che ti comunico che i conviventi hanno scelto autonomamente di non essere garantiti. I figli invece non hanno nessun diritto in meno se non quelli che il genitore in autonomia ha scelto loro di non dare.
5) Volenti o Nolenti queste persone scelgono, come su, autonomamente di non prendersi responsabilità. Se uno sceglie di non andare alla gita a vedere il Colosseo non può pretendere di vedere cmq il monumento perchè glielo dovrebbero portare a casa. Infatti la coppia di fatto è una precisa responsabilità di una società che non ha portato in sè il valore degli impegni ed uno Stato ha, a mio avviso, secondo i precetti della Carta Costituzionale, tutto il dovere di difendere un valore e non creare disvalore
X Animamundi
Il vero fascista sei solo tu Anima unitendo ed accogliando i discorsi come ti vengono (solitamente, anzi ultimamente sempre e solo male). Chi sceglie la convivenza sceglie di non vincolarsi dunque perchè chiedere diritti senza impegnarsi a far nulla? Voler difendere questoi modello significa non aver semplice buon senso. Qui religione o altro c'entrano poco.
Il tuo volermi accostare al discorso nazista sulla razza pura è semplice demagogia se non ipocrisia e mala fede (e tu ne hai tanta). Io sarà che certe cose non le faccio, quindi non ci penso ma tu che vedi il male dappertutto forse ne hai davvero troppo dentro. Magari una corsetta ti farebbe bene.
Non neppure bisogno di difendermi perchè è del tutto evidente a cosa mi riferivo tant'è che tu stesso lo usi (eravamo 20 ed ora 60) ma che vuoi farci, tu sei il re dei due pesi e due misure.
P.S. quando finalmente anche nel nostro Paese si giunse alla possibilita' di scegliere tra matrimonio religioso e matrimonio civile, la Chiesa e i bigotti filoclericali alla MUR andavano gridando al disastro, al tracollo morale della nazione, al fatto che il Paese non sarebbe sopravvissuto allo sfascio e alla degenerazione.
Questo accadeva ai tempi dell'Unita' d"italia nel 1865 quando il nostro paese contava circa 20 milioni di abitanti (piu' o meno).
Oggi, dopo quasi due secoli, siamo in 60 milioni...

Lo Stato non tutela l'affetto o il rispetto che due persone manifestano reciprocramente
Esatto. E' gia' questo la dice lunga sul grado di civilta' di uno Stato. Esso deve lasciare LIBERI i suoi cittadini di autodeterminarsi proprio nelle faccende personali. Non DEVE INTERVENIRE ne mettere bocca nei rapporti tra le persone.
Non spetta allo Stato decidere COME devo voler bene ad una persona. Lo Stato DEVE SOLO TUTELARMI IL PIU' POSSIBILE giuridicamente nelle mie scelte personali.
o Stato tutela attraverso il modello matrimoniale la prosecuzione ed il rinnovamento della nazione.
Da brividi questa frase. DEGNA DEI MIGLIORI SOSTENITORI DELLA PURA "RAZZA"...mammai mia MUR, ora sei anche fascista!
Complimenti fai passi da gigante vedo...

Seriamente ora: il "modello" matrimoniale, appunto come modello e' in EVIDENTE CRISI. I costumi cambiamo, gli stili di vita cambiano, perfino le persone cambiano nel corso degli anni.
E dunque non si vede per quale ragione i modelli sociali non debbano espandersi assecondando le persone e dando le piu' ampie possibilita' di scelta. Se una convenzione sociale (quale e' il matrimonio, soprattutto quello civile) e' in netta crisi non capisco quale sia il problema nell'affiancargli dei nuovi modelli che magari ne aiuterebbero perfino il consolidamento (la stragarnde maggioranza delle convivenze si trasforma in matrimonio dopo qualche anno) con un nuovo modello che meglio si confa' alle peronali scelte degli uomini e delle donne di questo Paese.
E poi MUR che ma minchiate dici?
Come se una coppia eterosessuale e convivente non possa fare figli e dunque provvedere al "rinnovamento della Nazione"

MUR
tutto il resto e' solo cieco indottrinamento e bigottio conrservatorismo clericale con aspetti di intolleranza e chiusura mentale.
Continui a dimostrare tutta la tua cecita' e chiusura mentale.
Complimenti.
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Editato da Animamundi il 03/03/2009 alle 19:10:59
Mur,
sbagli su molti punti.
1) un separato in attesa di divorzio non può sposarsi. Possono passare molti anni e in quel lasso di tempo possono accadere molte cose.
2) i PACS e i DICO non danno solo diritti ma anche obblighi. Infatti molti conviventi potrebbero non aderirvi per non sottostare a quegli obblighi.
3) i contratti di natura privatistica non garantiscono nè gli eterosessuali nè gli omosessuali di fronte ai terzi estranei al contratto. Dunque sono inutili nelle materie regolate dai PACS o DICO.
4) per quanto riguarda i figli ti comunico che anche i conviventi possono avere figli ed in quel caso i figli dei conviventi sono meno garantiti perchè i loro genitori hanno meno diritti e doveri. Dunque, a maggior ragione, legiferare sulle coppie di fatto aumenta i diritti e le possibilità dei bambini nati da quelle unioni.
5) Volente o nolente il fenomeno sociale delle coppie di fatto esiste ed è in espansione. Lo Stato può scegliere se legiferare o disinteressarsene. Non credo che la società vivrà meglio perchè ci sono centinaia di migliaia, ed un giorno milioni, di persone senza diritti e dovere regolati dai PACS o DICO.
MUR
io ti faccio un monumento
grazie

All'affermazione rispondo io con un le motivazioni adotte non sono sufficienti a rendere i PACS necessari.
Nell'esposizione delle argomentazioni infatti mancano un paio di elementi troppo importanti che sono stati (volutamente ?) omessi. Innanzitutto una coppia eterosessuale che volesse davvero pacsarsi o dicarsi ha già il matrimonio e nessuno al momento mi ha sufficientemente spiegato per quale caspita di motivo lo Stato dovrebbe garantire un'alternativa.
Segue poi una spiegazione sul cosa è un matrimonio. Il matrimonio è una forma particolare di amore che se da un lato non obbliga necessariamente alla procreazione tuttavia serve a garantire ad un' unione naturale una certezza giuridica e delle tutele che la favoriscano. Lo Stato non tutela l'affetto o il rispetto che due persone manifestano reciprocramente, lo Stato tutela attraverso il modello matrimoniale la prosecuzione ed il rinnovamento della nazione. Il matrimonio ha una funzione sociale che comporta diritti ma anche doveri. Il perchè dovrebbe allargare soli i diritti senza i doveri corrispondenti è un mistero.
Come molti giustamente rilevano quello che il cittadino fa sotto le lenzuola non sono cose che riguardino lo Stato (come molti esimi sostenitori del PACS o DICO sostengono) e proprio per questo che se due hanno una relazione lo Stato dovrebbe semplicemente disinteressarsene. Se vuoi tutele ti prendi anche le responsabilità sociali che ne derivano.
Cmq visto che una coppia eterosessuale che non volesse avere figli ha cmq la possibilità di sposarsi (anche se in questo modo si forzano un po' i termini per i quali il matrimonio è stato normato) ed essere in qualche modo tutelato come unità, è ammissibile, in linea teorica, che per le sole coppie omosessuali (che questo diritto ad una forma di tutela matrimoniale non l'hanno) ci possa essere qualche tipo di forma minimale di tutela privatistica. Che sia necessario o urgente è tutto da decidere però il propblema si potrebbe porre.
Tutto il resto è frutto di una mentalità che vuol dare diritti a tutti ma doveri a pochi. In fondo una società molto più ingiusta quindi di quando non appaia in un primo tempo.
Per i familiari ci sono già altre norme che tutelano in quei diritti previsti dai PACS o DICO, per questo motivo non sono previsti nei loro confronti.
io infatti non ho mai detto che possono convivere solo se si ingroppano

ho solo riportatto uno stralcio dal tuo link

ho conosciuto infatti tanti fidanzati da 10 anni che si sono sposati e dopo un mese si sono separati

a rapporto maturo

in italia ci sono fidanzamenti di 8 anni

ma responsabilità e impegno di cosa ???
che fa per essere "responsabile e impegnato" devo sposarmi??
molto più responsabile convivere un periodo insieme ED ESSERE TUTELATI,
e poi,
a rapporto maturo, dopo essersi conosciuti veramente bene, aver vissuto sotto lo stesso tetto per più di una settimana di vacanza,
se lo si desidera, SPOSARSI, e non sposarsi per POI scoprire di essere incompatibili e odiarsi per tutta la vita crescendo piccoli teppisti, perchè quest' ultima cosa, accade sempre più spesso, purtroppo.
Uanasgheps.
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Editato da Merdasper il 03/03/2009 alle 15:19:58
Negroni,
possono ricorrere ai PACS o ai DICO anche due persone maggiorenni che non hanno rapporti sessuali tra di loro. In Francia, spesso nelle grandi città, vi ricorrono anche due vedove avanti negli anni che decidono di risparmiare le spese di affitto e le utenze.
Per quanto riguarda gli omosessuali voglio ribadire che nei DICO o PACS non sono disciplinati nè il matrimonio e nè l'adozione. La stragrande maggioranza delle coppie di fatto è composta da eterosessuali (90 % dei casi circa), utilizzare i pregiudizi ed le discriminazioni nei confronti degli omosessuali è una tecnica di propaganda subdola per impedire anche agli eterosessuali che convivono di avere un minimo di tutele giuridiche in campo sanitario, ereditario, successione nei contratti, previdenziale, etc.
parole di africa:
Le giovani coppie preferiscono un legame leggero, a tempo, da confermare in seguito,
parole mie:
l'unica verità di questa grande minchiata è che si vuole evitare la responsabilità e l'impegno
Io propongo un PACS tra quell'appicciafuoco maledetto di Jena e una tanica di benzina, sono fatti l'uno per l'altro

Etna,
il pacs serve proprio a tutelare il componente più debole della coppia dopo una separazione non consensuale(ad evitare ad esempio che finisca in mezzo a una strada).
جمال - فصاحة
JENA non fai ridere nessuno e ti arrampichi sugli specchi. comunque apprezzo lo sforzo....
Scusate prima ho commesso un errore che non posso più editate: volevo dire 3 anni dopo la stipulazione del pacs, non 3 mesi

Mikemio mi dispiace davvero aver urtato la tua sensibilità di mammona faidatè, purtroppo io parlavo in generale affermando che non è sufficiente la complementarietà dei sessi(o addirittura il gene) per crescere i figli, e vedo che tu ne sai qualcosa.
Del resto sei stata proprio tu a uscire fuori tema. Ora se per te non è uno sforzo enorme puoi tornare in tema(le unioni civili).
"Sposarsi? Non è più di moda, anzi è davvero sconsigliato. E molto presto, forse già nel 2015 se la crisi spingerà sull'acceleratore, in tutta Italia le convivenze supereranno i matrimoni, come già avviene nelle grandi città del Nord. Le giovani coppie preferiscono un legame leggero, a tempo, da confermare in seguito, senza i vecchi mobili della nonna, il mutuo da pagare, la festa inutilmente costosa. Segnali in questa direzione arrivano da tutto il mondo: a Manhattan c'è la percentuale di nozze più bassa, 26% sul totale, negli Usa i matrimoni sono scesi complessivamente al 49%, in Gran Bretagna il numero di chi va a vivere insieme ha superato gli sposati."

caro jena parli solo perchè hai la bocca (piena di fiele) e potresti informarti meglio anche tu specialmente su chi non conosci, sulle madri che crescono i figli da sole spaccandosi il culo e sui padri di merda che hanno cacciato via i figli che le mogli gli hanno portato 4 volte a lanciano da oltre mare e sono stati spinti fuori di casa a pedate ( i bambini in questione) dicendo loro "andate via io ormai ho un'altra famiglia"
l'altra famiglia in questione era composta da una rumena (ex prostituta) e i suoi figlioletti adorati
ti basta jena per smettere di rompere i coglioni e restare in tema?
Mah Negroni ogni tanto diventa utile

Mikemio invece di darti al cabaret da osteria potresti informarti meglio sull'argomento. I pacs non garantiscono l'adozione(l'articolo di uana parla dei matrimoni omosessuali e non dei pacs, nel caso spagnolo) e i diritti inerenti(riduzione delle tasse, assistenza sanitaria reciproca, rapporto di locazione ecc.) si acquisiscono dopo 3 mesi dalla stipulazione dal pacs.
Purtroppo l'attività sessuale non è richiesta nemmeno per il matrimonio tradizionale


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Editato da Jena Plissken il 03/03/2009 alle 13:41:20
personalmente sono favorevole ai pacs....ma mi sorge un dubbio:
"Se due persone fanno questo pacs, supponiamo uomo e donna, lui lavora e lei no, quindi è lui che provvede al mantenimento della donna durante il rapporto (casa, mangiare,vestire....) una volta che si lasciano cosa succede? (per semplicità supponiamo che non abbiano figli)
Ambito di applicazione (articolo 1). I diritti e i doveri contenuti nel provvedimento interessano due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, senza essere unite da vincoli di matrimonio o parentela in linea retta entro il secondo grado, di affinità in linea retta entro il secondo grado, adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno.
con sorella, fratello, nonno, nonna mi sa che non puoi fare quello che ti chiami PACCO
leggendo il link del piccioso le cose mi sono un pò più chiare ma jena, non costringermi ad essere contrario per andare contro di te

"""Il Pacs ha natura esclusivamente contrattuale e non modifica lo stato civile delle parti. Per
sottoscrivere un Pacs i due partner devono avere una vita in comune e prestarsi
reciprocamente sostegno materiale. Per vita in comune non si intende soltanto la
comunione di interessi e la coabitazione, ma soprattutto la residenza in comune e la vita di
coppia. I partenaires non hanno alcun obbligo di fedeltà, di soccorso o di assistenza, ma
soltanto quello della contribuzione reciproca. È perciò un vincolo patrimoniale. Il sostegno
reciproco e materiale è un dovere, senza il quale il Pacs viene meno. In caso di disaccordo
sulle modalità di attuazione di questo dovere, è il giudice a decidere in relazione alle
capacità proprie di ogni partenaire.""
posso fare vita di coppia (quindi un bel PACCO) con mia sorella? fratello? nonno? nonna?
cosa si intende per vita di coppia?
si deve far sesso per forza?
è l'attività sessuale (reale o presunta) che determina il PACCO?
se non faccio sesso con mia sorella

se io e mia nonna ci prestiamo reciproco sostegno (io succhio la pensione e le dò una minestrina) facciamo un bel PACCO?


che guazzabuglio pur di non sposarsi ed evitare rogne e responsabilità
JENA purtroppo non posso accettare l'offerta, non sono una suora e, come cantava rosanna fratello, sono una DONNA non sono una santa

sorry jena, sorry
ma è la natura che ha voluto le cose cosi, non io

per il resto sono d'accordo con negroni, se gli omo si vogliono sposare facciano pure, spero avranno anche il diritto al divorzio

e dai su...
se poi parliamo di adozione mi vien da ridere, è quasi impossibile per le coppia normali, figuriamoci....
Negroni, i pacs furono introdotti in Spagna già dal governo Aznar. Il matrimonio tra omosessuali è un istituto in più introdotto più tardi.
io stavo dando per scontato nelle mie considerazioni che sono favorevole al matrimonio tra omosessuali, quindi se la necessità dei pacs o dico o che vi pare a voi è quella di far riconoscere una coppia omosessuale continuo a non essere d'accordo
quindi mi appresto a leggere, ma per il momento continuo a preferire la legge spagnola
al momento mi sa tanto "meglio di niente..."
Negroni,
questo è un link sui DICO
con esso puoi capire cosa era stato presentato in Italia nel 2006 dal Governo Prodi e mai approvato dal Parlamento nella stessa materia disciplinata in Francia dai PACS.
Come puoi vedere tu stesso non c'è nessun matrimonio o adozione da parte degli omosessuali come la CEI per mesi ha cercato di far credere agli italiani.
Possiamo sempre rinchiuderli tutti nella casa di Pony e metterci te al posto di Suor Maria
"concedendo alle unioni gay lo stesso status di quelle eterossessuali, con tutti i diritti che ne derivano:
eredità, pensione e adozione di bambini."
ADOZIONE DI BAMBINIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
ma perchè non si fanculizza zapatero?
JENA il mio prossimo abito nuziale sarà color avorio con perline delicate
ahhhh l'abito da sposa..... mi fa sempre sognare........
donne, ma davvero volete negarvi, non solo lo status giuridico di moglie, ma anche quei pochi momenti da ricordare che gli uomini (indirettamente s'intende, perchè comunque i matrimoni li organizzano le spose e loro mammine

e dai!!!!!!!!!!!!!!!
Che cosa sono ??????
Sono tanti i cittadini Italiani che si pongono questa domanda, vorrei quindi tentare, per
sommi capi, di fare chiarezza in questa materia oscura ai più.
Pacs significa Patto di solidarietà civile.
Non è un matrimonio ma un accordo legale tra persone non necessariamente dello stesso
sesso, è stato istituito in Francia nel 1999.: La differenza, rispetto alla legge recentemente
approvata in Spagna, sta nel concetto di matrimonio: il governo Zapatero ha equiparato la
possibilità di sposarsi a etero e gay, mentre la
legge francese garantisce diritti civili, senza parlare di matrimonio.
Il Pacs Francese
La legge 99-944 del 15 novembre 1999 è firmata dal presidente della Repubblica Chirac e
dall'allora primo ministro Jospin. Essa riconosce alle due persone, senza specificare se
etero o omosessuali, molti diritti connessi al matrimonio, come il diritto-dovere alla
reciproca solidarietà materiale. Il Pacs prevede la possibilità di lasciare eredità al partner, il
vincolo a interpellare il partner da parte dei medici in caso di malattia dell'altro, la
pensione di reversibilità, la possibilità di subentro nell'affitto dell'abitazione.
In base a questa legge francese un cittadino italiano e uno francese hanno potuto
regolarizzarela loro convivenza nel 2002 a Roma, ma sul territorio francese del Consolato
della Capitale.
La legge Spagnola
La norma sostenuta dal governo Zapatero approva il matrimonio tra omosessuali. Il
Parlamento iberico ha approvato la nuova legge che legalizza l'unione civile tra
omosessuali, equiparandola a quella tradizionale. Il provvedimento, fortemente voluto dal
premier socialista e votato nel giugno 2005, rivoluziona l'istituto delle nozze, concedendo
alle unioni gay lo stesso status di quelle eterossessuali, con tutti i diritti che ne derivano:
eredità, pensione e adozione di bambini.
Differenze
La differenza, rispetto alla legge recentemente approvata in Spagna, sta nel concetto di
matrimonio: il governo Zapatero ha equiparato la possibilità di sposarsi a etero e gay,
mentre la legge francese garantisce diritti civili, senza parlare di matrimonio.
Differenze dal matrimonio
Il Pacs ha natura esclusivamente contrattuale e non modifica lo stato civile delle parti. Per
sottoscrivere un Pacs i due partner devono avere una vita in comune e prestarsi
reciprocamente sostegno materiale. Per vita in comune non si intende soltanto la
comunione di interessi e la coabitazione, ma soprattutto la residenza in comune e la vita di
coppia. I partenaires non hanno alcun obbligo di fedeltà, di soccorso o di assistenza, ma
soltanto quello della contribuzione reciproca. È perciò un vincolo patrimoniale. Il sostegno
reciproco e materiale è un dovere, senza il quale il Pacs viene meno. In caso di disaccordo
sulle modalità di attuazione di questo dovere, è il giudice a decidere in relazione alle
capacità proprie di ogni partenaire.
La discussione italiana
Il tema non è nuovo alla politica italiana, la commissione Giustizia della Camera ha
avviato, nell'estate del 2004, la discussione su un pacchetto di nove proposte di legge che
hanno come obiettivo l'introduzione nel nostro ordinamento del patto civile di solidarietà,
tuttavia la discussione, finora, è proceduta a rilento per i ripetuti veti(da destra e da
sinistra). Da subito si è deciso di stralciare quelle proposte (ben sette) che prevedono in
sintesi la possibilità per i gay di arrivare ad una forma di matrimonio(come espressamente
richiesto delle loro organizzazioni) e il lavoro si è incentrato sulle ipotesi legislative che
riguardano, invece, il Pacs. Attualmente si sta lavorando su testi che prevedono per il
Pacs la forma scritta e che sia redatto davanti ad un ufficiale dello stato civile, il quale
provvederà a trascriverlo nei registri dello stato civile.
Il patto si scioglierebbe automaticamente in caso di morte o matrimonio di uno dei
contraenti.
In particolare, si mira a estendere ai conviventi di fatto alcuni istituti previsti per il
rapporto fondato sul matrimonio, come la successione nel contratto di locazione e la
possibilità di prendere decisioni in caso di malattia del partner.
ma tipo che qualcuno mi mette un link dove io possa leggere da una fonte superpartes cosa siano i pacs e le differenze sostanziali col matrimonio civile?
sono disposto anche a leggere un papiro di animamundi

Negroni,
i Pacs sono i patti civili di solidarietà, un istituto giuridico francese, simile ai famosi DICO italiani mai approvati dal Parlamento italiano.
infatti jena io ho chiesto perché ignoro cosa siano PACS
ma e questo e' l'assurdita' italiana, cosa CHE GIA' AVVIENE PER QUEL CHE RIGUARDA I NOSTRI PARLAMENTARI !!!
Non solo Anima... anche i preti hanno già i pacs

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Editato da Jena Plissken il 02/03/2009 alle 21:03:11
Infatti quello che non capisce certa gente e' che a coloro che decidono di convivere non glie ne po' frega' di meno di quello che fanno le coppie ufficialmente sposate o meno.
Siete per il matrimonio? bene, sposatevi.
Ognuno decide cosa e' meglio per la sua vita come meglio credere. Quindi dato che costoro sono A TUTTI GLI EFFETTI UGUALI AGLI ALTRI CITTADINI di questo Paese, il problema come ha detto piccioso e' un problema di AMPLIAMENTO DI SCELTA quindi di aumento della liberta', sempre nel rispetto delle persone e dei loro diritti fondamentali.
Ecco perche' convivere e' una profonda scelta di liberta' e come tale andrebbe tutelata al meglio, cosa che avviene gia' non solo in tutti i paesi del mondo civilizzato, ma e questo e' l'assurdita' italiana, cosa CHE GIA' AVVIENE PER QUEL CHE RIGUARDA I NOSTRI PARLAMENTARI !!!

Vabbè che Mikemio avrebbe il coraggio di rimettersi pure l'abito bianco

Negroni e Mikemio, se vi volete sposare come tradizione vuole nessuno ve lo impedisce, ma non negate alle coppie che convivono(e che sono la grande maggioranza) quel minimo di tutela che ogni paese civile garantisce.
Dodò oggi stai in forma

neanche io parlavo di matrimonio religioso
era giusto per chiarire che non si sa mai, anche perché nel primo intervento avevo specificato matrimonio civile

Negroni,
nessuno ha pensato che tu ti riferissi a quello religioso.
io non parlavo di matrimonio religioso, parlavo di matrimonio come lo intende la costituzione
Animamundi,
purtroppo con te bisogna dire anche le virgole altrimenti non ci arrivi da solo. Il legame più forte o meno forte di cui parlavo era quello giuridico. Il vincolo giuridico del materimonio si scioglie un pò più difficilmente di quello dei PACS, così come i PACS hanno bisogno di un minimo di formalità giuridica, una comunicazione che nella semplice convivenza non c'è. Non mi riferivo sicuramente ai sentimenti. So benisssimo, infatti, che ci sono delle convivenze che sono più forti e durature, sul piano sentimentale, di tanti matrimoni. Mi sembrava così logico che stessi parlando solo di norme giuridiche, di istituti giuridici e dei loro effetti giuridici. La prossima volta conterò anche i peli...

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Editato da Il Piccioso il 02/03/2009 alle 12:16:12
grande dean...

cmq i pacs, dal loro punto di vista, i cattolici ce li hanno con la loro tipica faccia di tolla
infatti il matrimonio religioso che non ha effetti civili lascia tutto com'è: si salvano le apparenze ma anche la pensione di reversibilità, l'eredità dei figli ecc ecc
ma per la chiesa qs ignobile finzione è un matrimonio a tutti gli effetti
che ipocrisia!
A voi piace avere lo stato che vi controlla, io non voglio avere nulla a che fare con l'apparoto burocratico repressivo, io voglio semplicemente essere iscritto in un elenco, ritirtarmi su una montagna con chi dico io, armarmi fino ai denti e al primo rompicoglioni di stato che si avvicina fargli scopiare la testa con un calibro 50 all'uranio impoverito
Grazie mikè ora so di essere nel giusto

l'unica verità di questa grande minchiata è che si vuole evitare la responsabilità e l'impegno, il legame a lungo termine e le complicazioni di un eventuale divorzio.
forse basterebbe semplificare e dimezzare i tempi per il divorzio, che in italia sono piuttosto ridicoli, ma che il matrimonio diventi un istituto di serie b e trionfino sti pacs ..... che scempio...tutela giuridica

i pacs sono legami decisamente meno intensi di un matrimonio, è un'unione un pò all'acqua di rose....
..ma io la penso all'antica ma, come negroni, se voglio una famiglia mi sposo
Una vlta tanto concordo con quel grandissimo rompicazzo di Anima

Infatti piccio' hai detto prorpio una corbelleria.
I PACS non sono legami "meno intensi" tra due persone.
E' un legame di tipo differente, piu' rispettoso della liberta', del carattere e delle scelte delle persone, in grado di tutelare il diritto fondamentale di ogni cittadino di uno Stato moderno: quello all'autodeterminazione.
L'intensita' di un legame di coppia dipende dalle persone non dalla burocrazia che certifica il legame.
devo prima informarmi con precisione, poi mi esprimo di nuovo
con lo stato attuale di conoscenza dell'argomento non ne vedo l'utilità
che è sta cosa del legame forte o no
se mi voglio impegnare e voglio una famiglia mi sposo, altrimenti no
cmq mi riservo di cambiare opinione una volta approfondito meglio l'argomento
La libertà di scelta non è mai una offerta al ribasso. La negazione dei diritti e delle tutele per i cottadini è una corsa al ribasso.
Un socialista che parla di aumentare l'offerta per l'utente-cittadino, fa una certa impressione


Negroni,
è molto semplice. Tra matrimonio civile e pacs ci sono differenti livelli di legame, diritti e doveri. Chi vuole un legame forte, e può sposarsi, si sposa. Chi vuole un legame meno rigido, oppure non può sposarsi, ricorre ai Pacs. In Francia l'introduzione dei Pacs non ha abolito il matrimonio. Tante volte lì capita che chi ha contratto un Pacs negli anni successivi poi arriva al matrimonio. Non sono in contrasto. Oggi chi convive non ha nessuna tutela, la legislazione non la contrasta ma non prevede nemmeno delle norme di tutela nei confronti dei soggetti deboli del rapporto. Con l'introduzione dei Pacs una coppia potrebbe scegliere tra 3 livelli di tutele: matrimonio, pacs e semplice convivenza. Aumenterebbe l'offerta e la libertà dei cittadini. Non credo che sia un problema, ma solo una opportunità in più per due persone. Ricordo infine che i separati in attesa dell'ottenimento del divorzio non hanno scelta, oggi possono solo convivere senza alcuna tutela giuridica, tutto a danno del soggetto debole.
scusate la mia ignoranza ma ci sta una cosa che non riesco a capire
quale sarebbe la differenza tra sti pacs e un matrimonio civile?
Atelkin,
posso capire la tua rabbia stasera per non aver vinto una partita già in tasca, ma dimentichi troppo facilmente che in Italia non tutti si genuflettono ai Capi di Stato stranieri

più che di struzzi, è la linea generale della classe politica italiana che sta sempre "sul pezzo" quando c'è da mangiarci o da genuflettersi (verso ogni altezza e tipologia).
picciò, nessuno escluso.
maschilista

no.,li pacche a la faccia sono necessari

intorno a lui
il fenomeno sociale della convivenza sta diventando una realtà sempre più importante direi quasi maggioritaria

Solo lo struzzo mette la testa sotto terra per non guardare cosa accade introno a lui.
Nuova reply all'argomento:
perchè i PACS sono necessari
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